Colori e simboli della Juventus Football Club

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1leftarrow.pngVoce principale: Juventus Football Club.

« Fin dalla sua fondazione la Juventus è stata depositaria di un’estetica assai particolare, in campo e fuori, capace di sintetizzare la componente aristocratica e quella elitaria, la nobiltà con il popolare, il portamento signorile al sudore proletario. »
(Juventus. 110 anni a opera di arte, 2007[1])
Giampiero Boniperti in campo con la classica divisa della Juventus: maglia bianconera con pantaloncini e calzettoni bianchi.

Qui di seguito sono riportati i colori e simboli della Juventus Football Club, società calcistica italiana per azioni con sede a Torino.

All'esordio ufficiale nel Campionato Federale del 1900, le tinte sociali della Juventus erano il rosa e il nero, allora i colori sportivi del liceo in cui studiarono i fondatori e primi soci del club. Quella che diverrà la canonica tenuta di gioco della squadra, oltreché una tra le più iconiche del panorama sportivo mondiale in virtù dei successi della squadra e la diffusione della propria tifoseria,[2][3] – ispirata alla casacca degli inglesi del Notts County –, venne portata al debutto tre anni più tardi; questa, bianca e nera a strisce verticali – da cui il soprannome di Bianconeri – fu scelta da John Savage, uno dei soci juventini nonché, in precedenza, il primo giocatore straniero dell'undici torinese, a rappresentare «divise da gioco più professionali»[4] nonché un «simbolo d'aggresività e potere».[3] Nel corso del Novecento, dopo la svolta verso il professionismo del calcio italiano, sulla maglia di gioco vennero inseriti distintivi quali la numerazione tattica, alla fine degli anni trenta, e i marchi degli sponsor tecnici e ufficiali del club, a cavallo tra le decadi dei settanta e degli ottanta. Infine, lo stemma societario fu cucito sulle divise bianconere per la prima volta a metà degli anni novanta.

Lo stemma della Juventus, reso pubblico per la prima volta nel 1905, non subì variazioni in termini di disegno dalla fine della prima guerra mondiale, diventando un simbolo sportivo perenne nel tempo.[5] Esso racchiude, tra i suoi principali elementi, il nome del club, i colori societari adottati nel 1903 e il toro furioso preso dall'araldica cittadina; durante gli anni settanta, per un breve periodo tale figura fu sostituita da una zebra rampante, anch'essa già simbolo societario dall'inizio del XX secolo.

La maglia[modifica | modifica sorgente]

Prima divisa[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

« Chi indossa la nostra divisa, le rimarrà fedele malgrado tutto e la terrà come prezioso ricordo. »
(Frammento delle dichiarazioni di Eugenio Canfari, uno dei fondatori della Juventus, quando assunse la presidenza della società torinese nel 1898[6])
Origini[modifica | modifica sorgente]
I fondatori-giocatori della Juventus 1897-1898 con la prima divisa: una camicia rosa con cravatta o farfallino nero, abbinata a pantaloncini e calzettoni pure neri.

La divisa storica della Juventus è quella rosa della fine del XIX secolo, con pantaloncini e calzettoni neri,[7] una tenuta di gioco originariamente adottata dall'esigenza dei suoi soci di distinguersi dalle altre società calcistiche; questa venne utilizzata come prima maglia dalla fondazione del 1897 sino al 1903.

In tale data, secondo la leggenda, un inglese di nome John Savage, uno dei soci del club juventino e commerciante all'ingrosso di prodotti tessili a Torino, nonché giocatore di calcio nell'International Foot-Ball Club ma soprattutto arbitro designato di determinate partite ufficiali, viste le magliette color rosa pallido con cravatta nera e pantaloni neri dei giocatori della Juventus, propose loro di rinnovare quell'uniforme, comprando in Inghilterra un nuovo e più completo modello di maglie rosse con bordi bianchi simile a quello utilizzato dal Nottingham Forest.[3]

Formazione della Juventus 1903, primo anno con la maglia a righe verticali bianconere, qui sfoggiata con pantaloni e calzettoni anch'essi neri.

Ricevuto l'incarico, Savage si mise subito in contatto con una fabbrica tessile di Nottingham e inviò l'ordine d'acquisto accompagnato dalla più maltrattata delle vecchie uniformi rosa e nere. L'impiegato di Nottingham, vista la scolorita maglietta rosa, credette che fosse piuttosto bianca e macchiata. Quindi, vista la coincidenza tra i colori della Vecchia Signora e quelli bianconeri del Notts County, uno dei più antichi club del campionato inglese di calcio e rivale storico dei Garibaldi Reds,[3] pensò bene di spedire in Italia una dotazione di uniformi appunto dei Magpies.

A Torino, quando fu aperto il grosso pacco postale, le quindici maglie a strisce verticali bianche e nere con colletto bianco non piacquero ma, data la prossimità del campionato, non vi erano alternative per i soci-giocatori juventini: pertanto dovettero adottarle, insieme a uno stesso numero di pantaloncini e calzettoni di colore nero, e talvolta con laccetti all'altezza del colletto. Da allora diventarono queste le divise ufficiali della squadra torinese in quanto sembrava che «portassero fortuna» alla società; col tempo, sono diventate una delle maglie calcistiche più famose del mondo.[2]

« [La] Juve indossa le maglie [bianconere] da allora, considerando i colori aggressivi e forti. Un esempio di come il Notts ha contribuito a modellare uno dei più grandi club al mondo, e la prova di questo è che la divisa della Juventus è immediatamente riconoscibile in tutto il mondo. »
(Frammenti della storia ufficiale del Notts County e articoli correlate pubblicati nel quotidiano inglese Daily Mail[3])
La Juventus 1930-1931, la prima del Quinquennio d'oro: la maglia è aderente, e sono stabilmente utilizzati calzettoni di colore nero.
Dagli albori agli anni sessanta[modifica | modifica sorgente]

La formazione juventina che vinse il suo primo scudetto nel 1905, due anni dopo l'abbandono della maglia rosa, portava sul petto otto righe che successivamente subirono una variazione: da un minimo di sette passarono a un massimo di nove – come quelle delle formazioni che si ricordano nel mitico Quinquennio d'oro (1931-1935).[8] In quegli anni la maglia subisce un ritocco: uno scollo a «V» bianco sostituisce il colletto. Il colore dei pantaloncini cambiò in bianco e furono introdotte due righine bianche sui calzettoni neri sotto il ginocchio.

