Unione Sportiva Salernitana 1919

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U.S. Salernitana 1919
Calcio Football pictogram.svg
Detentore della Coppa Italia Lega Pro Detentore della Coppa Italia Lega Pro
Salernitana Logo.png
I granata
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Granata3.png Granata
Simboli Ippocampo
Dati societari
Città Salerno
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro
Fondazione 1919
Scioglimento 1925
Rifondazione 1927
Rifondazione 2005
Rifondazione 2011
Presidente carica vacante[1]
Allenatore Italia Mario Somma
Stadio Arechi
(31.300[2][3] posti)
Sito web www.ussalernitana1919.it
Palmarès
Titoli nazionali 2 Campionati di Serie B
4 Campionati di Serie C o C1
1 Campionato di Lega Pro Seconda Divisione
1 Campionato di Serie D
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
1 Supercoppa di Lega di Seconda Divisione
Soccerball current event.svg Stagione in corso
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L'Unione Sportiva Salernitana 1919 S.r.l, comunemente detta Salernitana, è la principale società calcistica di Salerno.

Fondata il 19 giugno 1919 grazie a vari soci salernitani, tra cui Matteo Schiavone (che ne fu il principale promotore e pochi mesi dopo anche allenatore) e Adalgiso Onesti (che ne divenne il primo presidente), nel corso della sua storia la società è stata rifondata per tre volte: nel 1927 in seguito a un precedente scioglimento,[4] nel 2005,[5] e ancora nel 2011[6][7] per questioni finanziarie.

Il 26 luglio 2011 venne infatti fondato il Salerno Calcio, aderendo all'art. 52.10 delle Norme Organizzative Interne Federali (NOIF), in seguito all'esclusione dalle competizioni calcistiche del precedente assetto societario del quale ne assunse l'identità anche giuridicamente, acquisendone nel luglio 2012 i beni immateriali. Consequenzialmente, adottò l'odierna denominazione.

La squadra milita per il secondo anno consecutivo nella terza serie nazionale, dopo aver ottenuto due promozioni consecutive (primato interno alla storia del club) entrambe con Carlo Perrone allenatore, dalla Serie D alla Lega Pro Seconda Divisione,[8] e da quest'ultima alla Prima Divisione, trasformatasi dal 2014-2015 nell'attuale campionato unico di Lega Pro.

Il colore ufficiale della Salernitana è il granata dal 1943[4] (esclusa la stagione 2011-2012 per ragioni giuridiche[6]), il suo simbolo è l'ippocampo dal 1949[4] e la squadra disputa le proprie gare interne allo Stadio Arechi dal 1990.[9] Il club è di proprietà di Claudio Lotito e Marco Mezzaroma a partire dalla rifondazione del 2011.[6]

Nella sua storia conta due campionati disputati in Serie A: uno nella stagione 1947-1948[4] e l'altro nel 1998-1999, nonché un campionato misto A/B nel 1945-1946 in qualità di società di Serie B.[4] Dalla fondazione ad oggi ha vinto 8 campionati[10]: 2 di Serie B, 4 di terzo livello nazionale, 1 di Lega Pro Seconda Divisione e 1 di Serie D. Tra le coppe, una Coppa Italia Lega Pro nel 2014, una Supercoppa di Lega di Seconda Divisione nel 2013 e, a livello giovanile, un Trofeo Dante Berretti di Serie C nel 1969.

Si colloca all 55º posto della Classifica perpetua della Serie A dal 1929.

Prima del fallimento del 2011, la Salernitana non aveva mai concluso stagioni al di sotto del terzo livello del calcio nazionale, quindi sul campo non è mai retrocessa oltre la Serie C o C1 (attuale Lega Pro Prima Divisione).[4] Tuttavia, la ripartenza dalla Serie D nella stagione 2011-2012 costrinse il principale sodalizio di Salerno, nell'arco temporale 2011-2013, a disputare due livelli di campionato (compresa la Lega Pro Seconda Divisione) mai affrontati prima di allora, vincendoli entrambi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Unione Sportiva Salernitana 1919.

Le origini e gli inizi (1913-1939)[modifica | modifica sorgente]

Donato Vestuti, fu fondatore e presidente del Salerno FBC
Salernitana Logo.png
Date storiche della Salernitana
  • 19 giugno 1919: Fondazione della Unione Sportiva Salernitana
  • Dicembre 1922: Fusione tra Salernitana e Sport Club Audax che fa nascere la Società Sportiva Salernitanaudax
  • Maggio 1927: Rifondazione della Salernitana (rinasce come Unione Sportiva Salernitana Fascista assorbendo Campania Foot-Ball Club, Libertas Salerno Foot-Ball Club e Salernitanaudax)
  • 10 dicembre 1943: Adotta il colore granata sulle divise da gioco
  • 21 giugno 1947: Promossa per la prima volta in Serie A
  • 7 settembre 1990: Salernitana-Padova, prima partita allo Stadio Arechi
  • 10 maggio 1998: Seconda promozione in Serie A (partita: Salernitana-Venezia 0-0)
  • 11 agosto 2005: Nasce la Salernitana Calcio 1919 in seguito al crack finanziario della Salernitana Sport
  • 20 luglio 2009: La Salernitana Calcio 1919 assume l'identità della precedente società acquisendone i beni immateriali (marchio e altri segni distintivi)
  • 26 luglio 2011: Fondazione del Salerno Calcio in seguito alla radiazione dalla FIGC della Salernitana
  • 12 luglio 2012 : Cambio della ragione sociale in Unione Sportiva Salernitana 1919 in seguito all'acquisizione dei diritti della precedente società.
  • 25 maggio 2013 : Vincitrice della Supercoppa di Lega di Seconda Divisione, primo trofeo ufficiale nella storia della prima squadra
  • 16 aprile 2014: Vincitrice della Coppa Italia Lega Pro battendo complessivamente il Monza, nella doppia finale, per 2-1.

Il calcio nella città di Salerno ebbe origine nei primi anni dieci, quando nacquero le prime società pionieristiche. Tra le prime partite "ufficiali" del gioco del calcio nel capoluogo salernitano si ricorda una gara disputata il 22 febbraio 1913: in quel giorno Donato Vestuti, presidente del Salerno Foot-Ball Club, organizzò la prima gara della sua squadra. Nel campo di Piazza D'Armi si affrontarono il Salerno e la Società Sportiva Luigi Settembrini, e la sfida si concluse con un 2-0 per il Salerno. A partire dal 1913 nacquero diverse squadre nel territorio cittadino (come l'Audax Sport Club, il Campania Foot-Ball Club, la Juniores Giovine Italia, la Vigor) e provinciale,[11] ma con l'entrata in guerra dell'Italia tutte le attività furono temporaneamente sospese.[12][13]

Nel 1918, con la scomparsa del presidente Vestuti, vittima della guerra come molti altri pionieri del calcio salernitano, il Salerno FBC si sciolse, ma il 19 giugno 1919 al n. 67 di Corso Umberto I a Salerno, si svolse l'assemblea della costituenda Unione Sportiva Salernitana, con presidente Adalgiso Onesti (ragioniere, agente di cambio). La maglia ufficiale di questa squadra fu inizialmente a righe verticali bianche e celesti.[14] Tra i soci fondatori vi fu anche il rag. Matteo Schiavone (ex giocatore e dirigente del Campania), il principale promotore che ne divenne anche il primo allenatore dopo una parentesi iniziale con Vincenzo Giordano (invalido di guerra, ex portiere della Juniores Giovine Italia), altro socio fondatore della Salernitana.[15]

La neonata squadra campana partecipò al suo primo campionato nell'inverno del 1920 iscrivendosi nel torneo di Promozione del Comitato Regionale Campano. Venne inserita nel sottogirone B, in cui affrontò squadre della provincia di Napoli come Stabia, Savoia e Pro Italia. Vinse 6 gare su 6, concludendo il proprio sottogirone al primo posto e, dovendo disputare la gara valevole come spareggio per la promozione (in seguito ai due 5-0 di andata e ritorno per le rispettive formazioni di "casa") contro i partenopei del Brasiliano (dall'omonimo bar sede del club) venne promossa d'ufficio nel campionato di Prima Categoria della Campania in quanto i napoletani non si presentarono in campo, che era il neutro di Nocera Inferiore, città dell'alto salernitano.[12][16]

Una formazione della Salernitana nel 1919: allenatore Giordano (a sinistra), portiere Matteo Schiavone (primo socio fondatore, a destra)

In seguito a problemi di carattere tecnico ed economico la Salernitana risultò poco competitiva, e per tale motivo nel dicembre del 1922 decise di fondersi con i concittadini dell'Audax Sport Club, diventando Società Sportiva Salernitanaudax. La fusione tra i due sodalizi durò pochi anni: rimasta ferma per una stagione, gli sconcertanti risultati ottenuti nelle stagioni 1923-24 e 1924-25 sancirono l'interruzione dell'attività del club.[17]

Nel maggio 1927 viene rifondata la Salernitana.[18] Gli amaranto (colore sociale ereditato dal Campania Foot-Ball Club, che durante la stagione 1926-27 viene assorbito dal rinato sodalizio), guidati dal tecnico Venturini (allenatore e giocatore) e dal presidente Vittorio La Rocca, conclusero nell'anno seguente il proprio girone al primo posto, davanti a Stabia, Lecce, Nocerina, Scafatese, Aversana e Torremaggiore, accedendo dunque al girone finale del Centro-Sud, in cui terminarono terzi, alle spalle di Goliarda e Rosetana. Ammessa "per titoli" alla Prima Divisione 1928-1929 girone D per colmare l'insufficiente numero di squadre meridionali.[19]

Nel campionato 1937-1938 la Salernitana vinse il campionato di Serie C girone E, davanti a squadre come Catania, Foggia, Cosenza, Cagliari, Lecce (quest'ultima dopo 4 partite deciderà di ritirarsi). I ragazzi guidati dal tecnico ungherese Ferenc Hirzer e dal nuovo presidente Giuseppe Carpinelli riuscirono per la prima volta nella storia del club a raggiungere la seconda serie nazionale.[20]

Nella stagione cadetta 1938-1939 la Salernitana si mostrò molto prolifica sotto porta, e considerando che prima della promozione in B avvenuta nella precedente stagione militò per anni in terza serie, è da riconoscerle il merito di aver saputo fronteggiare a testa alta la Fiorentina, dominatrice del torneo: i ragazzi guidati da Carpinelli pareggiarono 1-1 in casa contro i viola (11 dicembre 1938). Tra gli altri risultati importanti sono da ricordare la vittoria, sempre in casa, sul secondo classificato Venezia per 1-0 (22 gennaio 1939), il pareggio (1-1) a Salerno sulla terza classificata Atalanta (25 settembre 1938), la vittoria (1-0) in casa sul Siena quarto classificato, ma sono da ricordare anche le goleade che la Salernitana rifilò a Sanremese e Casale: con il Casale (ultimo) vinse 5-0, con la Sanremese (undicesima) stravinse per 7-0. Per cui, anche se alla fine si classificherà al diciassettesimo posto, retrocedendo, la compagine campana si tolse anche qualche significativa soddisfazione.[21][22]

Dalla terza serie alla Serie A (1939-1948)[modifica | modifica sorgente]

