Bortolo Mutti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Bortolo Mutti
Lino mutti.JPG
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex mezzala)
Ritirato 1989 - giocatore
Carriera
Giovanili
Inter Inter
Squadre di club1
1974-1975 Massese Massese 25 (0)
1975 Inter Inter 0 (0)
1975-1976 Pescara Pescara 33 (6)
1976-1977 Catania Catania 33 (8)
1977-1980 Brescia Brescia 109 (28)
1980-1981 Taranto Taranto 32 (9)
1981-1984 Atalanta Atalanta 99 (24)
1984-1987 Mantova Mantova 96 (28)
1987-1989 Palazzolo Palazzolo  ? (?)
Carriera da allenatore
1988-1991 Pro Palazzolo Pro Palazzolo
1991-1993 Leffe Leffe
1994-1995 Verona Verona
1995-1996 Cosenza Cosenza
1996-1997 Piacenza Piacenza
1997-1998 Napoli Napoli
1998-1999 Atalanta Atalanta
1999-2001 Cosenza Cosenza
2001-2002 Palermo Palermo
2002-2003 Reggina Reggina
2003-2006 Messina Messina
2007-2008 Modena Modena
2008-2009 Salernitana Salernitana
2010 Atalanta Atalanta
2011 Bari Bari
2011-2012 Palermo Palermo
2013-2014 Padova Padova
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 2 febbraio 2014

Bortolo Mutti (Trescore Balneario, 11 agosto 1954) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo mezzala.

Durante la carriera di calciatore era noto anche come Mutti II per distinguerlo dal fratello Tiziano, anch'egli allenatore.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[1][modifica | modifica wikitesto]

Mutti con la maglia dell'Atalanta

Cresciuto nell'Inter, gioca la prima stagione da professionista nella Massese durante la stagione 1974-1975, collezionando 25 presenze nella stagione chiusa al 11º posto nel girone B della Serie C.

Tornato all'Inter, non riesce a debuttare in prima squadra e viene così ceduto in Serie B al Pescara, dove gioca 33 partite segnando 6 gol, i primi in carriera. Nella stagione successiva (1976-1977) passa al Catania, dove è ancora titolare e fra le cui fila realizza 8 reti che non bastano alla sua squadra per ottenere la salvezza in Serie B, retrocedendo così in Serie C.

Dal 1977 al 1980 gioca nel Brescia, ottenendo una promozione in Serie A nel 1979-1980 arrivando al terzo posto. Lascia la squadra dopo aver collezionato 109 presenze e 28 reti.

Nel 1980-1981 va al Taranto, dove ha segnato una doppietta al Milan fra le 7 reti realizzate in 32 apparizioni, che non sono sufficienti per permettere alla squadra il mantenimento della categoria, mentre nella stagione successiva passa all'Atalanta, squadra della sua città, portandola dalla Serie C1 alla Serie A in tre stagioni, dal campionato 1981-1982 (vinto) al campionato 1983-1984 (anche questo vinto). In quest'arco di tempo gioca 99 partite di campionato in maglia nerazzurra, marcando 24 reti.

Tre stagioni è il massimo periodo che riesce a legarsi ad una società. Dal 1984 al 1987, infatti, gioca nel Mantova, segnando 28 reti in 96 partite. Dopo il sesto posto in Serie C2 del primo anno, nella stagione 1985-1986 giunge con la squadra al 2º nel girone B del campionato venendo così promosso in Serie C1, categoria nella quale la squadra rimarrà per una sola stagione vista l'immediata retrocessione.

Conclude la carriera al Palazzolo dal 1987 al 1989, dove svolge la mansione di allenatore-giocatore. In tutta la sua carriera è stato sempre un titolare.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Vive la prima esperienza esclusiva in panchina proprio nella squadra con la cui si è ritirato dall'attività agonistica, la Pro Palazzolo, che di lì a poco cambierà nome in Palazzolo. Guida la squadra per tre stagioni, dal 1988 al 1991: nella prima stagione non riesce a salvare la squadra che retrocede dall'Interregionale in Promozione Lombarda; nel 1989-1990, dopo la fusione con la Grumellese, guida la squadra in Serie C2. Nel 1990-1991, infine, porta la squadra in Serie C1 dopo aver ottenuto il terzo posto nel girone B della Serie C2.

