Associazione Calcio Pisa 1909

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A.C. Pisa 1909
Calcio Football pictogram.svg
Acpisastemma.png
Rossocrociati, Neroazzurri
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Nero e Blu con colori di Pisa.png Nero-Azzurro
Bandiera Rossocrociata Pisa.png Rosso crociato
Dati societari
Città Pisa
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro
Fondazione 1909
Rifondazione 1994
Rifondazione 2009
Presidente Italia Carlo Battini
Allenatore Italia Piero Braglia
Stadio Arena Garibaldi - Romeo Anconetani
(14.869 posti)
Sito web www.pisachannel.tv
Palmarès
Titoli nazionali 1 Campionati di Serie B
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
Trofei internazionali 2 Coppe Mitropa
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Associazione Calcio Pisa 1909, nota semplicemente come Pisa, è una società calcistica italiana con sede nella città di Pisa.

Ha rilevato il Pisa Calcio, dopo che nel luglio 2009 era stato escluso dalla Covisoc dai campionati professionistici, iscrivendosi al torneo di Serie D; il Pisa Calcio a sua volta, nel luglio 1994 aveva rilevato il Pisa Sporting Club a seguito d'un fallimento per dissesto finanziario. Milita in Lega Pro, il terzo livello del campionato italiano.

Fu fondata nel 1909. Nei campionati a girone unico conta 7 partecipazioni in Serie A e 31 in Serie B. Nel 1920-21 ha partecipato alla finale-scudetto. Ha vinto due Coppe Mitropa e una Coppa Italia Lega Pro. I colori sociali sono il nero e l'azzurro.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La nascita del Pisa Sporting Club: le origini e la finalissima scudetto[modifica | modifica sorgente]

Il calcio a Pisa comparve per la prima volta nell'inverno del 1908, sul prato della piazza di San Paolo a Ripa d'Arno, dove alcuni ragazzi cominciarono a dar calci ad una palla di stracci, tra due porte create con giacche e cappotti.[1] Quegli stessi ragazzi fondarono poco dopo la Società Sportiva Etruria, avente per divise alcune camicie biancorosse in onore dei colori del gonfalone cittadino, e iniziarono a usare come campo di gioco il prato del Duomo e la Piazza d'Arme. La prima partita "ufficiale" avvenne proprio in quell'anno contro una compagine livornese, la Libertas: nel campo labronico di Piazza Orlando i padroni di casa si imposero per 5-0.

Giocatori della neonata società nel 1909

Nell'aprile dell'anno successivo, il 1909, quel gruppo di giovani studenti universitari pisani cambiarono il nome alla società, creando il Pisa Sporting Club.[2] Il nome della nuova società venne proposto da Marino Scotti, uno dei fondatori, mentre i colori sociali, inizialmente biancorossi in omaggio ai colori del gonfalone cittadino, divennero definitivamente nerazzurri l'anno successivo in onore dell'Inter vincitrice dello scudetto 1909-10[3] e su suggerimento del segretario Ferruccio Giovannini.

In città esisteva a quel tempo un'altra società calcistica,[4] il Pisa FootBall Club, costituita da alcuni studenti universitari: indossava casacche granata e giocava nel prato del Velodromo Stampace. Per evitare confusione con l'altra neonata squadra, il Pisa F.B.C. mutò il proprio nome in Alfea F.B.C.. Nacque subito una forte rivalità tra le due compagini, finché non fu deciso di organizzare uno scontro per scegliere l'unica squadra che avrebbe avuto l'onore di rappresentare la città pisana: vinse la squadra più giovane, l'Alfea venne sciolta e alcuni dei suoi giocatori andarono a completare l'organico del Pisa S.C.

I primi giocatori del Pisa Sporting Club furono, quindi, innanzitutto studenti: ai fondatori si aggiunsero col tempo anche alcuni stranieri, come il francese Romieux e gli inglesi Emery e Schmidt, tutti fantini. La squadra iniziò a partecipare a competizioni con rappresentative dei capoluoghi vicini, ottenendo il primo successo nel 1911 in un torneo quadrangolare, sconfiggendo la Spes e la Virtus di Livorno e il Lucca F.B.C.. Il campo di allenamento e di gioco, dopo le soluzioni iniziali tra cui il Velodromo Stampace, venne realizzato dagli stessi giocatori nei pressi della Cittadella: il campo dell'Abetone, tuttora esistente e utilizzato dalla compagine femminile.

La squadra nerazzurra durante il torneo del 1911

Nel novembre del 1914, sotto la guida del nuovo Presidente Giacomo Picchiotti, cominciò l'attività ufficiale del Pisa S.C. con l'iscrizione alla Coppa Federale Toscana. In quegli anni il Pisa S.C. dominò sulle altre squadre toscane (Firenze FBC, Livorno, Lucchese, AC Viareggio, Prato, Libertas Firenze, S.S. Gerbi Pisa, società quest'ultima di cui si sono perse definitivamente le tracce al termine della stagione 1921-22), il 23 maggio 1915 il Pisa arriva in finale del campionato toscano contro il Firenze FBC, giocò la finale d'andata a Pisa persa per 11-1, la sfida di ritorno non venne mai disputata a causa dell'inizio della guerra. Conquisto cinque titoli di Toscana consecutivi dal 1914 al 1921 (dal 1916 al 1919 le attività furono sospese a causa della prima guerra mondiale), ma non riuscì ad andare oltre la poule per il titolo Centro-Meridionale.

Il 26 ottobre 1919 fu inaugurato il nuovo stadio, l'Arena Garibaldi, e nella stagione successiva il Pisa S.C. si presentò con una squadra forte, una società competente, un impianto sportivo moderno e capiente,[5] ma soprattutto l'ingaggio del grande allenatore József Ging, ex-capitano della nazionale ungherese. Nonostante la squadra favorita per la vittoria del titolo regionale fosse l'U.S. Livorno, che rimase in prima posizione per gran parte del campionato, nella partita decisiva disputata all'Arena Garibaldi, il Pisa superò il Livorno per 3-0 aggiudicandosi così la Coppa Toscana per la quinta volta consecutiva.

Entrambe le squadre passarono alla fase interregionale con il Naples e la Bagnolese e si dimostrarono nettamente più forti delle squadre campane, ritrovandosi in finale per il titolo centro-meridionale il 3 luglio 1921 a Bologna. Moltissimi tifosi partirono per Bologna e spinsero la squadra allo storico successo sugli amaranto: Pisa S.C. - U.S. Livorno 1-0.

Una formazione della squadra vice-campionessa d'Italia nel 1921

Il Pisa S.C., neocampione Centro-Meridionale disputò la finalissima per il titolo italiano contro la fortissima e pluriscudettata Pro Vercelli, ma il 24 luglio 1921 a Torino non bastò una strepitosa prestazione del portiere neroazzurro Gianni a contrastare i piemontesi: la Pro Vercelli batté il Pisa per 2-1. Inoltre la partita non fu preparata al meglio dagli uomini di Ging ancora storditi dai festeggiamenti avuti all'Arena il giorno precedente, che influirono sulla prestazione globale della squadra. Ad esempio Poggetti, un terzino, si sentì male durante il viaggio in treno. Anche a fronte di un bruttissimo fallo di Rampini, mastino della Pro Vercelli, su Gnerucci, costretto ad uscire dal campo con una tibia fratturata, il Pisa sporse reclamo a fine gara, che tuttavia fu respinto. Questa la mitica formazione pisana: Gianni, Bartoletti, Giuntoli, Gnerucci, Tornabuoni, Viale, Merciai, Colombari, Corsetti, Sbrana, Pera.