In seguito alla retrocessione in C, la Salernitana dovrà attendere la stagione 1942-1943 per ritornare in B,[23] ma a causa della sospensione dei campionati avvenuti per lo scoppio della seconda guerra mondiale, si avranno prima due stagioni prive di competizioni ufficiali (con la Salernitana che vincerà la Coppa della Liberazione nel 1944 e arriverà seconda nel Campionato campano 1945)[24] seguite da un campionato misto A/B giocato in qualità di società di Serie B.[25][26]

Gipo Viani è stato allenatore della Salernitana. È con lui che la Salernitana è salita per la prima volta in Serie A, ed è con lui che ha affrontato il primo massimo torneo nazionale
La Salernitana festeggia la promozione in Serie A avvenuta dopo la vittoria del campionato cadetto 1946/47

Nel 1946-1947 vinse il proprio girone di Serie B e venne promossa in Serie A. I granata giunsero primi in classifica, davanti a Ternana, Pescara, Lecce e i cugini della Scafatese. Tra le gare disputate dai campani sono da citare le vittorie in entrambi i derby: 3-0 a Salerno e 1-0 a Scafati per i salernitani, la vittoria a Salerno contro il Lecce (quarto classificato), il 5-0 rifilato all'Alba Roma (Salerno, 16 marzo 1947), il 5-0 rifilato al terzo classificato Pescara (Salerno, 3 novembre 1946), il 6-1 ottenuto contro la Ternana (seconda classificata, nella gara giocata a Salerno il 10 novembre 1946), il 5-0 contro l'Arsenale Taranto (Salerno, 6 aprile 1947). Definiti "Torino del Sud"[27], i granata dominarono dunque il torneo cadetto del girone meridionale grazie al contributo di giocatori come Jacovazzo, Margiotta, Valese, Onorato e Vaschetto. I record stagionali furono: minor numero di sconfitte (4), maggior numero di punti conquistati fuori casa (15), miglior quoziente reti (2,56), minor passivo di reti (23).[28][29] Il tecnico della prima Salernitana in Serie A fu Gipo Viani, il quale si affidò già nella stagione precedente al suo particolare modulo di gioco: il cosiddetto "Vianema", che fu un rivoluzionario sistema di gioco ed ebbe come punto cardine il ruolo del libero. L'idea era venuta a Valese, il quale lo consigliò all'allenatore per rinforzare la difesa: in questo modo un finto centravanti (Piccinini) giocava col numero 9 ma in posizione arretrata, liberando il difensore Ivo Buzzegoli da compiti di marcatura, facendolo così diventare il primo "libero" del calcio italiano.[30]

La compagine di Salerno terminò il suo primo anno di Serie A al quart'ultimo posto, e retrocesse di conseguenza nella serie inferiore, in quanto proprio in quell'anno le retrocessioni passarono da tre a quattro per motivi politici: la Triestina venne ripescata dalla B, allargando la Serie A a 21 squadre in seguito al difficile momento dell'annessione dell'Istria allo Stato della Jugoslavia. La Salerno calcistica, in quell'anno di Serie A, venne danneggiata con arbitraggi ritenuti eccessivamente a favore della Roma, che ottenne la salvezza proprio a scapito del club campano. Il commento di Antonio Ghirelli nella sua "Storia del Calcio in Italia" ne dà un'idea: "...la Salernitana si vide sacrificata all'ultimo ad un club più potente e più ricco, la Roma, che poté salvarsi grazie ad un arbitraggio molto discutibile in occasione del confronto diretto, a due giornate dalla fine". L'arbitro del match decisivo, il fiorentino Vittorio Pera, qualche anno dopo sarà riconosciuto colpevole di un altro episodio di corruzione a favore della stessa Roma, e dopo un'inchiesta della Federazione sarà squalificato a vita. Nella gara contro la Roma, alla penultima giornata di campionato, l'incontro si concluderà con un 1-0 per i giallorossi attraverso un gol viziato da un fallo sul portiere.[31][32]

Tra seconda e terza serie (1948-1967)[modifica | modifica sorgente]

Dal 1948 al 1950 la Salernitana disputò, in Serie B, dei tranquilli campionati di metà classifica.[33] Nel 1950, durante la partita col Genoa, a causa di un gol non convalidato, si verificò a Salerno la prima invasione di campo del dopoguerra in Italia. Sullo 0-0 a dodici minuti dalla fine, per un fallo di Fragni (S) in area su Frizzi (G), laddove un arbitro meno fiscale avrebbe lasciato proseguire, l'arbitro Valsecchi assegna il calcio di rigore al Genoa. Segna Pravisano. In precedenza l'arbitro aveva sorvolato su di un fallo in area del genoano Beccatini. Mentre si stava per riprendere il gioco un tifoso scavalca la rete dei distinti, entra in campo e tenta di colpire l'arbitro. La terna arbitrale poi sarà costretta a scappare dato che poi dallo stesso settore arrivano in campo altri spettatori. La Salernitana sarà multata di mezzo milione di lire, la gara sarà vinta a tavolino 2-0 dal Genoa, il campo sarà squalificato per 2 turni.[34]

Nel torneo di Serie B 1952-1953 la Salernitana nella sua prima gara ospiterà il Messina, e in quell'occasione (Salerno, 14 settembre 1952) lo Stadio Comunale venne intitolato a Donato Vestuti.[35] Subito dopo la guerra infatti il campo Littorio venne rinominato Stadio Comunale, ma i giornalisti salernitani, tuttavia, erano concordi nel chiamarlo Renato Casalbore nei loro resoconti, in onore del collega perito nella tragedia di Superga. Il Comune risolse la questione intitolando lo stadio a Donato Vestuti e dedicando a Renato Casalbore la piazza antistante lo stadio. Il campionato vedrà una Salernitana lottare per la salvezza dopo i primi risultati poco convincenti. Una serie di risultati positivi con Verona, Catania, Marzotto e Padova consentirono alla squadra di salire in classifica, e con il Monza in casa a tre giornate dal termine di conquistare i punti che le valsero la matematica salvezza.[28][36]

La stagione di Serie B 1955-1956 vide i granata giocare in modo deludente: in tale occasione non ce la fecero ad agguantare la salvezza.[37]

Domenico Rosati fu allenatore della Salernitana negli anni sessanta e settanta.

Nel campionato 1956-1957 la Salernitana, guidata da Massagrande come capitano e De Fazio come vice, neoretrocessa in C, lottò fin dall'inizio per la promozione in Serie B. La società a inizio campionato era a rischio fallimento, ma attraverso l'elezione dell'on. Carmine De Martino alla presidenza tutto si risolse per il meglio, e i granata disputarono un buon campionato, concluso al terzo posto.[28][38]

Nella stagione di Serie C 1958-1959 la società venne rilevata da Matteo Guariglia, e la squadra arrivò ultima in classifica ma non retrocesse poiché lo impedì la riforma dei campionati allora in corso, ed anche nella successiva stagione i campani rischiarono di finire ultimi, ma all'ultima giornata, nel derby contro l'Avellino in Piazza D'Armi irpina, riuscirono a salvarsi.[39] Nella prima metà degli anni sessanta la Salernitana continuò la permanenza in Serie C.[40]

Una formazione della Salernitana 1966-67 in Serie B

Il 28 aprile 1963 si verificò a Salerno un episodio tragico: durante la gara Salernitana - Potenza (valida per il primo posto e per la promozione) alcuni tifosi locali, inferociti per l'andamento della partita, invasero il campo dello stadio Vestuti. Nel tentativo di disperdere i rissosi un poliziotto esplose alcuni colpi in aria e proprio uno di questi proiettili ferì mortalmente alla tempia destra il quarantottenne Giuseppe Plaitano, che stava assistendo la partita dalla tribuna.[41][42] Plaitano è il primo tifoso in Italia a perdere la vita in seguito a incidenti negli stadi, e a lui è dedicato uno dei club del tifo più importanti della città.[42]

Nella stagione di Serie C 1965-1966 la Salernitana ottenne la promozione in serie B sotto la guida tecnica di Domenico "Tom" Rosati.[43] Arrivata in Serie B (campionato 1966-1967) la società campana si costituì in società per azioni. I granata, neopromossi, non riuscirono a reggere il confronto con le altre compagini cadette e ad evitare la retrocessione.[28][44]

Dalle crisi finanziarie al ritorno in B (1967-1990)[modifica | modifica sorgente]

Una formazione della Salernitana 1969-70

A partire dal torneo di Serie C 1967-1968 la Salernitana venne presieduta dall'avv. Tedesco. Il primo con Tedesco sarà un torneo che si concluderà in modo anonimo,[45] così come quello successivo che è da ricordare poiché nel 1969 si spense Gipo Viani, vale a dire l'allenatore della prima volta della Salernitana in serie A, e per il fatto che la società granata ottenne un importante successo con la squadra giovanile (Juniores), che si aggiudicò il prestigioso trofeo del Campionato Nazionale Dante Berretti.[46][47]

Nel campionato 1969-70 la Salernitana riuscì ad iscriversi al torneo quasi per miracolo a causa di molte difficoltà economiche. La squadra lottò per la salvezza durante gran parte del campionato e segnò meno reti nel suo girone (appena 20).[46][48]

Nel campionato di serie C 1970-1971 la Salernitana sotto la guida di "Tom" Rosati, allestì una squadra per la promozione in serie B, ma arrivò seconda, alle spalle del Sorrento.[49] Nella stagione seguente, a metà campionato, si classificò seconda insieme al Lecce a -1 dal Brindisi. Una serie di risultati sfavorevoli però portarono il 7 aprile 1972 alle dimissioni di tutta la dirigenza. La società venne affidata ad un commissario, il dott. Americo Vessa. La Salernitana terminò il torneo al terzo posto. L'unica nota positiva della stagione è il titolo di capocannoniere del bomber granata Pantani che realizzò 18 gol.[50]

Nel torneo di Serie C 1972-1973 i granata arrivarono al quinto posto,[51] nel successivo una serie di risultati altalenanti la portarono a metà classifica (con relative proteste dei tifosi),[52] nel campionato 1974-75 la Salernitana, a dicembre, toccò il fondo della classifica e così venne ingaggiato l'allenatore Giacomo Losi detto "core de Roma", che salvò la squadra.[53] La stagione 1976-77 con una società in grave crisi con stipendi ai giocatori non pagati e un passivo di 1.359.000.000 di lire, osservò il presidente Piero Esposito dimettersi a stagione in corso. L'avv. Matera divenne il nuovo commissario e in un clima più tranquillo la squadra proseguì la propria attività agonistica, terminando la stagione a metà classifica.[46][54]

Nel 1977 venne rilevato da un gruppo di imprenditori salernitani, che, trasferendo la squadra nella neocostituita Salernitana Sport s.p.a., la salvarono dal fallimento finanziario. In quella stagione l'attaccante Costante Tivelli della Salernitana divenne capocannoniere del rispettivo girone.[46][55]

