Fiorenzuola d'Arda

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – "Fiorenzuola" rimanda qui. Se stai cercando il quartiere di Cesena, vedi Fiorenzuola (quartiere di Cesena).
Fiorenzuola d'Arda
comune
Fiorenzuola d'Arda – Stemma Fiorenzuola d'Arda – Bandiera
Fiorenzuola d'Arda – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Piacenza-Stemma.png Piacenza
Amministrazione
Sindaco Giovanni Compiani (lista civica di Centro-sinistra) dal 30/05/2011 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 44°56′00″N 9°54′00″E / 44.933333°N 9.9°E44.933333; 9.9 (Fiorenzuola d'Arda)Coordinate: 44°56′00″N 9°54′00″E / 44.933333°N 9.9°E44.933333; 9.9 (Fiorenzuola d'Arda)
Altitudine 80 m s.l.m.
Superficie 59,74 km²
Abitanti 15 412[1] (31-12-2013)
Densità 257,98 ab./km²
Frazioni Baselicaduce, San Protaso
Comuni confinanti Alseno, Besenzone, Cadeo, Carpaneto Piacentino, Castell'Arquato, Cortemaggiore
Altre informazioni
Cod. postale 29017
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 033021
Cod. catastale D611
Targa PC
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti fiorenzuolani
Patrono san Fiorenzo
Giorno festivo 17 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fiorenzuola d'Arda
Posizione del comune di Fiorenzuola d'Arda nella provincia di Piacenza
Posizione del comune di Fiorenzuola d'Arda nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Fiorenzuola d'Arda (Fiurinsöla [fiuriŋ'søːlʌ] in dialetto piacentino) è un comune italiano di 15.379 abitanti della provincia di Piacenza.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Fiorenzuola d'Arda è elencato tra i comuni di pianura, nella regione agraria Basso Arda[2]; l'altitudine media è di ottantadue metri sul livello del mare. Confina con i comuni di Cadeo, Alseno, Besenzone e Castell'Arquato. Fiorenzuola d'Arda risulta essere il comune più popolato della provincia dopo Piacenza.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Fiorenzuola d'Arda.

Fiorenzuola d'Arda appartiene alla zona climatica E[3].

Fiorenzuola d'Arda[4] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4 7 13 17 22 26 29 27 24 17 10 5 5,3 17,3 27,3 17 16,8
T. min. mediaC) -3 -1 2 6 10 13 16 16 13 9 3 -2 -2 6 15 8,3 6,8
Precipitazioni (mm) 63 70 77 78 71 63 38 67 57 94 91 70 203 226 168 242 839
Umidità relativa media (%) 86 83 75 78 76 75 73 75 78 85 88 89 86 76,3 74,3 83,7 80,1

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Preistoria ed epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

La Val d'Arda è stata interessata dal popolamento umano durante tutte le fasi della Preistoria. Testimonianze del Paleolitico inferiore sono presenti nel comune di Castell'Arquato ove sono state ritrovate schegge di selce nel 1982.

Rinvenimenti relativi al Neolitico si sono avuti in tutti i comuni della vallata a monte della Via Emilia; alla Palazzina d'Olza, nel comune di Fiorenzuola d'Arda, furono scoperti nel 1894 tre fondi di capanne circolari, ritenuti la più importante testimonianza del Neolitico in Val d'Arda.

I resti di palafitte trovati a Fiorenzuola d'Arda in Via Bressani tra il 1950 e il 1960, e in vicolo Templari, nel 1967, ritenuti di difficile datazione, lasciano in sospeso l'ipotesi di un abitato palafitticolo; una lama in selce e un pugnale di bronzo rinvenuti a Frascale di San Protaso, frazione di Fiorenzuola d'Arda, e attribuiti a questo periodo, sono custoditi dal 1896 nel Museo Pigorini di Roma. L'Età del Ferro non risulta documentata nel comune di Fiorenzuola d'Arda ma è testimoniata nei comuni di Morfasso, Veleia, Vigoleno, e Villanova sull'Arda.

Nel 222 a.C. l'Emilia è ormai completamente romana e nel 218 Piacenza e Cremona diventano colonie latine. Insieme ai reperti archeologici, la toponomastica è fonte di dati geografici e sociali in ausilio alla Storia: la presenza in Val d'Arda e in particolare nel comune di Fiorenzuola dei toponimi terminanti nelle desinenze in -asco e -asca denotano la presenza anche dei Liguri, antagonisti di Roma, mentre quelli terminanti in -ena ed -enna denotano l'influenza degli Etruschi. La Via Emilia e la centuriazione consolidarono l'unità e il saldo possesso della regione da parte dei romani che ne fecero una regione dalle prospere condizioni economiche. Fiorenzuola d'Arda, su questa "strada strategica di prim'ordine e spina dorsale dell'Italia settentrionale"[5] fra città famose, visse quella felice stagione che toccò il suo apice nel II secolo d.C.

Tomba Romana
Tomba Romana

Fiorenzuola è la Florentia segnata negli itinerari dell'ultima età imperiale: la Tavola Peutingeriana, l'Itinerario di Antonino Augusto e le Coppe argentee sono tutte concordi nello stabilire in 15 mila passi (22 km.) la distanza tra Placentia e Florentia; Fiorenzuola era una mansio, stazione di tappa sulla Via Emilia. Il nome Florentiola compare nell'VIII secolo d.C. nella Cosmografia dell'anonimo geografo ravennate, per distinguerla dalla Florentia Etrusca (Firenze).

Numerose sono le testimonianze dell'impronta romana di Fiorenzuola[6]:

  • Anfore Olearie rinvenute nel 1972
  • Tomba alla cappuccina risalente al secondo/terzo secolo d.C. rinvenuta nel 1976 in località Molinetto e ricostruita nell'atrio della Scuola Secondaria di I grado ove è ancora visibile
  • Epigrafe rinvenuta nel 1813 nel Podere Trompella e ora conservata nel Museo Nazionale di Parma

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Piacenza nel 322, secondo un'accreditata tradizione, era già sede vescovile; nel 350 il protovescovo S. Vittore faceva erigere la prima cattedrale piacentina (Basilica Vittoriana). Fiorenzuola, favorita dalla Via Emilia, a 22 km da Piacenza dovette ricevere il messaggio evangelico in quegli anni.

La più antica lapide testimoniante il cristianesimo piacentino fu scoperta nella frazione del Moronasco, in comune di Fiorenzuola d'Arda. I diplomi dei re longobardi Ilprando (744) e Rachis (746) confermavano al vescovo di Piacenza il possesso dei monasteri rurali di Fiorenzuola, Tolla e Gravago e del monastero cittadino dei SS. Tommaso e Siro; un rector li reggeva in nome del Vescovo.

Il monastero di Fiorenzuola è ancora documentato, come abbazia benedettina, sotto il titolo San Fiorenzo, nell'anno 830, in una declaratoria di giudici imperiali a favore di Cosma che ne era abate. Nel X secolo Fiorenzuola era sede di una Pieve, forse la chiesa del monastero soppresso, affidata al clero secolare; da essa dipendevano numerose chiese (dette suffraganee) tra le quali ricordiamo quelle di Alseno, di Baselicaduce, Lusurasco e Moronasco.

Le invasioni barbariche dei Goti, Unni e Longobardi, tra il V e VII secolo, non consentirono tregue e ricostruzioni dei centri minori saccheggiati, incendiati e semidistrutti. Fiorenzuola rinacque intorno al Monastero e poi alla pieve, ove si sviluppò il borgo sulla pianta di un tipico castrum romano. Il Castrum Vetus di Fiorenzuola viene citato in una pergamena del 1248 conservata nell'Archivio Parrocchiale e, nel 1341, nella zona verso Piacenza viene aggiunto ad opera dei Visconti il Castrum Novum (il tutto circondato da mura e fossati). Delle antiche torri è rimasta quella ora adibita a campanile della Collegiata. Durante il regime vescovile l'agricoltura prosperò tramite la concessione delle campagne a piccoli signori feudali locali e con le forme dell'enfiteusi. Il 29 luglio 923 fu il giorno più nero della storia di Fiorenzuola, teatro di una tra le più sanguinose battaglie dell'epoca, combattuta tra Berengario I, imperatore del Sacro Romano Impero e Re d'Italia e l'antagonista Rodolfo II di Borgogna[7].

