Castello di Chambord
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Coordinate: Il castello di Chambord è il più vasto dei castelli della Loira.
È stato costruito tra il 1519 ed il 1547 nei pressi di una curva del fiume Cosson, corso d'acqua affluente del Beuvron che si getta poi a sua volta nella Loira. Sorge nel dipartimento Loir-et-Cher, 14 Km. a nord-est di Blois ed a circa 6 Km. dalla riva sinistra della Loira.
Chambord è il più grande dei castelli della Loira. E’ un capolavoro rinascimentale di enormi dimensioni, con 440 stanze, 85 scale e 365 camini (uno per ogni giorno dell’anno). Si trova in un immenso parco, di grande interesse faunistico, che occupa una superficie di 5500 ettari, racchiuso da una cerchia di mura lunga ben 32 km. Fino al 1518, fu un semplice casino di caccia di proprietà dei conti di Blois. Francesco I, allora sovrano di Francia, decise di demolirlo e di farsi costruire lì una fastosa e immensa dimora reale. Il re era affascinato dall’architettura italiana e aveva invitato Leonardo da Vinci ad Amboise. E’ probabile che Leonardo abbia realizzato i primi progetti del castello, compreso uno schema per deviare il corso della Loira. Per 25 anni, circa 200 artigiani e muratori lavorarono per costruire il castello di Chambord. Disegnato a forma di croce, il mastio centrale è fiancheggiato da quattro torri e circondato da un cortile. La grande scalinata sale lungo il mastio fino alla torre della lanterna che originariamente era aperta e alla quale venne aggiunta la vetrata. Questa doppia scala a chiocciola fu disegnata in modo che due persone che salissero e scendessero potessero vedersi sempre, ma potessero incontrarsi solo all’inizio o in cima. Sui quattro lati della scala si aprono gli appartamenti: ovunque si vede l’immagine della Salamandra, emblema di Francesco I. Le stanze più grandi sono quelle degli appartamenti reali; in particolare, la camera da letto tappezzata con arazzi riccamente ricamati, realizzata da Luigi XIV che completò la costruzione del castello nel 1685, mentre aspettava che la reggia di Versailles fosse costruita. I fastosi mobili d’epoca furono distrutti o dispersi durante la Rivoluzione; i mobili all’interno del castello sono, perciò, riproduzioni dei mobili originari. Al secondo piano una ricca raccolta di trofei, armi e arazzi ricorda che la residenza era una tenuta in cui si organizzavano battute di caccia. L’elemento più straordinario è il tetto, una profusione di timpani, torrette e guglie, paragonato da Vivian Rowe a una città orientale, “il panorama di Costantinopoli in un unico edificio”. Le terrazze furono realizzate per consentire alla corte di osservare gli spettacoli estivi o per osannare il re al ritorno dalla caccia. Rappresentano un punto di osservazione per ammirare lo splendido parco che circonda il castello. Le simmetrie e le esuberanti decorazioni in ardesia sul tufo bianco della Loira testimoniano l’influsso del rinascimento italiano. L’ingresso al castello è sul lato sud-est, dove la porte Royale immette nella corte d’onore. Chambord ha ospitato numerosi personaggi: oltre a Francesco I e a Luigi XIV, si recavano spesso a cacciare nella foresta, Francesco II e Carlo IX. Nel castello visse anche Luigi XIII. Ai tempi di Luigi XIV vi soggiornò Molière, che scrisse, in pochi giorni, una commedia: “Il signor di Pourceaugnac”. L’artista, inoltre, vi fece rappresentare lo spettacolo intitolato Il Borghese gentiluomo. Nel 1809, Napoleone assegna il castello al principe di Wagram, che però si limita a vendere il bosco, lasciando il resto all’abbandono. Nel 1821 il possedimento viene acquistato dal duca di Bordeaux, erede alla corona, che lo ha restaurato. Il castello fu abitato dal sovrano Enrico V. Poi, nel 1873, divenne proprietà del nipote, il duca Di Parma. Nel 1932 lo stato Francese lo riacquista dagli eredi per 11 milioni di franchi.
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[modifica] Architettura
Il castello di Chambord possiede senza dubbio una silhouette molto particolare e costituisce una grande espressione architettonica dello stile rinascimentale. La sua facciata è lunga ben 128 metri, ha 440 locali, più di 80 scale, 365 camini ed 800 capitelli scolpiti.
Nella realizzazione si nota l'influenza di Leonardo da Vinci, che ha lavorato come architetto alla corte di Francesco I, e quella di Domenico da Cortona.
