Giovanni Battista Scalabrini

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Giovanni Battista Scalabrini
vescovo della Chiesa cattolica
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Video dominum innixum scalæ
Incarichi ricoperti Vescovo di Piacenza
Nato 8 luglio 1839 a Fino Mornasco
Ordinato presbitero 30 maggio 1863
Nominato vescovo 13 dicembre 1875 da papa Pio IX
Consacrato vescovo 30 gennaio 1876 dal cardinale Alessandro Franchi
Deceduto 1º giugno 1905 a Piacenza
Beato Giovanni Battista Scalabrini
Il corpo di Mons. Scalabrini nell'urna in cui riposava prima della profanazione, 2004
Il corpo di Mons. Scalabrini nell'urna in cui riposava prima della profanazione, 2004

Vescovo di Piacenza e fondatore degli Scalabriniani

Nascita 8 luglio 1839
Morte 1º giugno 1905
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 9 novembre 1997 da papa Giovanni Paolo II
Ricorrenza 1º giugno

Giovanni Battista Scalabrini (Fino Mornasco, 8 luglio 1839Piacenza, 1º giugno 1905) è stato un vescovo cattolico italiano, fondatore delle congregazioni dei missionari e delle suore di san Carlo Borromeo (scalabriniani). È stato proclamato beato da papa Giovanni Paolo II il 9 novembre 1997.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È nato a Fino Mornasco l'8 luglio 1839 da Luigi e Colomba, terzo di otto figli, è stato battezzato lo stesso giorno.

Ministero sacerdotale[modifica | modifica wikitesto]

Entra in seminario nel 1857. Ha ricevuto l'ordinazione diaconale il 20 settembre 1862 e successivamente quella sacerdotale il 30 maggio 1863. Ha insegnato nel seminario minore di Como già dall'ordinazione sacerdotale e successivamente è diventato rettore dello stesso dal 1868 fino al 1870, quando è stato nominato parroco della parrocchia di san Bartolomeo a Como. È stato un attento studioso della catechesi cattolica, che proprio nella seconda metà del XIX secolo cercava di adattare i testi storici alla mentalità contemporanea. Quando era ancora parroco, ha elaborato ed ha fatto pubblicare Il catechismo cattolico ed il Piccolo catechismo per gli asili d'infanzia (1875)[1].

Ministero episcopale[modifica | modifica wikitesto]

"Segnalato a Pio IX, di s.m., da S. Giovanni Bosco per lo zelo pastorale e per il devoto attaccamento alla Sede apostolica, dimostrato nelle Conferenze sul Concilio Vaticano, pubblicate nel 1873, fu eletto Vescovo di Piacenza all’età di 36 anni e consacrato a Roma il 30 gennaio 1876.[2]

Papa Pio IX lo ha eletto vescovo di Piacenza il 13 dicembre 1875. È stato consacrato vescovo il 30 gennaio 1876 per imposizione delle mani del cardinale Alessandro Franchi, prefetto della congregazione di Propaganda Fide. Il successivo 13 febbraio ha preso possesso della diocesi.[3]

Il 5 luglio 1876 fonda la prima rivista catechistica in Italia: “Il Catechista Cattolico” e sempre nello stesso anno, il 4 novembre: indice la prima visita pastorale. Nel 1878 promuove a Roma la riapertura del seminario lombardo; nel 1879 indice il primo sinodo diocesano; nello stesso anno fonda a Piacenza L’Istituto per le sordomute. Nel 1880 fonda il giornale diocesano “La Verità” ed è tra i promotori della rivista teologica “Divus Thomas”. Nel 1881 inaugura l'Opera dei Congressi e promulga il nuovo catechismo diocesano. Si interessa anche al canto liturgico e, per riformarlo, nel 1884 istituisce la Commissione di Santa Cecilia.