Alessandro Farnese

Durante i primi decenni del XIII secolo Fiorenzuola si eresse a libero Comune; per la sua posizione geografica, sempre nel XIII secolo, fu esposta alle conseguenze delle battaglie combattute nel suo territorio tra parmigiani e cremonesi (ghibellini) alleati contro i piacentini (guelfi). È in quella arroventata atmosfera che a Piacenza si instaurò la Signoria.

Nel 1586 Alessandro Pallavicino, erede e cugino di Sforza Pallavicino dovette cedere, dopo solo un anno di dominio, lo Stato Pallavicino (comprendente il feudo di Fiorenzuola) ad Alessandro Farnese.

Alla Signoria si sostituiva il Principato ed iniziava un periodo storico più civile; nella Comunità sarebbero stati proporzionalmente rappresentati i ceti borghigiani e quelli rurali.

Fiorenzuola fece parte dello Stato farnesiano, che comprendeva i ducati di Parma e Piacenza fino al 1731, anno della morte dell'ultimo duca Antonio Farnese. Seguì la dominazione dei Borboni, eredi e discendenti dei Farnese.

Una grida del 25 ottobre 1802 annunciava ai fiorenzuolani la decisione che l'esercizio della sovranità era diventato di pieno diritto della Repubblica Francese: era quindi l'inizio della dominazione napoleonica.

Risorgimento ed età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Maria Luigia d'Austria, vedova dell'Imperatore Napoleone Bonaparte, sarà la Duchessa della Restaurazione governando il ducato dal 1814 al 1847. Alla sua morte, come stabilito da una clausola del Trattato di Vienna, il Ducato ritornò alla dinastia dei Borboni.

Tra gli avvenimenti importanti di questo periodo ebbe una certa risonanza lo scontro avvenuto il 25 febbraio 1831 tra un battaglione austriaco di 500 soldati ed una colonna di 170 insorti (in gran parte studenti) venuti da Parma a presidiare Fiorenzuola: caddero due insorti e altri 22 furono arrestati e condotti prigionieri a Piacenza[8].

Il 26 marzo 1848 l'anzianato delibera la formazione di una guardia civica nazionale per mantenere l'ordine pubblico. Il 10 maggio dello stesso anno Fiorenzuola si annetteva al Piemonte.

Il 18 marzo 1860 la provincia di Piacenza viene dichiarata parte integrante del Regno d'Italia e il 18 maggio 1862 viene fondata la Società del Mutuo Soccorso tra gli operai di Fiorenzuola d'Arda.

Dal 1º gennaio 1866 la denominazione ufficiale della città divenne Fiorenzuola d'Arda. Con l'annessione al Regno e la relativa pace fiorirono, negli anni successivi, numerose opere quali, ad esempio, la Raffineria dei Petroli nel 1892 prima in Italia[9]

Durante il primo conflitto mondiale gli edifici adatti di Fiorenzuola vennero trasformati in stabilimenti sanitari per malati e feriti di guerra per una capienza totale di 800 posti. I caduti fiorenzuolani furono 210 e ad essi venne dedicato il Monumento in Piazza Caduti[10]. Tra i due conflitti mondiali la città attraversò un periodo relativamente florido nonostante la crisi economica di quegli anni. Durante il secondo conflitto mondiale Fiorenzuola venne colpita dai bombardamenti e fu così che molti abitanti cominciarono ad essere sfollati in luoghi ritenuti più sicuri come i poderi La Confina, La Dugara e Riomezzano. Il contributo di vite umane fu alto soprattutto tra i civili e questo fu riconosciuto dal Presidente della Repubblica con la Medaglia d'Oro al Valore Militare concessa con decreto del 12 aprile 1996 e consegnata dallo stesso il 9 ottobre[11]

Qualche anno più tardi Fiorenzuola viene assunta al rango di Città (D.P.R. 18 settembre 1956) e tale evento è ricordato con una targa sulla facciata del municipio. Negli anni sessanta-settanta lo sviluppo territoriale della città arrivò al suo massimo e, nel giro di pochi anni, si triplicò l'estensione dell'abitato che per secoli era rimasto immutato.

Oggigiorno Fiorenzuola è una cittadina di provincia sede di industrie di livello europeo, centri sperimentali di notevole importanza, di associazioni conosciute e stimate in tutta Italia.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Storie e Leggende dello Stemma di Fiorenzuola[12]

L'origine dello stemma è misterioso: ci sono ben tre leggende che tentano di spiegarla. Una delle storie più interessanti è quella di una battaglia avvenuta nel 73 a.C. combattuta da Marco Lucullo. Secondo questo racconto, Lucullo esitava a dare inizio alla battaglia perché in inferiorità numerica: era al comando di sedici plotoni contro i cinquanta del nemico; all'improvviso, però, un vento che proveniva dalla pianura portò sulla sua tendopoli una grande quantità di rose. Le rose si fermarono sugli elmi e sugli scudi dei soldati di Lucullo, il quale interpretò il fatto come un segnale divino di buon auspicio, così attaccò il nemico con grande slancio e riuscì in breve tempo ad annientarlo. Esiste un'altra versione della leggenda che, pur mantenendo invariati i particolari delle rose cadute su un accampamento militare alla vigilia di un'importante battaglia, fa riferimento allo scontro che a Fiorenzuola contrappose nel 923 Berengario I, imperatore del Sacro Romano Impero e Re d'Italia e l'antagonista Rodolfo II di Borgogna.

Secondo un'altra storia le rose dovrebbero ricordare le tre figlie di un nobile che abitava in queste località; la fama della bellezza delle donzelle si era sparsa in tutto il contado ed arrivò sino alle orecchie del guerriero che, con la sua crudeltà, faceva vivere nel terrore i residenti di quella zona. Quest'uomo, dopo averne assassinato i genitori, rapì le tre fanciulle. Il pianto e la disperazione delle ragazze commossero una divinità dei boschi che, per salvarle dal rapitore le trasformò in tre rose bianche. Arrabbiato, il cavaliere cercò di strappare i fiori dal terreno, ma, per quante volte lui ci provasse non riusciva mai nel suo intento, anzi, le spine delle rose lo punsero profondamente, tanto da farlo morire dissanguato.

Una terza leggenda racconta invece che un drago aveva rapito tutte le fanciulle di un villaggio della Val d'Arda e nessun abitante del posto, malgrado i diversi tentativi, riuscì a salvarle. Finalmente arrivarono quattro nobili cavalieri gemelli che sfidarono il drago. La lotta fu dura e al tramontare del sole, solamente il più giovane dei cavalieri era vivo. Raccogliendo le forze lancio il suo ultimo attacco, riuscendo così ad uccidere il drago, ma nonostante la vittoria, il cavaliere si mise a piangere, per la perdita dei suoi fratelli. Allora la principessa Fiore, che era la ragazza più bella del villaggio, per alleviare il suo dolore gli cucì sul mantello tre rose bianche, in ricordo dei tre valorosi giovani caduti.

Lo stemma di Fiorenzuola d'Arda.

Lo stemma ufficiale di Fiorenzuola d'Arda, prescritto dal modello allegato al Decreto Presidenziale che le concede il titolo di città (18 settembre 1956) è così composto:

Di rosso a tre rose d'argento disposte 2-1. Ornamenti esteriori da Comune.

Le tre rose sono disposte, nel campo rosso dello scudo, come i vertici di un ideale triangolo isoscele capovolto.

Gli ornamenti esteriori sono:

  • La corona murale del Comune, sopra lo scudo, formata da un cerchio aperto da quattro pusterle di cui tre visibili con due cordonate a muro sui margini, sostenente una cinta aperta a sedici porte di cui nove visibili, ciascuna sormontata da una merlatura a coda di rondine: il tutto d'argento e murato di nero.
  • Il serto, sotto la punta dello scudo, è formato da un ramo di alloro alla destra e da uno di quercia a sinistra, uniti da un nastro.

L'ultima edizione dello stemma di Fiorenzuola differisce dalle precedenti nella raffigurazione delle rose che sono rappresentate realisticamente con il gambo, il ricettacolo e i petali.

Il più antico stemma di fiorenzuola è affrescato nel sottoarco dell'abside della Collegiata di San Fiorenzo, nei due cerchi-scudi ovati sostenuti da putti all'inizio dei festoni. È l'archetipo degli stemmi fiorenzuolani ad opera di un ignoto pittore lombardo della fine del XV secolo. Lo stemma di Fiorenzuola rientra nella categoria degli stemmi parlanti; inoltre, in araldica, il giglio e la rosa sono i fiori più comuni nei blasoni e spesso rappresentati in tre unità.

