Piero Braglia

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Piero Braglia
Nazionalità Italia Italia
Altezza 173 cm
Peso 71 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Squadra Alessandria
Ritirato 1989 - giocatore
Carriera
Giovanili
Barbanella Grosseto
Follonica
Squadre di club1
1973-1975 Montevarchi 59 (7)
1975-1976 Cremonese 7 (0)
1976-1978 Fiorentina 23 (0)
1978-1984 Catanzaro 142 (4)
1984-1985 Triestina 23 (0)
1985-1987 Catania 65 (5)
1987-1989 Rondinella 57 (0)
Carriera da allenatore
1989-1990 Bibbienese
1990-1992 Colligiana
1992-1993 Rondinella
1993-1994 Sangiovannese
1994-1996 Montevarchi
1996-1997 Pontedera
1997 Carrarese
1998-1999 Sangiovannese
1999-2000 Foggia
2000-2001 Montevarchi
2001-2003 Chieti
2003-2005 Catanzaro
2005-2006 Sangiovannese
2006-2007 Pisa
2007-2008 Lucchese
2008-2009 Frosinone
2009 Taranto
2010-2014 Juve Stabia
2014-2015 Pisa
2015-2016 Lecce
2016- Alessandria
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 15 giugno 2016

Piero Braglia (Grosseto, 10 gennaio 1955) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista, attuale allenatore dell'Alessandria.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

È cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Barbanella Grosseto e da qui, sempre nelle giovanili è passato al Follonica e quindi alla Fiorentina. Ha poi militato in Serie C nel Montevarchi e nella Cremonese. È tornato quindi a Firenze dove ha esordito nella massima serie, con la maglia viola, il 20 marzo 1977 a Catanzaro, in Catanzaro-Fiorentina (0-1).

Dopo un anno da titolare in viola, nella stagione 1977-1978, nell'autunno viene ceduto al Catanzaro neopromosso in massima serie. In Calabria disputa cinque stagioni in Serie A e una in Serie B.

Nel 1984, dopo la doppia retrocessione dei calabresi dalla Serie A alla Serie C1, passa alla Triestina in Serie B, dove resta una stagione, quindi si trasferisce al Catania, dove disputa altre due annate fra i cadetti, chiuse con la retrocessione della stagione 1986-1987. Torna quindi in Toscana per chiudere la carriera di calciatore con la Rondinella.

In carriera ha totalizzato complessivamente 140 presenze in Serie A e 113 presenze e 5 reti in Serie B.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Vince un Campionato Interregionale nella stagione 1990-1991 (successivamente Serie D) con la formazione della Colligiana, perdendo poi lo spareggio per l'ammissione alla Serie C2 con l'Avezzano.

Nella stagione 1994-1995 vince il campionato di Serie C2 1994-1995 con il Montevarchi. Poi passato in Serie C1, prima con il Chieti (con cui disputa due campionati sfiorando i play-off in entrambe le occasioni) e poi, nel campionato 2003-2004 con il Catanzaro, riportando la squadra calabrese in Serie B dopo quattordici anni. Nella stagione 2006-2007 guida il Pisa, riportandolo in Serie B dopo tredici anni, superando nella finale play-off il Monza.

Nella stagione 2007-2008 diviene l'allenatore della Lucchese in Serie C1 girone B. Dopo che la squadra si era mantenuta per tutta la stagione in zona play off, alla fine del campionato si classifica all'8º posto. Il pessimo finale di stagione è da imputarsi al precipitare della situazione societaria che porterà il glorioso sodalizio rossonero al fallimento.

Il 6 giugno 2008 firma con il Frosinone in Serie B. Con i ciociari conquista l'11º posto finale. A fine stagione non viene riconfermato.

Il 5 luglio 2009 il Taranto ingaggia Braglia[1] che, secondo il contratto, sarebbe dovuto rimanere in riva allo Ionio fino alla fine del campionato, con opzione per l'anno successivo. Il 22 settembre 2009, dopo cinque giornate di campionato, il neo-presidente del Vincenzo D'Addario lo solleva dall'incarico.