Una formazione della Salernitana nella stagione 1979-1980

Nella stagione di Serie C1 1979-1980 la Salernitana venne presieduta da Antonio Ventura, che come allenatore per la prima squadra scelse Franco Viviani. La crisi economica della società campana non darà tregua al nuovo presidente, e la squadra non giocherà in modo soddisfacente (segnò tanto, ma subì molto altrettanto). Una sconfitta in casa contro i rivali della Cavese in campionato (per 2-1) segnò il destino del tecnico Viviani, che venne sostituito prima da Antonio Giammarinaro e più avanti da Luigi Gigante. A metà stagione il presidente Ventura, per i troppi problemi economici, deciderà di dimettersi. Il posto dell'ex presidente venne preso da Federico De Piano, il quale dopo pochi giorni abbandonò anche lui. De Piano venne sostituito da Vincenzo Grieco, ma il 6 marzo scattò la messa in mora della società e tutti i giocatori, pur decidendo di proseguire la stagione, vennero svincolati dai loro contratti. Malgrado le sciagure economiche, la Salernitana non sfigurò né in campionato né nelle altre competizioni: si classificò al settimo posto (insieme a Siracusa e Turris) davanti a tutte le altre squadre della Campania presenti quell'anno nel girone B della C1: Cavese (decima), Nocerina (tredicesima) e Benevento (quattordicesima) e per la prima volta nella sua storia disputò la finale di Coppa Italia di Serie C, in cui vinse all'andata (a Salerno) contro il Padova per 3-1, ma non vinse nella partita di ritorno (che finisce 4-0 per i padroni di casa), e a causa della differenza reti fu il Padova a vincere il trofeo.[46][56]

A partire dalla stagione di serie C1 1981-1982 venne abolito il semiprofessionismo (le società di C furono obbligate a divenire società di capitali, trasformazione già in essere da qualche anno per la Salernitana, tramite una riforma invocata anche dal sindacato dei calciatori) e inoltre la Salernitana ebbe il primo sponsor della sua storia: la pasta Antonio Amato (verserà 35 milioni più un premio promozione di 10 milioni). Il campionato di quel periodo vide i granata lottare per raggiungere la serie B, che tuttavia non arrivò.[57] Nel torneo 1982-83 la Salernitana chiuse a metà classifica e fu contestata dai propri tifosi. Addirittura, il 22 maggio, si registrò il minimo storico di presenze: solo 700 spettatori![46][58]

Una formazione della Salernitana 1989-90

Nella stagione 1984-85 si classificò al quarto posto,[59] e nel 1987-88 alla prova poco brillante della prima squadra si sommò una seconda finale al Dante Berretti per la formazione Juniores, stavolta non vinta.[60]

Con il grande acquisto Agostino di Bartolomei per il campionato 1988-89, partita con propositi di promozione riuscì miracolosamente a salvarsi,[61] ma con una rinnovata società, la Salernitana ritornò in Serie B dopo 23 anni al termine del campionato di C1 (girone B) del 1989-1990. Grazie ad un campionato disputato brillantemente, i granata riuscirono ad abbandonare la C1 e ad essere promossi in B. Guidata dal tecnico Giancarlo Ansaloni, il capitano Agostino di Bartolomei e il presidente Peppino Soglia, la Salernitana concretizzò la sua promozione nell'ultima gara della storia dei granata disputata nello Stadio Vestuti, stracolmo per l'occasione, con lo 0-0 contro il Taranto. Tra gli uomini principali della promozione, oltre al capitano Di Bartolomei, c'è da ricordare tra gli altri Lucchetti e Della Monica, giocatori abbastanza avanti negli anni ma che furono ancora capaci di fare la differenza.[62][63]

Gli anni novanta e la seconda volta in A (1990-1999)[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 1990-1991 venne inaugurato il nuovo Stadio Arechi, e dopo 23 campionati di C1 la Salernitana si ritrovò di nuovo in Serie B, ma non riuscì a permanere nella categoria e tornò nuovamente in terza serie.[64][65]

Giovanni Pisano, bomber granata nei primi anni novanta

Nella stagione 1993-1994 dal Foggia arrivò a Salerno Delio Rossi, allenatore giovane, alla sua prima esperienza con una squadra professionista. Con una squadra composta dal portiere Antonio Chimenti, i difensori Vittorio Tosto e Salvatore Fresi, gli esterni Ricchetti e De Silvestro, i centrocampisti Strada, Breda e Tudisco, e il capocannoniere del torneo Giovanni Pisano la squadra arrivò terza e raggiunse i play-off. Vinti i play off contro Lodigiani e Juve Stabia la Salernitana ritornò in B.[64][66]

Nel torneo 1994-1995, con l'arrivo del presidente Aniello Aliberti, la Salernitana sfiorò la promozione in Serie A giungendo quinta,[67] e ripetette lo stesso piazzamento nel campionato 1995-1996, quando ingaggiò l'allora poco esperto allenatore Franco Colomba.

Gennaro Gattuso ha giocato con i granata nel 1999

Nel campionato 1997-1998 il presidente Aliberti decise di riportare a Salerno il tecnico Delio Rossi. La scelta sarà azzeccatissima: la Salernitana tornerà in Serie A. L'organico venne arricchito di forze nuove, come il portiere Daniele Balli, i difensori Ciro Ferrara e Vittorio Tosto (entrambi già ex), e poi Cudini, Franceschini, i fratelli Giacomo e Giovanni Tedesco, Ciro De Cesare, Greco, e Marco Di Vaio, il quale affiancò in attacco Edoardo Artistico (acquistato la stagione precedente) e con il quale formò la più prolifica coppia-gol della stagione. Di Vaio, inoltre, conquisterà il titolo di capocannoniere della Serie B.[64]

La Serie A, nella stagione 1998-1999, vide per la prima volta dopo cinquant'anni la presenza della Salernitana.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Salernitana Sport 1998-1999.

La squadra campana, sotto la guida di Delio Rossi prima e di Francesco Oddo poi, per un solo punto non riuscì a mantenere la Serie A. Gli uomini principali di quella stagione agonistica, che videro i granata imporsi a testa alta sui campi di gioco più prestigiosi, furono soprattutto Marco Di Vaio, Salvatore Fresi, Gennaro Gattuso, Ighli Vannucchi, Roberto Breda, Vittorio Tosto, Giacomo Tedesco e David Di Michele.[64]

Dal ritorno in B alla radiazione (1999-2005)[modifica | modifica sorgente]

Scesa in B, a quattro giornate dal termine del campionato 1999-2000 la Salernitana fu matematicamente esclusa dalla corsa per il ritorno in Serie A.[64]

Fabio Vignaroli, 20 gol nel campionato 2001-2002

Il presidente Aniello Aliberti, dalla stagione 2001-2002 riuscì a convincere il tecnico boemo Zdeněk Zeman ad allenare la Salernitana. I campani conclusero la stagione al sesto posto, dopo aver lottato per diverse giornate per l'obiettivo della promozione in massima serie. L'avventura di Zeman si concluse nella stagione 2002-2003 dopo un girone di andata terminato all'ultimo posto. Franco Varrella, sostituto di Zeman, non riuscì in tale circostanza ad evitare la retrocessione della squadra in Serie C1. In seguito a una vicenda sportivo-giudiziaria (il "Caso Catania") che si protrasse per tutta l'estate, la Salernitana venne ripescata in B con Catania, Genoa e Fiorentina.[46]

I granata disputarono poi un campionato di media classifica, e riuscirono a salvarsi sotto la guida dell'allenatore Angelo Gregucci e grazie alle reti del giovane attaccante Raffaele Palladino, ma una volta ottenuta la salvezza, la Salernitana Sport venne esclusa dal successivo campionato di competenza per inadempienze economiche considerate gravi.

Gli anni della Salernitana di Lombardi (2005-2011)[modifica | modifica sorgente]

A seguito dell'esclusione della Salernitana Sport dal campionato di Serie B, nell'estate 2005 una cordata di imprenditori guidata da Antonio Lombardi, avvalendosi del Lodo Petrucci, fondò la Salernitana Calcio 1919, che venne iscritta al campionato di Serie C1. A campionato in corso, il presidente della precedente società iscrive, a novembre, una squadra in Terza Categoria con il nome e i segni distintivi della Salernitana Sport, ma l'esperienza durerà meno di quattro mesi, poiché alla società venne revocata l'affiliazione alla FIGC per messa in liquidazione della stessa, ed i risultati conseguiti sul campo vennero annullati. La Salernitana Calcio 1919 di Lombardi (che in seguito acquisterà i simboli della precedente) concluse il campionato al 5º posto.

Salernitana-Modena 2009-2010: Francesco Cozza dal dischetto si accinge a battere il calcio di rigore del provvisorio 1-0 per i granata

Nella stagione 2007-2008 la Salernitana terminò il proprio girone di andata al primo posto, laureandosi Campione d'Inverno; tuttavia, dopo una sconfitta contro il Taranto, venne esonerato l'allenatore Agostinelli e ingaggiato il tecnico Fabio Brini[68], con il quale il 27 aprile 2008, grazie alla vittoria per 2-0 sul Pescara la Salernitana raggiunse la promozione matematica in Serie B.[69] La Salernitana partecipò inoltre alla Supercoppa di Serie C1, che andò al Sassuolo.[70]

Il 15 giugno 2009 Lombardi rilevò i beni immateriali della precedente Salernitana Sport all'asta fallimentare, attraverso la Energy Power, e li cedette in comodato d'uso alla Salernitana Calcio 1919. A fine campionato, quello di Serie B 2009-2010, partita con l'intento di una salvezza tranquilla, la squadra campana concluse il campionato all'ultimo posto, ritornando in terza serie.[71]

Nel luglio del 2010 Lombardi annunciò le sue dimissioni da presidente del club (pur restandone proprietario) lasciandone la gestione ad Antonio Loschiavo.[72] Nella stagione 2010-2011 come allenatore venne scelto Roberto Breda, bandiera ed ex capitano della Salernitana, con il quale i granata giunsero in finale play off contro l'Hellas Verona, non riuscendo a centrare l'obiettivo della promozione (fu 2-0 all'andata per gli scaligeri e 1-0 per i granata a Salerno nella gara di ritorno).[73]. Al termine della stagione, a causa dei troppi debiti, il 18 luglio 2011 la Salernitana venne esclusa dal successivo campionato di Lega Pro Prima Divisione,[74] e il 7 novembre la società fallì ufficialmente.[75][76] Intanto, a seguito dell'esclusione della Salernitana dai campionati ufficiali, grazie all'art. 52 delle norme federali, nell'estate dello stesso anno nacque il Salerno Calcio.

La Salernitana 2012-2013 che affronta il Teramo all'Arechi vincendo 3-1

La gestione Lotito-Mezzaroma (2011-2014)[modifica | modifica sorgente]

Il Salerno Calcio, capitanato dai proprietari e fondatori Claudio Lotito e Marco Mezzaroma, allestendo una rosa guidata da Carlo Perrone e composta da giocatori esperti come Raffaele Biancolino, Francesco Montervino, Ciro De Cesare, David Giubilato (che sarà nominato capitano) e più giovani come David Mounard, verrà ammesso alla Serie D e inserito nel girone G, nel quale concluderà la stagione classificandosi al primo posto. La vittoria del campionato si concretizzerà all'ultima giornata a Salerno contro il Monterotondo davanti a 11.800 spettatori, numero elevatissimo per la categoria disputata. In seguito accederà al torneo per la conquista dello Scudetto Dilettanti, ma verrà eliminato in semifinale dal Teramo ai calci di rigore. Dalla successiva stagione la squadra, acquisendo i simboli, assumerà l'identità storica della Salernitana.