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Il Santo Patrono di Fiorenzuola d'Arda è San Fiorenzo di Orange e lo si celebra il 17 ottobre. Copatrono della Città sull'Arda è San Bernardo, dal 1693. La sua festa è il 20 di agosto. Anticamente Fiorenzuola aveva un altro patrono: San Bonifacio.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Fiorenzo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa parrocchiale di Fiorenzuola d'Arda.
La Collegiata di San Fiorenzo

La chiesa parrocchiale di Fiorenzuola d'Arda è dedicata a San Fiorenzo di Tours. Ebbe una lunga vicenda di edilizia, dal XIII secolo agli ultimi restauri del 1933 promossi dall'arciprete mons. Luigi Ferrari, che resse la parrocchia dal 1921 al 1964.

Oratorio della Natività della Beata Vergine Maria[modifica | modifica wikitesto]

Facciata dell'Oratorio della Natività

L'oratorio della Natività, detto della "morte", è un piccolo Santuario rinascimentale. Situato a metà di via della liberazione si fa notare per la graziosa facciata cinquecentesca adorna di un bel portale marmoreo, coronata da un timpano con un finestrone semicircolare inserito.

L'interno è a croce greca con una cupola ellissoidale, i semipilastri sono di colore rosso e le pareti ravvivono la quieta e mistica luce.

A destra si apre la cappella dell'addolorata, decorata nel 1878 dal fiorenzuolano Tito Rocca; la campata centrale si prolunga ai lati con due cappelle i cui altari sono stati demoliti ma restano i policromi paliotti barocchi murati sulle pareti di fondo, ambedue dello stesso disegno, e due tele di ignoti pittori.

In quella di destra una natività di Maria " notevole dipinto cinquecentesco di carattere cremonese molto vicino al malosso e con chiari ricordi della'ambiente correggesco, in particolare del parmigiano (a.g. Quintavalle). Le nature morte ricordano i Campi". Per Corrado Mingardi è "opera assai interessante che rivela i modi dei Fiamminghi (Gian Battista, Gian Mauro e Mauro della Rovere) attivi in Lombardia e Piacenza; il gruppo principale delle ancelle e della lavatrice è ripreso tale e quale da un quadro di Ambrogio Figino in S.Antonio a Milano.

Nella cappella di sinistra il transito di S.Giuseppe, di mediocre fattura; sul presbiterio domina la statua della Madonna del Carmine.

Nelle antiche piante topografiche di Fiorenzuola questo oratorio era denominato oratorio dello Spedale dei pellegrini o di Santa Maria dei battuti o dei disciplinati Si ha notizia che nel 1600, nei giorni festivi, vi si istruivano le fanciulle nella dottrina cristiana.[13]

Chiesa e convento San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso della Chiesa di San Francesco

La costruzione della chiesa iniziò nel 1519 con il permesso del Papa Leone X. Risulta essere tripartita orizzontalmente:

  • nella sezione inferiore s'apre un semplice portale
  • nella centrale un ampio finestrone rinascimentale
  • nella superiore, al centro del timpano, campeggia lo stemma di casa Lucca alla quale si devono la conservazione, i restauri e la riapertura del tempio al culto dopo un secolare abbandono a seguito di un decreto di Napoleone.

Successivamente la chiesa visse un periodo di splendore artistico venendo riccamente decorata e abbellita da quadri di valore e fu riaperta nel 1898.

Ai lati s'aprono quattro cappelle per parte; tutta la decorazione baroccheggiante della volta, del catino absidale e delle cappelle è frutto di successivi interventi del nostro secolo e così per gli altari marmorei e la pavimentazione[14].

Con le offerte della popolazione fiorenzuolana nel 1632 ebbe inizio la costruzione del convento il cui orto aveva una superficie di 2286 m²; una parte di esso rimase annessa al convento, e più tardi all'Asilo infantile, mentre sull'altra furono costruite le case operaie, volute nel 1863 da Luigi Lucca.

Il 29 giugno 1805 il commissario Canevali, in virtù del decreto di Napoleone, sequestrava il convento intimando lo sfratto ai religiosi francescani che furono costretti a trasferirsi in quello di San Giovanni.

Nel 1816 Maria Luigia aderiva alla richiesta dei fiorenzuolani e concedeva agli stessi religiosi di ritornare nel loro convento, dove rimasero fino al 1860

Chiesa ed ex-convento di San Giovanni[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso dell'Ex-Convento ora sede del Municipio

Sul piazzale S. Giovanni il complesso rettangolare di convento e chiesa mostra la mole di uno dei più grandi monasteri della nostra zona. Nel 1451 venne consacrata la Chiesa dell'Ordine religioso degli Umiliati; nel 1571 Papa Pio V soppresse l'Ordine degli Umiliati e così venne chiusa anche la chiesa. Nel 1605 l'Ordine dei Riformati di S. Bernardo si stabilì a Fiorenzuola, demolì la chiesa e le case degli Umiliati e vi costruì una parte dell'attuale Monastero ed il tempio ottagonale con la cupola.

Tutti gli arredi originari, i quadri, le statue, il coro di legno, che era oggetto di ammirazione, vengono venduti nel 1892 ad un antiquario milanese. Nel corso dei secoli il Convento andò soggetto alle più svariate destinazioni d'uso: ad esempio nel 1691 fu occupato dalle Truppe tedesche dell'Imperatore Leopoldo, nel 1769 il Governo Parmense soppresse il convento dei Bernardini e le rendite andarono a favore dell'Ospedale degli Infermi. Dal 1806 al 1812 ospitò il Tribunale Imperiale di Napoleone. Nel 1817 venne assegnato alla Duchessa Maria Luigia che concesse ai Francescani di stabilirsi nel Convento, poi fu di nuovo laicizzato e tutto quanto il complesso passò al comune che vi istituì l'Ospedale dei Tisici.

Nel 1871 il comune acquistò il Convento trasformando la parte nord della chiesa in Caserma e la parte sud in prigione mandamentale. Nel 1892 la Chiesa e parte del Convento furono trasformati in locali doganali. Durante la seconda guerra mondialele cantine vennero utilizzate dai fiorenzuolani come rifugio antiaereo. Nel 1972 il Comune decise di far restaurare il Convento su progetto dell'architetto Muracchini di Parma; nel 1974 vennero aperti i Centri Socio-Culturale, l'Auditorium e inaugurata la nuova sede della Biblioteca; la bella Chiesa barocca restaurata ora serve da sala manifestazioni musicali e culturali[15].

Oratorio di Caravaggio[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso della Chiesa di Caravaggio
Particolare della facciata

Nel 1621 si costituiva la Confraternita degli Agonizzanti, detta di San Giuseppe; ad essa pare si debba la costruzione della chiesa comunemente detta Caravaggio. La tradizione vuole che la chiesa sia stata eretta quale voto di popolo in occasione di epidemia e guerra ed è dedicata alla Beata Vergine di Caravaggio.

La pianta del tempio è ad unica navata. Nell'interno, sopra la porta e per tutta la larghezza della controfacciata, una capace cantoria in muratura, con parapetto sagomato e decorato da strumenti musicali dipinti, evoca pompose liturgie.

Il titolo di Oratorio Ducale fu concesso ai tempi di Ferdinando di Borbone e confermato poi da Maria Luigia.

Nel 1861, per concensione di Re Vittorio Emmanuele II, fu sostituito con quello di Reale; nel 1862 nell'oratorio si tenne un'assemblea di centoventidue artigiani e operai fiorenzuolani per fondare la Società di Mutuo Soccorso.

Nel 1937 fu restaurata la facciata della chiesa, grazie ad un contributo concesso da Secondo Gonzaga e alla manodopera volontaria dell'impresa edile Bagatti.[16]

Chiesa Beato B.G. Scalabrini[modifica | modifica wikitesto]

Centro Scalabrini

Unitamente alla chiesa Collegiata, può essere pensata come uno dei due fuochi di una virtuale ellisse: quella della comunità cristiana che si riconosce nella parrocchia di San Fiorenzo. Questi due luoghi di culto esprimono infatti la volontà di favorire l'unione e la comunione fra tutti i membri di una stessa parrocchia senza distinzioni tra centro e periferia.

