Salernitana Calcio 1919
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| Calcio |
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| Granata | |||
| Segni distintivi | |||
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| Uniformi di gara
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| Colori sociali: | |||
| Simboli: | Ippocampo | ||
| Inno: | Il potere deve essere granata Sandro Scuoppo |
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| Dati societari | |||
| Città: | |||
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| Confederazione: | UEFA | ||
| Federazione: | |||
| Campionato: | Serie B | ||
| Fondazione: | 1919 | ||
| Rifondazione: | 2005 | ||
| Presidente: | |||
| Allenatore: | |||
| Stadio: | Arechi (37.045 posti) |
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| Sito web: | www.salernitana1919.it | ||
| Palmarès | |||
| Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio | |||
La Salernitana è la principale squadra di calcio di Salerno e provincia.
La società è nata nel 1919 e nel corso della sua storia è stata rifondata due volte: nel 1927 e nel 2005.
La squadra vanta la seconda tifoseria della serie B, facendo registrare per la stagione 2008/09 una media di 11.441 sostenitori a partita. Tale media è seconda soltanto a quella del Bari neopromosso in massima serie (15.345)[2], ed è superiore a quella del Siena (11.026) che da vari anni milita in serie A [3]. L'apice di tifosi è stato raggiunto nel match disputato a Salerno contro lo stesso Bari: si contano 22.711 spettatori salernitani.
Attraverso l'acquisizione dei beni immateriali della precedente società (avvenuta il 15 giugno 2009) con un'asta svoltasi presso il tribunale fallimentare di Salerno e vinta da un'azienda del patron granata Antonio Lombardi, l'attuale società Salernitana Calcio 1919 sarà considerata, anche giuridicamente, l'erede diretta della storica società Salernitana Sport fallita nel 2005.
La squadra milita in Serie B e gioca le proprie partite "in casa" allo stadio Arechi.
Nel corso della sua storia è stata 2 volte in serie A, nella stagione 1947/48 e nel campionato 1998/99.
La Salernitana non è mai retrocessa al di sotto del campionato di terzo livello, e pertanto non ha mai militato in serie C2 e in categorie dilettantistiche.
[modifica] Storia
[modifica] Gli anni Dieci
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La prima squadra di calcio della provincia di Salerno viene fondata nel 1911 da un gruppo di liceali del "Tasso". La società è una polisportiva risultante dalla fusione di due società, una della città di Baronissi e l'altra di San Severino che viene chiamata Unione Sportiva Salernitana e adotta come sede Baronissi. Dopo due anni di scarsa attività la società si scioglie, e lo fa proprio quando a Salerno e provincia comincia a diffondersi la passione per il calcio. Nel 1913, infatti, nel hinterland salernitano iniziano a comparire diverse squadre, anche nel capoluogo. La storia calcistica della città di Salerno ha non a caso origine nel febbraio del 1913, ossia quando nasce il Foot Ball Club Salerno grazie ad un ex studente del Liceo Tasso, Donato Vestuti (fondatore e presidente), che organizza la prima partita ufficiale nella città di Salerno: il 22 febbraio 1913 a Salerno, in Piazza D'Armi, si affrontano FBC Salerno e FBC Settembrini. Vincerà per 2 a 0 la squadra salernitana. Tra il 1913 ed il 1915 il calcio salernitano muove i primi passi attraverso i campionati provinciali, in cui si affrontano la FBC Salerno, le altre squadre cittadine (come lo Sport Club Audax Salerno, nato anch'esso nel 1913) e altri diversi club della provincia di Salerno. Dopo il 1915 l'attività calcistica ufficiale è sospesa a causa della prima guerra mondiale. Inoltre, la chiamata alle armi del presidente Vestuti e la sua scomparsa per cause belliche (nel 1918), sancisce lo scioglimento della FBC Salerno.
Con la fine della Grande Guerra riprende l'attività agonistica a Salerno, ed il 19 giugno 1919, al n. 67 di Corso Umberto I a Salerno, si svolge l'assemblea della costituenda Unione Sportiva Salernitana, con presidente Adalgiso Onesti. La maglia ufficiale di questa squadra è a righe verticali bianche e celesti (anche se spesso tra una gara e l'altra cambiava colore) ed è a partire da questa data che comincia la storia del calcio salernitano all'interno della FIGC. Tra i soci fondatori c'è anche il rag. Matteo Schiavone, il principale promotore che ne diventa anche il primo allenatore [4] dopo una parentesi iniziale con Vincenzo Giordano, altro socio fondatore della Salernitana.
Nello stesso anno si assiste anche ai primi derby contro "i rivali di sempre", quelli della Cavese, il club calcistico di Cava dei Tirreni in provincia di Salerno sorto anch'esso nel 1919. La prima gara della storia, giocata in campo neutro a San Severino, vede vincere i cugini per 3-2, mentre qualche mese dopo a Salerno il derby termina 6 a 0 per la Salernitana e successivamente a Cava 4-1 sempre per la Salernitana (anche se la gara sarà poi sospesa dall'arbitro per oscurità), e poi, nuovamente a Salerno, nel campo di Piazza D'Armi, 3-1 per i salernitani.
[modifica] Gli anni Venti
La Salernitana partecipa al suo primo campionato nell'inverno del 1920, iscrivendosi nella Seconda Categoria del Comitato Regionale Campano. Riesce ad arrivare in finale e affronta i napoletani del club chiamato "Brasiliano" dall'omonimo bar dove aveva sede la società partenopea. La gara di andata termina 5 a 0 per il Brasiliano, quella di ritorno 5 a 0 per la Salernitana: occorre dunque una terza finale, e si decide di giocarla sul campo neutro di Nocera Inferiore. I napoletani non si presentano, e nella piazza salernitana scoppia la festa: la Salernitana è ammessa nel campionato di Prima Categoria della Campania.
| La Salernitana ricordata da Alfonso Gatto |
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«... Parlerò dei portieri. Il più vecchio che ho conosciuto era quello della squadretta del mio paese. Allora, in verità, era una squadra e il mio paese era una città che ad oriente aveva cinto con un muro una spianata per farne la Piazza d'Armi e il campo di calcio della domenica. Quel portiere si chiamava Finizio. La squadretta Salernitana. In quei tempi essa si manteneva in vita col fiato, raccoglieva giocatori locali e aveva per traguardi due vittorie, una con il Vomero e una col Savoia, l'undici di Torre. Alla domenica erano i portuali delle due città rivali a ritrovarsi sul rettangolo di gioco come nemici che avevano parecchie partite aperte da saldare e qualche ferito da mandare all'ospedale. Finizio era l'eroe. Basso piuttosto, ma agile come un gatto si dava e si sdava a far tutte difficili le sue parate, a tirar applausi, facendosi magari perdonare a furia di lavoro proprio quel gol, che rimandava sconfitta agli spogliatoi la sua squadra.»[5]
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Nella stagione 1920-21 e nella 1921-22 la Salernitana si classifica ultima nel proprio girone. Da registrare anche il cambio di vertice: il timone della società passa alla guida di Renato De Crescenzo. Nel frattempo, il calcio italiano entra in una lunga fase di razionalizzazione dei tornei, e gli scarsi risultati sportivi non consentono la permanenza della società nel massimo campionato campano: la Salernitana conosce così per la prima volta la retrocessione. Alla fine di dicembre del 1922 la Salernitana ed il già citato Sporting Club Audax, entrambi militanti nel girone della Campania di II Divisione, si fondono dando vita alla Società Sportiva Salernitanaudax, in maglia talvolta rossonera, talvolta biancoceleste. A causa di beghe societarie e problemi economici la nuova società rifiuta il ripescaggio offertole in conseguenza del ritiro dalla massima divisione regionale della Puteolana, sodalizio anch'esso gravemente dissestato, e disputa regolarmente la propria divisione di competenza, vincendola e venendo così promossa sul campo. La Salernitanaudax prende dunque parte al massimo campionato regionale nel 1923-24 e nel 1924-25, senza però mai entrare in lizza per l'accesso alle semifinali interregionali. In questi anni c'è un continuo scambio di presidenza tra Adalgiso Onesti, Settimio Mobilio, Carmine Caiafa. Gli sconcertanti risultati ottenuti in questo biennio sanciscono la scomparsa della Salernitanaudax avvenuta nell'estate del 1925.
Nel 1925 si affilia alla FIGC il Campania Foot-Ball Club, società di Salerno fondata nel 1923. Il Campania comincia la sua attività ufficiale partecipando al campionato di Terza Divisione 1925-1926 nel girone campano della Lega Sud, mentre nel 1927 giunge in Seconda Divisione, classificandosi al quinto posto insieme alla Aversana e davanti ai rivali della Cavese.
Per volere delle autorità fasciste, nell'estate 1927 rinasce la Salernitana attraverso una fusione tra il Campania e la concittadina FBC Libertas (anch'essa sorta nel 1923), con la denominazione societaria di Unione Sportiva Salernitana Fascista. Il nuovo sodalizio, nel quale confluiscono gran parte di dirigenti e giocatori delle due squadre, adotta come divisa di gioco la maglia azzurra[6] ed eredita la Seconda Divisione in cui prima giocava il Campania. Il 2 novembre 1927 esordisce nel campionato della Lega Sud della Seconda Divisione 1927-1928, torneo chiuso finalmente in maniera brillante con un terzo posto assoluto. Si cambia anche il campo di gioco: se fino a quel momento s'era giocato sul sagrato della chiesa di San Pietro, adesso la squadra traslocava sul campo di Piazza D'Armi. Nella successiva stagione 1928-29, gioca coi colori amaranto[7] e si classifica terza nel sottogirone campano del girone D e sesta nel girone D finale.