In quegli anni è molto viva la tensione relativa alla Questione romana e Scalabrini sarà uno dei sostenitori della conciliazione tra le due parti in causa. In accordo con Papa Leone XIII un opusculo anonimo dal titolo "Intransigenti e transigenti - Considerazioni di un Vescovo italiano"[4]. Il libro venne fortemente osteggiato da ampie parti della Chiesa Cattolica il che portò il Papa a proseguire ferma opposizione al Regno d'Italia, mantenendo il Non expedit e impedendo dunque la partecipazione dei cattolici italiani alle elezioni e, in generale, alla vita politica dello Stato.

La genesi della sua attenzione ai fenomeni migratori, è così raccontata dallo stesso Scalabrini: In Milano, parecchi anni or sono, fui spettatore di una scienza che mi lasciò nell’animo un’impressione di tristezza profonda. Di passaggio alla stazione vidi la vasta sala, i portici laterali e la piazza adiacente invasi da tre o quattro centinaia di individui poveramente vestiti, divisi in gruppi diversi. Sulle loro facce abbronzate dal sole, solcate dalle rughe precoci che suole imprimervi la privazione, traspariva il tumulto degli affetti che agitavano in quel momento il loro cuore. Erano vecchi curvati dall’età e dalle fatiche, uomini nel fiore della virilità, donne che si traevano dietro o portavano in collo i loro bambini, fanciulli e giovanette tutti affratellati da un solo pensiero, tutti indirizzati ad una meta comune. Erano emigranti''[5]

Si rende conto dei grandi interessi economici ci siano dietro le migrazioni di interi popoli e non esita a definire mercanti di carne umana chi specula su quelle disperazioni[6]

La considerazione che anche la sua Diocesi si sta spopolando per il grave fenomeno migratorio, gli fa istituire il 9 luglio 1887 un comitato per la protezione dei migranti che prenderà il nome di "Società San Raffaele". Nel corso degli anni si recherà in molte città a tenere conferenze sulla situazione degli italiani in America ed istituirà dei comitati locali della “San Raffaele” per la protezione degli emigrati a Roma, Genova, Firenze, Torino e Milano.

La sua attenzione alla catechesi, farà nascere a Piacenza un gruppo di studiosi di metodologia catechistica e didattica e che porterà alla scelta di quella città come sede del primo congresso catechistico italiano il 24 settembre 1889.

Nel 1887 ha fondato la congregazione dei missionari di san Carlo Borromeo[7], conosciuti come scalabriniani, per la cura degli emigrati italiani, cura nella quale riesce a coinvolgere anche le apostole del Sacro Cuore di Gesù, fondate dalla forlivese Clelia Merloni. Grazie alla sua iniziativa è nata nel 1891 a New York la Italian St. Raphael Society, la prima e principale organizzazione cattolica per gli immigranti italiani negli Stati Uniti. L'organizzazione è restata operante fino al 1923, svolgendo un ruolo fondamentale di accoglienza e tutela sotto la guida dei padri Pietro Bandini, Giacomo Gambera, Gaspare Moretto e Riccardo Secchia.[8]

L'impegno di Scalabrini a tutela degli emigranti è divenuto famoso già a quel tempo anche al di fuori del regno d'Italia. Ne è dimostrazione il fatto che anche in Trentino don Lorenzo Guetti, il padre fondatore della cooperazione trentina, cercò di fondare un associazione trentina di patronato sul modello di quella scalabriniana mettendosi direttamente in contatto epistolare con il vescovo di Piacenza.[9]

Il 19 marzo 1889 consegna il crocifisso a Madre Cabrini che, con le sue Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, si reca negli Stati Uniti ad assistere gli emigrati italiani. Nel 1892 erige l’Opera di Sant’Opilio per i chierici poveri e nel 1894 apre sottoscrizioni per i restauri del Duomo di Piacenza.