L'esigenza di un luogo in cui la comunità potesse convenire per la liturgia, la formazione e la fraternità nasce fin dal 1964 a seguito della constatazione che lo sviluppo urbanistico di Fiorenzuola d'Arda si estendeva prevalentemente a sud in quanto nelle altre direzioni risultava bloccato dalla ferrovia e dal torrente Arda.

Soltanto trent'anni più tardi si sarebbe potuto iniziare l'opera: il 17 ottobre 1995 vi fu la posa della prima pietra.

L'inaugurazione ufficiale del nuovo centro pastorale avvenne il 5 giugno 1999 alla presenza dell'vescovo mons. Luigi Monari. Con il passare degli anni la chiesa e il centro pastorale sono diventati sempre più luogo di incontro per celebrazioni e momenti di preghiera della comunità cristiana oltre ad essere diventati spazio in cui si ritrovano ragazzi, giovani e adulti per diverse circostanze.[17]

Cimiteri[modifica | modifica wikitesto]

Cimitero comunale[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso Cimitero

Il cimitero più antico di cui si ha traccia risale al 1200 ed era situato nel luogo dove ora sorge la canonica e parte del giardino. Nel 1804 si autorizzava lo spurgo dei sepolcri gentilizi nella Chiesa Maggiore e del cimitero attiguo (decreto del Vescovo di Piacenza).

Il nuovo cimitero sorse in piazza Dogali (oggi Piazza piccola del Mercato) e venne utilizzato fino al 1875 quando lo spazio disponibile divenne insufficiente e l'ubicazione ritenuta inadeguata in quanto troppo al centro del paese.

La costruzione dell'attuale cimitero venne completata nell'anno 1876 su disegno del Cav. Dellacella e fino al 1877 si procedette al trasferimento delle ossa dal vecchio cimitero con contemporanea bonifica di piazza Dogali. Una successiva opera di ampliamento si ebbe negli anni '80[10].

Cimitero ebraico[modifica | modifica wikitesto]

Particolare del Cimitero Ebraico

Il Cimitero Ebraico è situato a Nord-Est del Cimitero Cristiano, a ridosso del muro di cinta.

È un appezzamento di terreno a forma triangolare che fu trasferito nel 1881 dalla sua antica ubicazione lungo l'argine dell'Arda. Leggendo le iscrizioni sulle tombe si trovano i nomi delle antiche famiglie fiorenzuolane: Finzi, Levi, Fontanella e Foà.

L'ultimo cittadino di religione ebraica sepolto in questo cimitero fu il rag. Leonardo Foà nel 1985.

Edifici storici[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Molinari[modifica | modifica wikitesto]

Porzione di Piazza Molinari

Piazza Fratelli Molinari è l'antica Piazza Grande al centro del paese. Nel mezzo è situata la Collegiata, sullo sfondo di levante è visibile la torre mentre a ponente, sulla sommità d'un palazzo settecentesco, il belvedere, altissimo e con un ritmo di arcate.

La composizione di questo quadro urbano è di grande interesse per il contrasto fra le opere architettoniche e l'edilizia che la circonda.[18].

La torre campanaria[modifica | modifica wikitesto]

La Torre Campanaria

L'importante mole della torre a pianta quadrata, detta anche rocca centrale, si eleva su un basamento tardo romano costituito dal rustico bugnato del paramento attorno alla porta.

Il coronamento, formato dalla cella campanaria e dalla soprastante cupoletta, è settecentesco e fu decretato dalla Comunità nel 1753. Sulla facciata, nel 1770, è stata dipinta una meridiana, disegnata da Pietro, padre guardiano dei frati minori osservanti di San Francesco. Nel 1774 fu applicato un orologio.

È documentata, tuttavia, la presenza di un precedente orologio, deliberato dalla Comunità nel 1697, che batteva le ore sul campanone.[19].

Canonica[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo in cui ha sede la canonica è stato costruito, nelle forme attuali, nel 1892 per iniziativa dell'allora arciprete mons. Pietro Piacenza. La facciata è decorata da sette medaglioni con le effigi in bassorilievo di famosi ecclesiastici fiorenzuolani e piacentini. Sono, da sinistra:

  • Guglielmo di S. lorenzo, piacentino arciprete di Fiorenzuola, nel 1257.Papa Gregorio X lo elesse Camerlengo di Santa romana chiesa e vicario spirituale della Marca di Ancona.
  • Mons. Alberigo Draghi, di Fiorenzuola, domenicano.
  • Card. Vincenzo Maculani, domenicano, nato a Fiorenzuola nel 1578.
  • Card. Pietro Diani, nato a Fiorenzuola verso il 1140.
  • Card. Giulio Alberoni (Piacenza 1664-1752).
  • M. Lazzaro Pettinari (Fiorenzuola, verso il 1550 - Modena 1610)
  • Padre Zaccaria Campioni, gesuita.

Sull'orlo del cornicione spiccano tre fastigi: a sinistra lo stemma sormontato dal triregno di Papa Leone XIII, vicario di Cristo al tempo della costruzione della canonica; a destra lo stemma di Giovanni Battista Scalabrini vescovo di Piacenza; al centro del cornicione, quasi uno stemma, grandeggia l'effigie di S. Fiorenzo vescovo, in sella ad un cavallo.[20].

Monumento ai caduti[modifica | modifica wikitesto]

Il Monumento ai caduti della guerra 1915 - 18, eretto in piazza dei caduti, opera dell'architetto Manfredo Manfredi in collaborazione, con lo scultore Giuseppe Tonnini, fu inaugurato l'11 novembre 1923.

"Comporrà il monumento - si legge nella relazione del progetto stipulata da Manfredi - una grande ara votiva, sull'esempio di quelle classiche dell'architettura romana, informata a grande semplicità di linee: poserà su uno stilobate ...formeranno nella base due gradoni". La statua bronzea del fante eretto in posizione di riposo, campeggia sulla fronte del monumento. Ai lati, sul basamento, sono scolpite due epigrafi dettate dal prof. Mario Casella.

I fiorenzuolani caduti nella prima guerra mondiale furono duecentodieci, dei quali novantacinque in combattimento o in seguito a ferite, trentaquattro dispersi, settantasei per malattie contrattate in servizio e cinque per cause diverse.

L'elenco di queste vittime della guerra, pubblicato in un fascicoletto dalla tipografia Malvezzi, con poetica dedica dello stesso Casella e un'illustrazione dell'architetto Mario Bacciocchi, uscì nel giorno della inaugurazione del monumento.

Palazzo Bertamini Lucca[modifica | modifica wikitesto]

Interno del Palazzo Lucca

La prima metà di via Garibaldi è dominata dalla severa mole di Palazzo Bertamini Lucca del quale non si conosce l'architetto ma la cui costruzione risale agli anni che vanno dal 1724 al 1734.

Esso venne edificato dai tre fratelli Bertamini-canonico Francesco, abate Antonio e Giuseppe - di famiglia originaria di Sarzana, trasferitasi nella seconda metà del Seicento a Fiorenzuola e a Piacenza. I Bertamini avevano fatto erigere, agli inizi del Settecento, un palazzo a Piacenza, in strada Sopramuro, di classica eleganza.

Il palazzo di Fiorenzuola è costruito secondo uno schema difforme da quello tipico delle dimore nobiliari del Sei-Settecento: la pianta anziché essere a ferro di cavallo, con l'apertura rivolta verso il giardino, è rettangolare, a grilia, con due grandi corpi simmetrici che si fronteggiano sui lati minori; sono collegati tra loro, sui lati maggiori, da due ali più basse e, al centro, dall'atrio d'ingresso sopra il quale corre-al primo piano -una galleria.[21].

Palazzo Grossi[modifica | modifica wikitesto]

Vista del Palazzo Grossi

Sull'angolo tra via Garibaldi e il vicolo dei Templari, incastonato nel cuore del centro storico, Palazzo Grossi è la preziosa testimonianza dell'architettura civile rinascimentale a Fiorenzuola. La facciata principale sulla via, il lato est nel vicolo, e il camino del salone del piano terreno sono le sole parti originarie dopo gli inconsulti ammodernamenti subiti dell'edificio nel 1961.