[modifica] Gli anni Trenta
Dalla stagione 1929/30 la Salernitana disputa i campionati di 3° livello chiamati I Divisione e, dal 1935-36, chiamati Serie C. Nel torneo 1929/30 dopo il deludente piazzamento della precedente stagione viene nominato presidente "don" Luigi Conforti. Si classificherà al settimo posto. Nel campionato 1930/31 si classifica al primo posto nel proprio girone, ma in finale affronta il Cagliari (1-1 a Salerno e 2-1 a Cagliari) e la promozione in B per Salerno sarà rinviata di qualche anno. Nel campionato 1931/32 si classifica nuovamente prima nel proprio girone, ma, nella finale giocata in casa del Forlì, la Salernitana subisce la sconfitta più pesante di tutta la sua storia: 8-0. Nel torneo di I Divisione 1933/34 si classifica quarta e consacrerà il calciatore Zamboni miglior giocatore del torneo in senso assoluto[8], nella stagione di I Divisione 1934/35 si classifica seconda. Nella stagione 1935/36 il campionato di I Divisione è sostituito con la Serie C, che prevede quattro gironi iniziali su base territoriale (nord, centro, sud) ed un totale di 61 squadre. Nel 1936 i prezzi per un abbonamento alla Salernitana vanno dalle 100 alle 200 lire. La squadra, ritenuta ad inizio stagione tra le più accreditate per la promozione, si piazzerà soltanto sesta. Nella stagione di serie C 1936/37 la società cambia presidente: al comando passa l'ing. Savino Mione. Si piazza al secondo posto dietro il Taranto, sfiorando di un soffio la promozione. Nel campionato 1937/38 si classifica al primo posto del proprio girone ed è promossa per la prima volta nella sua storia in Serie B, in cui rimane una sola stagione.
[modifica] Gli anni Quaranta
Nel campionato 1942/43 è nuovamente promossa in Serie B, ma non può parteciparvi a causa della sospensione dei campionati avvenuti per lo scoppio della Seconda guerra mondiale. Nel 1943 la squadra, con la caduta della dittatura fascista a Salerno, assume nuovamente la denominazione di Unione Sportiva Salernitana e le attività sportive riprenderanno nel 1945. A partire da quell'anno la Salernitana adotterà il colore granata sulle divise di gioco. Nell'aspettare il ripristino delle attività sportive interrotte a causa della Resistenza, le regioni dell'Italia liberata dall'occupazione nazifascista organizzano dei campionati regionali tra squadre di A, B e serie inferiori. Sebbene in passato ci siano stati numerosi derby tra la Salernitana e diverse squadre della città di Napoli, il primo derby della storia tra la Salernitana e il "vero" Napoli avviene proprio nel campionato misto campano del 1945 nello stadio Comunale di Salerno (in seguito intitolato a Vestuti). Al 35', con il risultato fermo sull' 1-1, l'arbitro Stampacchia assegna un rigore incerto al Napoli; i tifosi della Salernitana s'infuriano e vengono placati dalle forze dell'ordine. Il rigore, tirato da Mazzetti, si infrange sul palo. Si verificano incidenti durante la gara e a fine partita tra tifosi e tra giocatori (Stampacchia addirittura si getterà a terra e si fingerà morto!) e il campo di Salerno viene squalificato a tempo indeterminato[9]. Dal 24 maggio il campionato viene fatto proseguire dopo una lunga sospensione delle attività, e sul campo neutro di Nocera Inferiore (SA) la Salernitana vince contro la Torrese per 7-0. Alla fine del torneo la Salernitana si classifica seconda, alle spalle dello Stabia e davanti ai rivali del Napoli.
L'anno successivo, con la ripresa dell'attività calcistica nazionale, la Salernitana è ammessa al Campionato Centro-Sud Serie A-B.Nel 1946-47 vince il proprio girone di Serie B ed è promossa in Serie A. La Salernitana domina quel campionato di B grazie al contributo di giocatori come Iacovazzo, Margiotta, Valese, Onorato e Vaschetto.
Retrocedono: Napoli, Vicenza, Alessandria, Salernitana. |
Il tecnico della prima Salernitana in Serie A è Gipo Viani, il quale si affida al suo particolare modulo di gioco: il cosiddetto "Vianèma", che ha come punto cardine il ruolo del libero, fatto interpretare ad arte ad Alberto Piccinini, padre del celebre giornalista sportivo Sandro. La compagine di Salerno termina il suo primo anno di Serie A al quart'ultimo posto, e retrocede di conseguenza nella serie inferiore.La Salerno calcistica, in quell'anno di Serie A, viene danneggiata con arbitraggi ritenuti eccessivamente a favore della Roma, che ottiene la salvezza proprio a scapito del club campano. Il commento di Antonio Ghirelli nella sua "Storia del Calcio in Italia" ne dà un'idea: "...la Salernitana si vide sacrificata all'ultimo ad un club più potente e più ricco, la Roma, che poté salvarsi grazie ad un arbitraggio molto discutibile in occasione del confronto diretto, a due giornate dalla fine". L'arbitro del match decisivo, il fiorentino Vittorio Pera, qualche anno dopo sarà riconosciuto colpevole di un altro episodio di corruzione a favore della stessa Roma, e dopo un'inchiesta della Federazione sarà squalificato a vita.
[modifica] Gli anni Cinquanta
Subito dopo la guerra, il campo Littorio era stato rinominato Stadio Comunale. I giornalisti salernitani, tuttavia, erano concordi nel chiamarlo Renato Casalbore nei loro resoconti, in onore del collega perito nella tragedia di Superga. Il Comune risolse la questione intitolando lo stadio a Donato Vestuti il 16 settembre del 1952 e dedicando a Renato Casalbore la piazza antistante lo stadio. Nel 1950, durante la partita col Genoa, a causa di un gol non convalidato, si verifica a Salerno la prima invasione di campo del dopoguerra in Italia.
Nel campionato 1956/57 la Salernitana lotta per la promozione in serie B. La società a inizio campionato era a rischio fallimento, però attraverso l'elezione dell'on. Carmine De Martino alla presidenza tutto si risolve per il meglio, e i granata disputano un eccellente campionato, concluso al secondo posto.
Nel torneo 57/58 De Martino si dimette, lasciando nuovamente in crisi la Salernitana. Sarà una stagione piena di tensioni e paure, che si concluderà però con un dignitoso piazzamento a metà classifica.
Nel campionato successivo la società è gestita dal barone Guariglia insieme al Comune di Salerno che delega tale compito a Fulgione, assessore allo sport. La crisi non dà tregua ai granata, i quali termineranno il campionato all'ultimo posto e in quello ancora seguente penultimi.
[modifica] Gli anni Sessanta
Negli anni '60 la Salernitana volta pagina, offrendo alla tifoseria speranze di promozione. La presidenza, nella pausa estiva del 1960 è affidata a Gagliardi. Se nella stagione 60/61 i granata giungeranno a metà classifica, le cose cambiano in quella immediatamente successiva: la Salernitana vuole la B. Il quotidiano Il Mattino di Napoli alla vigilia del campionato 61/62 titola: "La Salernitana è pronta per il grande assalto alla B". In effetti la dirigenza si dà davvero da fare per rinforzare la squadra, la quale esordisce al Vestuti seguita da circa 15.000 tifosi con un convincente 3-0 sul Chieti. La Salernitana diverte e insegue in classifica la capolista Foggia, e nello scontro diretto si gioca tutta una stagione. Con i foggiani in vantaggio per due reti a zero i ragazzi granata reagiscono e pareggiano. Tuttavia, dopo un terzo gol pugliese, i granata non hanno più la forza di reagire. Nelle successive partite la compagine campana non riesce a scavalcare i pugliesi, e allora la promozione viene rimandata a data da destinarsi.
Nel campionato 62/63 la squadra lotta nuovamente per la promozione, però non la raggiunge, rinviandola nuovamente. Il 28 aprile 1963 si verifica a Salerno un episodio tragico: durante la gara Salernitana-Potenza (valida per il primo posto e per la promozione) alcuni tifosi locali, inferociti per l'andamento della partita, invadono il campo dello stadio Vestuti. Nel tentativo di disperdere i rissosi un poliziotto esplode alcuni colpi in aria e proprio uno di questi proiettili ferisce mortalmente alla tempia destra il quarantottenne Giuseppe Plaitano, che assisteva alla partita dalla tribuna. Plaitano è il primo in Italia a perdere la vita in seguito a incidenti negli stadi, e a lui è dedicato uno dei club del tifo più importanti della città.[10]
Il campionato 63/64 è molto complesso per la Salernitana. Le crisi societarie, le squalifiche al Vestuti, i giocatori che minacciano di non giocare non semplificano di certo la situazione. Tuttavia i granata concluderanno il loro campionato con un tranquillo piazzamento a metà classifica.
Se fino a un anno fa il sogno dei tifosi era la B, nella stagione 64/65 l'obiettivo è la salvezza. Ma una piazza come Salerno non può accettare una situazione del genere, e i dirigenti dell'epoca sembrano essersene resi conto: nella stagione immediatamente seguente la Salernitana comincia il campionato battendo il Lecce grazie al giovane Pierino Prati, e lotta da subito, da inizio campionato, per la promozione. Stavolta, sotto la guida tecnica di Domenico "Tom" Rosati l'obiettivo viene portato a compimento, e la piazza è libera di far festa: la Salernitana ritorna in serie B.