Dagli anni venti agli anni cinquanta[modifica | modifica sorgente]

A partire dalla stagione 1921-1922, a seguito della riforma dei campionati, vi fu l'istituzione della Prima Divisione a due gironi, ed il Pisa fu inserito nel girone B. Per quattro anni la squadra guidata da Ging ottenne ottimi risultati, piazzandosi rispettivamente al terzo, quarto, sesto e quinto posto; questo grazie anche agli innesti di giocatori come Giovanni Moscardini o il portiere Dovichi. Sebbene il Pisa di quegli anni fosse una delle squadre più forti d'Italia, non ci fu mai il giusto spunto per vincere il girone. Ciò nonostante, il vivaio nerazzurro fu capace di "sfornare" molti giocatori promettenti, tra cui ricordiamo i futuri nazionali Enrico Colombari, Mario Gianni e Sergio Bertoni, nonché il capocannoniere Danilo Sbrana.

Nel campionato 1925-26, in seguito all'abbandono dell'allenatore Ging e alla cessione avventata di alcuni giocatori, la squadra non si dimostrò all'altezza e retrocesse per la prima volta in Prima Divisione (l'attuale Serie B). Nei primi due anni di Prima Divisione il Pisa si piazzò al 13º posto, riuscendo a salvarsi nelle ultime giornate. Nella stagione 1928-29, in seguito ad un'ulteriore riforma dei campionati, la conquista del 5º posto finale non bastò ad evitare la retrocessione nella neonata Serie C, in cui la squadra militò per quattro stagioni disputando campionati di centro-classifica.

Nel frattempo l'Arena Garibaldi era stata trasformata in un moderno e razionale campo sportivo in grado di accogliere fino a 7.000 spettatori. Anche a Pisa, come altrove, era infatti la locale federazione fascista a finanziare e sostenere il fenomeno sportivo, quello calcistico in particolare, grazie soprattutto all'attivo impegno dell'allora presidente neroazzurro, il vicefederale Biscioni. Il nuovo stadio venne ribattezzato Campo del Littorio e fu inaugurato dal vescovo Ercoleni Attuori l'8 ottobre 1931 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III (assiduo frequentatore della tenuta di San Rossore); fu realizzato su progetto di due ingegneri pisani, Federigo Severini e Giulio Buoncristiani, che intesero conferire alla nuova struttura una linea architettonica tipicamente toscana, sobria e misurata per evitare inopportuni contrasti con le meraviglie della vicina Piazza dei Miracoli. Oltre alla tribuna coperta e alla gradinata gemella, l'impianto comprendeva la pista di atletica e i campi per il tennis e la pallacanestro.

Nel campionato 1933-34 la dirigenza costituì una rosa solida ed il nuovo allenatore, l'ungherese György Orth, ripagò la fiducia portando il Pisa al 2º posto e conquistando la possibilità di giocarsi la promozione in un quadrangolare di spareggio con Parma, Piacenza e Udinese. Nella finale disputata a Roma i neroazzurri batterono i friulani per 3 a 1 e tornarono in Serie B. Seguirono stagioni con esiti alterni fino alla sospensione, dal 1943 al 1946, dovuta alla seconda guerra mondiale.

Nella stagione 1947-48 la squadra concluse al 2º posto, ad un punto dal Palermo, il girone C di Serie B ma il torneo non fu omologato perché due giocatori della Nocerina affermarono di essere stati pagati dal Palermo per perdere la partita contro i rosanero. L'inchiesta fu comunque archiviata ed il Palermo fu promosso in Serie A, proprio ai danni del Pisa. La stagione 1951-52 segnò il ritorno in Serie C dopo 15 anni e, nel giro di due anni, i neroazzurri si ritrovarono nel campionato di IV Serie.

Nella stagione 1954-1955 la squadra si classificò al quinto posto. A metà della seguente stagione, di ritorno dalla trasferta di Fabriano, il pullman che trasportava il Pisa ebbe un incidente nel quale molti giocatori rimasero feriti, quindi impossibilitati a scendere in campo per diverso tempo. La società si vide allora costretta a disputare partite schierando giocatori del settore giovanile, e il campionato si concluse con un'altra retrocessione.[senza fonte] I nerazzurri si ritrovarono a giocare in Promozione.

La società si rinnovò ampiamente, il Presidente Enrico Ciaranfi ed il Segretario Antonio Bellani crearono uno staff competente, affidando al tecnico Umberto Mannocci una squadra "fatta in casa" ma molto solida che, inanellando una vittoria dopo l'altra, risvegliò l'entusiasmo della tifoseria. Il 2 giugno 1957, nell'ultima giornata di campionato, il Pisa secondo in classifica affrontò il Grosseto capolista.

Il match fu intenso e nervoso ma una rete di Ricoveri permise ai neroazzurri di imporsi per 1 a 0 e di conquistare quindi il meritato ritorno in IV Serie. Il Pisa S.C. vinse con largo margine anche il successivo campionato di IV Serie, riconquistando la Serie C.

La scalata fino alla Serie A negli anni sessanta[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 1963-64 fu eletto presidente Giuseppe Donati che rifondò completamente la struttura della squadra pisana, reduce da qualche buon anno in C, affidandola a Umberto Pinardi. Così, nella stagione successiva (1964-65) il Pisa vinse il campionato con Cervetto e Cosma capocannonieri del raggruppamento. Ironia della sorte, esattamente come tra quarantatré anni, dopo 13 anni la squadra tornò in Serie B.

Furono disputati due campionati di Serie B, dei quali il secondo (1966-67) fu il più travagliato con una salvezza all'ultima giornata in quel di Reggio Calabria, colta grazie a una doppietta di Mascetti che consentì al Pisa di ottenere un pareggio indispensabile.

Una formazione del Pisa 1968-1969

Nella stagione successiva, Donati si propose insieme al confermato allenatore Lucchi di portare a termine un campionato senza grosse sofferenze come quello appena trascorso. Con la vendita di pezzi pregiati come Mascetti e De Min, vennero acquistati Joan, Annibale, Manservisi, Mascalaito, Piaceri. Contrariamente a tutte le previsioni, quello del Pisa fu un campionato di vertice, che confluì con la trasferta prima di Venezia, e con una sconfitta non aiutata dai risultati degli altri campi, e poi dall'attesa dei risultati finali all'ultima giornata. Il campionato, infatti, essendo composto da 21 squadre, prevedeva un turno di sosta per ogni compagine, e al Pisa tale turno era toccato proprio all'ultima giornata. Migliaia di persone si raccolsero in città per ascoltare il finale di un tiratissimo Perugia-Bari, il cui pareggio sancì l'automatica promozione dei neroazzurri in Serie A.