La facciata in laterizio è illeggiadrita da formelle in terracotta, secondo il tipico stile rinascimentale lombardo, che decorano la cornice marcapiano orizzontale. La cornice è in forma di trabeazione e racchiude un fregio composto di coppie di chimere alate fronteggiantesi e sostenenti con una zampa il tondo, alternate a composizioni simmetriche di vasi tra cornucopie e volute. La fascia delle finestre richiama motivi tipici della tradizione decorativa plastica quattrocentesca. I putti che si aggrappano ai meandri gotici si riscontrano di frequente nelle costruzioni lombarde. Un medaglione tra le finestre racchiude in una ghirlanda uno stemma gentilizio, sul quale spicca un leone rampante, sormontato da un elmo con cimiero. Sul cammino, nel salone al piano terra, è scolpito lo stemma della famiglia Maculani - Bagarotti, imparentatasi nel secolo XVII coi Grossi.

Le mensole sulla sommità della facciata, secondo un'ipotesi ed una ricostruzione di Luigi Dodi, avrebbero dovuto reggere la grande guscia a lunetta del cornicione . La cornice segnapiano, sulla quale poggiano i davanzali delle due finestre, rende visibilmente, dall'esterno, l'altezza del piano terreno, assai superiore a quella del primo piano.

Gli elementi stilistici delle terrecotte e il raffronto con analoghe ornamentazioni consentono di datare il palazzo agli ultimi decenni del Quattrocento. Luigi Dodi nel suo saggio sull'architettura quattrocentesca in Val d'Arda, rileva le somiglianze con la decorazione di Palazzo Varesi di Lodi e con quella di Palazzo Landi di Piacenza, ove operarono Giovanni Battagio e Agostino de Fondutis l'uno per la parte architettonica, l'altro per la decorazione.[22].

Porta Piacenza[modifica | modifica wikitesto]

Porta Piacenza

Il breve vicolo della Madonna dell'Aiuto, che unisce la piazzetta della Rocca a viale Matteotti (via della Emilia), dà accesso all'antica Porta Piacenza, l'unica, tra le quattro che si aprivano nella cinta murata, a essersi conservata fino ai giorni nostri come unica testimonianza del tempo in cui Fiorenzuola, aveva l'aspetto di una grande fortezza militare. Porta Piacenza immetteva direttamente sul ponte dell'Arda che allora era riservato solo ai pedoni ed era anche nominata Porta Nuova perché venne aperta nelle mura dopo la costruzione della Rocca (dove ora giace la Piazza).

L'arco posto sopra Porta Piacenza risale al 1814 e ne sostituisce uno più antico; l'iscrizione che vi fu incisa ricorda la pace ottenuta nel 1814 dopo i drammatici anni di bufera napoleonica. Il progetto della Porta fu realizzato dal perito Ermenegildo Gradali e sotto l'arco vi è rappresentata l'immagine della Madonna dell'Aiuto, affresco che raffigura la Vergine col Bambino.

Le altre tre porte erano: Porta Parma, le cui ultime parti restanti vennero portate via nel 1890; Porta Chiusa, che incominciava all'inizio di via Liberazione davanti al sottopassaggio delle scuole e fu demolita nel 1890; infine Porta del Pretorio, che si trovava nelle vicinanze del Macello (largo Garibaldi) e fu demolita verso la fine del Settecento[23].

Ponte Maria Luigia[modifica | modifica wikitesto]

Ponte di Maria Luigia

L'inaugurazione del ponte sull'Arda, la cui costruzione era stata sancita da Maria Luigia sin dal 14 luglio 1833, avvenne il 13 agosto 1837; i lavori cominciarono nel 1834 e terminarono nel 1836. L'opera era particolarmente urgente in quanto il ponte vecchio, troppo stretto e destinato ai soli pedoni, rischiava di cadere nonostante le riparazioni del 1734 e si trovava all'imboccatura della porta di Piacenza.

Il nuovo fu ubicato all'altezza della strada Maestra (ora Corso Garibaldi) dopo aver demolito i resti dell'antica rocca viscontea che ostacolava la strada stessa. I progetti di costruzione furono elaborati dal capo Ingegnere Cav. Antonio Cocconcelli, autore dei due ponti sul Taro e sul Trebbia, ed eseguiti sotto la guida dell'Ingegnere Antonio Montecchino e dell'Ingegnere Fiorenzuolano Teofilo Rossi.

Le dimensioni del ponte dovevano essere di una lunghezza, testate comprese, di 69.70 metri, una larghezza tra i parapetti di 8.00 metri, ed un'altezza del piano dell'alveo di 5.30 metri. Sul lato sinistro del ponte fu posata la pietra inaugurale con il deposito, cioè un vaso di metallo contenente varie monete preziose e tre copie, in oro, in argento e in bronzo, della medaglia fatta valutare per la circostanza dalla Sovrana. La medaglia, del diametro di 55 millimetri, è esposta al Museo di Parma. Negli anni venti il ponte fu ampliato e il parapetto in mattoni fu demolito e sostituito con uno metallico[24].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[25]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 2.436, ovvero il 16,0% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[26]:

  1. Marocco, 414
  2. Albania, 359
  3. Romania, 319
  4. India, 294
  5. Burkina Faso, 249
  6. Ucraina, 111
  7. Tunisia, 105
  8. Sri Lanka, 71
  9. Ecuador, 62
  10. Macedonia, 57

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Gli Ospedali Militari di Riserva

Durante il periodo della Grande Guerra, Fiorenzuola trasformò i suoi edifici in stabilimenti sanitari per malati e feriti di guerra. Oltre all'Ospedale Civile (ristrutturato e organizzato in base a criteri di tipo sanitario e militare con una capienza di 150 posti letto) furono preposti a questo scopo il Palazzo Lucca (capienza di 300 posti letto), le Scuole Elementari (capienza di 200 posti letto) e l'Asilo Infantile Lucca (trasformato in ospedale nel 1917 con una capienza di 100 posti letto). La trasformazione di questi edifici in stabilimenti sanitari si deve al Direttore della Divisione di Piacenza con il sostegno del Genio Militare, del Sindaco in carica e dell'intero Consiglio Comunale.

Pronto Soccorso del Vecchio Ospedale
Ingresso del Nuovo Ospedale

Il 7 dicembre 1760 Gaetana Moruzzi, spinta dalla condizione di miseria in cui versava parte della popolazione cittadina, coltivò l'idea di fondare in Fiorenzuola un nuovo Ospedale. Il 2 giugno 1761 acquistò una casa posta in Strada Maestra (oggi Corso Garibaldi); nacque così l'Ospedale degli Infermi che iniziò a funzionare nel marzo 1762.

Le soppressioni napoleoniche del 1805 recarono notevoli difficoltà all'Ospedale: l'Oratorio di San Gaetano fu chiuso e il Monastero delle Domenicane fu occupato prima dalla Gendarmeria Francese e più tardi dagli Ussari tedeschi e dai Dragoni. Solo con la salita al potere di Maria Luigia si ebbe la restituzione dei locali.

Nel 1826 fu demolito il convento per ampliare l'ospedale e i lavori terminarono nel 1834. Con l'Amministrazione presieduta dall'ing. Prospero Guarini iniziarono le riforme atte a migliorare le attrezzature e creare un centro ospedaliero di riferimento per tutta la Val d'Arda. Durante il periodo bellico 1943-1945 l'ospedale fu trasferito nelle scuole di Castell'Arquato.

Agli inizi degli anni sessanta iniziò a stralci la costruzione del nuovo ospedale, che comportò la soppressione del giardino interno[27].

Nel giugno 2007 inizia la costruzione di quello che il 2 novembre 2009 viene inaugurato come Ospedale Unico della Val d'Arda. Oltre ai servizi di base (Chirurgia, Medicina, ecc.) è punto di riferimento provinciale (Hub) per chirurgia flebologica, chirurgia plastica, endocrino chirurgia e cardiologia pediatrica[28]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

In merito alle scuole pubbliche della città di Fiorenzuola d'Arda non si hanno notizie anteriormente al XIV secolo. Tra il 1650 e il 1737 la comunità stipendiava un solo maestro che provvedeva da solo all'insegnamento in sei classi. Nel 1750 fu decisa l'apertura di una seconda scuola che assunse il nome di Scuola grande per distinguerla dalla prima (Scoletta). Negli ultimi anni del dominio borbonico, il Comune stipendiava due soli maestri: uno per l'insegnamento della cosiddetta porta-grammatica e l'altro dal principio della grammatica a tutta la retorica.