Juve Stabia[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 giugno 2010 diventa l'allenatore della Juve Stabia,[2] che dopo la disputa dei play-off 2010-2011, riporterà la squadra di Castellammare di Stabia dopo quasi sessant'anni in Serie B. Durante la stagione porta la squadra al 5º posto permettendo la partecipazione a play-off. In semifinale la squadra guidata da Braglia incontra il Benevento: vince in casa per 1-0, pareggia il ritorno al Ciro Vigorito per 1-1 e permette alla Juve Stabia di raggiungere la finale dopo dodici anni. In finale incontra l'Atletico Roma e dopo un pareggio in casa per 0-0, il 19 giugno vincendo per 0-2 allo Stadio Flaminio conquista la promozione in Serie B. Nella stessa stagione la squadra gialloblu vince anche la Coppa Italia Lega Pro.

Per la stagione 2011-2012 viene riconfermato alla guida delle vespe in Serie B, dove riesce a ottenere il record di quattro vittorie consecutive da neopromossa, impresa nella quale nessuno era riuscito prima,[senza fonte] sconfiggendo in casa l'Ascoli e il Pescara e vincendo in trasferta al Granillo di Reggio Calabria, oltre al San Francesco di Nocera Inferiore nel derby campano di Serie B. La Juve Stabia finisce al 9º posto. Fino a gennaio ha a disposizione tale Simone Zaza che viene impiegato con il contagocce.

La stagione 2012-2013 lo vede ancora alla guida della società campana. Il 6 ottobre 2012, in occasione di Pro Vercelli-Juve Stabia, terminata 4-1 per le vespe stabiesi, il tecnico toscano festeggia le 100 panchine alla guida della compagine stabiese.

Il 23 novembre 2013 viene sollevato dall'incarico di allenatore della Juve Stabia assieme al suo vice Mauro Isetto dopo l'ennesima sconfitta (2-3 col Trapani), la decima in quindici partite di campionato giocate che costa alla squadra l'ultimo posto solitario in classifica. Il 24 febbraio 2014, a seguito dell'esonero di Fulvio Pea, ritorna alla guida delle vespe[3]; ma non riesce ad evitare la retrocessione della squadra campana.

Ritorno a Pisa[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 giugno 2014 viene ufficializzato il suo ritorno al Pisa, dopo 7 anni dall'ultima storica promozione della squadra toscana in serie B. Il 16 marzo 2015 viene esonerato[4].

Lecce[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 ottobre 2015 comincia l'avventura come allenatore nel Lecce, con cui sottoscrive un contratto valevole fino alla fine della stagione[5]. Con i giallorossi ottiene 18 risultati utili consecutivi, ma un mese di aprile negativo pregiudica il piazzamento della squadra, che si classifica terza e disputa i play-off. Il Lecce viene eliminato in semifinale dal Foggia. Al termine della stagione la dirigenza non gli rinnova il contratto.

Alessandria[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 giugno 2016 firma un contratto annuale con l'Alessandria in Lega Pro.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato
Comp Pres Reti
1973-1974 Italia Montevarchi C 31 4
1974-1975 C 28 3
1975-1976 Italia Cremonese C 7 0
1976-1977 Italia Fiorentina A 1 0
1977-1978 A 22 0
1978-1979 Italia Catanzaro A 21 4
1979-1980 A 20 0
1980-1981 A 22 0
1981-1982 A 26 0
1982-1983 A 28 0
1983-1984 B 25 0
1984-1985 Italia Triestina B 23 0
1985-1986 Italia Catania B 33 3
1986-1987 B 32 2

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Catanzaro: 2003-2004
Pisa 2006-2007[6]
Juve Stabia: 2010-2011[6]
Montevarchi: 1994-1995
Juve Stabia: 2010-2011

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ufficiale, Piero Braglia nuovo allenatore del Taranto, mondorossoblu.it, 5 luglio 2009.
  2. ^ UFFICIALE: Braglia nuovo tecnico della Juve Stabia Tuttomercatoweb.com
  3. ^ UFFICIALE: Juve Stabia, torna Braglia per sostituire Pea Tuttomercatoweb.com
  4. ^ Piero Braglia sollevato dall'incarico, Pisachannel.tv, 16 marzo 2015. URL consultato il 23 marzo 2015.
  5. ^ Mister Braglia è il nuovo tecnico giallorosso, su U.S. Lecce. URL consultato il 12 ottobre 2015.
  6. ^ a b Promozione dopo Play-Off

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]