La Juventus 1957-1958 che conquistò la stella: si nota l'ampia foggia della casacca e la rigatura larga delle strisce bianconere.

L'unica novità che si registrò durante gli anni quaranta del secolo scorso fu l'introduzione di un girocollo bianco e, secondo il regolamento della FIGC all'epoca, di una numerazione sulla maglia per l'identificazione dei giocatori.[7] Così, la prima serie dei numeri fu impressa in bianco e indossata sul fondo nero della divisa, grazie a una rigatura più ampia.

Fra gli anni cinquanta e sessanta furono introdotte delle righe più larghe, di tessuto non elastico, accompagnate dai numeri rossi[9] sulla schiena della maglia. La forma del colletto cambiò in circolare. Precisamente nel 1956-1957 – con la Juventus del Trio Magico composto da Boniperti, Sívori e Charles – fu adottato definitivamente il colore bianco sui calzettoni, mentre la maglia divenne una sorta di casacca di tessuto non elastico con righe ampie, dalla foggia più affine a una camicia piuttosto che a un capo sportivo.

All'inizio della stagione 1958-1959 venne cucita sulla maglia la prima stella, a seguito del decimo titolo italiano conquistato pochi mesi prima. La prima divisa rimase così, senza subire cambiamenti, esattamente per un decennio.

Dagli anni settanta ai novanta[modifica | modifica sorgente]
Marco Tardelli negli anni settanta: tornano tessuti molto attillati e righe più strette.

Le righe più strette (addirittura undici, in omaggio agli undici giocatori titolari della squadra[7]) vennero utilizzate stabilmente per tutti gli anni settanta, fino alla seconda metà degli ottanta.

I numeri sulla divisa ritornarono bianchi e furono inseriti in un riquadro nero sulla schiena. I pantaloncini, corti e aderenti, sono anch'essi bianchi; dello stesso colore i calzettoni, su cui spiccano due righe nere. Era la Juventus guidata principalmente da Giovanni Trapattoni durante il Ciclo Leggendario (1972-1986), e quelle casacche attillate erano indossate da giocatori come il capitano Scirea, Cabrini, Bettega, Causio, Anastasi e Furino.

Michel Platini a metà degli anni ottanta: la muta, ormai griffata dagli sponsor, presenta sopra lo scudetto la «scatolina» che ingloba le due stelle.

Il periodo trapattoniano della storia bianconera principalmente è poi contraddistinto da un nuovo cambiamento: ritornano infatti le righe medie su maglie meno aderenti al corpo e i numeri bianche con fondo nero sulla schiena dal 1979 – quando, per la prima volta, compare il logo del fornitore tecnico Robe di Kappa – al 1993 e dal 2001 al 2004;[7] precisamente nel 1979 la Lega Nazionale Professionisti autorizzò le squadre a mostrare il marchio dello sponsor tecnico (che viene collocato sulla parte destra della divisa, sui pantaloncini e sui calzettoni), evento seguito nel 1981 dalla liberalizzazione delle sponsorizzazioni commerciali, che permise l'esposizione di marchi pubblicitari nella parte frontale della maglia.

Nel 1982-1983 la nuova maglia vedrà le due stelle – in riconoscimento al ventesimo scudetto vinto dalla Signora la stagione precedente – racchiuse in una particolare «scatolina» bordata d'oro che talvolta fa tutt'uno con il tricolore, e leggermente più piccole rispetto al passato; tale fregio rimarrà inserito sul petto delle divise bianconere fino alla prima parte del decennio seguente. La stessa casacca juventina, sia nella foggia che nel disegno, resterà praticamente immutata da qui in avanti sino al termine degli anni ottanta.

Il 1º novembre 1987, in una partita di campionato contro l'Avellino, venne inoltre rispolverata per la prima volta la storica divisa rosa delle origini, in coincidenza col novantesimo anniversario di istituzione della Juventus; a differenza della muta di fine Ottocento, di fatto più simile a una camicia, questa maglia celebrativa recava un grande colletto bianco, con numeri di gioco neri.

La divisa celebrativa, ispirata a quella storica, indossata nel 1987 nei giorni del 90º anniversario.

Durante gli anni novanta mancarono i motivi della rigatura sulla schiena, e nel fondo della parte dedicata allo sponsor fu adottato il colore bianco della divisa (nel triennio dal 1995-1996 al 1997-1998). Le maglie non sono più di cotone, ma realizzate in materiale sintetico, divenendo «più lucide ed aggressive».[7]

A metà del decennio le due stelle cambiano versione: più grandi e liberate dalla scatolina. Nella stagione 1997-1998 la Kappa realizzò una delle maglie più particolari della storia juventina, con righe larghissime (solo cinque, e solo sul davanti), le stelle e lo stemma societario – introdotto sulla maglia per la prima volta – dirottati sulla manica sinistra, motivi tondeggianti sul retro e sulle maniche, e prevalenza del nero anche per pantaloncini e calzettoni.

Roberto Baggio nel 1990-1991: è ormai visibile il ricorso ai nuovi materiali sintetici per la realizzazione delle mute da gioco.

Nella stagione 1997-1998, quella del centenario di fondazione della società (il cosiddetto Juvecentus), ci fu spazio per nuovo ritorno della storica divisa rosanero, sfoggiata il 23 luglio 1997 in un'amichevole con il Newcastle United; rispetto alla muta delle origini nonché a quella vista nel 1987, la casacca aveva bordini e colletto nero, quest'ultimo con un profondo scollo – che alla base integrava il logo Juvecentus –, e "code di topo" dello stesso colore che percorrevano longitudinalmente i fianchi.