Istituto Comprensivo "G.Gatti"
Esterno del Polo Scolastico Mattei

Un ordinamento regolare, articolato in quattro classi, venne istituito dal Comune nel 1823 che, dal 1825, ebbe la sua sede presso il fabbricato corrispondente all'attuale Pretura. A seguito degli avvenimenti del 1831 rimasero solo le prime due classi (Infima e Media Suprema). Un contributo particolare fu dato dal dott. Giuseppe Gatti che lasciò in eredità ai cittadini di Fiorenzuola la sua proprietà affinché la rendita da essa derivante fosse destinata all'istituzione di scuole speciali; tali scuole furono approvate da Maria Luigia il 9 novembre 1832 e iniziarono a funzionare nel 1833.

Nel 1848-1849 furono istituite le Scuole femminili (in precedenza le donne non andavano a scuola) che si componevano di due classi; nel 1868 si completò l'insegnamento con l'apertura di una classe terza e una classe quarta. Nel 1863 l'antico Ginnasio venne sostituito da una Scuola Tecnica inferiore in tre corsi mentre nell'ottobre 1891 furono inaugurati sull'area dell'antica fossa a sud di Fiorenzuola, due edifici per le scuole Elementari.

Con la riforma Bottai del 1943 le prime tre classi dell'Istituto Tecnico inferiore furono tramutate in Scuola media inferiore[29] e, appena terminata la seconda guerra mondiale, fu istituita la prima scuola superiore come sede distaccata del Liceo scientifico di Piacenza che nel 1954 diventò autonoma con il nome di Liceo "E. Fermi".

Nel 1957 nasce l'Istituto Professionale Statale per l'Industria e l'Artigianato Nel 1972 a Fiorenzuola iniziano a funzionare la scuola di Ragioneria e i corsi della scuola di Formazione Professionale Regionale. Attualmente sia gli Istituti Superiori che il Centro di Formazione Professionale sono all'interno di una stessa area (Polo Scolastico "E. Mattei")[30]

Teatro Verdi[modifica | modifica wikitesto]

La duchessa Maria Luigia, accogliendo la deliberazione dell'Anzianato, approvava con sovrano rescritto del 4 maggio 1847 l'erezione in Fiorenzuola D'Arda di un teatro Comunitativo progettato dall'ingegnere Giannantonio Perreau.

Interno Teatro Verdi

La sera dell'8 ottobre 1853, il teatro, illuminato a giorno, fu inaugurato con l'opera Attila di Giuseppe Verdi, davanti ad un pubblico che gremiva la platea e i tre ordini di palchi. Dirigeva l'orchestra, formata dai migliori professori del teatro Ducale di Parma e da orchestrali del Municipale di Piacenza, il primo violino Ferdinando Squassoni curatore anche dell'allestimento dello spettacolo in qualità di impresario.

Il teatro fu intitolato al duca Carlo III fino al 1859 quando diventò Municipale e dal 1901 prese il nome di Giuseppe Verdi.

Nel 1914-1916 venne ristrutturato sul progetto dell'ingegner Giuseppe Frignani e decorato dal professore Paolo Vanoli: fu sopraelevato aggiungendo il loggione ai tre ordini di palchi e ampliato con la costruzione di sei palchi di proscenio.

Dal 1890 agli anni 1940 il teatro allestì stagioni liriche e di prosa e oggigiorno è ancora funzionante.

Nel 2013 è stato allestito al suo interno il museo del teatro, visitabile su prenotazione, rivolgendosi all'ufficio cultura del Comune. Numerosi i riferimenti al maestro Giuseppe Verdi che era abituato a partire dalla stazione ferroviaria di Fiorenzuola d'Arda dove è stata posta una epigafe.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La Zobia[modifica | modifica wikitesto]

Zobia (termine derivante dal latino iovia cioè "giovedì" che allude al giovedì grasso, collegando il Carnevale ai saturnali) è la maschera della vecchia o della strega che, con nomi diversi, è nota in vari comuni dell'Italia Settentrionale come la controfigura al femminile del Re del Carnevale, il protagonista dei cortei cavallereschi del Medioevo. Solo a Fiorenzuola però la maschera allude alla figura dell'ebreo. È difficile dire quando e come la Zobia divenne a Fiorenzuola maschera dell'ebreo o se anche solo come vecchia-strega esisteva già prima dell'arrivo degli ebrei a Fiorenzuola.

Carri nella Piazza della Collegiata
Sfilata di Carri

Certo era connessa con le presenze ebraiche nella città. La prova è nella sua caratterizzazione gestuale nei riti carnevaleschi: la vecchia (ed è già significativo che non porti maschera ma abbia il viso tinto di nero) combina scherzi ai ladri e ai malfattori; li mette in ridicolo rubando lei stessa, tratta un affare con un'altra persona imitando la compra-vendita di stracci, incassa o prende a prestito soldi e se ne va lasciando discordie.

Erano forse solo scenette esilaranti sul commercio di stoffe o si dava sfogo a una becera intolleranza? Non si sa che cosa venisse detto dalla Zobia per deridere il commerciante di stoffe ebreo in quanto non esistono forme letterarie che l'attestano. Certamente gli ebrei del carnevale fiorenzuolano erano canzonati per il loro modo di parlare l'italiano lentamente e il loro linguaggio veniva storpiato e cantilenato fino all'inverosimile e al grottesco. La Zobia inoltre mimava uno scambio di stracci.

L'aggressione carnevalesca al mercante di stoffa ebreo va vista come rivalsa del ceto povero sui ricchi mercanti ebrei che all'inizio del XVIII secolo avevano ottenuto il controllo sulla fiorente industria tessile, a discapito dei tradizionali contadini-tessitori. Nel Settecento però le autorità locali non tollerarono più questa violenza antigiudaica e lo punirono duramente; infatti nel 1704 il duca Franco Maria Farnese confiscò i beni di quei contadini che avevano preso parte alle violenze del carnevale del 1703.

Successivamente nel 1738 il podestà Gandolfi proibì le violenze ai danni degli ebrei durante il carnevale. Nello stesso anno il conte Wagsel del presidio austriaco concede ai deputati Moruzzi e Longhi l'uso della maschera dell'ebreo nel carnevale ma non la licenziosità e l'insulto diretto all'ebreo. La giudiata carnevalesca si protrasse a lungo a Fiorenzuola per poi perdere col tempo ogni riferimento offensivo all'elemento ebraico.

Ponta e cül[modifica | modifica wikitesto]

Uova pronte a essere vendute
Giocatori del Pont e Cül

Ponta e cül (punta e fondo) è un'originale prova di abilità, che si svolge ogni anno a Fiorenzuola d'Arda nella giornata di Pasqua. La singolare manifestazione ha come protagonista l'uovo, unico strumento impiegato nelle gare ed utilizzato quindi in grandi quantità. Fin dai tempi antichi, l'uovo è stato uno dei simboli per eccellenza della Pasqua, in quanto, quest'ultima rappresenta la festa della vita e della Resurrezione. La festa, che prende il nome dalle due estremità dell'uovo, coinvolge moltissime persone di ogni età impegnate a sfidarsi in una divertente battaglia per le strade e le piazze.

I giocatori si sfidano a due a due, muniti di un uovo sodo. Si inizia facendo punta contro punta e, se questa si rompe, si fa fondo contro fondo. Se l'uovo si rompe da entrambe le parti, lo si cede al vincitore che passa a sfidare un altro. il vincitore alla fine vince un primo che varia ogni anno.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è caratterizzato da una realtà civile e socio-economica paragonabile a quelle dell'area padano - lombarda: l'agricoltura intensiva e specializzata si alterna a piccole-medie industrie. Sono presenti numerose imprese sia commerciali che manifatturiere edili e agricole.

In località Cerè è presente un Istituto Sperimentale di Cerealicoltura (sezione staccata del Ministero dell'Agricoltura), che rappresenta il centro di riferimento in Italia per la sperimentazione relativa all'orzotecnia ed alla coltivazione del mais[31].

Fiorenzuola d'Arda si colloca al 617º posto per indice di reddito, al 134º posto per indice di consumo e 2470º posto per tasso di occupazione su un totale di 8094 comuni[32]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Da Fiorenzuola d'Arda passa l'autostrada del Sole e la diramazione dell'A21 che raggiunge il tracciato principale a Castelvetro Piacentino.