Il 25 ottobre 1895, dopo il ramo maschile, fonda la Congregazione delle Suore missionarie di San Carlo Borromeo per l’assistenza agli emigrati; cinque anni dopo, nel 1900 accoglie in Diocesi ed approva le costituzioni delle Suore Apostole del Sacro Cuore di Gesù, fondate da Clelia Merloni, e da loro l'incarico di affiancare i missionari Scalabriniani nell'assistenza ai migranti.

Come Vescovo sente la necessità di restare unito ai suoi missionari: il 18 luglio 1901 parte da Genova per quella che sarà la sua prima visita pastorale oltreoceano ai migranti italiani negli Stati Uniti d'America. Il 10 ottobre viene ricevuto dal presidente americano Theodore Roosevelt.

Nel 1902 appoggia la pubblicazione del settimanale “Il Lavoro” e nel 1903, cosciente della terribile situazione di queste ragazze, fonda a Piacenza l’Opera “Pro Mondariso”.

Il 13 giugno 1904, parte per la seconda visita pastorale nelle americhe visitando i missionari e le comunità italiane del Brasile.

Nel 1905, a pochi mesi dalla morte, propone alla Santa Sede la costituzione di una Commissione centrale per tutti gli emigrati cattolici che può essere considerato il precursore dell'attuale Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti.

Durante il suo episcopato ha compiuto cinque visite pastorali in tutte le 365 parrocchie della diocesi, ha indetto tre sinodi diocesani, ha inviato settantadue lettere pastorali ed ha consacrato duecento chiese.[10][11]

È morto il 1º giugno 1905, solennità dell'Ascensione a Piacenza.

È stato proclamato beato da papa Giovanni Paolo II durante una cerimonia svoltasi sul sagrato della basilica di San Pietro in Vaticano (piazza San Pietro) il 9 novembre 1997. Durante la stessa sono stati proclamati beati anche Vilmos Apor (vescovo e martire) e Maria Vincenza di Santa Dorotea (religiosa fondatrice della congregazione delle serve della Santissima Trinità e dei poveri). Concelebrava l'allora Vescovo di Piacenza Luciano Monari ed il superiore generale dei Missionari Scalabriniani.

Il 13 aprile 2013, l'urna contenente le sue spoglie è stata profanata. Il 2 maggio seguente il vescovo Gianni Ambrosio ha presieduto una veglia riparatrice[12] ed il 1º giugno successivo ha celebrato la santa Messa in occasione del ricollocamento dell'urna nella cattedrale di Piacenza[13].

Cenni del Processo Canonico[modifica | modifica wikitesto]

  • 1908, 1º giugno: inaugurato il monumento funebre nella cattedrale di Piacenza.
  • 1909, 18 aprile: traslazione della salma.
  • 1936, 5 maggio: apertura dei processi ordinari diocesani di beatificazione e canonizzazione da parte del vescovo Ersilio Menzani.
  • 1940, 6 marzo: il processo passa alla Congregazione dei riti.
  • 1940, 30 marzo: apertura dei processi apostolici. Attribuzione a Scalabrini viene attribuito il titolo di Servo di Dio.
  • 1982, 11 maggio: ratifica di Giovanni Paolo II del decreto di introduzione della causa.
  • 1986, 25 novembre: la Causa passa alla Congregazione per le cause dei santi.
  • 1987, 17 febbraio vaglio della Congregazione Ordinaria dei Padri Cardinali e Vescovi.
  • 1987, 16 marzo: Scalabrini viene dichiarato Venerabile col riconoscimento delle "virtù eroiche".
  • 1987 Guarigione di una suora da un tumore maligno e incurabile attribuita all'intercessione dello Scalabrini.
  • 1994 dal 23 dicembre al 5 giugno 1995 processo diocesano sul presunto miracolo.
  • 1996, 5 dicembre: una commissione di cinque membri, all'unanimità ammette che la guarigione avvenuta non può essere spiegata dalla medicina ufficiale.
  • 1997, 21 marzo: la consulta dei teologi all'unanimità, attribuisce il presunto miracolo all'intercessione di Scalabrini.
  • 1997, 3 giugno: la Congregazione dei Cardinali dichiara all'unanimità che la guarigione di suor Paolina non ha spiegazioni naturali e tale fatto è attribuibile all'intercessione del Venerabile Giovanni Battista Scalabrini.
  • 1997, 7 luglio: Giovanni Paolo II firma il decreto con cui riconosce il miracolo, avvenuto per intercessione dello Scalabrini.
  • 1997, 9 novembre: Giovanni Paolo II dichiara lo Scalabrini beato con una solenne celebrazione in Piazza San Pietro concelebrata da Luciano Monari successore di Scalabrini a Piacenza..