Ma la Serie A, tanto sudata e faticosamente acquisita, rimase nella città della torre soltanto un anno. La squadra, non particolarmente rinnovata, non ottenne i risultati sperati e dopo la stagione 1968-1969 caratterizzata da 6 vittorie, 8 pareggi e 16 sconfitte (26 gol fatti e 44 subiti), il Pisa tornò nella serie cadetta. La formazione che nel 1967-1968 conquistò la Serie A era composta da Annibale, Ripari, Gasparroni, Barontini, Federici, Gonfiantini, Manservisi, Guglielmoni, Mascalaito, Joan, Piaceri. Sul fronte delle statistiche da segnalare che il primo punto del Pisa in Serie A arrivò alla quarta giornata, 1-1 in casa contro il Varese, cui fece immediato seguito la prima vittoria, Pisa-Atalanta 1-0 alla quinta.[6]

Gli anni bui[modifica | modifica sorgente]

Il Pisa si presentò ai nastri di partenza del campionato di Serie B del 1969-70 con la dichiarata volontà di tornare subito in Serie A. La squadra, affidata a Lauro Toneatto, esordì vincendo a Taranto per 2-0. Ma in seguito i neroazzurri alternarono belle vittorie a clamorose sconfitte. Toneatto fu costretto a dimettersi ed il successore Giuseppe Corradi portò la squadra al 7º posto in classifica. La delusione per la città fu cocente, la società si trovò nuovamente in difficoltà economiche e fu costretta ad una serie di cessioni. Così, nel successivo campionato di Serie B la squadra apparve nettamente indebolita e tornò in Serie C. La società era debole e senza grosse disponibilità economiche e i primi due anni di Serie C (1971-72 e 1972-73) furono molto difficili. Una parziale riscossa ci fu nel campionato 1973-74, con la squadra che conquistò un buon 6º posto. Da segnalare, in quel campionato, l'esplosione di Marco Tardelli, poi venduto al Como per un centinaio di milioni. Altri giocatori ebbero la stessa sorte, così la squadra risultò nettamente indebolita e nelle stagioni seguenti lottò per non retrocedere. La città era però ormai stanca, dopo sette campionati di Serie C, così il Presidente Rota mise la società sul mercato.

L'era Anconetani[modifica | modifica sorgente]

Nel 1978 si aprì una nuova era per il calcio pisano: la società fu acquistata da Romeo Anconetani, o più semplicemente Romeo (detto anche lo Sciamanno) per tutti i pisani, che divenne subito famoso come "ammazza-allenatori" ma anche come grande talent scout. Nel campionato 1978-79, nella neonata Serie C1, Romeo alternò alla guida del Pisa ben tre tecnici: Giampiero Vitali, Gianni Seghedoni e infine Pier Luigi Meciani che portò i neroazzurri, trascinati da Claudio Di Prete e Giorgio Barbana, a conquistare la Serie B dopo sette anni. Da ricordare la trasferta di Pagani, nell'ultima giornata, dove il Pisa fu seguìto da oltre 2.000 tifosi e si impose per 1 a 0. Anche nella stagione successiva, 1979-80 in Serie B, i tecnici furono tre: iniziò il confermato Meciani, sostituito poi da Sergio Carpanesi e da Beppe Chiappella che portò la squadra al 14º posto, con salvezza raggiunta solamente all'ultima giornata grazie all'1-0 sulla Sambenedettese con goal di Aldo Cantarutti.

La squadra del 1985-1986, retrocessa in Serie B ma vincitrice della Coppa Mitropa.

Dopo il settimo posto della stagione 1980-81, in quella successiva fu ingaggiato il giovane allenatore Aldo Agroppi: nonostante lo scetticismo degli addetti ai lavori l'obiettivo dichiarato era la promozione nella massima serie. Le vittorie nelle trasferte di Perugia, Reggio Emilia e Pescara dimostrarono che Anconetani ancora una volta aveva visto giusto e la squadra riconquistò la Serie A il 13 giugno 1982 dopo 13 anni di attesa.

La focosa personalità di Romeo Anconetani divenne in questi anni famosa in tutta Italia, e con essa anche la favola del Pisa, che dal 1982 al 1991 disputò 6 campionati di Serie A alternati a 3 promozioni dalla Serie B. Il miglior piazzamento in Serie A rimane l'11º posto della stagione 1982-83 con Luis Vinicio sulla panchina dei neroazzurri: 27 punti frutto di 8 vittorie, 11 pareggi ed 11 sconfitte, 27 gol fatti ed altrettanti subiti. Purtroppo il Pisa non si ripeté la stagione successiva. Nella storica e decisiva trasferta contro il Milan, nella quale raggiunsero lo stadio di San Siro ben 10.000 tifosi pisani con 5 treni speciali e 30 pullman, i rossoneri si imposero per 2-1 con reti di Antonio Criscimanni, Oscar Damiani e Luther Loide Blissett (quest'ultimo autore giusto al Pisa dei suoi unici due gol stagionali e per questo ribattezzato il quinto moro) e per il Pisa fu di nuovo Serie B.

Il capitano nerazzurro Klaus Berggreen e il presidente Romeo Anconetani con la prima Mitropa Cup vinta dal club toscano.

Anconetani non si perse d'animo e creò immediatamente un buon gruppo che, sotto la regia di Gigi Simoni, vinse il campionato cadetto del 1984-85 insieme al Lecce. Seguì un solo anno di Serie A (1985-86): il Pisa, allenato da Vincenzo Guerini, sembrava essere ormai salvo ma nel finale di stagione i neroazzurri ebbero un inspiegabile calo che portò la squadra al 14º posto (decisive le ultime 3 sconfitte consecutive con Roma, Verona e Fiorentina), quindi nuovamente in Serie B. Ma nella stessa stagione il Pisa conquistò la sua prima Coppa Mitropa: nel novembre del 1985, all'Arena Garibaldi i neroazzurri sconfissero gli ungheresi del Debreceni VSC per 2-0 con reti di Wim Kieft e Stefano Colantuono dopo aver superato nella partita di qualificazione i cechi dell'Olomouc per 1-0 (rete di Klaus Berggreen).

Nella stagione 1986-87 la squadra fu di nuovo affidata a Simoni, un idolo della tifoseria, che dopo un campionato avvincente compì il miracolo in una giornata che entrò nella storia della società: la trasferta di Cremona. Ai neroazzurri serviva la vittoria, necessaria per scavalcare i grigiorossi in classifica e conquistare così la promozione. La squadra fu seguita da 6.000 tifosi, che la spinsero ad un clamoroso successo per 2 a 1 grazie anche ad una grande prova di Lamberto Piovanelli che siglò il raddoppio dopo il goal iniziale di Claudio Sclosa su rigore.

Il successivo campionato di Serie A (1987-88) si concluse con una bella salvezza conquistata dal gruppo che era stato affidato al tecnico Giuseppe Materazzi. La squadra si classificò al 13º posto grazie anche alla vittoria per 2-0 sul Torino nell'ultima giornata, con una doppietta del difensore Mario Faccenda. Quella stagione sarà anche ricordata per il goal che Carlos Dunga (capitano del Brasile ai Mondiali di Francia '98) segnò da centrocampo nella porta di Walter Zenga nella partita Pisa-Inter vinta per 2 a 1. Fu inoltre conquistata di nuovo la Coppa Mitropa: il 30 maggio 1988 all'Arena Garibaldi, ancora una volta una squadra ungherese, il Vàci Izzó uscì sconfitta nella finale finita 3 a 0, regalando così il secondo trofeo internazionale alla bacheca nerazzurra.

Il Pisa della stagione 1989-1990, che conquisto l'ultima promozione in massima serie dei nerazzurri.