La città è toccata anche dalla Strada statale 9 Via Emilia e dalla SS 462.

Tra il 1900 e il 1923 Fiorenzuola d'Arda fu servita dalla tranvia Cremona-Lugagnano.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Fiorenzuola.

La città è attraversata dalla ferrovia Milano-Bologna.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
25 aprile 1945 17 luglio 1945 Molinari Antonio Sindaco [33]
18 luglio 1945 24 marzo 1946 Cerlesi Silvio Sindaco [33]
25 marzo 1946 13 marzo 1947 Molinari Antonio Sindaco
17 marzo 1947 9 giugno 1951 Rossi Casimiro Sindaco
10 giugno 1951 14 novembre 1952 Cerlesi Silvio Sindaco
15 novembre 1952 11 luglio 1956 Orsi Geom. Cav. Uff. Ernesto Sindaco
12 luglio 1956 2 febbraio 1957 Lusardi Ugo Sindaco
3 febbraio 1957 15 ottobre 1959 Dosi Prof. Ettore Sindaco
16 ottobre 1959 10 novembre 1959 Capelli Geom. Cav. Uff. Ugo Assessore anziano
11 novembre 1959 5 marzo 1961 Dosi Dott. Prof. Cav. Ettore Sindaco
6 marzo 1961 23 aprile 1965 Tassi Dott. Luigi Sindaco
24 aprile 1965 23 dicembre 1965 Cremonesi Alessandro Sindaco
24 dicembre 1965 23 febbraio 1966 Evangelista M.a Santina Assessore anziano
24 febbraio 1966 17 dicembre 1968 Bruni Dott. Napoleone Comm. pref.
18 dicembre 1968 28 gennaio 1974 Bottarelli Ing. Pier Giorgio Sindaco
29 gennaio 1974 13 luglio 1979 Bertoni Pasquale Sindaco
14 luglio 1979 17 ottobre 1983 Bertoni Pasquale Sindaco
18 ottobre 1983 15 luglio 1985 Bertoni Prof. Adriana Sindaco
16 luglio 1985 6 giugno 1993 Pighi Cav. Gianfranco Sindaco
7 giugno 1993 27 aprile 1997 Martini Dott. Roberto Sindaco
28 aprile 1997 13 maggio 2001 Antelmi Avv. Flavio Sindaco
14 maggio 2001 29 maggio 2006 Antelmi Avv. Flavio Sindaco
30 maggio 2006 14 maggio 2011 Giovanni Compiani Sindaco
15 maggio 2011 in carica Giovanni Compiani Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

La città di Fiorenzuola d'Arda è gemellata con le seguenti città:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Sei Giorni delle Rose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi 6 giorni delle Rose.
Corridori in gara alla 6 giorni delle rose

Nata nel 1998, la “6 giorni delle rose” è un evento di ciclismo su pista per dilettanti e professionisti inserita nel calendario dell'Unione Ciclistica Internazionale, approvata dalla Federazione Ciclistica Italiana e facente parte del circuito delle sei giorni mondiali nell'Unione Internazionale Velodromi. Le gare si disputano al Velodromo intitolato al compianto campione Attilio Pavesi presso lo Stadio Comunale di Fiorenzuola.

Come da tradizione delle sei giorni, è una festa dello sport con momenti di spettacolo e intrattenimento. Vinta da Campioni mondiali ed Olimpici ha avuto illustri ospiti, fra i quali i vincitori del Festival di Sanremo Anna Oxa, Riccardo Fogli, Silvia Mezzanotte e Fabrizio Moro, il cantautore Franco Califano, i ballerini di “Ballando con le Stelle” Samanta Togni e Simone Di Pasquale, la cantante Fiordaliso, le “Miss Italia” Gloria Bellicchi e Denny Méndez.

Nelle prime quattordici edizioni (dal 10 al 15 luglio 2012 si disputerà la quindicesima) hanno partecipato alla “6 Giorni delle rose” di Fiorenzuola – categoria Internazionale Elite - un totale di duecentoventidue atleti in rappresentanza di 26 diverse nazioni.

Veduta del Velodromo

Lo slovacco Jospeh Zabka ne ha disputate ben 11, mentre lo Svizzero Franco Marvulli è il plurivittorioso con quattro successi. Al Danese Morkov, allo Svizzero Aaesbach e agli Italiani Viviani e Cipollini è riuscita l'impresa di gareggiare una sola volta e vincere. Meglio di loro ha fatto Collinelli che ne ha disputate due, vincendole entrambi.

La Sei Giorni delle Rose è sostenuta da un gruppo di aziende che con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Fiorenzuola d'Arda, della Provincia di Piacenza, delle autorità sportive, civili, sanitarie e militari permettono da quattordici anni di realizzare questo evento in una piccola città di 15.000 abitanti.

Il comitato organizzatore è presieduto dal sindaco della città. L'associazione sportiva organizzatrice in collaborazione, tra gli altri, con soci del Consorzio Velodromo e i volontari permettono lo svolgimento tecnico della manifestazione. Diversi anche i sostegni di aziende tecniche che si mettono a disposizione per la realizzazione dell'evento.[35]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione Sportiva Fiorenzuola 1922.

La principale squadra di calcio della città è l'U.S. Fiorenzuola 1922 che viene fondata nel 1922, il primo campionato inizia nel 1923 in quarta divione nel girone A. Fino al 1928 il Fiorenzuola procede bene e viene promossa prima in Seconda Divisione e infine in Prima Divisione.

Tra il 1931-39 retrocede in Seconda Divisione ma nel 1940 dopo un ottimo campionato viene nuovamente promossa in Prima Divisione. Tra il 1943-45 la società rimane inattiva a causa della seconda guerra mondiale.

Alla fine della guerra viene ripescata insieme ad altre squadre di Prima Divisione e promossa in serie C, disputa una stagione negativa e il Fiorenzuola retrocede in Prima Divisione, sono anni molto duri infatti tra il 1950 e il 1952 il Fiorenzuola rimane addirittura inattivo.

Torna a giocare nel 1953 in Seconda Divisione e nel 1959 viene promossa in serie D, sono anni buoni senza retrocessioni fino al 1968, quando retrocede in Prima Divisione dove rimane fino al 1980. Nel 1983 conquista la prima promozione nell'interregionale, ma il sogno della serie C2 sfuma e nel 1987 il Fiorenzuola attraversa una crisi societaria, solo nel 1989 torna a giocaree nel 1993 conclude la stagione al secondo posto venendo quindi promossa in serie C1. Nel 1995 non riesce a passare i play off per la promozione in serie B; nel 1996 retrocede in serie C2 dove rimane fino agli anni 2000; nel 2004 partecipa al campionato di serie D e nel 2005 retrocede in Eccellenza; nel 2008 viene promossa nuovamente in serie D dove è rimasta fino a oggi[36]

L'altra squadra di calcio della città è l'A.S.D. Sporting Fiorenzuola che milita nel girone A emiliano-romagnolo di 1ª Categoria.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Nata nel 1981 da un gruppo di amici che aveva in comune la stessa passione per la pallavolo, il Volley Ball Fiorenzuola ha sempre operato nell'ambito della divulgazione e l'insegnamento della Pallavolo maschile.

Stagione Sportiva 2006/2007

Lo sviluppo di un'organizzazione interna sempre meno familiare portò all'affiliazione presso la FIPAV e l'inizio dell'attività sportiva federale. Partendo dal campionato provinciale di 2ª divisione della stagione 1981/82, si lavora allo sviluppo di una serie di squadre giovanili. Negli anni novanta, i primi giocatori e fondatori del VBF si trasformano in dirigenti, ristrutturando l'organizzazione della società e lasciando spazio alle nuove leve emerse nel frattempo dal settore giovanile. Durante l'inverno del 1998 il presidente Paolo Magni, anima e principale fondatore della società, viene improvvisamente a mancare creando un vuoto apparentemente impossibile da colmare. Gli altri dirigenti decidono di proseguire l'opera di Magni e nel giro di tre stagioni la prima squadra conquista ben due promozioni approdando alla serie C regionale.

Nella stagione 2006/2007 riesce nello storico risultato di vincere la serie C regionale con due giornate di anticipo, conquistando l'accesso alla serie B2, primo campionato nazionale.