Arrivati in serie B (campionato 66/67) la società si costituisce in s.p.a. (società per azioni) ma i granata, neopromossi, non riescono a reggere il confronto con le altre compagini cadette e ad evitare la zona retrocessione.
A partire dal torneo di serie C 67/68 la Salernitana, con le dimissioni di Gagliardi, viene presieduta dall'avv. Tedesco. Il primo con Tedesco sarà un torneo che si concluderà in modo anonimo, così come quello successivo che è da ricordare sopratutto per due motivi: per la scomparsa di Gipo Viani (1969) che fu l'allenatore della serie A di Salerno, e per il fatto che la Salernitana ottiene un importante successo con la squadra giovanile (Juniores), che si aggiudica il prestigioso trofeo del Campionato Nazionale Dante Berretti.
[modifica] Gli anni Settanta
Nel campionato 1969-70 la Salernitana riesce ad iscriversi al torneo quasi per miracolo a causa di molte difficoltà economiche. La campagna acquisti non sarà delle migliori: lotterà per la salvezza durante gran parte del campionato e sarà la squadra che segnerà meno reti nel suo girone (appena 20).
Nel campionato di serie C 1970-1971 la Salernitana sotto la guida di "Tom" Rosati, allestisce una squadra per la promozione in serie B. Tuttavia arriverà seconda, alle spalle del Sorrento.
Nella stagione seguente, a metà campionato, è seconda insieme al Lecce a -1 dal Brindisi. Una serie di risultati sfavorevoli però portano il 7 aprile 1972 alle dimissioni di tutta la dirigenza. La società sarà affidata ad un commissario, il dott. Americo Vessa. La Salernitana terminerà il torneo al terzo posto. L'unica nota positiva della stagione è il titolo di capocannoniere del bomber granata Pantani che realizzerà 18 gol.
Nel torneo di serie C 1972-1973 i granata concluderanno al quinto posto, nel successivo una serie di risultati altalenanti la porteranno a metà classifica (con relative proteste dei tifosi), nel campionato 74-75 la Salernitana, a dicembre, tocca il fondo della classifica e così viene ingaggiato un nuovo allenatore: Giacomo Losi detto "core de Roma", che salverà la squadra.
Le cose non miglioreranno nella stagione 76-77, in cui con una società in grave crisi con stipendi ai giocatori non pagati e un passivo di 1.359.000.000 di lire il presidente Piero Esposito si dimette. L'avv. Matera diventa il nuovo commissario e in un clima più tranquillo la squadra prosegue la propria attività agonistica, terminando la stagione a metà classifica. Nel 1977 il club granata, dopo il disastro economico lasciato dal commissario Pietro Esposito, viene rilevata da un gruppo di imprenditori salernitani, che, trasferendo la squadra nella neocostituita Salernitana Sport s.p.a., la salvano dal fallimento finanziario.
Dalla stagione 1978-79 partecipa al campionato di Serie C1. Tra i vari episodi, resta memorabile, in negativo, l'esordio nel campionato 1978/1979 del diciottenne portiere Walter Zenga, che subì sei gol in appena tre partite, e, dopo una clamorosa "papera" contro il Campobasso, abbandonò il campo in lacrime prima ancora di essere sostituito.
[modifica] Gli anni Ottanta
Nella stagione di serie C1 1979-1980 Ventura è il nuovo presidente, ma a metà stagione la Salernitana è in crisi profonda, così si dimette. Il posto di Ventura sarà preso da De Piano, che lascerà la squadra dopo pochi giorni. Il 6 marzo scatta la messa in mora della società e tutti i giocatori vengono svincolati. Questo è uno dei campionati più sconvolgenti e mortificanti della storia granata. Come se non bastasse, nella sua prima finale di Coppa Italia di serie C la Salernitana viene battuta dal Padova.
Nel campionato successivo si allestisce una squadra giovane che punta ad un campionato di assestamento, con allenatore il giovane Leonardi. Il 23 novembre 1980 un forte terremoto sconvolge l'irpinia, e ci saranno migliaia di vittime anche in Lucania e in provincia di Salerno. L'attività sportiva viene così interrotta per molte squadre del Sud e i giocatori rispediti a casa. Il campionato riprenderà il 14 dicembre. A seguito di gravi incidenti durante la partita in casa con la capolista Sambenedettese lo stadio Vestuti sarà squalificato per 7 mesi. Sarà un campionato deprimente, con la Salernitana che si salverà all'ultima giornata con un pareggio per 0-0 a Terni. Dalla stagione di serie C1 1981-1982 la Salernitana ha il primo sponsor della sua storia: la pasta Antonio Amato. Il campionato, quest'anno, vedrà i granata lottare per raggiungere la serie B. La promozione però non arriverà nemmeno quest'anno. Il 18 agosto 1982 affronta il Napoli in Coppa Italia. La partita terminerà con la vittoria azzurra con un rigore segnato da Ferrario. Nel torneo 82/83 la Salernitana chiude a metà classifica ed è contestata dai propri tifosi. Addirittura, il 22 maggio, si registerà il minimo storico di presenze: solo 700 spettatori!
Le cose non vanno meglio nel campionato di C1 83/84: il nuovo presidente Japicca vuole la B, ma ottiene solo un altro campionato incolore.
Nella stagione 84/85 si classifica al quarto posto, nella stagione 85/86 la società è rinnovata: con 58 soci la situazione peggiora e i granata giungeranno al decimo posto. Nella stagione seguente (serie C1 1987-1988) arriva seconda, e in quella immediatamente successiva, partita con propositi di promozione e con il grande acquisto di Agostino di Bartolomei, riesce miracolosamente a salvarsi.
[modifica] Gli anni Novanta
[modifica] Stagione 1989/90
Con una rinnovata società, ritorna in Serie B dopo 24 anni al termine del campionato di C1 (girone B) del 1989/90, guidata dal tecnico Giancarlo Ansaloni, il capitano Agostino di Bartolomei e il presidente Peppino Soglia. La promozione si concretizza nell'ultima gara disputata nel vecchio stadio Vestuti, stracolmo per l'occasione, con lo 0-0 contro il Taranto.
[modifica] Stagione 1990/91
Nella stagione 1990/91 viene inaugurato il nuovo Stadio Arechi, e dopo 24 campionati la Salernitana è di nuovo in serie B. Per affrontare il torneo cadetto vengono acquistati giocatori esperti per la categoria (Lombardi, Gasperini, Pasa), e la Salernitana perde raramente, ma vince di rado, e questo perchè ai granata manca un attaccante capace di farsi trovare pronto in area di rigore, manca l'uomo che segna, uno che infili la palla in rete alla prima occasione buona. Soltanto Pasa, con i suoi calci da fermo, riesce a mantenere in piedi la squadra, la quale però fa pochissimi punti con le altre in zona retrocessione, guadagnandone sopratutto con le più forti. Con 36 punti la Salernitana è costretta allo spareggio salvezza contro il Cosenza a Pescara, che condannerà i granata a un ennesimo campionato di terza serie.
[modifica] Stagione 1991/92
Nel campionato 91/92 la Salernitana rinnova la propria società, la quale viene rilevata da Casillo, "il re del grano", che attraverso il rag. Capone acquista il 94% delle azioni. La società decide di affrontare il campionato di C1 con il tecnico Simonelli, detto "il professore" per via delle sue due lauree. Grazie sopratutto alle reti di Disidoro la squadra schizza in vetta alla classifica insieme alla Ternana, ma dopo una serie di risultati poco utili Simonelli verrà esonerato e al suo posto viene ingaggiato Burgnich, il quale non riuscirà nell'obiettivo promozione, ma salverà la squadra.
[modifica] Stagione 1992/93
Stagione 92/93: un anno di assestamento, che permetterà di raggiungere la B nella stagione successiva attraverso l'acquisto di giocatori a partire proprio da questo campionato. Come tecnico viene scelto Sonzogni (ex Licata), e insieme a lui arrivano dal Licata Grimaudo e De Silvestro. A ottobre vengono acquistati Caramel e il bomber Giovanni Pisano. Con Genovese in porta la difesa si dimostra molto solida arrivando a 22 partite di fila senza sconfitte. Sembra arrivata la promozione, quando un rigore fallito da Strada nello scontro diretto contro l'Acireale a Salerno conduce i granata al quinto posto. Ma la promozione, si diceva, arriverà l'anno successivo.