Nella stagione 1988-89 la squadra non riuscì a ripetersi, raggiundo la semifinale di Coppa Italia ma disputando una stagione deludente. Il Pisa però riconquistò subito la Serie A, anche se il campionato successivo (1990-91) fu l'ultimo torneo disputato nella massima serie dalla formazione pisana. Alla guida della squadra fu chiamato il tecnico rumeno Mircea Lucescu. Dopo un buon avvio (alla seconda giornata condivide il primo posto con Inter e Milan) la squadra precipita in classifica; non bastano la vena realizzativa della coppia-goal formata da Michele Padovano e Lamberto Piovanelli (19 reti realizzate delle 34 totali) e la sostituzione di Lucescu con Luca Giannini, ed il Pisa salutò la Serie A. In squadra fanno il loro esordio nel calcio italiano Diego Pablo Simeone e Josè Chamot. I neroazzurri disputarono due campionati in Serie B dai risultati deludenti, nonostante la presenza di giocatori come Christian Vieri, Marco Ferrante, Lorenzo Scarafoni e Roberto Muzzi e il terzo campionato, stagione 1993-94, retrocesse perdendo lo spareggio contro l'Acireale (ai calci di rigore) e ciò determinò l'amara fine del Pisa Sporting Club.

La squadra retrocesse e si trovò di colpo in grosse difficoltà economiche a causa dell'inaspettata retrocessione. Fu costruita una nuova squadra ma Romeo Anconetani non riuscì a far fronte al deficit finanziario, così nell'agosto del 1994 il Pisa Sporting Club non fu ammesso al campionato e la città sprofondò nel più profondo sconforto.

La caduta e la nascita del Pisa Calcio[modifica | modifica sorgente]

Quella del 1994 fu un'estate drammatica. Il calcio a Pisa sarebbe sparito se non si fosse costituita subito una nuova società. Dopo interminabili giorni di attesa, alcuni volenterosi personaggi locali iscrissero una nuova società, l'A.C. Pisa, al campionato regionale di Eccellenza. La nuova squadra fu approntata in breve tempo e non fu in grado di lottare per la promozione, concludendo all'8º posto, fra mille difficoltà di carattere burocratico e finanziario.

Logo Pisa Calcio 1994-2009

Una nuova pagina dello sport cittadino si aprì quando il gruppo composto da Roberto Posarelli, Enrico Gerbi e Bruno Meliani fondò il Pisa Calcio 1995 che, per le garanzie offerte dalla società, fu ripescato nell'agosto 1995 nel Campionato Nazionale Dilettanti. All'allenatore Luciano Filippi fu affidato un gruppo che annoverava anche due giocatori molto esperti quali Gianluca Signorini e Davide Lucarelli. Il Pisa approdò alla Serie C2 con la memorabile vittoria finale contro il Viareggio per 2 a 0.

Il ritorno in Serie B[modifica | modifica sorgente]

Dopo tre stagioni i nerazzurri tornarono in Serie C1: sotto la guida di Francesco D'Arrigo, la squadra concluse infatti il campionato di Serie C2 1998-1999 in testa con 9 punti di vantaggio sulla seconda classificata (anche se durante la stagione il vantaggio era arrivato ad un massimo-record di ben 18 punti). La stagione successiva (1999-00) poteva essere quella del "grande slam", ma la gioia per la conquista della Coppa Italia Serie C passò in secondo piano dopo la sconfitta ai Play-off in semifinale per opera del Brescello. Gli emiliani si dimostrarono più cinici e il goal-vittoria di Massimiliano Vieri all'ultimo minuto della gara di ritorno eliminò i nerazzurri (1-1 all'andata in Emilia) che abbandonarono il sogno della Serie B. Il nuovo millennio segna la fine dell'era Posarelli-Gerbi. Dopo due campionati abbastanza anonimi conclusi entrambi all'11º posto, il 14 maggio del 2002, il Pisa Calcio passa di mano e viene acquistato da Maurizio Mian, il quale si è alternato alla presidenza con la madre Maria Gabriella Gentili fino al 2005. Nonostante un grande dispendio economico, i nerazzurri non sono riusciti a salire di categoria, neanche nella stagione 2002-03: la squadra, allenata da Giovanni Simonelli, ha perso la Serie B ai supplementari della finale di ritorno dei play-off nella trasferta di Bergamo contro l'AlbinoLeffe.

Le due stagioni successive (2003-04 e 2004-05) non hanno regalato ai pisani le emozioni sperate e anche la famiglia Gentili-Mian ha deciso di cedere la mano. Il 1º luglio 2005 è ufficialmente avvenuto il passaggio al nuovo proprietario Leonardo Covarelli, imprenditore immobiliare perugino, il quale, affidandosi a uomini di calcio come Giuseppe Accardi e Roberto Onorati, ricostruisce sostanzialmente da zero la squadra, puntando su giovani emergenti di categoria inferiore e su Manuele Domenicali, allenatore che aveva vinto il precedente campionato di Serie C2 con il Gela. I risultati sono disastrosi subito: Accardi e Onorati vengono allontanati dopo poche giornate, così come verranno allontanati ben tre allenatori e alcuni medici sportivi della squadra. Il Pisa concluderà il campionato al 15º posto e riuscirà a mantenere la categoria solo dopo i Play-out e grazie ad un gol di Eddy Baggio al 98' della finale di ritorno, in casa contro la Massese.

L'Arena Garibaldi-Romeo Anconetani

All'inizio della successiva stagione, 2006-07, la società si affida ad un allenatore esperto come Piero Braglia e a giocatori esperti di categoria. Il portiere Christian Puggioni (venduto alla Reggina a gennaio) rimane imbattuto per 594 minuti in campionato, e durante l'intero girone d'andata subisce soltanto 5 gol, stabilendo un record stagionale a livello europeo. Dopo un campionato combattuto, il Pisa conclude la stagione regolare al terzo posto, dietro a Grosseto e Sassuolo. In semifinale play-off i pisani affrontano il Venezia, pareggiando 1-1 nella gara di andata in casa dei lagunari. Nella gara di ritorno, il Pisa supera la squadra veneta per 3-1 e guadagna la finale contro il Monza, vittorioso sul Sassuolo. La domenica successiva il Pisa è impegnato nella difficile trasferta di Monza, che si conclude con una sconfitta per 1-0. La partita di ritorno (giocatasi Domenica 17 giugno 2007, giorno di San Ranieri, patrono della città), finisce 1-0 ai tempi regolamentari, costringendo le squadre ai supplementari, che terminano 2-0 per il Pisa il quale torna così in B dopo 13 anni di assenza.

Per la stagione 2007-08 in cadetteria la squadra ingaggia l'allenatore Giampiero Ventura. Il 2007 si chiude con il Pisa a 38 punti, anche grazie all'ottima forma di José Ignacio Castillo e Alessio Cerci, secondo in classifica nel girone di andata di Serie B insieme al Lecce, alla spalle del Bologna capolista con 39 punti, e con l'ingresso in società dell'imprenditore Andrea Bulgarella, che rilevava il 50,2% del pacchetto azionario del Pisa Calcio per ricederla pochi mesi dopo allo stesso Covarelli da cui l'aveva acquistata. Domenica 25 maggio 2008 (con una giornata d'anticipo) il Pisa raggiunge la certezza aritmetica di disputare i Play-off per la promozione in Serie A. I nerazzurri, piazzatisi al sesto posto, affrontano in semifinale il Lecce, terzo classificato. Nella gara di andata il Pisa, allo Stadio Anconetani, esce sconfitto per 1-0 perdendo anche nel ritorno (per 2-1). Il Pisa resta, dunque, in Serie B. Il 18 giugno 2008, esattamente un anno dopo la storica promozione in Serie B ed esattamente dopo tre anni dal suo insediamento alla presidenza della società toscana il presidente Leonardo Covarelli acquista il Perugia Calcio (squadra della sua città di origine), e nemmeno un mese dopo, esattamente il 10 luglio, cede il pacchetto azionario della società nerazzurra all'imprenditore romano Luca Pomponi. La stagione calcistica 2008-09 sarà il 32º campionato di Serie B nella storia del Pisa, nonché quella del centenario. Grazie al buon lavoro e all'entusiasmo del neo-presidente vengono sottoscritti 7.505 abbonamenti battendo il record dell'anno precedente.