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genealogia episcopale.
Trattamenti di
Giovanni Battista Scalabrini
Stemma
Vescovo di Piacenza
Trattamento di cortesia Sua Eccellenza
Trattamento colloquiale Vostra Eccellenza
Trattamento religioso Vescovo
Titolo postumo Beato
Trattamento alternativo Monsignore
I trattamenti d'onore

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Successione apostolica.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto I. Zanini, Della stessa forza di Dio. Scalabrini, un vescovo negli anni difficili dell'Ottocento, San Paolo Edizioni, 2011
  • L'ecclesiologia di Scalabrini. Atti del 2º Convegno storico internazionale (Piacenza, 9-12 novembre 2005), cur. G. Parolin, A. Lovatin, Urbaniana University Press, 2007
  • Pietro Borzomati, Giovanni Battista Scalabrini. Il vescovo degli emarginati, Rubbettino, 1997
  • Barbara Fiorentini, Il beato Giovanni Battista Scalabrini, Berti, 1997
  • G. Battista Scalabrini, Lettere pastorali (1876-1905), Ediz. integrale, curatore O. Sartori, SEI, 1994

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia del Cristianesimo 1878-2005 - vol. II - La Chiesa e la modernità - Ed. San Paolo - Milano - pag. 11 - ISBN:
  2. ^ Tratto dal Decreto di Giovanni Paolo II del 16 marzo 1986 nel quale dichiara solennemente che il Venerabile Scalabrini esercitò in grado eroico le virtù teologali e cardinali. Citato in “Il beato Giovanni Battista Scalabrini” di Barbara Fiorentini, Piacenza, ed. Berti, 1997. Link visitato il 21 agosto 2014
  3. ^ Altre fonti (“Il beato Giovanni Battista Scalabrini” di Barbara Fiorentini, Piacenza, ed. Berti, 1997) indicano date leggermente differenti. link visitato il 21 agosto 2014
  4. ^ "Intransigenti e transigenti - Considerazioni di un Vescovo italiano". Link visitato il 21 agosto 2014
  5. ^ "Beato Giovanni Battista Scalabrini" Link visitato il 21 agosto 2014
  6. ^ Silvano Tomasi – Gianfausto Rosoli "Migrazioni moderne" Link visitato il 21 agosto 2014
  7. ^ Beato Giovanni Battista Scalabrini. Link visitato il 21 agosto 2014
  8. ^ Edward C. Stibili, "The Italian St. Raphael Society." In U.S. Catholic Historian 6.4 (Fall 1987) 301-14.
  9. ^ Informazioni tratte dal sito http://www.donguettilorenzo.com
  10. ^ (ES) Biografia preparata per la sua beatificazione
  11. ^ (PT) Biografia preparata per la sua beatificazione
  12. ^ Veglia in Duomo per Scalabrini: “Oltraggio inspiegabile, grande solidarietà” : Liberta.it
  13. ^ Messa in Duomo per l’urna di Scalabrini. Ambrosio: “Era portavoce di pace” : Liberta.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vescovo di Piacenza Successore BishopCoA PioM.svg
Antonio Ranza 13 dicembre 1875 - 1º giugno 1905 Giovanni Maria Pellizzari

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