Maurizio di Sassonia (1696-1750)

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Maurizio di Sassonia
Maurizio di Sassonia ritratto da Maurice Quentin de La Tour (1748)
Nato Goslar, 28 ottobre 1696
Morto Chambord, 20 novembre 1750
Dati militari
Grado Maresciallo di Francia
Guerre Guerra di Successione spagnola

Guerra di Successione polacca

Guerra di Successione austriaca
Battaglie Battaglia di Malplaquet

Battaglia di Fontenoy
Battaglia di Lauffeldt

Battaglia di Rocoux
Nemici storici Duca di Cumberland
Principe Carlo di Lorena

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Maurizio di Sassonia (in tedesco Hermann Moritz von Sachsen, conosciuto anche come Maréchal de Saxe; Goslar, 28 ottobre 1696Castello di Chambord, 20 novembre 1750) è stato un generale francese di origine tedesca, conte di Sassonia e maresciallo di Francia. Inventò un cannone chiamato Amusette.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ermanno Maurizio (più conosciuto col solo nome di Maurizio di Sassonia) nacque a Goslar, nella Bassa Sassonia, figlio illegittimo di Augusto II, re di Polonia ed Elettore di Sassonia, e della Contessa Maria Aurora di Königsmarck. Venne battezzato come Hermann Moritz e subito chiamato con i titoli di "Conte di Sassonia" o "Conte de la Raute".

Maurizio di Sassonia è famoso, oltre che come comandante focoso al limite della temerarietà, come teorico dell'arte della guerra. Nel 1732, durante una breve malattia, scrisse le "Meditazioni" un'opera di strategia e tattica che fu pubblicata solo dopo la sua morte.

In quest'opera Maurizio lodava l'ordine profondo, gli attacchi all'arma bianca e le tattiche aggressive, sminuendo invece l'importanza delle armi da fuoco e della polvere da sparo. Mentre questi aspetti della sua opera sono indice di forte conservatorismo (e nella pratica non furono utilizzati nemmeno da lui) Maurizio iniziò anche alcune riflessioni d'avanguardia: filosoficamente distinse tra una parte scientifica dalla guerra (composta dall'organica, dall'addestramento, dall'armamento e dall'equipaggiamento, ovvero cose che potevano essere organizzate a tavolino) ed una artistica, irrazionale, "sublime" che si esalta nel colpo d'occhio e nelle intuizioni del comandante, nel carattere delle truppe, nel morale (assai mutevole anche tra i veterani), nei casi e negli accidenti.

Inoltre Maurizio di Sassonia fu un sostenitore delle divisioni (chiamate da lui "corpi") ovvero di una riforma dell'organica che stabilisse delle strutture stabili e proporzionate, formate da reparti di cavalleria, fanteria ed artiglieria con un'aliquota di genio e servizi, che si muovessero in maniera automa, o meglio ancora su vie parallele a ore o giorni di marcia l'una dall'altra. Ogni divisione sarebbe stata in grado di combattere autonomamente una piccola battaglia o far fronte ad un'imboscata, mentre sarebbero state in grado di riunirsi rapidamente per formare un esercito per una battaglia principale.

Malgrado tutto Maurizio riteneva che un buon generale avrebbe potuto (se non avesse commesso mai errori) passare tutta la sua vita senza combattere una sola battaglia, sconfiggendo il nemico con la manovra, con le scaramucce, gli assalti notturni alle cittadelle (tattica di cui fu un maestro riconosciuto) e la prudenza nella difesa delle proprie linee.

La tomba di Maurizio di Sassonia

Durante gli ultimi anni della sua vita, Maurizio ebbe una relazione con la nobildonna francese Marie Rinteau de Verrières, che a quell'epoca aveva appena 18 anni. Nel 1748 ella diede alla luce una figlia, l'ultima dei molti figli illegittimi che Maurizio aveva avuto durante la sua vita. Alla bimba venne dato il nome di Maria Aurora, dal nome della nonna. Per il primo anno di vita la bambina ebbe il cognome materno di de la Riviere, sino a quando il padre, poco prima di morire, la riconobbe dandole il cognome di Sassonia.

In riconoscimento della sua brillante carriera, negli ultimi anni di vita Luigi XV di Francia concesse a Maurizio di Sassonia il Castello di Chambord a vita, ed nell'aprile del 1746, venne naturalizzato definitivamente francese. Egli morì il 20 novembre 1750 di "febbre putrida".

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jon Manchip White Marshal of France: The Life and Times of Maurice, Comte de Saxe (1696-1750), Rand McNally & Company, Chicago, 1962.
  • Hugh Chisholm (a cura di), Encyclopædia Britannica, XI edizione, Cambridge University Press, 1911.

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