Nel 1998-1999 si è deciso per un ulteriore rimando all'antico, con la reintrodozione dei numeri rossi sul dorso della maglia come negli anni sessanta, colletto bianco e righe tradizionali.[7]

Anni duemila[modifica | modifica sorgente]

Il terzo millennio segnò l'avvento della Lotto e i numeri torneranno neri con fondo bianco. A partire dalla stagione 2003-2004 le divise sono disegnate dalla Nike, che decide l'introduzione dei numeri colorati in giallo, similmente con lo Swoosh che appare ora sulle maglie juventine.

Nel 2004-2005 fa la sua comparsa un collo opalo sulla maglia, la quale ha sette righe bianconere. L'anno dopo le righe diventano nove – con una piccola bandiera italiana sulla schiena, e la frase commemorativa «Centenario del primo Scudetto 1905-2005» alla base dello stemma –, fino alle undici righe verticali dell'annata 2006-2007 in serie cadetta – simile al modello del 1957-1958 – con le due stelle spostate sulla manica sinistra.

Claudio Marchisio, nel 2009, sfoggia sulla schiena il nome e il numero in giallo, una costante grafica su quasi tutte le maglie bianconere utilizzate nel corso degli anni duemila.

L'annata 2007-2008, quella del ritorno in massima serie, vede la reintroduzione dello scollo a «V» bianco e il colore rosso nei numeri sulla schiena della maglia – che è invece composta da sette righe verticali. Dalla stagione successiva i numeri sulla schiena ritornato gialli.

Durante l'annata 2009-2010 la prima divisa della Juventus, ispirata in quella utilizzata durante la prima metà degli anni trenta, è stata composta da nove righe verticali bianconere con i bordi in bianco. I pantaloncini sono di color bianco con una banda laterale bianconera mentre che i calzettoni, dello stesso colore dei pantaloncini, hanno il nome del club stampato sul polpaccio.[10]

Anni duemiladieci[modifica | modifica sorgente]

Gli anni duemiladieci iniziano con le casacche della stagione 2010-2011, in cui la Juventus ha deciso di presentare la classica prima maglia a strisce bianconere, ma più ampie rispetto alla stagione precedente e con i bordi zigzagati, i pantaloncini e i calzettoni tornano ad essere neri come non succedeva dalla stagione 2002-2003.[11]

Andrea Pirlo con la divisa del 2012-2013: in polemica con gli organi federali per l'albo d'oro del campionato italiano, la Juventus rimuove le stelle dalle proprie uniformi.

Nel 2011-2012 c'è il ritorno del bianco per i calzettoni e i calzoncini, mentre le righe nere della casacca presentano delle sfrangiature sui lati per creare un effetto tridimensionale;[12] in occasione della sola amichevole con l'Al-Hilal giocata il 5 gennaio 2012 a Dubai (partita d'addio del portiere saudita Mohamed Al-Deayea), viene sfoggiata una variante della prima divisa stagionale, con numeri e nomi in nero sullo sfondo di un grande quadrato bianco.[13]

L'annata 2012-2013 vede la maglia bianconera adottare delle strisce più larghe. All'interno della divisa, stampata all'altezza del colletto, è presente la frase «Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta», storico motto di Giampiero Boniperti. Dopo quasi un decennio vengono abbandonati i numeri colorati, così sulla schiena c'è il ritorno del classico "quadratone" nero con numeri bianchi; il nome dei giocatori è invece scritto in nero all'interno di una striscia bianca che sovrasta il riquadro dei numeri. Calzoncini e calzettoni rimangono bianchi.[14] A seguito della polemica con la Federazione circa il palmarès juventino negli scudetti vinti, vengono eliminate le stelle dalla maglia e viene inserita la scritta «30 SUL CAMPO» sotto lo stemma del club;[15] in vendita invece i tifosi troveranno la maglia con le due stelle, con la possibilità di applicare la terza in omaggio. Un richiamo alla città di Torino è invece riscontrabile nella scelta del carattere utilizzato per nomi e numeri di maglia: si tratta infatti dell'Eurostile, disegnato da Aldo Novarese nel 1962 per la Fonderia Nebiolo, una delle più famose tipografie torinesi.[16]

L'uniforme approntata per la stagione 2013-2014 segna un ritorno allo stile degli anni ottanta. La maglia vede le righe verticali più strette abbinate alla presenza di uno scollo a «V» bianco; viene mantenuto l'Eurostile di Novarese come font per nomi e numeri, mentre all'interno del colletto è presente una piccola targhetta nera, recante uno scudetto che ingloba la data «1897», ovvero di fondazione della squadra. Rispetto alla stagione precedente, scompare dal petto la frase riferita agli scudetti vinti «sul campo», ma permane l'assenza delle stelle.[17]

Per il 2014-2015, ultima annata in cui Nike veste il club torinese, la maglia si segnala inizialmente per il ritorno dei numeri sulla schiena dipinti in giallo, inseriti stavolta all'interno di un quadrato bianco come avveniva sulle casacche degli anni cinquanta e sessanta (quando la numerazione era però rossa);[18] tuttavia, a seguito della scarsa leggibilità di questo abbinamento cromatico riscontrata durante il precampionato,[19] con l'esordio ufficiale nomi e numeri hanno mutato colore dal giallo al nero, sempre su fondo bianco.[20] All'interno del colletto è inoltre presente il motto «Fino alla fine», frase scelta dai tifosi bianconeri attraverso un sondaggio online organizzato dalla società sabauda.[18]

Evoluzione[modifica | modifica sorgente]

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1897-1900
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1900-1903
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1903-1914
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1914-1919
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1919-1920
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1920-1921
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1921-1924
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1924-1925
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1925-1926
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1926-1927
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1927-1929
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1929-1931
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1931-1936
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1936-1942
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1942-1943
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1943-1950
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1950-1953
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1953-1957
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1957-1958
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1958-1959
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1959-1960
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1960-1961
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1961-1965
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1965-1966
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1966-1967
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1967-1968
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1968-1969
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1969-1972
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1972-1974
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1974-1975
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1975-1976
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1976-1977
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1977-1979
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1979-1980
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1980-1981
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1981-1982
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1982-1983
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1983-1984
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1984-1985
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1985-1986
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1986-1987
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1987-1990
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1990-1991
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1991-1994
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1994-1995
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1995-1996
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1996-1997
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1997-1998
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1998-1999
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1999-2000
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2000-2001
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2001-2002
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2002-2003
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2003-2004
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2004-2005
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2005-2006
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2006-2007
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2007-2008
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2008-2009
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2009-2010
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2010-2011
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2011-2012
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2012-2013
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2013-2014
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2014-2015

Seconda divisa[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La Juventus 1941-1942 in completo nero, una delle più note seconde mute del club torinese, a lungo usata nella prima parte della sua storia.