Il 20 gennaio 2013 il tecnico Carlo Perrone eguaglia il record di otto vittorie consecutive con i granata stabilito da Gipo Viani nella stagione 1942-43[77] facendo registrare tale risultato nella stagione di Lega Pro Seconda Divisione 2012-2013 dalla tredicesima giornata alla ventesima.[78] Il 3 marzo dello stesso anno Perrone supera il record di risultati utili consecutivi, che era di 22, ottenuti sotto la guida di Giuliano Sonzogni nel 1992-93: pareggiando con l'Hinterreggio, l'allenatore romano entra di diritto nella storia del club giungendo a quota 23 partite senza sconfitta. Grazie ai risultati di domenica 14 aprile e alla vittoria per 5-1 in casa del Fondi ottenuta nell'anticipo di sabato, Perrone porta la Salernitana ad ottenere la seconda promozione consecutiva: nessun allenatore granata era riuscito in tale impresa prima di allora.[79] Infine, battendo la Pro Patria (3-0 fuori casa e 2-1 in casa), la squadra granata conquista il primo trofeo ufficiale della storia della prima squadra, la Supercoppa di Lega Pro Seconda Divisione. Nel 2014 i campani stavolta guidati da Angelo Gregucci si aggiudicano, per la prima volta, la Coppa Italia Lega Pro, vincendo 1-0 a Monza contro la locale formazione di casa, e pareggiando 1-1 all'Arechi di Salerno.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria dell'Unione Sportiva Salernitana 1919
  • 19 giugno 1919: Fondazione dell'Unione Sportiva Salernitana.
  • 1919-1920: 1ª nel girone B campano del campionato di Promozione. Vince la finale. Green Arrow Up.svg Promossa in Prima Categoria.
  • 1920-1921: 4ª nel girone A campano di Prima Categoria.
  • 1921-1922: 7ª nel campionato campano di Prima Divisione. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Seconda Divisione
  • 1922-1923: Non partecipa a nessun campionato.
Nel dicembre 1922 diventa Società Sportiva Salernitanaudax per fusione con lo Sport Club Audax Salerno.
A fine stagione scompare dalla scena calcistica.

Secondo turno eliminatorio della Coppa Italia.
Primo turno eliminatorio della Coppa Italia.
  • 1937-1938: 1ª nel girone E di Serie C. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B
Terzo turno eliminatorio della Coppa Italia.
  • 1938-1939: 17ª in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C
Sedicesimi di finale della Coppa Italia.

Secondo turno eliminatorio della Coppa Italia.
Sedicesimi di finale della Coppa Italia.
  • 1941-1942: 1ª nel girone G di Serie C. Esclusa dalle finali per illecito sportivo.
  • 1942-1943: 1ª nel girone L di Serie C. 2ª nel girone A finale. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.
  • 1943-1945: Attività sospese per cause belliche
Cambia denominazione in Unione Sportiva Salernitana.

Secondo Turno della Coppa Italia.

Secondo Turno della Coppa Italia.

Fase a gironi della Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase a gironi della Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase a gironi della Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase a gironi della Coppa Italia Semiprofessionisti.
Ottavi di finale della Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase a gironi della Coppa Italia Semiprofessionisti
Assume il nome di Salernitana Sport.
Sedicesimi di finale della Coppa Italia Semiprofessionisti.

Finalista nella Coppa Italia Semiprofessionisti.
Quarti di finale della Coppa Italia Semiprofessionisti.
Quarti di finale della Coppa Italia Serie C.
Primo Turno della Coppa Italia
Sedicesimi di finale della Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale della Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi della Coppa Italia Serie C.
Primo turno della Coppa Italia
Sedicesimi di finale della Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale della Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi della Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale della Coppa Italia Serie C.

Semifinale della Coppa Italia Serie C.
Primo Turno della Coppa Italia
Primo Turno della Coppa Italia
Sedicesimi di finale della Coppa Italia Serie C.
Quarti di finale della Coppa Italia Serie C.
Vince i Play-off con la Juve Stabia. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.
Primo Turno della Coppa Italia
Semifinale della Coppa Italia Serie C.
Primo Turno della Coppa Italia.
Primo Turno della Coppa Italia.
Quarti di Finale della Coppa Anglo-Italiana
Primo Turno della Coppa Italia.
Primo Turno della Coppa Italia.
Sedicesimi di Finale della Coppa Italia

Fase a gironi della Coppa Italia
Ottavi di Finale della Coppa Italia
Fase a gironi della Coppa Italia
Fase a gironi della Coppa Italia.
Secondo Turno della Coppa Italia.
Secondo Turno della Coppa Italia.
Esclusa dalle competizioni professionistiche successive per dissesto economico-finanziario.
Perde in semifinale Play-off contro il Genoa.
Primo Turno della Coppa Italia
Primo Turno della Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi della Coppa Italia Serie C
Sconfitta nella Supercoppa di Serie C1.
Ottavi di Finale della Coppa Italia
Il 20 luglio 2009 acquisisce i beni immateriali della precedente società, assumendone l'identità.

Terzo Turno della Coppa Italia.
Perde in finale dei Play-off contro il Verona
Primo Turno della Coppa Italia
Primo Turno della Coppa Italia Lega Pro
Esclusa dalle competizioni professionistiche successive per dissesto economico-finanziario.
  • 26 luglio 2011: Fondazione del Salerno Calcio che aderisce all'art. 52.10 NOIF e viene iscritto in Serie D.
  • 2011-2012: 1° nel girone G della Serie D. Green Arrow Up.svg Promosso in Lega Pro Seconda Divisione.
Turno Preliminare della Coppa Italia Serie D
Semifinale della Poule Scudetto.
Il 12 luglio 2012 acquisisce i beni immateriali della Salernitana Sport, assumendone l'identità e cambiando la ragione sociale in Unione Sportiva Salernitana 1919.
Fase a gironi della Coppa Italia Lega Pro
Trophy.jpg Vince la Supercoppa di Lega di Seconda Divisione (1º titolo).
Perde il quarto di finale play-off contro il Frosinone.
Primo Turno della Coppa Italia
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia Lega Pro (1º titolo).
Partecipa alla Coppa Italia.
Partecipa alla Coppa Italia Lega Pro.

Colori e simbolo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colori e simboli dell'Unione Sportiva Salernitana 1919.

Colori[modifica | modifica sorgente]

La Salernitana, nel corso della sua storia, ha adottato divise di gioco con colori molto diversi tra loro[4]: dal 1919 al 1922 giocava con una casacca a righe verticali bianche e celesti, in seguito, con il nome di Salernitanaudax, a partire dal 1922, giocava in maglia a strisce celesti e nere per marcare la fusione tra la Salernitana (biancoceleste) e lo Sport Club Audax (che aveva strisce bianconere) e successivamente, una volta rifondata, nella stagione 1927-28 vestiva con la maglia granata (colore ereditato dal precedente FBC Campania), fino al 1929, in cui si preferì tornare al bianco-azzurro anche se in varie occasioni della stagione la squadra continuò a vestire granata. Dal 1928 al 1932 ha indossato magliette azzurre in molteplici varianti, poi dal 1932 al 1943 giocava nuovamente con le strisce biancocelesti. Dal 10 dicembre 1943 fino al 2011 il colore sociale adottato è stato il granata, che poi ritorna dalla stagione 2012-2013 dopo la parentesi prima blu-granata (prima maglia indossata nel girone di andata del campionato) poi giallo-rosso-blu (colore adoperato nel girone di ritorno) del Salerno Calcio.

Maglia granata: utilizzata nella stagione 1927-28, dal 1943 al 2011 e di nuovo dal 2012
Stile di maglia utilizzato dal 1919 fino al 1922, durante gli anni '30 e '40
Salernitana Logo.png
Cronologia di colori e denominazioni
  • 1919-22: 600px Bianco e Azzurro (Strisce).png Unione Sportiva Salernitana
  • 1922-25: 600px Nero e Celeste (Strisce).png Società Sportiva Salernitanaudax
  • 1927-29: 600px Granata3.png Unione Sportiva Salernitana Fascista
  • 1929-30: 600px Bianco e Azzurro (Strisce).png Unione Sportiva Salernitana Fascista
  • 1930-32: Azzurro.png Unione Sportiva Salernitana Fascista
  • 1932-43: 600px Bianco e Azzurro (Strisce).png Unione Sportiva Salernitana Fascista
  • 1943-77: 600px Granata3.png Unione Sportiva Salernitana
  • 1977-05: 600px Granata3.png Salernitana Sport
  • 2005-11: 600px Granata3.png Salernitana Calcio 1919
  • 2011-12: 600px BlauGrana (Strisce).png Salerno Calcio
  • 2012-att.:600px Granata3.png Unione Sportiva Salernitana 1919

Simboli ufficiali[modifica | modifica sorgente]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Salernitana 1978-79: la divisa di gioco prevede un ippocampo racchiuso in un cerchietto bianco

Il simbolo della Salernitana è per antonomasia l'ippocampo. Tale simbolo venne adottato nel 1949, quando apparve per la prima volta sulle magliette della squadra. La scelta del simbolo venne dal pittore e professore salernitano Gabriele D'Alma che ne disegnò una prima versione. Lo stemma non sempre è apparso sulle magliette di gioco: nella maggior parte dei casi serviva a rappresentare il logo della società (che ha variato forma diverse volte), ma non vi è traccia di esso fino alla fine degli anni 1970, quando comparve un cerchietto bianco con un ippocampo intero color granata al suo interno (stagione 1978-1979).[80]

Per far fronte ai sempre più grandi costi di gestione, la Salernitana decise di commercializzare il suo marchio, e così nel 1986 il simbolo venne stilizzato[4][81] La stilizzazione del 1986 nacque a Dallas dal grafico americano Jack Lever, il quale raffigurò un ippocampo disegnato solo nella sua parte superiore, bagnato dalle onde marine e sormontato da cinque bastioni che rievocano le fortificazioni longobarde e normanne. Alla destra dell'ippocampo vi è una piccola stella otto punte: ricorda il Follaro, antica moneta della Zecca di Salerno.[80]

Inizialmente lo stemma non veniva utilizzato sulle maglie ma su tutte le altre operazioni di marketing, come la copertina dei tagliandi degli abbonamenti. A partire dalla gara Salernitana-Padova 0-0 del 1990 lo stemma è sempre stato presente sulle magliette della Salernitana, inizialmente rinchiuso in un quadrato e senza la scritta "Salernitana", fino al 1995-96, stagione in cui il marchio sarà incorniciato da un quadrato con bordi dorati. Tali bordi, dalla stagione seguente, seguiranno poi la forma delle onde sottostanti. Questo simbolo è sempre stato posto sul lato sinistro della maglietta, fino al 1997-1998 in cui fu spostato a sinistra, e nel 1998-1999 in cui venne posizionato in alto al centro.[80].

Nel torneo di Serie B 1999-2000 il logo della Salernitana cambia leggermente: non vi è più la torre, ma uno scudetto granata che racchiude l'ippocampo e il Follaro, con sotto l'anno di fondazione 1919. Questo stemma fu utilizzato fino al 2005, anno in cui la Salernitana Sport venne esclusa dai campionati FIGC.