La retrocessione e l'esclusione dal professionismo nell'anno del centenario[modifica | modifica sorgente]

La stagione 2008-2009 è l'anno del centenario. Viene confermato sulla panchina pisana Giampiero Ventura e la squadra parte con l'obiettivo play-off. L'inizio di campionato è, però, deludente, tanto che la squadra perde le prime due partite subendo cinque gol e segnandone soltanto due. La stagione non continua altrettanto bene, la squadra non riesce mai ad entrare in zona play-off tranne che nella giornata in cui sconfigge l'Empoli per 3-0 entrando al quarto posto. Anche se durante il campionato ottiene vittorie importanti contro il Parma per 2-1, nel derby con il Livorno sempre per 2-1 o con l'Empoli per 2-0, Ventura è esonerato a seguito di cattivi risultati consecutivi e al suo posto è chiamato Bruno Giordano. La squadra non si riprende, anzi è in caduta libera e dopo la sconfitta interna per 1-3 contro il Piacenza, precipita al quart'ultimo posto a due giornate dalla fine. I tifosi rimpiangono Ventura e contestano fortemente i giocatori, rei di guidare la gloriosa società pisana verso il baratro. All'ultima giornata il Pisa (in superiorità numerica e incitato ininterrottamente dal numerosissimo pubblico pisano) perde in casa per 1-0 contro il Brescia e chiude al ventesimo posto anche in virtù dei risultati degli altri campi, tutti sfavorevoli al Pisa che retrocede direttamente in Lega Pro: si conclude così una stagione fallimentare in cui il Pisa non era mai stato in zona retrocessione ma vi è piombato, definitivamente, al 94º minuto dell'ultima giornata.

Azione di gioco durante la partita col Rimini: rigore di Gaël Genevier.

Dopo pochi giorni da questo amaro epilogo il presidente Luca Pomponi annuncia di non ritenersi in grado di affrontare il prossimo campionato, mettendo a forte rischio addirittura l'iscrizione allo stesso e facendo tornare nei tifosi l'incubo del fallimento del 1994. La società Pisa Calcio SpA è posta ufficialmente in vendita, totalmente o anche per quote, con il sindaco della città disposto a fare da tramite. Entro il 30 giugno 2009 occorreranno per l'iscrizione al campionato 2009/2010 circa 2.750.000,00 euro mentre il presidente attuale può disporre di circa 1.100.000,00-. È corsa contro il tempo e viene aperta la campagna abbonamenti (con garanzia di rimborso in caso di fallimento) per cercare in 5 giorni di introitare circa 1.000.000,00 di euro che abbinati a sperati proventi di cessione giocatori potrebbero essere risolutivi. Intanto dalle pagine del quotidiano Il Tirreno si apprende di un consiglio comunale straordinario (su richiesta dell'opposizione) nel quale verrà discusso il coinvolgimento di realtà imprenditoriali locali (la Piaggio di Colaninno per esempio) nella seguitissima operazione di salvataggio della gloriosa società calcistica toscana. Il tempo passa senza novità di rilievo e le scadenze per evitare il peggio si avvicinano inesorabili.

Il 15 giugno 2009 Luca Pomponi in assenza di compratori apre ufficialmente una sottoscrizione popolare per donazioni a fondo perduto e/o abbonamenti nel tentativo di ricevere una forte spinta economica per poter garantire l'iscrizione della società al prossimo campionato. Il garante pisano dell'operazione Avv. Andrea Bottone ha assunto l'impegno pubblico alla restituzione di tutti i soldi ricevuti nel malaugurato caso che il tentativo di iscrizione fallisca. Il 9 luglio la Covisoc esclude il Pisa dal campionato di Lega Pro Prima Divisione per una carenza patrimoniale di 5 milioni e trecentoventinovemila euro e in più 12,4 milioni di debito del bilancio con 3 milioni di crediti. La società ha tempo fino all'11 luglio per presentare il ricorso altrimenti la Covisoc decreterà la seconda bocciatura il 14 luglio ma l'11 luglio si conclude con un nulla di fatto. Il Pisa Calcio, a soli 15 anni dalla sua nascita (avvenuta dalle ceneri del Pisa Sporting Club nel 1994), viene escluso dai campionati per gravi inadempienze finanziarie e gravissime carenze patrimoniali.[7] I suoi giocatori vengono successivamente svincolati d'ufficio. Il 23 luglio il sindaco di Pisa Marco Filippeschi costituisce in comune una nuova società sportiva, chiamata AC Pisa 1909 con l'obiettivo di iscriverla al campionato di Serie D.[8] Il sindaco ha contestualmente avviato contatti con i soggetti imprenditoriali, appartenenti al territorio della provincia e non, che hanno manifestato l'intenzione di acquisire la società.[9]

L'AC Pisa 1909[modifica | modifica sorgente]

Il 7 agosto 2009 la neonata società "AC Pisa 1909" viene ceduta dall'amministrazione comunale pisana al gruppo Battini-Aringhieri-Camilli. A Carlo Battini (che sarà presidente e amministratore unico) va il 35%, a sua figlia Carla Battini il 9%, ad Umberto Aringhieri (che ricopre anche il ruolo di direttore generale) il 35%, e al presidente del Grosseto, Piero Camilli, il 20%. L'1% lo ha comprato l'avvocato Andrea Bottone in qualità di garante della tifoseria e lo "venderà" a un comitato che sarà creato ad hoc. L'11 agosto il Pisa viene iscritto nel girone D della Serie D 2009-2010, allestendo una squadra, sulla carta, molto competitiva. Gli abbonamenti sottoscritti dalla tifoseria locale supereranno le 3.000 unità. Vengono ingaggiati, tra gli altri, Lucas Maximilian Cantoro, Vitaliano Bonuccelli, Gianluca Porro, Alberto Francesconi e Marco Carparelli e Manuele Guzzo. Il 17 settembre l'assetto societario si evolve: con l'ingresso dell'avv. Enrico Valentini al quale va il 39%, esce di scena Carla Battini e si riducono al 20% sia la quota del presidente Carlo Battini che la quota del dg Umberto Aringhieri. Invariate le quote di Piero Camilli (20%) e Andrea Bottone (1%). Nella prima assemblea dei soci del 30 settembre, Carlo Battini è confermato presidente, Umberto Aringhieri viene nominato vice presidente, Enrico Valentini e Andrea Bottone vengono nominati consiglieri unitamente ai nuovi arrivati Roberto Cerboni e Fabrizio Berna. Viene inoltre nominato l'amministratore delegato nella figura del dr. Angelo Palmas il quale ricoprirà anche la carica di nuovo direttore generale.