[modifica] Stagione 1993/94
Stagione 1993/94: dal Foggia arriva Delio Rossi, allenatore delle giovanili pugliesi, alla sua prima esperienza con una squadra professionista. I tifosi si sentono offesi per l'ingaggio di questo tecnico semisconosciuto: emblematico è l'episodio di Lagonegro, in cui con la squadra in ritiro, alcuni tifosi invadono il campo di allenamento per manifestare il proprio scontento. La contestazione proseguirà anche in campionato, con molti supporters che disertano le prime partite. La squadra inizialmente non sembra poter ambire alla serie B, però con il mercato di riparazione vengono acquistati il portiere Antonio Chimenti, Vittorio Tosto e Roberto Breda, dando una svolta decisiva. Gli schemi di Delio Rossi vengono assimilati in toto, e la forte difesa in cui si mette in mostra anche il ventenne Salvatore Fresi, gli assist di Ricchetti e De Silvestro, le invenzioni di Strada, la solidità del centrocampo con Breda e Tudisco, e le reti del capocannoniere del torneo Giovanni Pisano consentono alla squadra di arrivare terzi e raggiungere i play off, introdotti in Serie C proprio quell'anno insieme ai 3 punti a vittoria. La semifinale di andata con la Lodigiani si disputa a Roma una settimana dopo la morte di Agostino di Bartolomei, a cui i 15.000 salernitani presenti dedicano uno striscione. La gara termina 1-1, mentre il ritorno a Salerno si conclude 4-0 per la squadra di casa, con la cornice di 40.000 spettatori paganti (record per la società) e tre coreografie. La finale disputata a Napoli contro la Juve Stabia termina con il risultato di 3-0, davanti a circa 25.000 supporters giunti da Salerno e dalla provincia salernitana. La Salernitana ritorna in B e Delio Rossi viene nominato "Il Profeta".
[modifica] Stagione 1994/95
Promossa in Serie B grazie al tecnico Delio Rossi, la Salernitana vede un cambio al vertice: arriva a Salerno Aniello Aliberti, imprenditore di San Giuseppe Vesuviano (NA) che diventa il nuovo presidente della società.
Nella stagione 1994/95, la prima dell'era Aliberti, la squadra neopromossa viene confermata in toto, con l'aggiunta di qualche innesto (De Florio, Conca, Bettarini) di secondo piano, e sfiora addirittura, da subito, la promozione in serie A: a Bergamo si gioca la partita spareggio contro l'Atalanta. I neroazzurri s'imporranno per 2-1 e a scapito dei granata raggiungeranno la A.
[modifica] Stagione 1995/96
Nel torneo successivo la Salernitana cambia allenatore: Delio Rossi, clamorosamente, decide di andare ad allenare il Foggia (contro cui i granata, in questa stessa stagione, in casa vinceranno 3-0), e a Salerno giunge un giovane tecnico: Franco Colomba. Anche con il nuovo tecnico la Salernitana sfiora la A di un soffio: i granata, all'ultima giornata, devono battere il Pescara e sperare che il Perugia non vinca col Verona. Per un quarto d'ora la serie A è matematicamente conquistata, ma poi il pareggio pescarese di Giampaolo e la rete vittoria del Perugia riportano i granata al quinto posto. A partire da questa stagione, col Perugia che va in A a scapito dei granata, s'interrompe il gemellaggio tra le tifoserie delle rispettive squadre, che diventa odio profondo e sfocerà negli anni seguenti in episodi di estrema violenza.
[modifica] Stagione 1996/97
Nella stagione 1996/1997 viene inizialmente confermato Franco Colomba, e per la prima volta nella storia la Salernitana acquista giocatori stranieri: gli olandesi Ferrier e Jansen, l'australiano Tiatto e il sudafricano Masinga. I granata non sono più combattivi come le due stagioni precedenti, e a metà torneo viene esonerato Colomba che lascia il posto a Franco Varrella. Grazie sopratutto alle reti del sudafricano Masinga la Salernitana otterrà la salvezza.
[modifica] Stagione 1997/98
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Nel campionato 1997/1998 il presidente Aliberti decide di riportare a Salerno il tecnico Delio Rossi. La scelta sarà azzeccatissima: la Salernitana tornerà in serie A. Masinga sarà ceduto al Bari, ma l'organico viene arricchito di forze nuove, come il portiere Daniele Balli, i difensori Ciro Ferrara e Vittorio Tosto (entrambi già ex), e poi Cudini, Franceschini, i fratelli Giacomo e Giovanni Tedesco, Ciro De Cesare, Greco, e Marco Di Vaio, il quale affiancherà in attacco Edoardo Artistico (acquistato la stagione precedente) e con il quale formerà la più prolifica coppia-gol della stagione. Di Vaio, inoltre, conquisterà il titolo di capocannoniere della serie B.
La prima di campionato vede i granata contro i rivali storici del Verona, che sconfiggeranno per 2-0 grazie alle reti di Artistico e Di Vaio. Una rete del capitano Breda consente ai granata di pareggiare a Treviso nella seconda di campionato, per poi pareggiare al Bentegodi col Chievo con il gol del salernitano Ciro De Cesare. Alla quarta di campionato la Salernitana strapazza per 4-0 la Reggiana con le reti in sequenza di Di Vaio, Ricchetti, ancora Di Vaio, e infine Breda. A Padova la gara successiva terminerà 0-0, ma l'astinenza al gol dura il giro di una settimana: giusto il tempo per rifilare 5 reti (Giacomo Tedesco, Artistico, Di Vaio, De Cesare, Di Vaio) al Castel di Sangro in casa loro in seguito ad un emozionante incontro conclusosi sul 5-3 per gli uomini di Delio Rossi, ed altrettante 5 reti al Pescara allo Stadio Arechi con la gara terminata 5-1 (reti granata di Artistico, Di Vaio, Artistico, De Cesare, Di Vaio). Successivamente un pareggio a Cagliari (1-1, granata in gol con Artistico) e a Salerno contro la Lucchese (1-1, segna Ciro Ferrara), poi una vittoria di misura col Ravenna grazie a Giacomo Tedesco, un 3-3 ad Ancona col pareggio ottenuto con doppietta di Di Vaio e poi gol di Artistico, la vittoria contro il Genoa per 2-1 (nuova doppietta di Di Vaio) consento alla Salernitana, attraverso una ennesima doppietta del bomber Di Vaio e poi il gol di Greco, il 14 dicembre 1997, davanti a 2.000 tifosi granata nello stadio di Venezia, di battere per 3-0 il Venezia di Novellino, scavalcandolo in classifica e conservando il primo posto sino al termine del campionato. Successivamente la Salernitana vincerà contro il Torino (2-1, Di Vaio, Tedesco), pareggierà a Monza (1-1, Giacomo Tedesco), vincerà a Salerno con la Reggina (2-0, De Cesare, Artistico), ma perderà a Foggia, e poi grazie al gol di Greco pareggerà con la Fidelis Andria.
Il girone di ritorno si apre con una ennesima vittoria, a Verona, sull'Hellas per 2-0 con gol di Greco e Kolusek e poi 4-0 sul Treviso (Di Vaio, Greco, Ricchetti, Greco), e poi un'altra sconfitta per 2-3 contro il Chievo in cui si registra una ennesima doppietta granata del capocannoniere Marco Di Vaio. A Reggio Emilia (quarta di ritorno) i ragazzi di Delio Rossi vincono 1-0 con autorete di Galli, per poi battere a Salerno il Padova 2-0 con reti di Breda e Greco. Una rete di De Cesare consente poi di pareggiare col Perugia 1-1, e una di Ricchetti di vincere a Salerno col Castel di Sangro 1-0. A Pescara, poi, sarà 0-0 e alla successiva gara
Promosse in serie A: Salernitana, Venezia, Cagliari, Perugia |
grazie al gol di Vittorio Tosto la Salernitana vincerà 1-0. Nella sfida seguente si pareggerà 1-1 (con la Lucchese, gol di Giacomo Tedesco), e poi 0-0 alla successiva (a Ravenna). Sarà poi 3-2 sull'Ancona (Artistico, Tosto, Artistico), 1-1 a Genova (Di Vaio segnerà per i granata), 0-0 in casa col Venezia e poi terza e penultima sconfitta della stagione (1-0 a Torino). Dopo i due pareggi e la sconfitta la Salernitana reagisce: all'Arechi batterà 4-1 il Monza attraverso le reti di Di Vaio, Tedesco, ancora Di Vaio e infine Greco. A Reggio Calabria sarà 1-0 per la Reggina (quarta e ultima battuta d'arresto per la capolista), ma subito dopo a Salerno sarà 3-2 per i granata contro il Foggia, lo stesso Foggia contro cui i granata hanno subito la prima delle quattro sconfitte stagionali. Con le reti di Franceschini, Breda e De Cesare, la Salernitana condanna i pugliesi alla retrocessione in C1, infine sarà 2-2 in casa del Fidelis Andria con la doppietta di Artistico. La squadra granata riesce a raggiungere la promozione in Serie A, e decisivi si dimostrano uomini come il portiere Balli, Greco, Ciro De Cesare, il capitano Breda, Luca Fusco, Vittorio Tosto e i bomber Di Vaio e Artistico oltre, ovviamente, ad un organico nel suo complesso altamente competitivo, gestito a regola d'arte dal "profeta" Delio Rossi. Vengono battuti inoltre i record di punti (72) e di gol segnati (65). La promozione della Salernitana nel campionato di massima serie è accompagnata da grandi festeggiamenti per tutta l'estate.
[modifica] Stagione 1998/99
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La serie A, nella stagione 1998/99, vede per la prima volta dopo cinquant'anni la presenza della Salernitana. I granata, dopo la retrocessione del Napoli avvenuta la stagione precedente, diventano la principale squadra della Campania. Affronteranno a testa alta tutte le big del campionato: a Juventus, Inter, Roma e Lazio daranno del filo da torcere, considerando anche che in casa i ragazzi di Delio Rossi contro queste squadre vinceranno addirittura. In effetti la Salernitana non si comporta per nulla male in campionato, nonostante un calendario difficile che vede i granata alla prima giornata giocare a Roma contro i giallorossi, e poi subito dopo con il Milan.