Dall'estate del 2005 all'estate del 2009 la Salernitana, rinata grazie al Lodo Petrucci in seguito alla non iscrizione (e al successivo fallimento) della precedente Salernitana Sport, ha provvisoriamente adottato un differente stemma societario privo dell'ippocampo poiché non aveva ancora acquisito i beni immateriali della precedente società.[82]

Una volta acquistati i beni immateriali tramite Energy Power, società facente capo all'allora presidente della Salernitana, la squadra campana ha potuto riutilizzare il suo storico emblema in comodato d'uso, nella versione più recente: lo scudetto del 1999. I marchi e i brevetti della Salernitana Sport sono dunque dal 2009 di proprietà della Energy Power[83] e dal 7 luglio 2012 sono stati concessi in affitto alla nuova società (che prima dell'acquisto dei beni si è chiamata Salerno Calcio).

Inno[modifica | modifica sorgente]

Il primo inno ufficiale della Salernitana,[84] il cui titolo è Il potere deve essere granata,[85] nasce nel 2007 dal cantante e musicista salernitano Sandro Scuoppo, il quale lo presenta per la prima volta a Salerno in Piazza della Libertà nel corso della presentazione ufficiale (aperta al pubblico e stracolma di sostenitori entusiasmati dai nuovi acquisti, come ad esempio Arturo Di Napoli) della nuova rosa della squadra, mentre la nuova società sorta nel 2011 non possiede ancora un inno ufficiale.

Mascotte[modifica | modifica sorgente]

Ippo e Granatiello sono stati la mascotte della Salernitana in due periodi distinti, sorti per operazioni pubblicitarie e di marketing.

Ippo nacque da un'idea della Salernitana Sport di Aniello Aliberti nella stagione 1999-2000, secondo una precisa strategia di marketing che si svilupperà mediante l'apertura del primo Salernitana Store. In quel periodo con il nome "Ippo" veniva identificato sia il cavalluccio marino raffigurato sul logo a scudo (che era stato appena realizzato e che aveva sostituito il precedente logo con la "torre" e le onde marine), sia la mascotte presente allo Stadio Arechi, utilizzata anche come pupazzetto in vendita nel primo Salernitana Store.[80]

Nel 2005 la società storica della Salernitana sarà sostituita dalla neonata Salernitana Calcio 1919, società che inizialmente non ha nessun tipo di legame con la precedente, la quale nella stagione di Serie B 2007-2008 si forgerà di una nuova mascotte concessa dallo sponsor di quella stagione: Interauto Citroën. Tale sponsor offrirà Granatiello, un leone antropomorfo con indosso la maglia della Salernitana n. 10.[86]

Strutture[modifica | modifica sorgente]

Stadio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Donato Vestuti e Stadio Arechi.
Lo Stadio Arechi visto dall'interno

L'attuale stadio della Salernitana prende il nome da Arechi II, principe longobardo sotto il quale l'antica Salerno visse un periodo di grande fioritura. La sua costruzione si rese necessaria dopo la promozione della squadra in Serie B, che aveva reso insufficiente lo storico stadio "Vestuti" (attualmente utilizzato da altre rappresentative sportive salernitane). La nuova struttura venne inaugurata nel settembre del 1990, in occasione del ritorno dopo 23 anni della Salernitana nella serie cadetta contro il Padova (partita pareggiata per 0-0). Il terreno di gioco misura 105 m di lunghezza per 68 m di larghezza. Una delle particolarità è la mancanza di una pista di atletica, che ha consentito di realizzare lo stadio a forma rettangolare; ciò permette di assistere agli incontri senza l'ostacolo visivo della pista e senza influenzare la capienza.[87]

La Curva Sud della Salernitana nello Stadio Vestuti durante un derby degli anni ottanta contro il Campania Ponticelli

In precedenza i granata giocavano in un'altra struttura, lo Stadio Donato Vestuti, uno dei principali impianti sportivi della città di Salerno e della Campania, che per tantissimi anni ha ospitato la Salernitana. Lo stadio fu costruito nel 1934[88] per volere del regime fascista. Inizialmente il nome della struttura era Stadio Littorio. Terminata la guerra e caduto il fascismo a Salerno, il Littorio venne nominato Stadio Comunale, e successivamente "Donato Vestuti" in onore al primo fondatore di una squadra di calcio a Salerno: il Salerno FBC (nel 1913). Nel 1962 lo stadio Vestuti fu protagonista di un film girato a Salerno e a Napoli: "Le quattro giornate di Napoli" del regista Nanni Loy. Dal 1990 la Salernitana gioca le sue partite in casa all'Arechi, costruito appositamente per i granata che si accingono dopo 23 anni a disputare il primo campionato in Serie B. Per quanto riguarda lo stadio Vestuti, è stato utilizzato dai granata nel 2004 per presentare la rosa ufficiale al pubblico, e attualmente è utilizzato da altre rappresentative sportive salernitane, come la Salernitana Femminile.[89] Prima ancora del Vestuti, la Salernitana disputava le proprie gare interne sul terreno di Piazza D'Armi.

Centro di allenamento[modifica | modifica sorgente]

Il Campo Vincenzo Volpe di Salerno situato come l'attuale stadio in via Salvador Allende, tramite una collaborazione tra il Comune di Salerno e la società della Salernitana è diventato, dal febbraio 2014, il centro sportivo della prima squadra e delle rose giovanili granata.[90]

La struttura, prima di divenire l'impianto per gli allenamenti della Salernitana per volere della società che ha rifondato il club nel 2011, ha subito numerose trasformazioni, come l'ampliamento del terreno di gioco, la ristrutturazione degli spogliatoi e degli altri locali di servizio come la palestra annessa e l'infermeria, e sono stati migliorati gli impianti presenti, come il sistema di illuminazione. Ne è venuto fuori un centro di allenamento moderno e funzionale, grazie ad un investimento che supera il milione e mezzo di euro.[91]

Sede sociale[modifica | modifica sorgente]

Dal 2012 la sede della società è ubicata in via Salvatore Allende varco n. 25 a Salerno: si trova ovvero all'interno dello Stadio Arechi grazie alla collaborazione con il Comune di Salerno che detiene la proprietà dello stadio. Venne inaugurata il 1º aprile 2012 alla presenza del sindaco Vincenzo De Luca e dei massimi vertici societari.[92]

La prima sede della storia della Salernitana era invece ubicata in Piazza XX Settembre al piano terra del Teatro Verdi.[93]

Di seguito un elenco di tutte le sedi adottate dalla società granata dalla fondazione ad oggi:

Salernitana Logo.png
Cronologia delle sedi sociali

Società[modifica | modifica sorgente]

Proprietà[modifica | modifica sorgente]

Claudio Lotito, co-fondatore, consulente e comproprietario della Salernitana
« Ricordo che il Salerno doveva militare nel campionato di Eccellenza. Grazie al nostro investimento, pari a 350.000 euro, siamo partiti da zero, ma dalla Serie D. Faremo quello che serve, non vi preoccupate. Gli investimenti non saranno lesinati, non ci risparmieremo. Faremo investimenti intelligenti, bisogna spendere sempre per quello che serve[105] »
(Claudio Lotito in riferimento alla Salernitana)

L'Unione Sportiva Salernitana 1919 S.r.l è una società a responsabilità limitata posseduta al 50% dalla Morgenstern S.r.l di Marco Mezzaroma, e al 50% dalla Omnia Service One S.r.l che ha in Luciano Corradi la figura di amministratore unico: si tratta di due società con sede a Roma.[106]

Claudio Lotito è il co-fondatore del nuovo assetto societario della squadra insieme al cognato Marco Mezzaroma, e nella società svolge ufficialmente il ruolo di consulente, risultandone nei fatti, insieme al cognato Mezzaroma, il principale dirigente nonché comproprietario. Lotito inoltre, essendo contemporaneamente proprietario e presidente della S.S. Lazio S.p.A sfrutta tale peculiarità per cedere in prestito calciatori del settore giovanile biancoceleste alla Salernitana, attivando una sinergia collaborativa tra i due sodalizi.[107]

L'attuale società si costituì il 26 luglio 2011 con il nome di Salerno Calcio S.r.l, aderendo all'art. 52 delle Norme Organizzative Interne Federali della Figc in seguito all'esclusione per debiti della precedente Salernitana Calcio 1919 di Antonio Lombardi.

Organigramma societario[modifica | modifica sorgente]

Dal sito ufficiale della società. Aggiornato al 3 ottobre 2013[108]

Salernitana Logo.png
Staff dell'area amministrativa
  • Italia Giovanni Russo - Direttore Organizzativo ed Impianti
  • Italia Carmine Parrella[109] - Team Manager
  • Italia Rodolfo De Rose - Segretario Generale
  • Italia Maria Vernieri - Responsabile Amministrazione
  • Italia Gianluca Lambiase - Addetto Stampa

[modifica | modifica sorgente]

Salernitana Logo.png
Cronologia degli sponsor tecnici
Salernitana Logo.png
Cronologia degli sponsor ufficiali


Settore giovanile[modifica | modifica sorgente]

Alcuni componenti della Salernitana Juniores che si aggiudica il Campionato Berretti nel 1969

Il settore giovanile della U.S. Salernitana 1919 si compone di quattro rose: Beretti (allenati da Giuseppe Avella),[120] Allievi Nazionali (guidati da Nino Belmonte),[121] Allievi Regionali (il cui mister è Emanuele Ferraro),[122] Giovanissimi (affidati a Pietro De Bonis).[123] L'attuale responsabile del settore è Antonio Ruggiero.[120]

Tra i titoli conquistati dal settore giovanile della Salernitana sono da citare quello della vittoria del Campionato nazionale Dante Berretti nel 1969 dalla formazione Juniores, guidata da Mario Saracino[4] [124] ed il titolo di Campione della Campania ottenuto nel 2009 dagli Allievi Regionali allenati da Egidio Sironi.[125]

I principali calciatori provenienti dal vivaio granata sono: Carmine Jacovazzo, centrocampista che in seguito, dal 1936 al 1949, conterà anche 256 presenze (record assoluto) con la squadra maggiore;[126] l'ala sinistra Elio Onorato, il quale debuttò con la prima squadra nel 1942;[127] Luca Fusco, difensore centrale che in seguito divenne capitano della Salernitana maggiore grazie anche alle numerose presenze che il calciatore ottenne con la prima squadra;[128] il portiere di origini napoletane Ciro Polito;[129] i difensori Roberto Cardinale[130], Cristian Molinaro[131] e Giampaolo Parisi.[132]

Nel periodo della gestione di Antonio Lombardi, con il nome di Salernitana Calcio 1919 è stata titolare della scuola calcio Associazione Sportiva Salernitana Piccoli Granata che annualmente organizzava anche campus estivi per bambini.[133][134]

La Salernitana nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

La Salernitana è la squadra sportiva storicamente più seguita dai salernitani. L'attaccamento alla principale squadra calcistica è sempre stato prevalente, al punto che molte altre realtà agonistiche del capoluogo e dintorni, non soltanto quelle dedite al calcio, adottano come proprio logo lo stesso simbolo della Salernitana, vale a dire l'ippocampo.[135] L'ippocampo, già emblema della Scuola Medica Salernitana è presente nel logo delle squadre di calcio dell'ASD Boys Salerno, dell'Audax Salerno,[136] della AC Salernitana Femminile, dell'ASD Salerno Rugby,[135], della società di Agropoli (Salerno) chiamata ASD Polisportiva Salernitana Magna Graecia.[137]