Sul piano sportivo, nonostante abbia iniziato la preparazione in ritardo rispetto alle altre squadre, il Pisa parte bene e nelle prime 8 giornate ottiene ben 6 vittorie e 2 pareggi che lo conducono alla vetta solitaria del girone D della Serie D. Nelle tre partite successive però qualcosa si rompe ed arrivano la sconfitta interna con il Russi, un pareggio esterno 3-3 ed un nuovo ko sul campo del Carpi che fa scendere la squadra al quarto posto; quindi la sera del 1º novembre 2009, la dirigenza decide di esonerare mister Paolo Indiani e di sostituirlo con Stefano Cuoghi; già il 22 novembre seguente il Pisa torna da solo in vetta al girone e poi chiude in testa il girone d'andata. L'inizio del girone di ritorno è promettente e, anche grazie alla vittoria a tavolino per 0-3 contro il Riccione nella quale la squadra locale ha schierato un giocatore squalificato, la squadra inizia a tenere un discreto vantaggio sulle dirette inseguitrici.

Il 18 aprile 2010 la squadra conquista con largo anticipo la promozione in Lega Pro Seconda Divisione, segnando il rientro della città nel calcio professionistico dopo 9 mesi. Il 4 agosto il Pisa viene ripescato, dopo aver presentato la domanda con versamento di A/C di 400.000 euro e fideiussioni di 800.000 euro, in Lega Pro Prima Divisione insieme a Gela, Nocerina, Bassano, Paganese, Pavia, Siracusa e Barletta. Le otto società ripescate prendono il posto di sette società fallite di Lega Pro Prima Divisione e della Triestina ripescata in Serie B a causa della mancata iscrizione dell'Ancona. Il 29 novembre seguente, dopo che la squadra si era trovata al penultimo posto in classifica, la società ha deciso di esonerare mister Stefano Cuoghi per sostituirlo con Leonardo Semplici. Ma la guida del tecnico toscano non sortisce gli effetti sperati ed il 21 febbraio 2011 il club lo esonera,[10] chiamando al suo posto Dino Pagliari.[11] La squadra si classificherà al decimo posto in classifica.

Il 15 giugno 2011 Piero Camilli dichiara in un primo momento di voler cedere le sue quote e di non volersi interessare più del Pisa, il 30 giugno successivo fa dietrofront e chiede espressamente a Carlo Battini di cedergli le sue quote. Il 9 luglio la CO.VI.SOC. iscrive regolarmente la squadra al campionato di Lega Pro Prima Divisione per la stagione 2011-2012. Nel corso del campionato Battini rileva tutte le quote di Camilli ritrovandosi così come socio di maggioranza della società. A livello sportivo il Pisa nonostante abbia in rosa diversi giovani a dicembre si trova a ridosso della zona play-off, a gennaio però la squadra incappa in varie sconfitte e scende nella seconda metà della classifica. Il 14 febbraio 2012 viene esonerato mister Pagliari e chiamato al suo posto Alessandro Pane che otterrà il settimo posto finale, e porterà la squadra in finale di Coppa Italia Lega Pro dove viene sconfitta dallo Spezia.

Nel corso della stagione 2012-2013 la squadra parte forte e conquista la vetta solitaria all'undicesima e dodicesima giornata del girone di andata. Un progressivo calo di prestazioni e di sconfitte causano l'esonero dell'allenatore Alessandro Pane al quale subentra in panchina il mister Dino Pagliari. Grazie a lui il Pisa torna a scalare la classifica: la squadra vince sei partite di fila e si classifica al 5º posto in classifica, posizione che gli concede di accedere ai play-off già con una giornata di anticipo. Nei play-off il Pisa elimina il Perugia in semifinale grazie al 2-1 casalingo ed il 2-2 in trasferta; la finale, contro il Latina, classificato terzo al termine del campionato, vede sconfitta la compagine nerazzurra a fronte del risultato di pareggio per 0-0 in casa e del successivo 1-3 ai supplementari subìto in trasferta.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria dell'A.C. Pisa 1909
  • 1909: In aprile, fondazione del Pisa Sporting Club.
  • 1910: 3º nel girone Toscano finale di Terza Categoria.

  • 1911-12: Attività a carattere regionale. Ammesso al campionato di Prima Categoria.
  • 1912-13: 3º nel girone Toscano di Prima Categoria.
  • 1913-14: 6º nel girone Toscano di Prima Categoria.
  • 1914-15: 1º nel girone Toscano di Prima Categoria. Ammesso alla finale Italia Centro-Meridionale. Il campionato fu sospeso per eventi bellici col Pisa al 2º posto ad una gara dalla conclusione.
  • 1915-17: Si aggiudica per tre anni la Coppa Toscana indetta dal Comitato Regionale Toscano.
  • 1919-20: 2º nel girone A delle semifinali Sud della Prima Categoria.

  • 1920-21: Campione di Prima Categoria dell'Italia Centro-Meridionale battendo il Livorno. Perde la finalissima nazionale contro la Pro Vercelli.
  • 1922: Secessiona dalla FIGC per passare alla CCI.
  • 1921-22: 3º nel girone B della Prima Divisione C.C.I.
  • 1922-23: 4º nel girone A della Prima Divisione.
  • 1923-24: 6º nel girone B della Prima Divisione.
  • 1924-25: 5º nel girone A della Prima Divisione.
  • 1925-26: 11º nel girone A della Prima Divisione. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Prima Divisione Nord.
  • 1926-27: 8º nel girone C della Prima Divisione Nord, ex Seconda Divisione.
  • 1927-28: 8º nel girone C della Prima Divisione Nord.
  • 1928-29: 5º nel girone A della Prima Divisione Nord declassata al terzo livello per riforma dei tornei.
  • 1929-30: 11º nel girone A della Prima Divisione Nord.

  • 1930-31: 7º nel girone B della Prima Divisione.
  • 1931-32: 6º nel girone D della Prima Divisione.
  • 1932-33: 13º nel girone F della Prima Divisione.
  • 1933-34: 1º nel girone finale B della Prima Divisione dopo aver vinto lo spareggio con l'Udinese. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
  • 1934-35: 3º nel girone A della Serie B.
  • 1935-36: 5º in Serie B.
  • 1936-37: 5º in Serie B. Assume la denominazione di Associazione Calcio Pisa.
  • 1937-38: 6º in Serie B.
  • 1938-39: 12º in Serie B.
  • 1939-40: 12º in Serie B.

  • 1940-41: 14º in Serie B.
  • 1941-42: 7º in Serie B.
  • 1942-43: 5º in Serie B.
  • 1944: Pausa agonistica per la Seconda guerra mondiale; alla ripresa ripristina l'originaria denominazione di Pisa Sporting Club, iscrivedosi in C per problemi logistici ed economici.
  • 1945-46: 10º nel girone C della Serie C - Lega Nazionale Centro-Sud. Riammesso in B come da titolo sportivo acquisito nel 1943.
  • 1946-47: 16º nel girone B della Serie B dopo spareggio con l'Ancona.
  • 1947-48: 2º nel girone C della Serie B.
  • 1948-49: 9º in Serie B.
  • 1949-50: 9º in Serie B.

  • 1950-51: 12º in Serie B.
  • 1951-52: 18º in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C.
  • 1952-53: 8º in Serie C.
  • 1953-54: 16º in Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocesso in IV Serie.
  • 1954-55: 7º nel girone E della IV Serie.
  • 1955-56: 16º nel girone E della IV Serie. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione.
  • 1956-57: 1º nel girone C della Promozione Toscana. Green Arrow Up.svg Promosso in IV Serie.
  • 1957-58: 1º nel girone E dell'Interregionale Seconda Categoria. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C per delibera della FIGC.
  • 1959-59: 10º nel girone A della Serie C.
  • 1959-60: 15º nel girone B della Serie C.