Durante la stagione calcistica, la partita di Coppa UEFA tra Fiorentina e Grasshoppers viene disputata all'Arechi di Salerno per squalifica del campo dei viola, e alcuni campani sugli spalti gettano un petardo provocando l'interruzione del match e l'eliminazione a tavolino della Fiorentina, alla quale viene imputata la responsabilità dell'accaduto. La UEFA punirà anche la Salernitana escludendola dalle coppe europee per due anni: il presidente Aliberti era intenzionato a iscrivere la squadra alla Coppa Intertoto, e lo avrebbe fatto, dato che molte squadre di serie A vi rinunciano a partecipare.
Il primo punto in campionato viene conquistato in casa con l'Empoli, e poi i successivi tre nella gara casalinga con la Lazio. A metà torneo la Salernitana, pur non sfigurando, è in zona retrocessione, e allora nel mercato di riparazione giungono il salernitano Fresi (dall'Inter), il giovane calabrese Gennaro Gattuso (dai Glasgow Rangers), e poi ancora, Giampaolo e Bernardini.
Retrocesse: Empoli, Vicenza, Sampdoria, Salernitana |
I punti cominciano rapidamente ad arrivare, e la Salernitana ha buone probabilità di salvarsi. Sconfitta a Perugia, Aliberti esonera Delio Rossi e chiama in panchina Oddo, che riesce a conquistare 15 punti in 8 partite, e si gioca tutto all'ultima giornata con il Piacenza. La Salernitana deve vincere e sperare che il Milan batta il Perugia. Il Perugia è sconfitto, i rossoneri vincono dunque il campionato, ma la Salernitana non riesce a battere i piacentini al "Garilli". Per un solo, unico punto, la Salernitana non ottiene la salvezza. Da sottolineare è che durante il campionato ci sono stati anche numerosi torti arbitrali, anche nel fatale spareggio salvezza di Piacenza. Gli uomini principali di quella stagione agonistica, che hanno visto i granata imporsi a testa alta sui campi di gioco più prestigiosi, sono soprattutto Marco Di Vaio, Salvatore Fresi, Gennaro Gattuso, Ighli Vannucchi, Roberto Breda, Vittorio Tosto, Giacomo Tedesco e David Di Michele.
[modifica] Gli anni Duemila
[modifica] Stagione 1999/00
Dopo il ritorno in B, ceduti Gattuso, Tosto, Breda, Di Vaio e gli altri "big", al tecnico Adriano Cadregari viene affidato il compito di riportare la Salernitana in serie A. La stagione dei granata comincia con il tradizionale ritiro a Tenna, poi con la Coppa Italia, e poi con il campionato. Dopo sole cinque giornate Cadregari viene esonerato, e al suo posto arriva Luigi Cagni. Alla dodicesima giornata, durante la gara contro la Fermana, vinta dalla Salernitana, accade che il presidenta Aliberti viene duramente contestato dalla Curva Sud durante tutta la partita. Allora decide di farsi da parte: dà le dimissioni e affida all'amministratore delegato Giovanni Condò la gestione della società e della cessione. Però non si farà avanti alcun imprenditore, così Aliberti ritorna al suo posto. Intanto l'allenatore Cagni conduce la squadra verso il delicato derby contro il Napoli. La partita terminerà 1-1. A Gennaio la squadra si rinforza: arrivano Melosi, Guidoni e il portiere Lorieri che contribuiscono a portare la squadra dalla zona retrocessione alla zona promozione. Dopo un deludente risultato a Monza, però, Aliberti decide di esonerare Cagni e richiamare Cadregari. Il tecnico richiamato dura il giro di una settimana: dopo la sconfitta nel derby col Savoia Aliberti richiama Cagni. Il tecnico rientra nel miglior modo possibile: battendo a Genova la Sampdoria per 4-2. La giornata successiva la Salernitana pareggierà con l'Atalanta, batterà 4-2 la Fermana, ma la sconfitta subita successivamente a Vicenza nega le speranze di promozione a quattro giornate dal termine.
[modifica] Stagione 2000/01
Prima dell'inizio della stagione 2000/01 i granata sono ancora considerati tra le squadre favorite per la promozione in serie A. La Salernitana viene affidata al tecnico Oddo, ma dopo quattordici giornate, con soli 16 punti conquistati e uno 0-0 contro l'Empoli di Baldini, l'allenatore viene esonerato. Al suo posto Aliberti chiama Nedo Sonetti, che inaugura la propria avventura con una vittoria per 1-0 contro la Pistoiese (recupero della tredicesima giornata). Ma dopo aver guadagnato 14 punti in 14 partite risulta aver fatto peggio del suo predecessore. Allora Aliberti richiama Oddo, che, anche grazie alle reti di David Di Michele, riesce a condurre la squadra alla salvezza. Con 43 punti la Salernitana occupa la quindicesima posizione nella classifica finale del campionato cadetto.
[modifica] Stagione 2001/02
Dopo una stagione a dir poco deludente il presidente Aniello Aliberti riesce a convincere il tecnico boemo Zdenek Zeman ad allenare la Salernitana. Vengono confermati i portieri Soviero e Botticella, i difensori Fusco, Olivi, Cardinale, Marco André Zoro, poi Campedelli e il bomber Fabio Vignaroli, tornano Del Grosso, Tamburini, Giacomo Tedesco, e vengono integrati anche Camorani, Bellotto, e gli attaccanti Arcadio e Gioacchini. Dopo le prime otto giornate i granata sono a metà classifica con 11 punti, e prima della sosta natalizia conquistano sei risultati utili consecutivi: 3 vittorie e 3 pareggi che gli valgono il quinto posto in classifica. Dopo un buon girone d'andata, quello di ritorno comincia male: sconfitta dal Modena il 6 gennaio, i granata scivolano a -9 dalla zona promozione. Dopo 11 partite, però, la Salernitana è ancora quinta a -6 dalle prime quattro: la promozione è ancora possibile. Tuttavia la sosta di campionato interrompe la serie positiva granata: dopo la sosta la Salernitana è battuta dal Genoa, poi vince sull'Empoli, pareggia a Cagliari, ma nelle restanti sette giornate conquista solo 3 punti. La Salernitana concluderà la stagione al sesto posto.
[modifica] Stagione 2002/03
L'avventura di Zeman si conclude nella stagione 2002/03, al termine di un disastroso girone d'andata, in seguito a due pareggi con Triestina in casa e a Cosenza. Il presidente Aliberti e il tecnico boemo avevano già da tempo interrotto il loro rapporto di stima e fiducia reciproca, considerando anche che tutto lo staff tecnico zemaniano era stato licenziato ad inizio stagione. Franco Varrella, sostituto del tecnico boemo, non riesce nell'impresa si sette anni fa, cioè evitare la retrocessione della squadra in Serie C1. In seguito a una vicenda sportivo-giudiziaria (il "Caso Catania") che si protrae per tutta l'estate, la Salernitana viene ripescata in B con Catania, Genoa e Fiorentina.
[modifica] Stagione 2003/04
Nel campionato successivo la Salernitana, allenata da Stefano Pioli, con Bogdani, Bombardini, Caballero e Veron che provengono dalla serie A (gli ultimi due ceduti a gennaio), il playmaker Raffaele Longo, la conferma del capitano Roberto Breda e una solidità difensiva si giunge alla soglia play off, poi una serie di risultati negativi, infine la doppietta di Tulli a Terni consente di raggiungere una salvezza a 55 punti. Un campionato cominciato bene ma che pian piano si rivela anonimo.
[modifica] Stagione 2004/05
In data 8 agosto 2004 la Salernitana è allo stadio Vestuti: vengono presentati ai tifosi (tantissimi, alcuni dei quali non riescono ad entrare nello stadio e assisto da fuori) gli uomini della nuova rosa della squadra. Tra gli acquisti spiccano i nomi del portiere Brunner, i difensori Terni, Lanzaro, Gregori, poi dell'ala Ferrarese, del centrocampista Manuel Coppola e gli attaccanti Borgobello, Mendil, Raffaele Palladino, Benjamin, Zaniolo. L'allenatore è Aldo Ammazzalorso. La Coppa Italia conferma le attese, e si vince contro Avellino, Catania e Catanzaro. Ma, una volta iniziato il campionato, dopo 7 partite poco convincenti Ammazzalorso viene esonerato. Al suo posto è ingaggiato Angelo Gregucci e in inverno arrivano il portiere Ambrosio, il difensore Orfei, il centrocampista Polenghi: tutti acquisti azzeccatissimi che, insieme allo stato di grazia di Bombardini e alle reti decisive del giovane Palladino consentono ai granata di raggiungere la zona salvezza, ottenuta con l'Ascoli davanti a 25000 spettatori. Ottenuta la salvezza si viene a sapere che i conti della Salernitana non sono in regola: la società fallisce finanziariamente, seguono le proteste dei tifosi in più cortei al grido provocatorio "iscrizione o rivoluzione!", ma la situazione è critica e la squadra rischia di scomparire.
[modifica] Stagione 2005/06
Nel 2005, grazie al Lodo Petrucci, nasce la Salernitana Calcio 1919, attraverso una cordata di imprenditori guidata da Antonio Lombardi, di Vallo della Lucania (SA) in seguito al fallimento finanziario della Salernitana Sport di Aniello Aliberti. In questo modo la Salernitana viene fatta ripartire dalla Serie C1.
