Ministero della cultura e della comunicazione (Francia)

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Il Ministero della cultura e della comunicazione è un ministero della Francia, che si occupa della salvaguardia, protezione e valorizzazione del patrimonio culturale francese[1].

Inoltre, insieme agli altri ministeri francesi competenti:

  • contribuisce, allo sviluppo dell'educazione artistica e culturale per l'intero ciclo formativo,
  • incoraggia le iniziative culturali locali e partecipa alle politiche di decentralizzazione del governo francese in campo culturale,
  • vigila sullo sviluppo delle industrie culturali e contribuisce allo sviluppo delle nuove tecnologie di diffusione e di creazione del patrimonio culturale,
  • contribuisce alla diffusione delle creazioni artistiche francesi e alla francofonia e alle istituzioni culturali della Francia all'estero.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La creazione del ministero risale ad un decreto del 1959[2] che ne sancì la nascita, con il nome di "Ministero degli affari culturali" (Ministere des affaires culturelles) mediante il trasferimento dal Ministero dell'educazione nazionale delle tre direzioni generali "delle arti e delle lettere", "dell'architettura" e "degli archivi di Francia"[3]. Vi furono inoltre trasferiti il servizio che si occupava delle attività culturali in seno all'Alto commissariato alla gioventù e allo sport e il Centro nazionale della cinematografia, che in precedenza operava presso il Ministero dell'industria e del commercio.

André Malraux fu il primo ministro degli affari culturali , dalla fondazione del ministero al 1969. Nell'ambito dell'organizzazione del ministero nel 1961 venne creato prima un servizio e poi una "direzione di amministrazione generale" (DAG), per la gestione del personale dell'amministrazione centrale e degli oltre 3500 impiegati nei servizi esterni.

Progressivamente si aggiunsero altre strutture: la sottodirezione dello spettacolo e della musica divenne nel dicembre 1961 una nuova "direzione del teatro, della musica e degli spettacoli". Per la decentralizzazione nel 1963 furono creati i comitati regionali degli affari culturali e nel 1965 i consiglieri regionali alla creazione artistica e nel 1969 le prime tre direzioni regionali degli affari culturali. La direzione generale delle arti e delle lettere viene soppressa e vennero create al suo posto una "direzione dell'azione culturale" e una "direzione degli spettacoli, della musica e delle lettere" Nel 1969 il ministero aveva sei direzioni, un ispettorato generale e uffici dedicati agli scavi e all'inventario.

Nel 1970 venne creata una "direzione della musica, dell'arte lirica e della danza".

Nel 1974 il ministero cambiò nome e divenne "Ministero degli affari culturali e dell'ambiente" (Ministère des affaires culturelles et de l'environnement) e nel giugno dello stesso anno fu ridotto ad un Segretariato di stato alla cultura (Secrétariat d'Etat à la cuture).

Nel 1975 venne creata una "direzione del libro", che riunì servizi dispersi in quattro diversi ministeri: ne restava ancora fuori, tuttavia, sia la Biblioteca nazionale che le biblioteche scolastiche e universitarie.

Dal 1976 riprese ad essere un ministero, cambiando più volte denominazione:

  • 1976: ministero della cultura e dell'ambiente
  • 1978: ministero della cultura e della comunicazione (stesso nome attuale)
  • 1981: ministero della cultura
  • 1986: ministero della cultura e della comunicazione
  • 1988: ministero della cultura, della comunicazione e dei grandi lavori del bicentenario
  • 1991: ministero della cultura e della comunicazione
  • 1992: ministero dell'educazione nazionale e della cultura
  • 1993: ministero della cultura e della francofonia
  • 1995: ministero della cultura
  • 1997: ministero della cultura e della comunicazione

Nel 1978 le attribuzioni della "direzione dell'architettura" furono trasferite al nuovo "Ministero dell'ambiente e del quadro di vita", mentre la "sottodirezione dei monumenti storici e dei palazzi nazionali" formò insieme al "dipartimento di archeologia" la nuova "direzione del patrimonio", istituita nel mese di ottobre: la nuova direzione integrò poi a partire dal 1980 anche la "divisione del patrimonio mobile", una "missione del patrimonio etnologico" e una missione del "patrimonio fotografico".

Elenco dei ministri[modifica | modifica sorgente]

A partire dalla fondazione del ministero si sono succeduti alla sua guida più di venti ministri, con varie attribuzioni. I mandati più lunghi sono stati quelli del primo (André Malraux (1959-1969) e di Jack Lang (1981-1986 e 1988-1993)[4]

Sedi[modifica | modifica sorgente]

La sede principale del ministero della cultura è stata dal 1959 all'interno del Palais-Royal di Parigi con ingresso da rue Valois[5].

Nel 1994 il ministero ha inoltre acquisito il complesso dei "Bons Enfants", lasciato libero dal Ministero delle finanze nel 1989 in seguito al suo trasferimento nella nuova sede di Bercy. La vecchia sede del Ministero delle finanze era costituita da un edificio costruito nel 1919 dall'architetto ]]Geroges Vaudoyer]] in rue Saint-Honoré come deposito dei grandi magazzini del Louvre, acquistato dallo stato francese nel 1933, e da un edificio contiguo costruito nel 1960 dall'architetto Olivier Lahalle, con ingresso su rue Montesquieu. I due edifici vennero unificati dagli architetti Francis Soler e Frédéric Druot per mezzo di una struttura metallica che ne unifica le due facciate. Dal 2004 il Ministero della cultura e della comunicazione vi ha trasferito i propri servizi centrali, fino a quel momento dispersi su 17 sedi diverse, di cui 16 dentro Parigi.[6].