La forte popolarità della prima squadra cittadina ha spinto alcuni sostenitori della Salernitana, nel 2012, in seguito alla nascita del nuovo Salerno Calcio che non aveva ancora acquisito legalmente l'identità della precedente squadra, a esporre striscioni per le strade di Salerno con su scritte frasi di nostalgia verso la società storica. Uno di quegli striscioni recitava "Da quando non ci sei... non è più domenica!" riprendendo alcune parole di una canzone di Cesare Cremonini il quale qualche giorno dopo dichiarerà sul social network di Twitter: "Mi è sempre stata simpatica la Salernitana e la sua storica tifoseria".[138]

Il 19 giugno 2012, in occasione del 93º anniversario della nascita del club, nella città di Salerno si assisté ad un corteo stracolmo di sostenitori della squadra che chiedevano a gran voce il ritorno in campo della Salernitana. Inoltre la città e parte della provincia vennero "colorate" di granata, con numerose bandiere e vessilli della Salernitana esposti sui balconi da parte dei campani, in un clima che spinse il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ad incitare i dirigenti del Salerno affinché la storia della Salernitana (coi suoi segni distintivi) venisse recuperata quanto prima.[139]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Musicalmente, oltre all'inno ufficiale della gestione 2005-2010 (Il potere deve essere granata di Sandro Scuoppo del 2007), esistono diverse altre canzoni dedicate alla squadra granata,[140] come Salernitana in serie A del cantante napoletano Gigione (scritta nel 1999, quando i granata furono promossi in massima serie) e come i brani più recenti, nati per celebrare il ritorno in B della squadra nel 2008: Ale Ale Aleooo dei Paranza Vibes, canzone di genere reggae, Cuore Granata dei Manciva, brano rock-pop, Salernitana vita mia di Felice D'Amico, Giuramento granata di Vincenzo Ceccarelli (sulle note dell'inno nazionale italiano) e Salernitana di Gianluca Vernieri, un brano di musica napoletana dedicato alla squadra e ai tifosi di Salerno. In ordine cronologico è da menzionare anche il brano di musica rap Salernitana marchio e tradizione sorto nel periodo 2011-2012 anche con l'obiettivo di invogliare la dirigenza ad acquistare il marchio storico (che ancora non era stato rilevato), i cui autori sono Federica Berra (che canta il ritornello), Enzo Prada (conosciuto a Salerno già per alcune canzoni sulla Salernitana pubblicate su YouTube) ed i rapper Morfuco e Tonico 70.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

La Salernitana è accennata nel film Al bar dello sport, realizzato durante la stagione sportiva 1983-1984, con protagonista Lino Banfi il quale nella finzione scenica, anche grazie ai suggerimenti di un amico del "Bar dello Sport" interpretato da Jerry Calà e alla vittoria per 1-3 dei campani a Reggio Calabria (l'ultima delle gare presenti in schedina, come affermato dallo speaker radiofonico) fa "13" al Totocalcio. Nella realtà tale partita non si è mai giocata, dato che la squadra di Reggio più prossima ai salernitani militanti in Serie C1 era la Reggina, che in quella stagione militava in Serie C2.[141]

La Salernitana è anche citata nel film commedia Tifosi diretto da Neri Parenti, nella prima parte relativa all'episodio con Nino D'Angelo. La scena è ambientata nel 1999, anno della Salernitana in Serie A, in un carcere della città di Napoli, dove è detenuto Gennaro Scognamiglio (Nino D'Angelo) che insieme ad altri suoi compagni di cella ascolta per radio una partita del campionato di Serie B con la sua squadra, il Napoli. D'un tratto arriva una guardia carceraria che lo chiama per scarcerarlo, ma lui con aria seccata si rifiuta di uscire in quel preciso momento per via della partita (contro la Sampdoria). La Salernitana è la squadra di cui il guardiano del carcere è tifoso, che nel film, come citato dai due personaggi, ha giocato di sabato vincendo 2-0.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

In televisione la Salernitana detiene un curioso primato assieme al Genoa: disputò la prima partita in assoluto della storia del campionato di Serie B ad essere giocata in anticipo di venerdì e trasmessa in diretta televisiva su Telepiù (Genoa-Salernitana 3-0, nella stagione 1999-2000).[142] In Campania diverse emittenti televisive locali, come Telecolore, TV Oggi e Lira TV presentano nel proprio palinsesto partite di calcio in differita o in diretta, e trasmissioni di approfondimento dedicate al principale sodalizio calcistico di Salerno. Inoltre i canali prima citati, quando non mostrano le partite di campionato in diretta, offrono ai propri spettatori la possibilità di rimanere aggiornati sulla Salernitana grazie alle trasmissioni di cronaca senza mostrare le immagini della gara. La Salernitana è inoltre una delle squadre maggiormente notiziate sui bollettini sportivi delle televisioni campane: oltre ai tre canali sopra citati, viene spesso menzionata anche su Telecapri Sport e Canale 21.

Allenatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dell'U.S. Salernitana 1919.

Complessivamente gli allenatori della Salernitana sono stati, ad oggi, 157.[4]

Il primo ad allenare la squadra fu Vincenzo Giordano (un socio fondatore del club) che però venne subito sostituito da Matteo Schiavone (il principale socio promotore della fondazione della Salernitana) la cui attività si concluse nel 1921 e tra i risultati raggiunti vi fu la promozione della squadra in Prima Categoria 1920-1921.

Per una nuova promozione, in Serie B, occorrerà attendere l'approdo dell'ungherese Ferenc Hirzer che nella stagione di Serie C 1937-1938 portò la Salernitana nel secondo livello nazionale, dove vi restò una sola stagione.

Un'altra promozione in Serie B avvenne nel campionato di Serie C 1942-1943, sotto la guida di Gipo Viani, che dopo la guerra condusse la squadra di Salerno per la prima volta anche in Serie A, facendole vincere il girone C della Serie B 1946-1947. I "granata del Sud", così definiti dai giornalisti dell'epoca per distinguerli dai giocatori granata del Grande Torino, sotto la guida di Viani disputarono un discreto campionato in massima serie, adottando un tipo di gioco rivoluzionario: il cosiddetto "Vianèma" che ha come ruolo cardine la figura del mediano, fatta interpretare ad Alberto Piccinini (padre del popolare giornalista sportivo). Il Vianèma, derivante dal cognome del tecnico, in verità venne suggerito da Antonio Valese, capitano della squadra, con la quale negli anni cinquanta avrà anche una breve esperienza come allenatore.

Il ritorno in Serie B avvenne nel 1965-66 sotto la guida del tecnico Domenico Rosati. I campani vinceranno il torneo di Serie C disputando un campionato dove il Cosenza gli ha dato del filo da torcere per tutta la stagione. Infatti per un solo punto ottennero la promozione, grazie ad una squadra giovane espressamente richiesta alla società dall'allenatore. Tom Rosati venne l'anno successivo in B sostituito a stagione in corso dall'argentino Oscar Montez, che non riuscì ad evitare la retrocessione. Domenico Rosati, tuttavia, ricoprì nuovamente la carica di allenatore a Salerno, nella stagione di Serie C 1970-1971 poi sostituito da Giancarlo Vitali la successiva stagione.

Dopo 23 anni di Serie C, la Salernitana ritornò in B nel 1990 grazie al tecnico Giancarlo Ansaloni: con lo 0-0 contro la capolista Taranto, nella gara giocata per l'ultima volta della storia del club allo Stadio Vestuti, la Salernitana centrò l'obiettivo.

La Salernitana 1990-1991 non riuscì a permanere nella categoria, ma grazie all'arrivo di Delio Rossi (allora tecnico semi-sconosciuto, proveniente dalle giovanili del Foggia Calcio) nel torneo di Serie C1 1993-1994 la tifoseria di Salerno che in un primo momento fu scettica, sentitasi presa in giro non perse occasione per contestare la dirigenza e la squadra, ma alla fine, con la vittoria dei play off contro la Juve Stabia a Napoli per 3-0 da parte del club, fece di Rossi un idolo, e quest'ultimo venne soprannominato il Profeta.

Tuttavia il rapporto con i tifosi venne bruscamente interrotto nel 1995-96 quando il tecnico decise di ritornare a Foggia per allenare la prima squadra del club pugliese. Se già nella Serie B 1994-1995 (con l'arrivo del presidente Aniello Aliberti) sfiorò addirittura subito la Serie A, la stagione successiva con il giovane Franco Colomba fece altrettanto e in quella stagione la squadra campana si tolse la soddisfazione di battere per 3-0 in casa e 3-1 fuori, il Foggia dell'ex Delio Rossi. Tornò Delio Rossi nella stagione di Serie B 1997-1998, e fece disputare alla Salernitana un ottimo torneo sotto tutti i punti di vista, terminato al primo posto: dopo 50 anni la Salernitana è nuovamente in massima serie. Il rapporto con la tifoseria venne immediatamente ricucito a stagione in corso, e il mister divenne cittadino onorario di Salerno.

Altro allenatore che fece ottenere una promozione ai granata fu Fabio Brini nel 2007-2008 con il raggiungimento della B in seguito alla ripartenza in C per via del fallimento della società di Aliberti. Infine è da citare Carlo Perrone, che nel torneo di Serie D 2011-2012 riporta la prima squadra cittadina tra i professionisti in seguito al crack finanziario della società di Lombardi, e nella stagione successiva ottiene la seconda promozione consecutiva con i campani (in Lega Pro Prima Divisione), operazione che a Salerno, prima di allora, non era mai riuscita ad altro tecnico. Grazie a lui inoltre la squadra vince il primo trofeo ufficiale della sua storia: la Supercoppa di Lega Pro Seconda Divisione.