Contemporaneamente il presidente della fallita Salernitana Sport decide di costruire una squadra giovane da inserire in Terza Categoria. La squadra trainata dal giovane bomber De Rosa e da un discreto pubblico che assiste alle partite nel territorio provinciale (non nel capoluogo), vola in testa alla classifica fino a quando la FIGC, nel gennaio 2006, non le revoca l'affiliazione a causa della messa in liquidazione da parte del tribunale fallimentare di Salerno. Salerno torna in questo modo ad avere un'unica Salernitana, pur senza ancora lo storico marchio dell'ippocampo e degli altri "beni immateriali" della Salernitana Sport. Molti supporters della vecchia società restano senza squadra, non si riconoscono nella società di Lombardi nata dal Lodo Petrucci, perchè senza i beni immateriali della società precedente non riescono a vedere una continuità tra le due squadre. Si tratta comunque di una netta minoranza rispetto a coloro che da subito hanno deciso di seguire la Salernitana Calcio 1919, la quale più avanti acquisterà all'asta tutti i beni immateriali della Salernitana Sport e la faccenda verrà finalmente risolta.
Il patron della nuova Salernitana, Antonio Lombardi, chiede alla Lega Calcio di serie C di inserire i granata nel girone A, tradizionalmente riservato alle squadre dell'Italia settentrionale, per evitare eventuali scontri tra tifosi, dal momento che in quell'anno nel girone B sono presenti squadre con tifoserie molto avverse a quella di Salerno: prima fra tutte il Napoli, seguite da Juve Stabia e Perugia. La richiesta viene accolta, e il 19 luglio 2006 il club conclude un discreto campionato terminato con l'eliminazione dai play-off ad opera del Genoa.
[modifica] Stagione 2006/07
Nella stagione calcistica 2006/2007 la Salernitana del patron Lombardi viene inserita nel girone B della Serie C1. La panchina, nella prima parte della stagione, è stata affidata al salernitano Raffaele Novelli, già allenatore della primavera della Salernitana Sport, coadiuvato dal direttore sportivo Coscia, anch'esso salernitano ed ex responsabile del settore giovanile della Salernitana Sport. Una sonora sconfitta (4-0) in novembre ad Avellino, però, fa incrinare qualcosa nello spogliatoio, ed il 16 gennaio 2007 Novelli viene sostituito dal tecnico padovano Gianfranco Bellotto, lasciando la squadra al sesto posto in classifica. Pochi giorni dopo è Coscia a rassegnare le dimissioni. L'allenatore veneto però fa peggio del suo predecessore e il campionato si chiude con un deludente 10° posto.
[modifica] Stagione 2007/08
Dalla stagione 2007/08 la Salernitana cambia pelle a livello societario e dirigenziale. Al maggior azionista Antonio Lombardi si affianca un nuovo socio, l'imprenditore di Cassino Vittorio Murolo; arrivano il direttore generale Angelo Fabiani, il direttore sportivo Antonio Lopez e il tecnico Andrea Agostinelli. Tra i nuovi acquisti vi sono l'esperto attaccante Arturo Di Napoli e il difensore salernitano Luca Fusco. A partire da questa stagione viene composto dal musicista e cantante salernitano Sandro Scuoppo il primo inno ufficiale della Salernitana, presentato a Salerno, in Piazza della Concordia, nel corso della presentazione ufficiale (aperta al pubblico e stracolma di sostenitori entusiasmati dai nuovi acquisti) della nuova rosa della squadra.
Dopo un ottimo girone di andata la Salernitana si laurea campione d'inverno, staccando le inseguitrici anche di 10 punti; tuttavia il 3 febbraio 2008, con quattro punti di vantaggio sulla seconda classificata, viene sollevato dall'incarico l'allenatore Agostinelli, dopo una sconfitta per 4-2 contro il Taranto. Il giorno seguente la squadra ingaggia il nuovo tecnico, Fabio Brini, con il quale il 27 aprile 2008, grazie alla vittoria per 2-0 sul Pescara davanti a 35.000 spettatori festanti la Salernitana raggiunge la promozione matematica con una giornata di anticipo sulla fine del campionato, riportando la Salernitana in Serie B dopo tre anni. Arturo Di Napoli contribuisce con 21 reti che gli valgono il titolo di capocannoniere; la Salernitana partecipa inoltre per la prima volta alla Supercoppa di Serie C1, che va al Sassuolo dopo una vittoria dei granata per 1-0 in Emilia e una sconfitta con lo stesso punteggio all'Arechi, con il risultato deciso ai rigori dove gli ospiti si impongono per 5-4.
[modifica] Stagione 2008/09
La stagione 2008-2009 inizia bene per la squadra granata che in Coppa Italia, il 17 agosto, esordisce davanti a 7000 spettatori all'Arechi battendo per 3-1 il Cesena, ex squadra del tecnico granata Castori, con le reti di Tricarico, Ciarcià e Dino Fava. Il secondo turno porta ancora bene ai granata che con una rete di Arturo Di Napoli eliminano il Lecce, squadra di serie A, passando al turno successivo. Il 30 settembre la Salernitana batte il Sassuolo all'Arechi per 8-7 dopo i calci di rigore, approdando per la seconda volta nella storia del calcio salernitano agli ottavi di finale di Coppa Italia, dove viene sconfitta per 3-1 dal Napoli ed eliminata. Il 6 dicembre 2008, dopo quattro sconfitte consecutive, viene esonerato l'allenatore Castori sostituito il giorno seguente da Bortolo Mutti. Il 24 gennaio, in seguito alla sconfitta contro il Sassuolo che porta la Salernitana a due punti di vantaggio dalla zona playout la società richiama Fabrizio Castori in panchina esonerando Mutti. Con una squadra completamente rinnovata rispetto a quella guidata nel girone di andata, la Salernitana scende ulteriormente in classifica. Il 4 aprile, dopo un pareggio 2-2 in casa con il Treviso penultimo in classifica, Castori viene di nuovo esonerato e al suo posto viene ingaggiato Fabio Brini, già allenatore traghettatore della squadra in Serie B l'anno precedente. Con il ritorno di Brini, e grazie alle buone prestazioni del calciatore peruviano Roberto Merino, nonchè dell'attaccante Massimo Ganci, la Salernitana ottiene tre vittorie di seguito contro Avellino, Ascoli e Bari e riesce a risalire la classifica evitando la retrocessione diretta e portandosi ad un punto dalla salvezza matematica a una giornata dalla fine del campionato.
Grazie al pareggio all'ultima giornata per 1-1 in casa del Mantova (reti di Godeas per il Mantova e poi Massimo Ganci per i granata), la squadra ottiene la matematica salvezza concludendo la stagione al quattordicesimo posto insieme a Modena e Ascoli con 51 punti. Nonostante un campionato deludente e ricco di contraddizioni la Salernitana ha potuto contare su un nutrito numero di sostenitori. In media la tifoseria granata si assesta sulle 11.441 unità a partita, e tale media, in serie B, risulta inferiore soltanto a quella del neopromosso Bari (15.418). Un altro dato importante di questa stagione è che in data 15 giugno 2009, 4 giorni prima del 90° anniversario della storia del calcio salernitano ufficiale, si è tenuta la settima asta fallimentare per aggiudicarsi i beni immateriali della Salernitana Sport, con un prezzo notevolmente ribassato (300mila euro più iva) rispetto ai precedenti prezzi di partenza. Antonio Lombardi, patron della Salernitana Calcio 1919, decide di accontentare la tifoseria granata: risulterà l'unico soggetto partecipante e si aggiudicherà i beni immateriali della società fallita nel 2005, compreso lo storico ippocampo, che a partire dalla stagione 2009/2010 tornerà sulle maglie della Salernitana. Il 21 giugno 2009, inoltre, la squadra granata degli Allievi Regionali ottiene il titolo di Campione della Campania, avendo concluso il girone finale al primo posto a 17 punti, a +6 dal secondo classificato Sorrento e battuto squadre come Napoli, Avellino, Benevento e infine Aversa Normanna.[11]
[modifica] Gli anni Duemiladieci
[modifica] Stagione 2009/10
Nella stagione 2009/2010 viene riconfermato il mister Fabio Brini col quale la società effettuerà un mercato mirato a centrare l'obiettivo stagionale: giocare un campionato tranquillo.
[modifica] Il calciomercato estivo
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Il mercato estivo della società granata si apre col botto, infatti il 3 Luglio arriva dalla Reggina Francesco Cozza. Dopo appena una settimana arrivano ben 5 giocatori a Salerno: Il portiere Ciro Polito dal Catania, il difensore centrale Mariano Stendardo fratello dell'ex Guglielmo dal Genoa, l'esterno di difesa Gianluca Galasso (già ex), quello di centrocampo Giuseppe Statella e l'attaccante Francesco Caputo tutti e 3 dal Bari. Il 15 luglio viene acquistato Vincenzo Pepe a parametro zero dall'Avellino retrocessa in Serie D per mancata iscrizione alla Lega professionisti. La Salernitana chiude poi in segreto due operazioni nella tarda serata del 15 luglio, ingaggiato il centrocampista (ben dotato dal punto di vista tecnico) Tiago Moraes, 22 anni, cresciuto nelle giovanili di Flamengo e Botafogo, e l'esterno sinistro Alexandre O' Prey, 25 anni, che si è formato nel vivaio di Santos e Atletico Paranaense. Entrambi hanno passaporto comunitario, essendo nati in Inghilterra da genitori brasiliani. Hanno firmato un contratto per una stagione con opzione. Successivamente, sempre nella serata del 15 luglio, la Salernitana ha messo a segno un altro colpo di mercato ovvero Davide Carcuro, centrocampista 22enne del Crotone, uno dei pallini di Francesco Moriero nell'esperienza in Calabria: l'ex Inter avrebbe allora voluto portarlo con sè al Frosinone, ma non aveva fatto i conti con la Salernitana: i granata infatti beffano la concorrenza, assicurandosi il giovane giocatore in anticipo.