La pianta del castello si sviluppa attorno alla costruzione chiamata maschio (donjon) anche se Chambord non ha mai avuto vocazione difensiva, a sua volta centrata attorno allo scalone principale a doppia elica. Dallo scalone si dipartono quattro grandi vestiboli disposti a croce che permettono l'accesso ad otto appartamenti: uno in ognuna delle quattro torri ed altri quattro ad occupare gli spazi tra le torri stesse ed i vestiboli. La stessa disposizione si ripete su tre piani. In un secondo tempo il re Francesco I estese il castello inglobando il maschio in un quadrilatero di nuova costruzione ed installando i suoi appartamenti (più vasti) nell'ala orientale. Una cappella è stata costruita nell'ala occidentale e terminata da Jules Hardouin-Mansart sotto il regno di Luigi XIV. Sul tetto del castello francesco I fece incastonare dei frammenti di ardesia in modo da far sembrare il castello costruito in marmo.
Lo scalone a doppia elica al centro dell'edificio principale rivela lo stile di Leonardo. Esso è composto da due scale a chiocciola rotanti nello stesso senso che non si incrociano mai. Percorrendolo fino all'ultimo piano raggiungibile si ha accesso alla terrazza, anch'essa ispirata da un'idea di Leonardo, che offre una stupenda visione del fiume, del bosco circostante il castello e dei numerosi camini e capitelli che ornano la costruzione. La terrazza gira attorno a tutta la struttura del maschio e permette di volgere lo sguardo a 360° sul panorama circostante. La sommità dello scalone è sormontato da una torre lanterna.
Il secondo piano è notevole per il suo soffitto a cassettoni, decorati con i simboli reali di Francesco I, la F coronata e la salamandra, e dal simbolo di sua madre, Luisa di Savoia, una corda annodata. Alcuni di tali simboli, quelli posti più in alto all'altezza della terrazza, sono fatti al contrario in modo che Dio, dall'alto dei cieli, potesse vedere la potenza del re.
[modifica] Storia
Il vasto dominio boscoso di Chambord fu comprato nel 1392 dalla famiglia d'Orlèans dai precedenti proprietari, i conti di Blois. Quando il duca d'Orlèans divenne re di Francia nel 1498 col nome di Luigi XII, il dominio divenne proprietà della Corona.
Nel 1516 Francesco I tornò dall'Italia con Leonardo da Vinci e col desiderio di realizzare un grande edificio sullo stile del rinascimento italiano. Nel 1519 l'area di Chambord fu scelta per la costruzione di una residenza di caccia e dal 1526 ben 1800 operai lavorarono alla realizzazione del castello. I lavori si conclusero nel 1547, dopo molti ingrandimenti successivi al primo progetto, con l'ala degli appartamenti reali. Francesco I passò molto poco tempo a Chambord prima della sua morte.
Nel 1639 Luigi XIII lo donò a suo fratello Gastone d'Orléans. Luigi XIV sottopone nel 1684 la residenza a nuovi lavori per far coprire la cappella e per far collegare tra loro i quattro appartamenti del vestibolo nord del primo piano per farne le sue stanze.
Dal 1725 al 1733 il castello fu occupato da Stanislao Leszczyński, re detronizzato di Polonia e suocero di Luigi XV. Dal 1745 al 1750 servì da caserma al reggimento di Maurice di Sassonia. Nel 1792 il governo rivoluzionario ne pose in vendita i mobili. Napoleone donò la residenza al maresciallo Berthier, la cui vedova poi lo vendette ad Henri d'Artois, duca di Bordeaux, che prese allora anche il titolo di conte di Chambord. Carlo X lo occupò per un breve periodo durante il quale lo fece sommariamente restaurare. Durante la guerra franco-tedesca del 1870 servì come ospedale di campagna. Dal 1883 Chambord appartenne alla famiglia ducale di Parma.
Dal 1930 il dominio è di proprietà dello stato francese che lo gestisce tramite l'Associazione amici di Chambord. Nel 1947 iniziò un imponente restauro del castello che lo fece divenire la notevole attrazione turistica che è oggi.
[modifica] Il parco
Il castello è all'interno di un dominio boscoso di 5440 ettari, circondato da un muro di cinta lungo ben 32 km che lo rende il più grande parco forestale chiuso d'Europa. I cervi ed i cinghiali sono gli abitanti più rappresentativi dei suoi boschi.
[modifica] Collegamenti esterni
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