Nel 1991 viene ingaggiato dal Leffe, che porta subito dalla Serie C2 alla Serie C1 ottenendo il secondo posto in campionato. Il debutto come allenatore nel calcio professionistico arriva l'8 settembre 1991 in Leffe-Novara (1-3).[2] Nella seconda ed ultima stagione al Leffe porta la squadra al quarto posto della terza serie.

Dal 1993 al 1995 è alla guida dell'Hellas Verona, ottenendo il 12º ed il 10º posto in Serie B. Nel 1995-1996 dirige per una stagione il Cosenza, ottenendo l'11º posto in Serie B.

Nella stagione 1996-1997 vive con il Piacenza la sua prima esperienza in Serie A riuscendo ad ottenere la salvezza dopo uno spareggio contro il Cagliari.[3] L'anno successivo rimane nella massima serie sedendosi sulla panchina del Napoli, società che lo esonera dopo la quinta giornata dopo aver ottenuto una vittoria, un pareggio e tre sconfitte; è il primo di quattro allenatori durante la stagione partenopea, conclusa con la retrocessione.

In seguito diventa l'allenatore dell'Atalanta in Serie B (sesto posto) tornando in nerazzurro dopo l'esperienza da giocatore. Quindi vive due stagioni in cadetteria di nuovo con il Cosenza (rispettivamente undicesimo e ottavo posto).

Nel 2001-2002 diventa l'allenatore del Palermo sotto la presidenza di Franco Sensi, ottenendo il decimo posto in campionato. Debutta sulla panchina rosanero il 12 agosto 2001 nella vittoria casalinga per 3-0 sul Livorno nella prima giornata della prima fase di Coppa Italia. A fine stagione, liberato da Sensi, lascia la società palermitana.[4]

Il 19 giugno 2002 viene ingaggiato dalla Reggina[5] tornando così ad allenare in Serie A. L'8 novembre seguente viene esonerato insieme ai suoi collaboratori De Cicco e Piacentini.[6] Nella stagione seguente è sulla panchina del Messina, con cui si lega fino al 2007,[7] conquistando la promozione in Serie A dopo il terzo posto in campionato. Confermato alla guida dei peloritani, nella stagione 2004-2005 ottiene uno storico 7º posto in Serie A, mentre l'anno successivo viene esonerato dall'incarico il 26 marzo 2006,[8] dopo la 31ª giornata, con la squadra al terzultimo posto con 28 punti; viene sostituito da Giampiero Ventura,[9] il quale non riesce ad evitare la retrocessione.

Il 13 febbraio 2007 viene ingaggiato dal Modena,[7] riuscendo a salvare la squadra dalla retrocessione e terminando la stagione al 15º posto nella Serie B. Il 20 aprile 2008, con la squadra ai limiti della zona retrocessione, viene sollevato dall'incarico e sostituito da Daniele Zoratto.[10]

L'8 dicembre 2008 subentra sulla panchina della Salernitana al posto dell'esonerato Fabrizio Castori.[11] Dopo cinque gare da tecnico granata, il 24 gennaio 2009, viene a sua volta sollevato dall'incarico in seguito alla sconfitta di Sassuolo (0-1) e sostituito dal suo predecessore.[12]

L'11 gennaio 2010 viene ufficializzato il suo ritorno sulla panchina dell'Atalanta,[13] in sostituzione del dimissionario Antonio Conte. La stagione si conclude con la retrocessione della squadra, ed il 15 giugno 2010 gli subentra Stefano Colantuono.[14]

Il 10 febbraio 2011 viene ufficializzato l'ingaggio dal Bari, ultimo in classifica in Serie A, sostituendo l'esonerato Giampiero Ventura (ai tempi del Messina fu quest'ultimo a sostituire Mutti); il contratto è valido fino alla fine della stagione,[15] con opzione per l'anno successivo legato ai risultati.[16] La squadra non riesce comunque a salvarsi e la matematica retrocessione in Serie B arriva il 23 aprile 2011 dopo la sconfitta per 0-1 con la Sampdoria. A fine stagione Mutti lascia il panchina dei galletti e il 15 giugno 2011 gli subentra Vincenzo Torrente.[17]