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Il 17 luglio, inoltre, la Salernitana conclude un altro acquisto: si aggiudica Danilo Soddimo, 22enne nell’ultima stagione ad Ancona ma di proprietà della Sampdoria.
[modifica] La campagna abbonamenti
Il giorno 15 luglio, alla presentazione della campagna abbonamenti, l'uomo immagine della Salernitana è Roberto Merino, il giovane fantasista definito "il Maradona delle Ande". In primo piano, sugli abbonamenti, spuntano simbolicamente i 90 anni del calcio salernitano con lo slogan "Insieme a voi la storia continua...". Tra le curiosità c'è da segnalare che i primi abbonamenti prevedono una tessera provvisoria, senza il simbolo dell'ippocampo: lunedì 20 si risolveranno tutte le questioni burocratiche per trasferire i beni immateriali della Salernitana Sport alla Salernitana Calcio 1919. In seguito, per le restanti 16 partite in casa, la tessera definitiva punterà anche sul ritorno dell'amato simbolo. Anche quest'anno inoltre, come l'anno precedente, sulle tessere ci sarà l'immagine di Agostino Di Bartolomei.[12]
[modifica] Cronistoria
| Cronistoria della Salernitana | ||
|---|---|---|
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[modifica] Campionati nazionali
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
|---|---|---|---|
| 2 | 1947-1948 | 1998-1999 | |
| 25 | 1938-1939 | 2009-2010 | |
| 55 | 1926-1927 | 2007-2008 |
Questi numeri indicano le 81 stagioni sportive disputate dalla Salernitana a livello nazionale. Si considera come esordio il campionato del Direttorio Divisioni Inferiori Sud quando aveva il nome di Campania FBC ed è compreso il Campionato Misto A-B Bassitalia 1945/46 giocato in qualità di società di Serie B.
[modifica] Simboli e colori ufficiali
La Salernitana, nel corso della sua storia, ha adottato divise di gioco con colori molto diversi tra loro. Dal 1919 al 1925 giocava "ufficialmente" con una casacca a righe verticali bianche e celesti, anche se in realtà, tra una partita e l'altra, cambiava spesso colore. Con il nome di Salernitanaudax giocava talvolta in maglia biancoceleste, talvolta in maglia a strisce rossonere. Dopo lo scioglimento della Salernitanaudax, il Campania FBC si fonderà con la FBC Libertas Salerno rifondando la Salernitana (1927), ed il nuovo sodalizio vestirà dapprima con la maglia biancoceleste, poi nella stagione seguente amaranto, per poi passare all'azzurro fino al 1945, anno in cui vestirà definitivamente granata. Il simbolo della Salernitana per antonomasia è l'ippocampo.
[modifica] Campionati e trofei vinti
[modifica] Prima Squadra
- Campionato italiano di serie B: 2: 1946/47, 1997/98
- Campionato italiano di serie C1/b: 1: 2007/08
[modifica] Settore giovanile
- Campionato Nazionale Dante Berretti: 1: 1968/69
- Campionato Allievi Regionali Sperimentali: 1: 2008/09
[modifica] Cronologia degli allenatori
[modifica] 1919-2005
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[modifica] 2005-2009
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[modifica] I presidenti della Salernitana
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[modifica] Uomini e numeri
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[modifica] Rosa attuale 2009-2010
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[modifica] Staff tecnico
- Direttore Sportivo:
Guglielmo Acri - Allenatore:
Fabio Brini - Allenatore in seconda:
Stefano Renzi - Preparatore Atletico:
Marco Minnucci - Preparatore Atletico-Collaboratore:
Salvatore D'andrea - Preparatore Portieri:
Luigi Genovese - Responsabile Sanitario:
Andrea D'alessandro - Medico Sociale:
Italo Leo - Direttore Organizzativo:
Antonio Lo Schiavo - Team Manager:
Gennaro Gagliano - Dirigente addetto all'arbitro:
Cosimo D'Angelo
[modifica] Partite memorabili
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Le gare più prestigiose disputate in Serie A dalla Salernitana nel campionato 1947/48:
Salernitana -
Lazio 2-0
Salernitana -
Torino 1-4 (contro il "Grande Torino")
Salernitana -
Juventus 0-0
Salernitana -
Lucchese 5-2
Salernitana -
Genoa 4-1
Salernitana -
Milan 4-3
Salernitana -
Inter 1-0
Le più importanti partite in Serie A del campionato 1998/99:
Salernitana -
Juventus 1-0
Salernitana -
Lazio 1-0
Salernitana -
Roma 2-1
Salernitana -
Inter 2-0
Salernitana -
Bologna 4-0 (maggiore vittoria in Serie A)
Altre partite storiche della Salernitana:
Salernitana -
Taranto 0-0 (campionato 1989/90: promozione in Serie B)
Salernitana -
Padova 0-0 (campionato 1990/91: inaugurazione dello stadio Arechi)
Avellino -
Salernitana 0-1 (campionato 1993/94: unico successo fuori casa nei derby)
Salernitana -
Juve Stabia 3-1 (campionato 1993/94, finale playoff, promozione in Serie B)
Salernitana -
Venezia 0-0 (campionato 1997/98: promozione in Serie A)
Napoli -
Salernitana 1-1 (campionato 2001/02: in Serie B, pareggio granata con gol al 94' di Lazzaro da poco entrato in campo)
Salernitana -
Napoli 3-1 (campionato 2001/02: in Serie B, degna di nota per una elaborata coreografia)
Salernitana -
Pescara 2-0 (campionato 2007/08, promozione in Serie B)
[modifica] Lo stadio
| Per approfondire, vedi le voci Stadio Donato Vestuti e Stadio Arechi. |
L'attuale stadio della Salernitana prende il nome da Arechi II, principe longobardo sotto il quale l'antica Salerno visse un periodo di grande fioritura. La sua costruzione si rese necessaria dopo la promozione della squadra in Serie B, che aveva reso insufficiente lo storico stadio "Vestuti" (attualmente utilizzato da altre rappresentative sportive salernitane). La nuova struttura venne inaugurata nel settembre del 1990, in occasione del ritorno dopo 25 anni della Salernitana nella serie cadetta contro il Padova (partita pareggiata per 0-0). Il terreno di gioco misura 105 m di lunghezza per 68 m di larghezza. Una delle particolarità è la mancanza di una pista di atletica, che ha consentito di realizzare lo stadio a forma rettangolare; ciò permette di assistere agli incontri senza l'ostacolo visivo della pista e senza influenzare la capienza. Ciò lo rende uno degli stadi più coinvolgenti d'Italia.
In precedenza i granata giocavano in un'altra struttura, lo Stadio Donato Vestuti, uno dei principali impianti sportivi della città di Salerno e della Campania, che per tantissimi anni ha ospitato la Salernitana. Lo stadio fu costruito nel 1932 per volere del regime fascista. Inizialmente il nome della struttura era Stadio Littorio. Terminata la guerra e caduto il fascismo a Salerno, il Littorio venne nominato Stadio Comunale, e successivamente "Donato Vestuti" in onore al primo fondatore di una squadra di calcio a Salerno: il Salerno FBC (nel 1913). Nel 1962 lo stadio Vestuti fu protagonista di un film girato a Salerno e a Napoli: "Le quattro giornate di Napoli" del regista Nanni Loy. Dal 1990 la Salernitana gioca le sue partite in casa all'Arechi, costruito appositamente per i granata che si accingono dopo 24 anni a disputare il primo campionato in serie B. Per quanto riguarda lo stadio Vestuti, è stato utilizzato dai granata nel 2004 per presentare la rosa ufficiale al pubblico, e attualmente è utilizzato da altre rappresentative sportive salernitane
[modifica] Tifoseria della Salernitana
[modifica] L'inno ufficiale e le altre canzoni
L'inno ufficiale della Salernitana nasce nel 2007 dal cantante e musicista salernitano Sandro Scuoppo, il quale lo presenta per la prima volta a Salerno in Piazza della Libertà nel corso della presentazione ufficiale (aperta al pubblico e stracolma di sostenitori entusiasmati dai nuovi acquisti, come ad esempio Di Napoli) della nuova rosa della squadra. Esistono anche altri brani dedicati alla Salernitana, mai però diventati inni ufficiali. Tra questi c'è da segnalare quelli più recenti, nati per celebrare il ritorno in B dei granata: "Ale Ale Aleooo" dei Paranza Vibes, canzone di genere raggae. Altre canzoni nate nel 2008 sono "Cuore Granata" dei Manciva, brano popdance, "Salernitana vita mia" di Felice D'Amico, "Salernitana" di Gianluca Vernieri, un brano neomelodico napoletano dedicato alla squadra e ai tifosi di Salerno. Tutti i brani citati sono ascoltabili su youtube attraverso contributi appositamente dedicati dagli utenti del sito.