  • 1960-61: 8º nel girone B della Serie C.
  • 1961-62: 3º nel girone B della Serie C.
  • 1962-63: 13º nel girone B della Serie C.
  • 1963-64: 3º nel girone B della Serie C.
  • 1964-65: 1º nel girone B della Serie C. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
  • 1965-66: 17º in Serie B.
  • 1966-67: 14º in Serie B.
  • 1967-68: 2º in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
  • 1968-69: 15º in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
  • 1969-70: 7º in Serie B.

  • 1970-71: 18º in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C.
  • 1971-72: 14º nel girone B della Serie C.
  • 1972-73: 13º nel girone B della Serie C.
  • 1973-74: 6º nel girone B della Serie C.
  • 1974-75: 16º nel girone B della Serie C.
  • 1975-76: 17º nel girone B della Serie C.
  • 1976-77: 5º nel girone B della Serie C.
  • 1977-78: 5º nel girone B della Serie C.
  • 1978-79: 2º nel girone B della Serie C. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
  • 1979-80: 14º in Serie B.


  • 1990-91: 16º in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
Finalista della Coppa Mitropa.
  • 1991-92: 6º in Serie B.
  • 1992-93: 8º in Serie B.
  • 1993-94: 17º in Serie B, dopo aver perso lo spareggio contro l'Acireale. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C1, il Pisa Sporting Club è dichiarato fallito per dissesto finanziario.
  • 1994: Viene fondata la nuova società che assume la denominazione di Associazione Calcio Pisa e viene affiliata al Comitato Regionale Toscano e iscritta in Eccellenza Toscana.
  • 1994-95: 8º nel girone A dell'Eccellenza Toscana. Assume la denominazione di Pisa Calcio. Ammesso al Campionato Nazionale Dilettanti (C.N.D.) per meriti sportivi.
  • 1995-96: 1º nel girone A del C.N.D. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C2.
  • 1996-97: 6º nel girone B della Serie C2.
  • 1997-98: 10º nel girone B della Serie C2.
  • 1998-99: 1º nel girone A della Serie C2. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C1.
  • 1999-00: 2º nel girone A della Serie C1. Perde la semifinale play-off col Brescello. Vince la Coppa Italia Serie C.

  • 2000-01: 11º nel girone A della Serie C1.
  • 2001-02: 11º nel girone A della Serie C1.
  • 2002-03: 4º nel girone A della Serie C1. Perde la finale playoff con l'AlbinoLeffe.
  • 2003-04: 8º nel girone A della Serie C1.
  • 2004-05: 9º nel girone A della Serie C1.
  • 2005-06: 15º nel girone B della Serie C1. Salvo dopo play-out contro la Massese.
  • 2006-07: 3º nel girone A della Serie C1. Vince la finale play-off con il Monza. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
  • 2007-08: 6º in Serie B. Perde la semifinale play-off con il Lecce.
  • 2008-09: 20º in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C1, il Pisa Calcio viene escluso dai professionisti dalla CO.VI.SOC. per dissesto patrimoniale.
  • 2009: Viene fondata una nuova società che assume la denominazione di A.C. Pisa 1909 e viene iscritta in soprannumero in Serie D.
  • 2009-10: 1º nel girone D della Serie D. Green Arrow Up.svg Promosso in Lega Pro Seconda Divisione. In seguito è ammesso in Lega Pro Prima Divisione a completamento organici.

Colori e simboli[modifica | modifica sorgente]

La squadra del 1982-1983 schierata in campo col secondo completo giallo dell'epoca; il colore riprende lo stemma della provincia di Pisa.[12]

Simboli ufficiali[modifica | modifica sorgente]

Mascotte[modifica | modifica sorgente]

"Vituperio" è la mascotte del Pisa, creata da due studenti dell'Istituto d'Arte della città toscana. È costituito da una personificazione della Torre di Pisa a braccia conserte, dall'aria arrabbiata e minacciosa e con la maglia di colore neroazzurro (colori sociali del Pisa Calcio). Il nome Vituperio è ripreso volutamente dall'invettiva contro Pisa del XXXIII Canto dell'Inferno di Dante Alighieri.

Strutture[modifica | modifica sorgente]

Stadio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Arena Garibaldi - Romeo Anconetani.

Società[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Dirigenti dell'A.C. Pisa 1909.

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Di seguito la cronologia di fornitori tecnici e sponsor del Pisa.

Acpisastemma.png
Cronologia degli sponsor tecnici
Acpisastemma.png
Cronologia degli sponsor ufficiali


Allenatori e presidenti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dell'A.C. Pisa 1909.
Acpisastemma.png
Allenatori
Acpisastemma.png
Presidenti


Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori dell'A.C. Pisa 1909.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

1984-1985
1999-2000

Competizioni interregionali[modifica | modifica sorgente]

1933-1934 (girone finale B)
1957-1958 (girone E)
1964-1965 (girone B)
1995-1996 (girone A)
2009-2010 (girone D)
1998-1999 (girone A)

Competizioni regionali[modifica | modifica sorgente]

1914-1915, 1919-1920, 1920-1921
1956-1957

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

1985-1986, 1987-1988

Altri piazzamenti[modifica | modifica sorgente]

secondo posto: 1920-1921
secondo posto: 1947-1948, 1967-1968, 1986-1987, 1989-1990
secondo posto: 1978-1979, 1999-2000
finale: 1989
finale: 2011-2012

Statistiche e record[modifica | modifica sorgente]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica sorgente]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria 1 1920-1921 13
Prima Divisione 5 1921-1922 1925-1926
Serie A 7 1968-1969 1990-1991
Prima Divisione 3 1926-1927 1928-1929 34
Serie B 31 1934-1935 2008-2009
Prima Divisione 5 1929-1930 1933-1934 36
Serie C 17 1945-1946 1977-1978
Serie C1 9 1978-1979 2006-2007
Lega Pro Prima Divisione 4 2010-2011 2013-2014
Lega Pro 1 2014-2015
IV Serie 3 1954-1955 1957-1958 6
Serie C2 3 1996-1997 1998-1999
Campionato Nazionale Dilettanti 1 1995-1996 2
Serie D 1 2009-2010

In 91 stagioni sportive disputate dall'esordio a livello nazionale nella finalissima del 24 luglio 1921. Sono escluse le annate 1956-57 e 1994-95, nelle quali il Pisa partecipò ai massimi tornei del Comitato Regionale Toscano, cui afferiva anche antecedentemente al 1920.

Campionati regionali

Tifoseria[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La tifoseria pisana, con 3100 abbonati, è stata statisticamente la più numerosa come pubblico della Serie D 2009-2010. Nella stagione 2007/08 è stata la seconda tifoseria in Serie B come numero d'abbonamenti (7.140 tessere) e presenze medie allo stadio (11.239 spettatori a partita) mentre nella stagione successiva 2008/09 è stata la seconda in Serie B come numero di abbonamenti (7.505 tessere) e la quarta come media-spettatori allo stadio (9.698 persone a partita).[13]

La Curva Nord Maurizio Alberti, dedicata ad un tifoso pisano morto in una trasferta a La Spezia a causa del ritardo nei soccorsi, ospita i gruppi ultras più importanti: gli "Svitati", i "Wanderers", gli "Sconvolts", i "Rangers" e i "Kapovolti", oltre ai gruppi della periferia tra i quali "Pontasserchio" e "Sant'Anna". La curva pisana è sostanzialmente politicizzata con estremismi di sinistra; il gruppo ultrà storico più importante, i Rangers, nati nel 1979, hanno come simbolo la celebre effigie di Che Guevara.