Le seconde maglie della Juventus, dalle prime decadi sino al termine degli anni sessanta, furono storicamente bianche oppure nere. Solo nel periodo interbellico e nel secondo dopoguerra si segnalò l'unica e saltuaria variazione di rilievo, una casacca verde portata sporadicamente al debutto all'inizio degli anni trenta, e in seguito ripresa a cavallo dei decenni quaranta e cinquanta, stavolta ulteriormente cerchiata da una fascia bianconera.[21]

Con gli anni settanta e ottanta si affermarono stabilmente seconde mute blu o gialloblù (i colori dello stemma di Torino) che spesso e volentieri hanno accompagnato alcune delle vittorie della squadra nelle diverse competizioni internazionali (dalla fine dei settanta ai novanta del passato secolo).

Zbigniew Boniek in azione, nella stagione 1982-1983, con la seconda uniforme blu, stabilmente in uso dai primi anni settanta fino alla metà del decennio seguente.

Fino alla metà degli ottanta, le uniformi da trasferta furono pressoché stabilmente blu con bordature bianconere, mentre nella stagione 1983-1984 debuttò la divisa spezzata composta da maglia gialla e pantaloncini blu, che permase come casacca da trasferta sino all'inizio del nuovo decennio; un anno prima della giallobù, la squadra torinese ha usato un'unica volta nella sua storia una divisa celeste con bordi di colore bianco e nero; ciò accadde in occasione della semifinale di ritorno della Coppa dei Campioni 1982-1983 contro la squadra polacca del Widzew Łódź, giocata il 20 aprile 1983.[7]

Dopo il breve intermezzo della stagione 1990-1991, in cui venne rispolverato un completo nero, dal 1994-1995 al 1997-1998 la seconda maglia ritornò blu, con due grandi stelle posizionate all'altezza delle spalle: sino alla stagione 1995-1996 queste furono riempite di giallo e contornata di bianco, mentre successivamente le stelle passarono a blu e bordate di giallo. Tale divisa accompagnò i bianconeri nella vittoria della finale della Champions League 1995-1996. Il campionato 1998-1999, pur riproponendo lo stesso template sopracitato, segnò invece un primo ritorno del bianco, con una maglia linda e le due stelle nere. A cavallo del secondo e terzo millennio, anche nel 2002-2003 la maglia da trasferta fu appannaggio di un completo bianco, che nell'occasione recava come variazione cromatica numerose "code di topo" nere.

La Juventus 1991-1992 in campo con la divisa gialloblù, uno dei più iconici completi da trasferta della formazione piemontese, che riprende i colori dello stemma di Torino.

Col nuovo secolo, una seconda maglia grigia venne utilizzata nel 2000-2001, mentre per l'annata 2001-2002 venne creata una uniforme completamente nera; colore poi ripreso anche nel 2006-2007, stavolta su di una muta più ricercata dal punto di vista dei dettagli. In mezzo, la seconda maglia del 2003-2004 ripropose coi canoni moderni la divisa rosanero degli albori, con una maglia caratterizzata da un singolare motivo grafico a croce, mentre nel corso della stagione 2004-2005 fu sfoggiata una particolare maglia a strisce verticali rosablù di differente larghezza; per l'annata 2005-2006 la Vecchia Signora ha poi adottato una maglia rossa con fascia verticale biancoverde sul lato sinistro del petto, per un effetto "tricolore" celebrativo dei cento anni dal primo titolo nazionale dei bianconeri. Nel 2007-2008, campionato del ritorno in massima serie, la divisa da trasferta è azzurra – in omaggio al trentesimo anniversario della prima vittoria bianconera in Coppa UEFA –, col petto attraversato da due sottili fasce gialle che inglobano lo sponsor.

All'inizio del nuovo decennio, la Juventus del 2009-2010 ha indossato una maglia di colore acciaio con una banda diagonale nera e bianca sul davanti. I pantaloncini e calzettoni sono di color nero con una banda laterale con i colori societari e con la scritta JUVENTUS in grigio sul polpaccio, rispettivamente.[10] Per la stagione 2010-2011 la seconda torna completamente bianca con una banda tricolore, in stile seghettato, che scende dall'alto verso il basso al centro della maglia. I pantaloncini, anch'essi di colore bianco, possiedono una banda laterale tricolore seghettata e si abbinano perfettamente al resto della divisa.[11] Nel 2011-2012 si torna invece alle origini, ma con una tonalità di rosa vivo molto accesa. La casacca è completata dal profilo di una grande stella nera.[12] Per la stagione 2012-2013, la squadra indossa nuovamente una seconda divisa completamente nera – che omaggia la muta del 1941-1942 con cui venne conquistata la Coppa Italia –; i numeri di maglia e altri piccoli particolari sono invece in bianco.[22] Il completo da trasferta del 2013-2014 vede il ritorno dell'abbinamento gialloblù, i colori di Torino, riproposti secondo lo schema già noto della maglia gialla e dei pantaloncini blu; stavolta, la maglietta vede dei bordini bianconeri su maniche e colletto, con nomi e numeri in nero sul retro.[23] C'è un nuovo ritorno al passato nella stagione 2014-2015, con un completo blu arricchito solo da discreti dettagli gialli; sul petto, la maglia è caratterizzata dalla presenza di tre grandi stelle, riportate tono su tono, che si dipanano dallo stemma societario.[18]