Il 19 dicembre seguente subentra a Devis Mangia sulla panchina del Palermo,[18] tornando nel capoluogo siciliano dieci anni dopo, stavolta sotto la presidenza di Maurizio Zamparini.[19] Con il sodalizio siciliano firma un contratto fino a fine stagione,[20] portando con sé il vice da tempo Mauro Di Cicco e i collaboratori Renato Scarpellino e Giambattista Piacentini. Il secondo debutto sulla panchina del Palermo arriva due giorni dopo, pareggiando per 2-2 in casa del Novara per il recupero della prima giornata di campionato rinviata dopo lo sciopero dei calciatori; queste sono state le prime reti in trasferta, alla nona partita fuori casa, del campionato del Palermo.[21] A fine stagione il contratto con i siciliani non viene rinnovato e quindi Mutti lascia la squadra.

Coinvolto nell'inchiesta del calcioscommesse come allenatore del Bari, il 26 luglio 2012 viene deferito dal procuratore federale Stefano Palazzi per omessa denuncia.[22] Il 3 agosto successivo viene avanzata per lui la proposta di quattro mesi di squalifica,[23] poi patteggiati.[24]

Il 28 settembre 2013 subentra all'esonerato Dario Marcolin sulla panchina del Padova.[25] Il 2 febbraio 2014, a seguito della sconfitta per 4-1 contro il Carpi, viene sollevato dall'incarico, dopo aver collezionato un punto in cinque partite.[26]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Atalanta: 1981-1982
Atalanta: 1983-1984

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elio Corbani; Pietro Serina, Cent'anni di Atalanta, vol. 2, SESAAB, 2007.
  2. ^ Una serata speciale Palermocalcio.it
  3. ^ Stagione 1996-1997 Storiapiacenza1919.it
  4. ^ Sensi vende al migliore offerente. Mutti va ad allenare la Reggina ricerca.repubblica.it
  5. ^ Reggina: oggi verrà presentato Mutti Tuttomercatoweb.com
  6. ^ Reggina: esonerato Mutti, si attende l'annuncio di De Canio Tuttomercatoweb.com
  7. ^ a b Ufficiale: Bortolo Mutti è il nuovo allenatore del Modena Tuttomercatoweb.com
  8. ^ Ufficiale: il Messina esonera Mutti Tuttomercatoweb.com
  9. ^ Ufficiale: Ventura nuovo allenatore del Messina Tuttomercatoweb.com
  10. ^ UFFICIALE: Modena, via Mutti. Torna Zoratto Tuttomercatoweb.com
  11. ^ Ufficiale: Salernitana, ecco Mutti Tuttomercatoweb.com
  12. ^ Ufficiale: clamoroso a Salerno, via Mutti e torna Castori Tuttomercatoweb.com
  13. ^ Lino Mutti allenatore dell'Atalanta Ecodibergamo.it
  14. ^ Via Giacobazzi e Osti, e in panchina torna Colantuono Bergamonews.it
  15. ^ Bari-Ventura: separazione consensuale Asbari.it
  16. ^ Esclusiva TMW - Mutti-Bari: i dettagli dell'accordo Tuttomercatoweb.com
  17. ^ Torrente: un anno di contratto Asbari.it
  18. ^ È Mutti il nuovo allenatore Palermocalcio.it
  19. ^ Giornale di Sicilia, 20 dicembre 2011.
  20. ^ Palermo, per Mutti contratto fino a fine stagione Tuttopalermo.net
  21. ^ Novara-Palermo 2-2 Palermocalcio.it
  22. ^ SCOMMESSE: CONTE EVITA L'ILLECITO sportmediaset.mediaset.it, 26 luglio 2012
  23. ^ Scommesse, 2 anni a Masiello. Quattro mesi a Bortolo Mutti Ecodibergamo.it
  24. ^ "Tre anni e sei mesi a Bonucci", sportmediaset.mediaset.it, 3 agosto 2012. URL consultato il 7 agosto 2012.
  25. ^ "Comunicato Ufficiale: sollevato dall'incarico Dario Marcolin, guida tecnica affidata a Bortolo Mutti", Padovacalcio.it, 28 agosto 2013. URL consultato il 28 agosto 2013.
  26. ^ Interrotto il rapporto di collaborazione con mister Mutti, Padovacalcio.it, 2 febbraio 2014. URL consultato il 2 febbraio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]