Salernitana Logo.png
Allenatori[143]

Presidenti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Dirigenti dell'U.S. Salernitana 1919.
Salernitana Logo.png
Presidenti[144]
  • 1919-1920 Italia Adalgiso Onesti
  • 1920-1921 Italia Renato De Crescenzo
  • 1921-1922 Italia Settimio Mobilio
  • 1922 Italia Raffaele Schiavone
  • 1922-1923 Italia Settimio Mobilio
  • 1923-1924 Italia Adalgiso Onesti
  • 1924-1925 Italia Settimio Mobilio
  • 1925 Italia Carmine Caiafa
  • 1927-1928 Italia Antonio Conforti
  • 1928 Italia Vittorio La Rocca
  • 1928-1929 Italia Pasquale Pinto
  • 1929-1930 Italia Luigi Conforti
  • 1930 Italia Enrico Chiari
  • 1930-1931 Italia Giovanni Negri
  • 1931-1933 Italia Enrico Chiari
  • 1933-1934 Italia Riccardo Gambrosie
  • 1934-1936 Italia Enrico Chiari
  • 1936-1937 Italia Savino Mioni
  • 1937-1940 Italia Giuseppe Carpinelli
  • 1940 Italia Eugenio Saligeri - Zucchi
  • 1940-1943 Italia Matteo Scaramella
  • 1944-1945 Italia Felice Del Galdo
  • 1945-1948 Italia Domenico Mattioli
  • 1948-1954 Italia Marcantonio Ferro
  • 1954-1955 Italia Roberto Spirito
  • 1955-1956 Italia Michele Scaramella
  • 1956-1957 Italia Carmine De Martino
  • 1957-1958 Italia Giuseppe Tortorella
  • 1958-1960 Italia Matteo Guariglia
  • 1960 Italia Leopoldo Fulgione
  • 1960-1963 Italia Pasquale Gagliardi
  • 1963-1964 Italia Antonio D'Amico
  • 1964 Italia Michele Scozia
  • 1964-1965 Italia Michele Scozia
  • 1965-1967 Italia Michele Gagliardi
  • 1967-1972 Italia Giuseppe Tedesco
  • 1972-1973 Italia Americo Vessa
  • 1973 Italia Alfredo Caiafa
  • 1973-1974 Italia Americo Vessa
  • 1974 Italia Giovanni Benvenuto
  • 1974 Italia Cesare Trucillo
  • 1974-1975 Italia Americo Vessa
  • 1975-1977 Italia Pietro Esposito
  • 1977 Italia Aldo Matera
  • 1977-1978 Italia Enzo Paolillo
  • 1978 Italia Giovanni Benvenuto
  • 1978-1979 Italia Enzo Paolillo
  • 1979 Italia Vincenzo Grieco
  • 1979-1980 Italia Antonio Ventura
  • 1980 Italia Federico De Piano
  • 1980 Italia Vincenzo Grieco
  • 1980-1982 Italia Filippo Troisi
  • 1983 Italia Antonio Scermino
  • 1983-1985 Italia Arcangelo Japicca
  • 1985-1987 Italia Augusto Strianese
  • 1987-1991 Italia Giuseppe Soglia
  • 1991-1994 Italia Franco Del Mese
  • 1994-2005 Italia Aniello Aliberti
  • 2005-2010 Italia Antonio Lombardi
  • 2010-2011 carica vacante[145]
  • 2011-att. carica vacante[146]


Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'U.S. Salernitana 1919.

Capitani della Salernitana[modifica | modifica sorgente]

Lista dei capitani della Salernitana dal 1989 ad oggi[147]

Agostino Di Bartolomei e Marco Pecoraro Scanio Agostino Di Bartolomei e Marco Pecoraro Scanio
Agostino Di Bartolomei e Marco Pecoraro Scanio

Maglie ritirate[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione calcistica di Serie B 2004-2005 la Salernitana dell'allora presidente Aniello Aliberti, subito dopo aver battuto per 6-1 il Cesena in campionato, decise di ritirare la maglia numero 4 in onore dell'allora capitano nonché "bandiera" Roberto Breda che si avviava a terminare la sua carriera da calciatore.[151] Nella stagione seguente però la società della Salernitana fallì, e la maglia numero 4 venne ripristinata dalla Salernitana Calcio 1919 di Lombardi che la consegnò a Georgios Kyriazis nel suo primo anno di Serie B.[151]

La Salernitana e le Nazionali di calcio[modifica | modifica sorgente]

Nazionale italiana Under 21[modifica | modifica sorgente]

Raffaele Palladino, arrivò a Salerno in prestito dalla Juventus, e con la Salernitana conquistò una presenza in Under 21

L'elenco che segue indica tutti i giocatori che contano almeno una presenza nella Nazionale Italiana Under 21 quando sono appartenuti alla Salernitana. La Nazionale Under 21 è il massimo livello mai raggiunto da un calciatore italiano della squadra campana, sebbene alcuni (come Gennaro Gattuso, Walter Zenga, Mark Iuliano, Alberto Piccinini, Nino Moltrasio, ecc.) possano vantare numerose presenze nella Nazionale maggiore quando hanno fatto parte di altri club.[152] Accanto ai nomi, tra parentesi è indicato il numero di presenze effettuato con la maglia azzurra.

Scudetto Italia Calcio.png


Altre nazionali[modifica | modifica sorgente]

L'elenco che segue indica tutti i giocatori stranieri che contano almeno una presenza nelle proprie rispettive nazionali quando sono appartenuti alla Salernitana. Alcuni calciatori che hanno vestito la maglia granata (come Dražen Bolić e Aleksandar Kristić per la Serbia, Ruslan Nigmatullin per la Russia, Václav Koloušek per la Repubblica Ceca, ecc.) possono vantare numerose presenze in nazionale quando hanno fatto parte di altri club.

Rigobert Song e Danny Tiatto Rigobert Song e Danny Tiatto
Rigobert Song e Danny Tiatto

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Gipo Viani portato in trionfo dai giocatori dopo la promozione in serie A della Salernitana

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

Campionati vinti dalla Salernitana:[158]

Trofei ufficiali vinti dalla Salernitana:

Competizioni minori[modifica | modifica sorgente]

Competizioni amichevoli[modifica | modifica sorgente]

  • Coppa Amicizia: 1 (1979-80)[160]
  • Trofeo Fortunato: 1 (1995-96)[161]
  • Trofeo Parmacotto: 1 (1991-92)[162]

Competizioni giovanili[modifica | modifica sorgente]

Detentori dei trofei della Salernitana[modifica | modifica sorgente]

I trofei conquistati dalla Salernitana fino al 2005 vennero vinti all'asta fallimentare della Salernitana Sport da Vincenzo Aliberti, nipote dell'ex presidente Aniello, ed attualmente ne è il detentore, ad eccezione del Trofeo Dante Berretti del 1969, che venne regalato nel 2012 da Aniello Aliberti alla famiglia dell'avv. Peppino Tedesco, allora presidente della società la cui formazione giovanile, Juniores, lo vinse.[163] Il primo trofeo ufficiale conquistato dalla prima squadra, la Supercoppa di Lega di Seconda Divisione del 2013, si trova invece nella bacheca della società granata, insieme alla Coppa Italia Lega Pro vinta nel 2014.

Statistiche e record[modifica | modifica sorgente]

Partecipazioni ai campionati[modifica | modifica sorgente]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Divisione Nazionale 1[164] 1945-1946 3
Serie A 2 1947-1948 1998-1999
Serie B 24 1938-1939 2009-2010 24
Seconda Divisione 1 1927-1928 57
Prima Divisione 7 1928-1929 1934-1935
Serie C 28 1935-1936 1977-1978
Serie C1 18 1978-1979 2007-2008
Lega Pro Prima Divisione 2 2010-2011 2013-2014
Lega Pro 1 2014-2015
Lega Pro Seconda Divisione 1 2012-2013 1
Serie D 1 2011-2012 1

La tabella tiene conto degli 86 campionati disputati a livello nazionale (inclusa la stagione in corso). Dal conteggio sono dunque esclusi il torneo vinto del campionato di secondo livello 1919-1920 perché giocato su base regionale e i campionati di primo livello delle stagioni 1920-1921, 1921-1922, 1923-1924, 1924-1925 dove la squadra non accede alle fasi successive del girone regionale.

Statistiche di squadra[modifica | modifica sorgente]

Nella classifica perpetua della Serie A, che tiene conto di tutte le 64 squadre di calcio che hanno militato almeno una volta nella massima serie nazionale, la Salernitana si colloca al 56º posto con 104 punti.[165]

Serie A

  • Stagioni disputate: 2
  • Miglior piazzamento: 15º posto (campionato 1998-99)

Serie B

  • Campionati vinti: 2
  • Promozioni in Serie A: 2

Serie C / Serie C1 / Lega Pro Prima Divisione

  • Campionati vinti: 4
  • Promozioni in Serie B: 6

Lega Pro Seconda Divisione

  • Campionati vinti: 1
  • Promozioni in Lega Pro Prima Divisione: 1

Serie D

  • Campionati vinti: 1
  • Promozioni in Lega Pro Seconda Divisione: 1

Coppa Italia

Coppa Italia Lega Pro

  • Miglior piazzamento: 1º posto (edizione 2013-14)

Supercoppa di Serie C1

  • Miglior piazzamento: 2º posto (edizione 2007-08)

Supercoppa di Lega Pro Seconda Divisione

  • Competizioni vinte: 1 (edizione 2012-13)

Coppa Italia Serie D

  • Miglior piazzamento: Primo Turno (edizione 2011-12)

Risultati record

Sequenze di risultati

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Vittorie con le "grandi" della Serie A

Le vittorie della Salernitana con le grandi[168] della Serie A nel campionato 1947-1948[169]:

Le vittorie della Salernitana con le grandi[168] della Serie A nel campionato 1998-1999[170]:


Statistiche individuali[modifica | modifica sorgente]

Carmine Jacovazzo, 256 presenze
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Record di presenze[171]
Giovanni Pisano, bomber granata nei primi anni novanta
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Record di reti[171][177][178]

Tifoseria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tifoseria dell'Unione Sportiva Salernitana 1919.
Coreografia del 27 aprile 2008 in Salernitana-Pescara
Tifosi della Salernitana negli anni ottanta nello Stadio Vestuti durante una partita della squadra granata

La Salernitana vanta una delle tifoserie più calorose nell'Italia Meridionale: ad esempio, secondo i dati relativi al campionato di Serie B 2008-2009 i granata hanno avuto una media di 11.441 sostenitori a partita, che è risultata seconda soltanto a quella del Bari in quell'anno vincitore del torneo e promosso in A (15.345),[179] e superiore a quella del Siena (11.026),[180] che in quella stagione (e in molte altre precedenti) ha militato in massima serie. Nonostante il deludente campionato della stagione successiva (2009-2010) in cui la squadra si è classificata ultima con 23 punti di distacco dalla penultima, la tifoseria granata ha fatto registrare in quell'anno una media di 6.199 spettatori a partita, classificandosi all'ottavo posto tra tutte le tifoserie della Serie B.[181] La tifoseria della Salernitana, in occasione della finale playoff giocata all'Arechi contro il Verona, grazie alla sua presenza massiccia, ha contribuito a battere il record di maggior numero di spettatori in una partita di Lega Pro Prima Divisione 2010-2011 (25.073 spett.).[182] Interessanti appaiono anche i dati relativi alla prima gara disputata nel 2011-2012 come Salerno Calcio[183] contro l'Internapoli in occasione della prima partita ufficiale della neonata società, valevole per il primo turno di Coppa Italia Serie D: si registrarono circa 4000 spettatori, un numero elevatissimo, raramente raggiunto in altre occasioni tra squadre dilettantistiche, e non raggiunto nemmeno in alcune gare di Coppa Italia della Lega Serie A.[184] Nello stesso anno la media spettatori del Salerno si è assestata sulle 3928 unità,[185] una media considerevole per la storia della categoria disputata, considerando anche che in Serie B, con tali numeri, il Salerno sarebbe posto, dodicesimo, a metà classifica, davanti al Varese (3.640 spett.) e dietro al Brescia (4.406).[186]

Nel 2013 la classifica YouTube di Ultras World colloca la coreografia della Salernitana al 1º posto tra tutte le coreografie del mondo, a tutti i livelli e di tutti gli sport, nel periodo compreso dal 15 al 21 aprile, in occasione della partita per la vittoria del campionato di competenza. La coreografia fu dedicata al fu Carmine Rinaldi 'O Siberiano (carismatico e storico capo ultras) e ai quattro ragazzi (Ciro, Enzo, Peppe e Simone) tifosi della Salernitana periti in treno nel 1999 di ritorno dalla trasferta di Piacenza.[187]

Negli anni novanta e nei primi anni duemila, inoltre, quella granata fu una delle tifoserie più stimate in Italia.[188]

Rapporti con le altre tifoserie[modifica | modifica sorgente]

Buoni rapporti[modifica | modifica sorgente]

Qui di seguito sono elencati tutti i buoni rapporti che la tifoseria della Salernitana intrattiene con le altre tifoserie.[189]

La tifoseria della Salernitana, durante gli anni ottanta, ha potuto siglare un rapporto di gemellaggio con le tifoserie di Bari e Reggina, e nel 1997 un rapporto di forte amicizia con la tifoseria del Brescia.