Evoluzione[modifica | modifica sorgente]

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1941-1942
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1945-1950
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1950-1951
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1951-1952
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1952-1953
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1953-1954
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1954-1960
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
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Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1960-1961
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1961-1962
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
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Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1962-1963
Manica sinistra
Maglietta
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Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1963-1965
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1965-1966
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Maglietta
Maglietta
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Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1966-1967
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
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Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1967-1968
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
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Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1968-1970
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1970-1972
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Calzettoni
1972-1974
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Maglietta
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Calzettoni
1974-1976
Manica sinistra
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Maglietta
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Calzettoni
1976-1977
Manica sinistra
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Maglietta
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Pantaloncini
Calzettoni
1977-1979
Manica sinistra
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Maglietta
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Pantaloncini
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1979-1980
Manica sinistra
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Maglietta
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Pantaloncini
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1980-1981
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
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Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1981-1982
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1982-1983
Manica sinistra
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Maglietta
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Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1983-1984
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1984-1985
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
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1985-1986
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
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1986-1987
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1987-1989
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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1989-1990
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1990-1991
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
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Calzettoni
1991-1992
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Calzettoni
1992-1994
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1994-1995
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1995-1996
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1996-1997
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1997-1998
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1998-1999
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1999-2000
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
2000-2001
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
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Pantaloncini
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2001-2002
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
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2002-2003
Manica sinistra
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Maglietta
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Pantaloncini
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2003-2004
Manica sinistra
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Maglietta
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2004-2005
Manica sinistra
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Maglietta
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2005-2006
Manica sinistra
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Maglietta
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Manica destra
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2006-2007
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
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Calzettoni
2007-2008
Manica sinistra
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Maglietta
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Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2008-2009
Manica sinistra
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Maglietta
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Pantaloncini
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2009-2010
Manica sinistra
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Calzettoni
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2010-2011
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2011-2012
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2012-2013
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2013-2014
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2014-2015

Terza divisa[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'insolita terza maglia vista raramente nei primi anni quaranta, bianca e con una «J» nera sul petto.

Nonostante la storia delle terze maglie juventine abbia inizio solamente con l'ultima decade del XX secolo, il club torinese sperimentò fugacemente l'uso di un'ulteriore divisa da trasferta già nei primi anni quaranta, con una casacca bianca dal particolare design, recante una grande lettera «J» nera in mezzo al petto.[24]

Dopo un lungo lasso di tempo, è solo con la stagione 1991-1992, quando la storica divisa spezzata gialloblù venne relegata a questo ambito, che nella società bianconera s'iniziò a veder prodotte con continuità delle terze casacche da gioco. Dal 1994 al 1996 ci fu una tenuta nera con due stelle gialle sopra le spalle – un template che riprendeva di fatto quello già usato per la contemporanea seconda muta blu –, mentre nel 1996-1997 l'idea di un completo giallonero venne variata ricorrendo a una particolare fantasia grafica, la stilizzazione del muso di una zebra, che si stagliava lungo tutto il busto; va da se che, nonostante la messa in produzione di tali uniformi, a conti fatti queste non vennero mai utilizzate dai giocatori di movimento della squadra – eccetto i portieri – in incontri ufficiali.

A cavallo del nuovo millennio, a livello cromatico la fecero da padrone le varie tinte di blu, mentre nell'annata 2005-2006 si rivide dopo una discreta assenza il completo gialloblù nato a suo tempo negli anni ottanta. In seguito, per un discreto lasso di tempo, la Juventus non ebbe a disposizione una terza divisa "originale", ovvero creata per l'occasione: dal 2006-2007 al 2013-2014, il fornitore tecnico Nike decise infatti di riutilizzare ogni volta, per questo ambito, le seconde divise dell'annata precedente. La stagione 2014-2015 vide il ritorno di una terza casacca pensata all'occasione, che dopo oltre cinquant'anni rispolverò il colore verde; questo, virato in versione fluo, si caratterizzò per l'adozione della tinta in due distinte tonalità, chiara nella parte frontale e scura in quella posteriore.[25]

Evoluzione[modifica | modifica sorgente]

Manica sinistra
Maglietta
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Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Anni '40
Manica sinistra
Maglietta
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Manica destra
Pantaloncini
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1991-1992
Manica sinistra
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Maglietta
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1994-1995
Manica sinistra
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Maglietta
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Manica destra
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1995-1996
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1996-1997
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1998-1999
Manica sinistra
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Maglietta
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1999-2000
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2000-2001
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2003-2004
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2004-2005
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2005-2006
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2006-2007
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2007-2008
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2008-2009
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2009-2010
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2010-2011
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2011-2012
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2012-2013
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2013-2014
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2014-2015

Divisa dei portieri[modifica | modifica sorgente]

Dino Zoff, negli anni settanta, con l'abituale (all'epoca) divisa nera degli estremi difensori juventini.

A margine, la tradizione della divisa per i portieri juventini: fin dal principio ha dominato il nero, come nel caso di Lucidio Sentimenti IV e Giovanni Viola,[7] e il grigio (quest'ultimo è stato il colore preferito da Dino Zoff anche come portiere dell'Italia) con qualche concessione al bianco nel periodo di Gianpiero Combi e, poi, di Giuseppe Vavassori e Carlo Mattrel.[7]

Dalla fine degli anni ottanta gli sponsor tecnici hanno avuto molta libertà nel disegno (per esempio, Stefano Tacconi nel 1989-1990 ha indossato una maglia nera con fiamme verdi), frenata solo da Angelo Peruzzi (che nella finale della Champions League 1995-1996 indossò la maglia gialla con le stelle blu sulle spalle) e, poi, Edwin van der Sar – il primo portiere straniero nella storia bianconera[26] – che hanno voluto tornare al passato conservando la tipica casacca nera.

Stefano Tacconi con la maglia da portiere del 1989-1990, una delle prime a mostrare le nuove fantasie stilistiche del tempo.