Negli anni seguenti il consiglio direttivo, con l'intento di rafforzare la presenza della società sul territorio circostante, ha deciso di aderire ad un progetto denominato “Scuola Pallavolo ARDA VOLLEY”. Lo scopo principale del progetto è quello di sfruttare sinergie tramite l'unione di risorse e competenze comuni, iniziando dalla gestione unificata dei settori giovanili maschili e femminili e dall'utilizzo combinato degli impianti sportivi.

Oggigiorno il Volley Ball Fiorenzuola disputa il campionato provinciale di 1ª Divisione maschile con giovani giocatori provenienti dalla città e dai paesi vicini.

La grande realtà pallavolistica femminile è invece rappresentata dalla squadra PavideaSelta che da alcuni anni partecipa al campionato di serie B2 femminile[37].

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

La pallacanestro maschile a Fiorenzuola nasce negli anni sessanta. Le prime soddisfazioni giungono nel 1969 con la disputa delle finali a Roma dei Giochi della gioventù. Nel 2003 la U.S. Pallacanestro Fiorenzuola di Fabio Alberti si unisce alla squadra di Piacenza e viene fondata l'UCP, Unione Cestistica Piacentina che in pochi anni, partendo dalla sere regionale C2 raggiunge la Lega due, diventando un caso nazionale, vincendo una Coppa Italia di serie C1 e vantando tra i giocatori Mario Boni, Hugo Sconochini, Marco Sambugaro, German Scarone, Marco Passera.

Atletica leggera[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli animatori dell'atletica a Fiorenzuola (Libertas Fiorenzuola, costituita nel 1967) troviamo, come in quasi tutte le discipline sportive, il Cavalier Olimpio Gambini. I maggiori risultati si ottengono negli anni settanta quando, nella squadra di Fiorenzuola militano ben quattro nazionali giovanili. Sono Angelo Cino nei 100 m, Augusto Bottioni nei 110 ostacoli, Ettore Colla nel salto con l'asta e Graziano Chiusa nel salto in lungo, tuttora detentori di numerosi records provinciali. Tra gli altri si può ricordare anche il record della staffetta 4X100,41"9, destinato a durare nel tempo, ottenuto nel 1995 da Angelo Cino, Augusto Bottioni, M. Marchionni, Graziano Chiusa. Numerosi i titoli regionali e provinciali conquistati, oltre che dai già citati, da Giancarlo Negri nella marcia, da Giorgio Cigala, da Riccarda Rebecchi, da Roberto Gavazzi, da Lorenzo Fagnoni, da Danilo Peveri, da Alberto Cantarelli, dalle brave sorelle Del Bue, dalla Valenti e dalla Fanzini. L'atletica leggera a Fiorenzuola ha origini molto antiche, nel 1909 con la Società Polisportiva Garibaldi. Tra i primi a disputare gare di una certa importanza troviamo Vittorio Gorra (fondista, 1909), Luigi Scarsella (1936), Olga Guidotti (1939).

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Comunale di Fiorenzuola.

Fotografie di Fiorenzuola d'Arda[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Ripartizione dei Comuni della provincia di Piacenza in zone altimetriche e regioni agrarie
  3. ^ Comuni Italiani.it Clima e dati geografici. URL consultato il 25 dicembre 2011.
  4. ^ dati http://www.ilmeteo.it/portale/medie-climatiche/Fiorenzuola+d%27Arda
  5. ^ Così Strabone qualificava Piacenza, Cremona, Parma e le altre città fino a Rimini
  6. ^ Dante Rabitti, Guida Storico-Artistica di Fiorenzuola d'Arda, pag. 24
  7. ^ Rabitti, op. cit., p.26
  8. ^ Giovanni Tagliaferri, Fiorenzuoa d'Arda: La città delle tre rose, Edizioni Costa & Conca, 1996, pag. 18-19
  9. ^ Tagliaferri, op. cit., p.20
  10. ^ a b Tagliaferri, op. cit., p.21
  11. ^ Tagliaferri, op. cit., p.23
  12. ^ Sandro Ballerini, La mia terra tra storia e leggenda, pag. 143
  13. ^ Rabitti, op. cit., p.93
  14. ^ Rabitti, op. cit., p.101
  15. ^ Tagliaferri, op. cit., p.64
  16. ^ Parrocchia di San Fiorenzo. URL consultato il 1º maggio 2012.
  17. ^ Parrocchia San Fiorenzo. URL consultato il 1º aprile 2012.
  18. ^ Rabitti, op. cit., p.172
  19. ^ Rabitti, op. cit., p.190
  20. ^ Tagliaferri, op. cit., p.354
  21. ^ Rabitti, op. cit., p.39
  22. ^ Rabitti, op. cit., p.43
  23. ^ Tagliaferri, op. cit., p.112
  24. ^ Tagliaferri, op. cit., p.109
  25. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  26. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 2 settembre 2013.
  27. ^ Tagliaferri, op. cit., p.100
  28. ^ Fiorenzuola news del 2 novembre 2009. URL consultato il 26 marzo 2012.
  29. ^ Istituto Comprensivo di Fiorenzuola d'Arda. URL consultato il 7 aprile 2012.
  30. ^ Storia dell'Istituto Mattei. URL consultato il 7 aprile 2012.
  31. ^ Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura. URL consultato il 26 marzo 2012.
  32. ^ Statistiche Economiche anno 2010. URL consultato il 3 aprile 2012.
  33. ^ a b Nomina del Comitato di Liberazione.
  34. ^ Sito ufficiale Laussonne. URL consultato il 28 aprile 2012.
  35. ^ Sito Ufficiale della 6 Giorni delle Rose di Fiorenzuola d'Arda. URL consultato il 13 aprile 2012.
  36. ^ Ultras Fiorenzuola: Storia
  37. ^ Pavidea Selta-ASD Pallavolo Fiorenzuola. URL consultato il 5 aprile 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Molossi, Vocabolario Topografico dei Ducati di Parma e Piacenza e Guastalla, Parma, 1832-34.
  • G. Monaco, La Val d'Arda dalla preistoria alla romanità, Parma, 1955.
  • Felice Da Mareto Fiorenzuola d'Arda, "Bibliografia Generale delle Antiche Province Parmensi" Vol. II, Parma, 1973-74
  • Dante Rabitti, Guida Storico-Artistica di Fiorenzuola d'Arda, Grafiche Malvezzi.
  • Rino Bertoni, Andiamo in Zobia. Tradizione e estetica del carnevale fiorenzuolano, Piacenza, Casa Editrice Vicolo del Pavone, 2001.
  • Carmen Artocchini La Zobia deriva dall'antica maschera ebrea?,"Libertà", 23 febbraio 1968
  • Carlo Lapucci, Dizionario delle figure fantastiche, Milano Vallardi, Garzanti, 1991.
  • Emilio Ottolenghi, Fiorenzuola e dintorni, Piacenza sd, Atesa.
  • Paolo Toschi, Le origini del teatro italiano, Torino, Boringhieri, 1979.
  • Giovanni Tagliaferri, Fiorenzuola d'Arda: La città delle tre rose, Edizioni Costa & Conca, 1996.
  • Circolo Storico Pro Loco di Fiorenzuola d'Arda, Fiorenzuola di racconta con immagini e parole.
  • Sandro Ballerini, La mia terra tra storia e leggenda, Banca di Piacenza.
  • Giancarlo Cremonesi, Fiorenzuola ai tempi di Maria Luigia, TEP Edizioni d'Arte, 2007.
  • V. Pancotti, I Monumenti di Fiorenzuola d'Arda, 1934.
  • A. Bergamaschi, La Collegiata di Fiorenzuola d'Arda,"L'Idea", 1924
  • G. Bassi, Origini e Attività del Teatro Verdi, "Fiorenzuola e la Valle dell'Arda", 1933
  • E. Nasalli Rocca, Le strutture amministrative della comunità di Fiorenzuola, "Pagine Storiche di Fiorenzuola", Fiorenzuola, 1969
  • A. Bottioni, "Fiorenzola", Tipleco 1990.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

separatore

Tappa Precedente
- da Roma -
Itinerario di Sigerico
Via Francigena
Tappa Successiva
- verso Canterbury -
Mansio XXXVI - Sce Domnine
Fidenza
Mansio XXXVII - Floricum
Fiorenzuola d'Arda
Via-Francigena-sign.jpg
Mansio XXXVIII - Placentia
Piacenza
Emilia Portale Emilia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Emilia