La Gradinata G. Signorini ospita un solo gruppo organizzato, il "Gruppo Autonomo Neroazzurro", apolitico interessato solo ai colori della squadra. Sempre nella gradinata, in particolare lato curva sud vi è un folto gruppo di giovani e meno giovani riuniti sotto il nome di "Vecchi ultras".

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby calcistici in Toscana.

Gran parte della tifoseria organizzata ha rapporti di gemellaggio con la tifoseria del Viareggio.[14][15] Vecchia amicizia e simpatia si ha con la tifoseria del Genoa,[15] della Carrarese,[14][15] del Cosenza,[15] della Reggiana,[15] degli austriaci dello Sturm Graz,[14] dei tedeschi del Karlsruher,[14][15] dei francesi del Nice,[14][15] del Perugia[14][15] e curiosamente anche con la tifoseria della squadra svizzera di Hockey su ghiaccio dell'Ambrì Piotta.

Le rivalità campanilistiche secolari di origine medievale si rispecchiano poi anche nei più sentiti odii calcistici, anche se è la politica a giocare un ruolo fondamentale. La rivalità più sentita in assoluto è quella con i "cugini" del Livorno.[14][15] Nonostante questo, alcune frange della tifoseria pisana ricordano che in realtà il loro vero derby è quello con l'odiatissima Fiorentina.[14][15] Accese rivalità si hanno con le tifoserie organizzate di Spezia,[14][15] Modena, Lucchese,[14][15] Sampdoria,[14][15] Lazio,[14][15] Hellas Verona,[14][15] Arezzo,[15] Varese,[15] Cesena ed anche con quelle di Ternana, Padova, Ascoli,[14][15] Massese,[15] Napoli,[14][15] Juventus, Parma, Frosinone, Avellino,[14][15] Empoli[15] e Viterbese.

Rivalità cittadina con il Pisa Sporting Club[modifica | modifica sorgente]

A Pisa, dal 1998 al 30 giugno 2013, è esistita un'altra seppur piccola e poco seguita "realtà" calcistica, oltre l'A.C. Pisa 1909: si tratta del "Pisa Sporting Club", partito nel 1998 dalla Terza Categoria e con il vecchio nome della società di Romeo Anconetani (fallita nel 1994), arrivato fino all'Eccellenza Toscana. La società aveva sede a Pisa, in via Antonio Pisano detto Pisanello n° 25, mentre il campo da gioco era lo stadio Bui di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa. I colori sociali erano il nero e l'azzurro, come quelli dell'A.C. Pisa 1909. Il Pisa Sporting Club ha chiuso la propria attività il 30 giugno 2013 a seguito della fusione con il Ponsacco con il quale ha cambiato la denominazione. Il presidente, Massimo Donati, ha dichiarato più volte di voler cedere a titolo gratuito la vecchia denominazione all'A.C. Pisa 1909, ma le due società non si sono mai accordate.

Organico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Associazione Calcio Pisa 1909 2014-2015.

Rosa[modifica | modifica sorgente]

Rosa aggiornata al 23 luglio 2014.[16]

N. Ruolo Giocatore
Italia P Davide Adornato
Italia P Simone Moschin
Italia P Alberto Pelagotti
Italia D Alexander Caputo
Italia D Filippo Costa
Italia D Stefano Dicuonzo
Italia D Andrea Lisuzzo
Italia D Massimo Lucarelli
Italia D Massimo Paci
Italia D Paolo Rozzio
Italia D Simone Sini
N. Ruolo Giocatore 600px Nero e Blu con colori di Pisa.png
Ghana C Emmanuel Gyasi
Italia C Francesco Finocchio
Italia C Manuel Iori
Italia C Matteo Mandorlini
Italia C Stefano Morrone
Italia C Marco Frediani
Marocco A Rachid Arma
Italia A Giuseppe Giovinco
Italia A Gianvito Misuraca
Italia A Aiman Napoli
Italia A Francesco Stanco

Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I ragazzi acquisirono le regole rudimentali del gioco da una rivista torinese buttata via da uno dei lottatori della vicina palestra Forza e Coraggio.
  2. ^ Nell'elenco dei fondatori troviamo: Enrico Canti (presidente), Bruno Caprili, Giuseppe Curradi, Antonio Eschini, Gino Fanucci, Fabiano Ferrucci, Gastone Galletti, Alberto Garzella, Vittorio Gazzera, Alfredo Giovannini, Ferruccio Giovannini (segretario), Ernesto Logli, Cafiero Maggini, Aldo Saggini, Mario Salvestroni, Giuseppe Scotti, Leo Scotti, Marino Scotti, Stefano Scotti, Gino Simoni, Igino Tonini, Pergentino Valori (cassiere), Antonio Zoppi.
  3. ^ Storia sul sito ufficiale
  4. ^ In realtà vi erano anche altre squadre cittadine, ma rappresentative solo di alcuni rioni; tra queste ricordiamo l'Unione Sportiva Porta a Mare e l'Audax.
  5. ^ Gli anni di successi fecero crescere a dismisura i sostenitori e i soci della squadra, fino alla ragguardevole cifra di 3.200 iscritti.
  6. ^ FootStats
  7. ^ Comunicato 3/A (2009) (PDF), FIGC, 14 luglio 2009. URL consultato il 20 ottobre 2010.
  8. ^ Pisa: dopo retrocessione nasce una nuova squadra. URL consultato il 23 luglio 2009.
  9. ^ Pisa: Tutte le manifestazioni d'interesse giunte all'Amministrazione Comunale. URL consultato il 25 luglio 2009.
  10. ^ Esonerato Leonardo Semplici su acpisa.it.
  11. ^ Dino Pagliari è il nuovo tecnico del Pisa su acpisa.it.
  12. ^ Il Pisa svela le nuove divise Erreà per il 2012-2013 in passionemaglie.it, 16 luglio 2012.
  13. ^ http://www.stadiapostcards.com/B07-08.htm http://www.stadiapostcards.com/B08-09.htm
  14. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Tifonet
  15. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Tifoserie toscane
  16. ^ Rosa, pisachannel.tv. URL consultato il 23 luglio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giorgio Batini, Album di Pisa, Firenze, La Nazione, 1972.
  • Renzo Castelli, Il sogno nerazzurro: storia del Pisa Sporting Club, Pisa, Tacchi, 1982.
  • Sergio Carlesi, Oltre la rete: fatti e personaggi del Pisa Sporting Club e del pianeta calcio, Pisa, Pacini, 1982.
  • 1908-2008 Un secolo di calcio a Pisa, Geo Edizioni, 2007.
  • Gabriele Masotti, Il giorno perfetto: 17 giugno 2007; i pensieri, la tensione, la passione e la gioia per la promozione in Serie B nei racconti dei tifosi che hanno vissuto quella memorabile giornata, Ghezzano (PI), Felici, 2007.
  • Alessandro Melis et al., L'arena Garibaldi: stadio Romeo Anconetani, Pisa, ETS, 2007.
  • Michele Bufalino et al., Pisa 1909: 100 Pisa, un punto per ripartire; il libro storico ufficiale del centenario neroazzurro, Pontedera, CLD libri, 2009.
  • Renzo Castelli et al., Romeo Anconetani: un uomo di calcio, Ospedaletto (PI), Pacini, 2009.
  • Alberto Zampieri et al., 100 anni di calcio nero azzurro a Pisa, Pisa, ETS, 2009.

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