Gianluigi Buffon, attuale portiere della Madama bianconera, anche ha adottado come «sua» prima divisa le seconde mute della squadra torinese, come l'uniforme rosa nella stagione 2003-2004, la azzurra nel 2004-2005, la rossa con banda verticale biancoverde nel 2005-2006, e la nera nelle alcune partite della stagione cadetta 2006-2007.

Nella stagione 2010-2011 i portieri indossano una tenuta bianca con strisce seghettate di colore verde nella manica destra, e di colore rosso in quella sinistra, ispirate ai colori della bandiera d'Italia.[11] Sempre ispirata al tricolore la maglia per la stagione successiva, completamente nera con inserti verdi e rossi sui fianchi;[12] da qui in avanti c'è un generale ritorno alla sobrietà per gli estremi difensori juventini, con maglie solitamente monocromatiche (nere, blu, verdi o gialle) e con pochi dettagli di stile.

Simboli ufficiali[modifica | modifica sorgente]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Il tradizionale stemma della Juventus ha avuto solo delle modeste variazioni dall'inizio del XX secolo, «in quanto esso deve essere un punto di riferimento fisso e costante».[5] Alcuni dei suoi elementi sono utilizzati fin da sempre, quali lo scudo ovale, i colori bianco e nero della società con sviluppo di sette strisce verticali, e il vincolo con la sua città d'origine attraverso la rappresentazione dello scudo comunale.[27]

Il primo stemma societario, risalente al 1905, era bicromo e includeva attorno a sé gli svolazzi in colore bianco ispirati allo scudo di Torino vigente a metà del XIX secolo, incoronato con un cinto bianco in cui era iscritto l'allora motto societario basato su una frase del I secolo, in lingua latina, attribuita al teologo cristiano Paolo di Tarso: Non coronabitur nisi legitime certaverit (Non riceve la corona se non chi ha combattuto secondo le regole).[28][29] Ulteriormente, tali ornamenti furono rimpiazzati dalla denominazione FOOT-BALL CLUB[30] per sottolineare la propria attività primaria e, ulteriormente, venne aggiunta nella regione inferiore la frase FONDATA NEL 1897.

Sul finire degli anni venti lo sfondo, in cui era riportato il nome del club in oro, aveva cambiato il suo colore dal bianco a una sorta di blu elettrico ispirato alla tonalità del cielo vista dall'aviatore ed eroe italiano Francesco De Pinedo.[5] L'altro elemento principale dello scudo juventino – che rappresenta la città torinese – è composto da un toro furioso dorato, inserito all'interno di una struttura esagonale blu a cui fu successivamente aggiunta una corona murale.[27] Tra gli anni quaranta e i settanta i colori impiegati nello stemma juventino furono esclusivamente il bianco e nero. Gli sfondi nei campi dello scudo e della scritta JUVENTUS diventarono anch'essi bianchi.[27]

Nel 1989 lo stemma juventino ritornò al modello tradizionale, ma con alcune modifiche, quali l'aumento delle dimensioni di toro e corona, oltre che del nome del club, scritto con caratteri squadrati.[31] Nel 1993 lo stemma fu nuovamente modificato: gli elementi interni vennero ridimensionati, furono introdotte le due stelle dorate in alto, e lo sfondo del nome del club ritornò bianco con caratteri neri, mentre quello dello stemma con il toro, ora nero, virò verso l'oro.

La versione attuale dello stemma, introdotta nel 2004, rappresenta un profondo restyling del logotipo precedente.[32] All'interno dello scudo si possono osservare i seguenti elementi: nella parte superiore il nome della società impresso in un'area bianca convessa, al di sopra di una curva color oro, la quale simboleggia l'onore;[32] nella parte inferiore è ravvisabile la forma di un toro furioso, simbolo del Comune di Torino, sormontato da una corona turrita. Le stelle sono state rimosse, in quanto considerate un riconoscimento sportivo – quindi, variabile nel tempo – e non un elemento d'identità del club.[32]

Iconografia[modifica | modifica sorgente]

Ispirata nell'icona disegnata dal giornalista Carlo Bergoglio nel 1928, chi proposse per la Juventus l'immagine di una zebra rampante «per antica nobiltà» guardando all'ovest e inserita all'interno di un scudo francese antico nero,[33] con la fine degli anni settanta il club adottò come stemma societario la silhouette nera con righe diagonali bianche di una zebra in posizione rampante – simbolo del club –, cui sullo sfondo era affiancata, fino alla stagione 1981-1982, una stella a rappresentare la vittoria di dieci campionati italiani.[34] Sopra tale stemma fu aggiunto ulteriormente il nome della società torinese, scritto in nero su campo bianco – JUVENTUS F.C. – a formare un arco; dopo l'assegnazione del ventesimo titolo nazionale al club piemontese e, di conseguenza, della seconda stella, entrambi i simboli furono affiancati sui lati del nome. Infine, durante la prima metà degli anni novanta il nome e le sigle della ragione sociale bianconera sarebbero inserite nella regione inferiore dello stemma e le stelle d'oro, in quella superiore.

Nel 2013 la zebra rampante della Juventus fu eletta dalla rivista specializzata in design e identità di marca Brand Identikit Magazine come il primo simbolo calcistico societario al mondo per emblematicità simbolica, per la sua qualità nel disegno, il livello di incisività e l'emotività differenziante:

Ciò che rende questo marchio eccezionale è prima di tutto la sua originalità, sia per la tecnica grafica adottata sia per il soggetto, ottenendo così un'iconografia emblematica (uno stile moderno della classica araldica) e una riconoscibilità unica, collegata ai colori e alla livrea della maglia a strisce bianconere. La zebra rampante viene associata ancora oggi alla Juve e, probabilmente, molti tifosi la richiamerebbero a gran voce, se non altro per differenziarsi dal simbolo del toro – inglobato all'interno dell’attuale logo juventino – utilizzato dai rivali stracittadini.