[modifica] Storia del tifo organizzato a Salerno
E' dal 1977 che la Salernitana viene attivamente sostenuta dai propri tifosi, perchè è a partire da quell'anno che gruppi di ragazzi che si ritrovano nel Bar Nettuno e nel Bar Reale decidono di mobilitare il pubblico con cori e striscioni per incitare in modo compatto la squadra. Nasce così il gruppo Panthers '77, il primo nucleo ultras di Salerno, che nel 1982 si fonde con altri gruppi organizzati (Ultrà, Warriors, Fedayn e Fighters) formando la Granata South Force (GSF).
Con la GSF la Curva Sud dello stadio Vestuti vive uno dei suoi momenti di massimo splendore, incitando attivamente la squadra e accompagnandola anche negli storici derby della provincia di Salerno contro Cavese e Nocerina. E' in questi anni che si concretizzano i gemellaggi con Bari e Reggina.
Alla penultima giornata di serie C1/b 89/90 nella trasferta di Brindisi che consente alla Salernitana il ritorno in B dopo 24 anni di assenza, lo stadio è quasi interamente granata. Sono gli anni in cui il tifo è compatto ed entusiasmante, assordante e costante, che non è condizionato dall'esito delle partite, perchè anche quando si perdeva si sosteneva con orgoglio la squadra.
Nel 1990, con la promozione in B e il passaggio dal Vestuti allo stadio Arechi, il tifo granata si arricchisce di tanti altri gruppi organizzati. Il club granata Giuseppe Plaitano si ingigantisce divenendo Ultras Plaitano, secondo gruppo guida della Sud, accanto alla GSF. Nel 1990 nasce anche la Nuova Guardia (NG), gruppo del quartiere Pastena.
Altri gruppi importanti sono i Viking Guerrieri e il disciolto East Side. La East Side è il primo gruppo granata a realizzare materiale molto curato e il primo a portare bandiere a due aste, diventando sopratutto nell'anno della promozione in A (1998) uno dei movimenti ultras più rispettati nel panorama italiano. L'anno della A è ricordato non soltanto per le belle prestazioni contro le grandi del campionato, ma anche perchè arrivano pesanti diffide sui gruppi ultras salernitani, e sopratutto perchè il treno che riportava a casa i tifosi granata da Piacenza per l'ultima di campionato è fatale per quattro ragazzi bruciati dalle fiamme nel vagone n. 5. Qui avviene la svolta della curva, profondamente segnata dal lutto: molti ragazzi abbandonano i gruppi, e molti di questi gruppi si sciolgono.
Attualmente i gruppi attivi nella Curva Sud sono NG (che prende la guida del tifo), GSF, Fedelissimi, Old Clan, Igus, Viking Guerrieri, Ultras Vecchio Stampo[13].
[modifica] Rapporti con le altre tifoserie
I tifosi granata sono gemellati con Bari e Reggina[14].
Hanno una forte amicizia con le tifoserie di: Brescia, Monopoli, Andria BAT, Barletta, Paganese.
C'è rispetto reciproco tra i tifosi granata e quelli di Milan, Sampdoria, Torino, Arezzo, Ravenna e Spezia.
Hanno un rapporto di forte rivalità con i tifosi di Napoli, Cavese, Avellino, Juve Stabia, Perugia, Ternana, Messina, Cosenza, Verona e Taranto.
Hanno, infine, un rapporto di rivalità minore con i sostenitori di: Atalanta, Fiorentina, Foggia, Genoa, Nocerina, Cesena, Pescara [15]
[modifica] I derby più sentiti
| Per approfondire, vedi la voce Derby della Campania. |
La Salernitana, nel corso della sua storia, si è confrontata più volte con le squadre della sua stessa regione, ma i derby più "sentiti" da parte della tifoseria granata sono quelli con Cavese, Avellino e Napoli[16].
[modifica] Salernitana vs Cavese
I cugini di Cava de' Tirreni sono definiti "i rivali di sempre", non solo perchè Cava si trova a pochi chilometri dal capoluogo, ma anche perchè entrambe le squadre sono nate nel 1919 e hanno iniziato a sfidarsi proprio a partire da quell'anno. Nel corso della loro storia si sono affrontate numerose volte, inizialmente in partite amichevoli, poi in Prima Divisione (negli anni '20), e in seguito in serie C. Gli ultimi due derby risalgono alla stagione 2006/07.[17] Tra gli episodi più significativi di "lotta fraticida" tra le due compagini c'è da segnalare una partita di Prima Divisione 1923-1924 nel Girone Campano. In quella occasione prima della gara, giocata a Salerno, i tifosi locali dell'allora "Salernitanaudax" portarono a spalla una cassa da morto dipinta di blu per prendere in giro i tifosi cavesi, spregiativamente definiti "cavaiuoli". Però la Cavese vincerà per via del gol di Tavella, e subito dopo la rete i tifosi ospiti intonano cori davvero molto offensivi nei confronti dei salernitani, al punto che al portiere della Salernitanaudax, Finizio, saltano i nervi e aiuterà i tifosi di Salerno a prendere a pugni i giocatori della Cavese. Finizio, dopo l'accaduto, non riceverà alcuna squalifica: del resto di episodi del genere in quel periodo ce ne sono stati anche in tante altre occasioni. La sfida tra Salernitana e Cavese era "sentita" non solo dai tifosi, ma anche dagli stessi dirigenti. Non a caso la Salernitanaudax, dopo la partita a Salerno, contattò la dirigenza cavese per disputare una terza partita, amichevole, perchè la sconfitta contro i rivali era davvero dura da sopportare. Tuttavia non se ne fece nulla, e per assistere ad un nuovo derby aspettarono la stagione successiva.
[modifica] Salernitana vs Napoli
La recente rivalità con il Napoli è sorta quando sia il Napoli che la Salernitana militavano insieme in serie B. Tuttavia durante la finale play off contro la Juve Stabia disputata al San Paolo i tifosi azzurri nel 1994 presero parte al tifo stabiese: da lì si ebbe la prima scintilla che accese il fuoco di rivalità che si era da tempo congelata negli anni '80: si sono infatti registrati anche decenni fa scontri tra napoletani e salernitani, quando le due squadre negli anni '40 giocavano nelle stesse categorie. Inoltre anche negli anni '80 in Coppa Italia si sono verificati episodi di estrema violenza tra le tifoserie.[18] Tra gli episodi di rivalità più significativi c'è da segnalare quello che è accaduto durante una gara giocata nel 1945 durante il Campionato della Campania nell'Italia liberata: al 35' minuto, con il risultato fermo sull' 1-1, l'arbitro della partita, Stampacchia, assegna un rigore incerto al Napoli; i tifosi della Salernitana s'infuriano e vengono placati dalle forze dell'ordine. Il rigore, tirato da Mazzetti, si infrange sul palo. Si verificano incidenti durante la gara e a fine partita tra tifosi e tra giocatori (Stampacchia addirittura si getterà a terra e si fingerà morto!) e il campo di Salerno (all'epoca lo Stadio Vestuti) verrà squalificato a tempo indeterminato.
[modifica] Salernitana vs Avellino
Salernitana e Avellino si sono affrontate per la prima volta nei campionati di serie C degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, per poi fronteggiarsi in Serie B negli anni Novanta. La rivalità con gli avellinesi è anch'essa molto sentita, e anch'essa è sfociata tantissime volte in episodi di estrema violenza tra gruppi ultras delle rispettive tifoserie. [19]
[modifica] Note
- ^ In realtà, il club non prevede la carica societaria di presidente. Vi è un amministratore unico, Francesco Rispoli, mentre il maggiore azionista Lombardi figura come institore. Fonte: http://ricerca.gelocal.it/lacittadisalerno/archivio/lacittadisalerno/2009/04/10/32ws11004_A2.txt.html
- ^ http://www.stadiapostcards.com/B08-09.htm
- ^ http://www.stadiapostcards.com/A08-09.htm
- ^ Alfonso Carella, Storia della Salernitana dai pionieri al mancato ritorno in A, 1995
- ^ Citazione tratta da Tina Carrozzo, Salerno, racconto di una città, Tullio Pironti Editore, 2003 - ISBN 9788879373067
- ^ http://www.calcionew.it/salernitana/storiasalernitana.php
- ^ http://emeroteca.coni.it/uploads/tx_giornali/Littoriale_1929_3_175_0003_23_7.pdf
- ^ Calcionew.it
- ^ http://www.iststudiatell.org/p_isa/frattese%20calcio/frattese%20calcio_4.htm
- ^ Diego Mariottini, Ultraviolenza - Storie di sangue del tifo italiano, Bradipolibri, 2004, pagg. 13-24 - ISBN 9788888329260
- ^ http://www.salernitana1919.it/index.php?option=com_content&task=view&id=370
- ^ fonte: www.Salernitana1919.it
- ^ fonte: http://www.ultrasalerno.it/
- ^ fonte: http://www.ultrasalerno.it/
- ^ Stefano Pozzoni, Dove sono gli ultrà? Squadre, stadi, curve e cori, 2005, ISBN 88-60180-83-X p.143
- ^ fonte: http://www.ultrasalerno.it/
- ^ http://www.panoramatirreno.it/storia%20salernitana.htm
- ^ http://www.oltrenews.it/nav_derby.html
- ^ Fonte: www.C1siamo.net [1]
[modifica] Collegamenti esterni
| Serie B 2009-2010 | |
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