Il gemellaggio con i tifosi del Bari nasce nella stagione 1983-84, quando il match giocato allo Stadio della Vittoria di Bari terminò 1-1 e molti sostenitori della Salernitana si ritrovarono fianco a fianco a quelli baresi nel settore Curva Nord, cuore del tifo biancorosso. Il gemellaggio con i tifosi della Reggina nasce nella stagione 1986-87 dopo che nei precedenti confronti si erano registrati scontri molto duri tra le diverse fazioni. Il 21 ottobre 2012, a Reggio Calabria grazie al rapporto di gemellaggio con gli amaranto, nasce un rapporto di amicizia anche con l'HinterReggio Calcio, i quali accolgono i tifosi campani in città con striscioni di benvenuto, mentre i salernitani sulle gradinate del Granillo rispondono con "Salerno saluta Reggio".[190]

Con i sostenitori di Brescia, Arezzo, Ravenna e Spezia (con questi ultimi anche grazie al gemellaggio reciproco col Bari) esistono recenti rapporti di forte amicizia, sorti negli anni novanta e duemila, mentre in anni più remoti nacquero buoni rapporti anche con le pugliesi Barletta, Andria, Monopoli, e le campane Turris e Nola.[191] C'è invece un accordo reciproco di rispetto e "non belligeranza" tra salernitani e milanisti, blucerchiati e torinisti.[189][192][193]

Cattivi rapporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby calcistici in Campania.

Qui di seguito sono elencati i cattivi rapporti che la tifoseria della Salernitana intrattiene con le altre tifoserie.[189][194]

I sostenitori della Salernitana hanno cattivi rapporti con diverse altre tifoserie, principalmente con quelle di Cavese, Nocerina, Napoli, Avellino e, anche se le due squadre non si affrontano da decenni, Casertana (squadre con cui la Salernitana disputa i più sentiti derby regionali) unitamente alle tifoserie di Verona, Taranto, Foggia, Messina, Cosenza, Crotone e Perugia (con questi ultimi c'era in passato un gemellaggio poi bruscamente interrotto).[192]

Rivalità regionali molto recenti si registrano inoltre con la Paganese[195][196] e l'Aversa Normanna,[197] a seguito di incidenti tra sostenitori granata e tifosi avversari avvenuti negli anni duemiladieci. Tra le rivalità minori, quella più significativa, visto lo stretto legame tra le due squadre, riguarda l'inimicizia con la tifoseria della Lazio sorta per via del gemellaggio che i laziali hanno col Verona e sfociato in scontri tra esponenti delle opposte fazioni, verificatisi a Salerno fuori dallo stadio qualche minuto prima dell'inizio della gara amichevole dell'8 agosto 2012.[198]

La Salernitana sul campo del Perugia sul finire della stagione 1988-1989. Un tempo gemellate, le due tifoserie divennero accese nemiche a metà degli anni novanta, tra reciproche accuse di favoritismi arbitrali.

L'iniziale gemellaggio con il Perugia s'interruppe a metà degli anni novanta sino a sfociare in odio profondo, tra sfottò e scontri tra le opposte tifoserie. Il rapporto, incrinatosi da principio nel 1994 dopo una semifinale di Coppa Italia di Serie C,[199] deflagrò nel 1996 dopo l'esito della corsa-promozione del campionato di Serie B: secondo i tifosi granata, infatti, è a causa delle decisioni arbitrali di quella stagione se i biancorossi poterono salire in Serie A a scapito del club campano.[192]

La rivalità con la tifoseria del Verona è storica, e si riconferma in occasione del doppio confronto per la finale dei play off di Lega Pro Prima Divisione nel 2011: in tale occasione i veronesi accusarono i salernitani di essere stati eccessivamente favoriti dall'arbitro Di Bello nonostante siano proprio gli scaligeri a passare il turno. In data 20 luglio, nel corso della presentazione della nuova squadra, il tecnico del Verona Andrea Mandorlini istiga i tifosi veronesi a prendere in giro quelli campani, intonando il coro Ti amo terrone, derivante da una canzone degli Skiantos, dopo gli insulti e il lancio di oggetti ricevuti a salerno dai tifosi granata. Tale comportamento sarà fortemente criticato dalla Lega Calcio di Serie B e la procura federale della FIGC aprirà un'inchiesta contro il tecnico degli scaligeri.[200] Mandorlini sarà in seguito deferito, e sarà deferito anche l'Hellas Verona per responsabilità oggettiva.[201]

I derby più sentiti[modifica | modifica sorgente]

La Salernitana nel corso della sua storia si è confrontata più volte con le squadre della sua stessa regione, ma i derby più "sentiti" dalla tifoseria granata sono sicuramente quelli con la Cavese (la cui rivalità ha origine sin dalla nascita di entrambi i club), quelli con il Napoli, e con l'Avellino (la cui rivalità ha origine negli anni cinquanta tra i campionati di serie C1 e in seguito di B). Anche con la Nocerina, squadra che ha sede a pochi chilometri dal capoluogo Salerno, c'è stata in passato una forte rivalità,[202] fino agli anni 1980 in cui le due squadre si sono affrontate per l'ultima volta nella loro storia fino ad oggi.[203] Il derby con la Paganese (club di Pagani, in provincia di Salerno) era molto sentito da entrambe le parti, ma in modo positivo, perché tra le tifoserie dei granata e degli azzurro stellati esisteva un rapporto di forte amicizia (quasi un gemellaggio). Il rapporto di amicizia tra le due tifoserie venne bruscamente interrotto il 13 settembre 2010 allo Stadio Arechi di Salerno durante una gara di Lega Pro Prima Divisione (vinta 2-0 dai granata), in seguito ad una banale lite tra i sostenitori delle rispettive squadre.[196]

Organico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Unione Sportiva Salernitana 1919 2013-2014.

Rosa[modifica | modifica sorgente]

Aggiornata al 18 Luglio 2014.

N. Ruolo Giocatore
Italia P Pier Graziano Gori
Italia P Raffaele Sabbato
Italia D Alberto Bianchi
Italia D Andrea Giacomini
Italia D Alessandro Tuia
Italia D Maurizio Lanzaro
Italia D Manuel Scalise
Italia C Ivan Castiglia
Brasile C Denilson Gabionetta
Italia C Antonio Grillo
N. Ruolo Giocatore 600px Granata3.png
Italia C Andrea Nalini
Italia C Giovanni Nappo
Italia C Alessandro Volpe
Italia C Manolo Pestrin
Italia A Pasquale Foggia
Italia A Ciro Ginestra
Italia A Luigi Grassi
Italia A Ettore Mendicino
Francia A David Mounard

Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

Aggiornato al 18 luglio 2014[204]

Salernitana Logo.png
Staff dell'area tecnica
  • Italia Angelo Mariano Fabiani[205] - Direttore Sportivo
  • Italia Mario Somma - Allenatore
  • Italia Giuseppe Ton - Allenatore in seconda
  • Italia Ciro Ferrara - Collaboratore tecnico
  • Italia Renato Scarpellino - Collaboratore tecnico
  • Italia Gianluca Angelicchio - Preparatore atletico
  • Italia Luigi Genovese - Preparatore portieri
  • Italia Gerardo Salvucci - Magazziniere
  • Italia Italo Leo - Responsabile area medica
  • Italia Vincenzo Iachetti[206] - Fisioterapista
  • Italia Giuseppe Magliano - Fisioterapista
  • Italia Michele Santangelo - Fisioterapista

Polisportiva[modifica | modifica sorgente]

Originariamente la Salernitana nacque come società polisportiva, includendo tra i propri ambiti varie attività come atletica, ciclismo, nuoto, canottaggio, lotta, pugilato, podismo e ovviamente calcio. L'obiettivo di Matteo Schiavone, il principale socio fondatore della società nel 1919 era quello di racchiudere tutti questi sport in un unico sodalizio. L'esperienza, tuttavia, durò solo per pochi anni,[93] anche dopo la fusione con lo S.C. Audax Salerno del 1922 che diede vita alla temporanea Salernitanaudax,[207] ma l'attenzione si focalizzò via via sempre più verso la sola sezione calcistica.[208]

La prima attività della Salernitana fu la corsa, nel luglio 1919 dato che la società organizzò l'evento della "Popolarissima", il doppio giro podistico di Salerno, a cui presero parte non soltanto gli atleti iscritti nella società organizzatrice, ma provenienti da tutta la Campania.[93]

Dal 2013, il club è ufficialmente affiliato con la Associazione Sportiva Dilettantistica Real Salernitana Femminile.[209]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La società è gestita dall'amministratore unico Marco Mezzaroma e dal consulente Claudio Lotito
  2. ^ Biglietteria e Stadio, USSalernitana.it. URL consultato il 20 febbraio 2013.
  3. ^ Per la stagione in corso la capienza effettiva è influenzata dalla chiusura al pubblico dell'anello superiore del settore "Curva Nord" (perché inagibile), e dell'intero settore "Distinti" (per scelta della società). Fonte: ‘La Città’: Il GOS chiede lavori all’Arechi, ma le casse sono vuote…, SoloSalerno.it. URL consultato il 19 febbraio 2013.
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  10. ^ Dove per campionati vinti s'intende conclusi al primo posto, dato che le promozioni complessive della squadra sono in totale 11. Inoltre la vittoria non sempre conduce alla promozione: la vittoria del campionato di Serie C 1941-1942 non consentì ai campani la promozione in B a causa di presunto illecito sportivo.
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  82. ^ La società di Lombardi adottò tuttavia la nomenclatura di "Salernitana 1919" ed il colore granata sulle maglie di gioco, e per tale motivo in seguito ad una denuncia esposta dall'ex presidente Aniello Aliberti nel 2005, la Salernitana il 15 giugno 2011 viene condannata dal tribunale di Napoli a pagare circa 3,5 milioni di euro di risarcimento danni alla curatela fallimentare della Salernitana Sport per l'uso illegittimo di marchi e brevetti. Fonte: Salernitana, doppia batosta. Multa da 3,5 milioni e arrestato Casale.
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  97. ^ Secondo la serie di album Calciatori Panini, dal 1974 al 1976 la sede è ancora in Via Roma 39 e solo successivamente Via Galloppo 78 (Piazza D'Armi)
  98. ^ La serie di album Calciatori Panini riportano Via Sant'Eremita 4 a partire dall'edizione 1988-89 e fino a quella 1991-92. Per Carella invece già dal 1991 la sede della Salernitana è in Viale Verdi 31 13/R
  99. ^ Si vedano a riguardo le edizioni dal 1995-96 al 2001-02 della serie di album Calciatori editi da Panini
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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