Brand Identikit Magazine, 2013[35]

Inno e canzoni[modifica | modifica sorgente]

La Juventus ha avuto un totale di cinque inni societari nel corso della sua storia, due dei quali sono stati pubblicati nel libro-LP Juventus primo amore. Storia sportiva e romantica della Juventus (1972), a cura del giornalista Sandro Ciotti con la collaborazione dei suoi colleghi Enrico Ameri e Bruno Mobrici.[36] Il primo è stato scritto dal poeta e letterato Corrado Corradino nel 1915 e risuonava in tutte le partite della squadra allo Stadio Comunale dal 1963 al 1972:[37]

« Juventus, Juventus
la squadra dei grandi sei tu
che non tramonta più. »
(Corrado Corradino, dal primo inno del Foot-Ball Club Juventus, 1915)

In tale anno, la casa discografica Durium ha pubblicato, su 45 giri, il secondo inno del club intitolato Juve, Juve, composto dai musici Lubiak e Renzo Cochis e cantato dagli Undici Bianconeri.[38]

Nel 1991 Edizioni musicali Eraora ha pubblicato Sempre Juve, il quale sarebbe l'inno ufficiale del club fino alla stagione 1997-98;[39] in cui è stato sostituito da Grande Juve, bella signora, come parte di un progetto pubblicato da Fonit Cetra, una delle più note case discografiche italiane.[40]

Attualmente, scelto dopo un concorso indetto dalla società nel 2005, l'inno della società del capoluogo piemontese si chiama Juve (storia di un grande amore),[41] scritto da Alessandra Torre e Claudio Guidetti e riadattato dal cantante e musicista emiliano Paolo Belli nel 2007.[42] Un'altra versione dell'inno risuona ogni volta che la squadra bianconera disputa una partita casalinga:[43]

« Juve, storia di un grande amore
bianco che abbraccia il nero
coro che si alza davvero
Juve per sempre sarà. »
(Paolo Belli, Juve (storia di un grande amore), 2007[41])

Oltre agli storici inni societari, vi sono altre canzoni scritte in omaggio alla squadra come Il cielo è bianconero, Vecchia Signora, Juve facci sognare e Magica Juve, tutte a opera del compositore Francesco De Felice.[44] Tra quelle composte dagli artisti più noti, figura Juvecentus, opera di Pierangelo Bertoli nel 1997, in occasione del centesimo anniversario della fondazione del club.[45]

Soprannomi[modifica | modifica sorgente]

Una grande zebra di cartapesta realizzata a Torino per i festeggiamenti del ventesimo scudetto bianconero, il 16 maggio del 1982.

La Juventus ha come principale soprannome quello di Signora o, in lingua piemontese, Madama, appellativo che fa riferimento alle origini della società. All'estero è conosciuta come Vecchia Signora.[46] Un altro celebre appellativo del sodalizio torinese è La fidanzata d'Italia,[47] per la notevole crescita del numero di tifosi juventini grazie ai suoi successi sportivi durante gli anni trenta.[48]

Ha anche altri soprannomi, come i Bianconeri (riferito sia ai tifosi che ai componenti della squadra) dato che, dal 1903, i colori della divisa casalinga sono il bianco e il nero,[49] e le Zebre per la mascotte societaria.

Un altro curioso soprannome, che alcuni ritengono abbia origine almeno dagli anni venti del secolo passato, riservato soprattutto in maniera spregiativa, a giocatori e tifosi juventini da parte dei sostenitori delle squadre rivali, è l'epiteto Gobbi, derivato dal piemontese goeba o göba, in italiano gobba. L'origine più accreditata di questo termine risale tuttavia agli anni cinquanta, quando la squadra bianconera indossava una casacca dall'ampia foggia, più simile a una camicia, a differenza delle maglie aderenti usate dalle altre squadre del tempo: quando i giocatori juventini correvano sul campo, la casacca, che sul petto aveva un'apertura con lacci, in stile inglese, generava un rigonfiamento sulla schiena (una sorta di "effetto paracadute") dando l'impressione che questi avessero, per l'appunto, la gobba.[7] Negli anni settanta del XX secolo la Curva Maratona, la sezione più calda dei rivali storici del Torino, intonava spesso il coro «goeba, goeba» come sfottò rivolto ai tifosi juventini durante il derby della Mole.