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

Direzioni centrali[modifica | modifica sorgente]

Dopo la riorganizzazione lanciata nel 2007 nel quadro della politica di modernizzazione della revisione generale delle politiche pubbliche (RGPP) e conclusasi nel 2010, l'amministrazione centrale del ministero si compone di quattro grandi entità[7]:

  • segretariato generale (secrétariat général)
  • direzione generale dei patrimoni (direction général des patrimoines) che ha raccolto le competenze delle precedenti:
    • direzioni dei musei di Francia (directions des musées de France o DMF)
    • direzioni degli archivi di Francia (directions des archives de France o DAF)
    • direzione dell'architettura e del patrimonio (direction de l'architecture et du patrimoine o DAPA)
  • direzione generale della creazione artistica (direction général de la création artistique, che ha raccolto le competenze delle precedenti
    • direzione della musica, della danza, del teatro e degli spettacoli (direction de la musique, de la danse, du théâtre et des spectacles o DMDTS)
    • delegazione alle arti plastiche (délégation aux arts plastiques o DAP)
  • direzione generale dei media e delle industrie culturali (Direction général des médias et des industries culturelles o DGMIC)

A queste si aggiunge la delegazione generale alla lingua francese e alle lingue di Francia (délégation générale à la langue française et aux langues de France), collocata sotto l'autorità del ministro.

Altri servizi centrali[modifica | modifica sorgente]

  • Ufficio di gabinetto (Bureau du cabinet)
  • Comitato di storia (Comité d'histoire), creato nel 1993
  • Dipartimento dell'informazione e della comunicazione (Département de l'information et de la communication)
  • Ispezione generale degli affari culturali (Inspection générale des affaires culturelles), ufficio creato nel 1973 e riorganizzato nel 1982
  • Mssione interministeriale per la qualità delle costruzioni pubbliche (Mission interministérielle pour la qualité des constructions publiques)
  • Commissione di inventariazione dei depositi di opere d'arte (Commission de récolement des dépôts d'oeuvres d'art o CRDOA), creata nel 1996
  • Consiglio superiore delle musiche attuali (Conseil supérieur des musiques actuelles o CSMA), creato nel 2006.
  • Alto consiglio dell'educazione artistica e culturale (Haut conseil de l'éducation artistique et culturelle o HCEAC)
  • Consiglio superiore della proprietà letteraria e artistica (Conseil supérieur de la propriété littéraire et artistique)
  • Consiglio superiore degli archivi (Conseil supérieur des archives), creato nel 1988 e modificato nel 1990 e nel 1999
  • Sezione delle onorificenze (Section des distinctions honorifiques): Ordine delle arti delle lettere (Ordre des arts et des lettres), creato nel 1957
  • Consiglio_nazionale_della_ricerca_archeologica

Organi decentrati[modifica | modifica sorgente]

Direzioni regionali degli affari culturali[modifica | modifica sorgente]

A partire dal 1977 il ministero è presente in tutte le regioni francesi con le proprie Direzioni regionali degli affari culturali (Directions régionales des affaires culturelles o DRAC), che nel 1992[8] sono stati trasformati nei servizi decentrati del ministero.

Sono presenti nelle 21 regioni metropolitane e nelle 5 regioni d'oltremare . Esiste inoltre una "Missione per gli affari culturali della Nuova Caledonia, un ex territorio d'oltremare che gode di un'ampia autonomia sotto la sovranità francese con lo statuto di "collettività sui generis" (Mission aux affaires culturelles - Nouvelle-Calédonie).

Istituzioni pubbliche[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di organismi pubblici a carattere amministrativo o a carattere industriale e commerciale, che godono di una certa autonomia amministrativa e finanziaria dal ministero e svolgono una missione di carattere generale[9]. Comprendono:

Servizi a competenza nazionale[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di servizi a mezza strada tra l'amministrazione centrale e le amministrazioni decentrate, le cui attribuzioni hanno un carattere nazionale, ma nello stesso tempo soprattutto operativo, beneficiando di un certo grado di autonomia[10]Comprendono:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La presentazione del Ministero della cultura e della comunicazione sul sito CultureCommunication.gouv.fr (FR)
  2. ^ Decreto del 3 febbraio 1959
  3. ^ Storia del ministero della cultura francese (FR) sul sito CultureCommunication.gouv.fr.
  4. ^ Lista dei ministri della cultura francesi sul sito CultureCommunication.gouv.fr.
  5. ^ La sede di rue de Valois sul sito CultureCommunication.gouv.fr.
  6. ^ La sede dei "Bons Enfants" sul sito CultureCommunication.gouv.fr.
  7. ^ Le direzioni sul sito CultureCommunication.goub.fr.
  8. ^ Legge del 6 febbraio 1992 sull'amministrazione territoriale della Repubblica francese.
  9. ^ Pagina sulle istituzioni pubbliche del ministero sul sito CultureCommunication.gouv.fr.
  10. ^ Pagina sui servizi a competenza nazionale sul sito CultureCommunication.gouv.fr.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]