La squadra juventina è stata anche conosciuta, principalmente durante gli anni settanta, come [La] Signora Omicidi per via dei suoi risultati sul campo.[50]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Beatrice, op. cit., «Estetica del bianco e nero», p. 4
  2. ^ a b The FIFA Weekly, op. cit., WEEKLY TOP 11: «The most evocative colours in football», p. 29
  3. ^ a b c d e (EN) Black & White, nottscountyfc.co.uk, 7 novembre 2008. URL consultato il 26 settembre 2008.
  4. ^ Juvecentus: La mostra del centenario, op. cit., Giuseppe Sergi, «Storia delle maglie bianconere»
  5. ^ a b c La storia del logo della Juventus. URL consultato il 3 gennaio 2009.
  6. ^ Un po' di storia: gli inizi, 21 maggio 2008. URL consultato il 26 settembre 2008.
  7. ^ a b c d e f g h i j Calzaretta, op. cit.
  8. ^ La grande storia della Juventus, op. cit., vol. 1 «Il segreto della Juventus»
  9. ^ Il colore rosso dei numeri della maglia juventina nei decenni dei cinquanta e sessanta è stato il primo elemento diverso dal classico bianconero introdotto nella divisa societaria dal 1903.
  10. ^ a b Presentate le nuove maglie! in juventus.com, 8 luglio 2009. URL consultato l'8 luglio 2009.
  11. ^ a b c Ecco le nuove maglie! in juventus.com, 2 luglio 2010. URL consultato il 28 settembre 2010.
  12. ^ a b c Ecco le nuove maglie della Juve per il 2011-2012 in Corriere dello Sport, 6 luglio 2011. URL consultato il 28 luglio 2011.
  13. ^ Amichevole Al Hilal vs. Juventus - Winter Camp 2011-2012 Dubai e Riyadh in LaPresse, 5 gennaio 2012.
  14. ^ Ecco le nuove maglie della Juventus in juventus.com, 11 luglio 2012.
  15. ^ Le parole di Andrea Agnelli in juventus.com, 11 luglio 2012.
  16. ^ La prima maglia della Juventus 2012-2013 Nike in passionemaglie.it, 11 luglio 2012.
  17. ^ La Juventus campione d’Italia presenta la maglia 2013-2014 Nike, addio stelle e scritte sul petto in passionemaglie.it, 10 maggio 2013.
  18. ^ a b c Ecco le divise per la nuova stagione in juventus.com, 16 luglio 2014.
  19. ^ Tifosi della Juve furibondi: «Numeri e nomi illeggibili» in tuttosport.com, 6 agosto 2014.
  20. ^ Evviva il nuovo lato B delle maglie Juve in tuttosport.com, 25 agosto 2014.
  21. ^ 28 ottobre 1951: Verde Juventus in calcioromantico.com, 31 gennaio 2014.
  22. ^ Ecco le nuove maglie away in juventus.com, 15 giugno 2012.
  23. ^ Daniele Costantini, Ritorna il gialloblù per la seconda maglia della Juventus 2013-2014 marchiata Nike in passionemaglie.it, 10 luglio 2013.
  24. ^ Daniele Costantini, Tra fascino e mistero, l’effimera epopea della «J» sulle maglie della Juventus in passionemaglie.it, 3 febbraio 2014.
  25. ^ Svelata la nuova terza divisa in juventus.com, 16 settembre 2014. URL consultato il 16 settembre 2014.
  26. ^ Paolo Forcolin, Van der Sar, piedi buoni per la Juve in La Gazzetta dello Sport, 28 maggio 1999. URL consultato il 4 gennaio 2009.
  27. ^ a b c (DEEN) Juventus FC (informazioni e stemmi societari della Juventus). URL consultato il 21 marzo 2014.
  28. ^
    « [...] non riceve la corona, se non ha lottato secondo le regole. »   (Seconda lettera a Timoteo 2, 5)
  29. ^ Juventus FC (primo stemma). URL consultato il 26 agosto 2014.
  30. ^ Foot-Ball Club Juventus: Logo anni 1920. URL consultato il 3 gennaio 2009.
  31. ^ (DE) Juventus FC (old logo). URL consultato l'8 febbraio 2009.
  32. ^ a b c Nuovo logo Juventus 2004, op. cit.
  33. ^ L'araldica dei calci in Guerin Sportivo, 10 ottobre 1928, p. 1. URL consultato il 14 settembre 2014.
  34. ^ D'Innocenzo, op. cit., p. 17
  35. ^ Football Logos: I migliori marchi delle società di calcio in Brand Identikit Magazine. URL consultato il 4 settembre 2014.
  36. ^ Ciotti, op. cit.
  37. ^ Tavella, Ossola, op. cit., p. 48
  38. ^ 1972 – Undici Bianconeri, Juve Juve, 45 giri Durium Ld A 7764
  39. ^ Musica a Torino 1991, op. cit., p. 118
  40. ^ Francesco Velluzzi, Rosanna Schirer e Stefano Boldrini, Spagna e il Chievo: inno d'amore in La Gazzetta dello Sport, 19 luglio 2001. URL consultato il 25 marzo 2010.
  41. ^ a b Juve (Storia Di Un Grande Amore) – Single, iTunes.
  42. ^ Paolo Belli: biografia e discografia. URL consultato il 29 novembre 2009.
  43. ^ Inno ufficiale della Juventus FC (lettera). URL consultato il 26 settembre 2008.
  44. ^ Inni non ufficiali. URL consultato il 26 settembre 2008.
  45. ^ Bertoli Fans Club: Partecipazioni – Juvecentus. URL consultato il 26 settembre 2008.
  46. ^ (EN) Juventus FC. URL consultato il 24 gennaio 2009.
  47. ^ Brera, op. cit., pp. 81; 114
  48. ^ Papa, op. cit., p. 271
  49. ^ (EN) The Old Lady climbs to the top of the world in Fédération Internationale de Football Association, 15 dicembre 2006. URL consultato il 26 settembre 2008.
  50. ^ Arpino, op. cit., p. 630

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Libri[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Musica a Torino 1991: rock, pop, jazz, folk, Torino, EDT srl, 1992, ISBN 88-7063-127-3.
  • (PMSIT) Giovanni Arpino, Giorgio Bàrberi Squarotti, Massimo Romano, Opere, Milano, Rusconi, 1992, ISBN 88-18-06084-8.
  • Gianni Brera, Storia Critica del Calcio Italiano, Baldini Castoldi Dalai, 1998, ISBN 88-8089-544-3.
  • Leonardo Casalino, Juvecentus: La mostra del centenario, Gribaudo Paravia, 1997, ISBN 88-395-8164-2.
  • Santa D'Innocenzo, Il merchandising come contratto sportivo, Milano, Wolters Kluwer Italia, 2010, ISBN 88-13-29956-7.
  • Antonio Papa, Guido Panico, Storia sociale del calcio in Italia, Bologna, Il Mulino [1993], 2002, ISBN 88-15-08764-8.
  • Renato Tavella, Franco Ossola, Il Romanzo della Grande Juventus, Roma, Newton & Compton [1997], 2003, ISBN 88-8289-900-4.

Pubblicazioni varie[modifica | modifica sorgente]

  • Nicola Calzaretta, Il pallone racconta: Un secolo di bianconero (tutte le maglie della Juventus 1903-2003) in Guerin Sportivo, nº 29, 22/28 luglio 2003.
  • (PDF(EN) The most evocative colours in football (PDF) in The FIFA Weekly, nº 22, Fédération Internationale de Football Association, 21 marzo 2014.
  • Sandro Ciotti, Enrico Ameri e Bruno Mobrici, Juventus primo amore. Storia sportiva e romantica della Juventus, 1972.

Risorse informative in rete[modifica | modifica sorgente]

Videografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Informazioni generiche[modifica | modifica sorgente]

Icone[modifica | modifica sorgente]