Castello di Amboise

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Castello di Amboise
Il castello di Amboise
Il castello di Amboise
Ubicazione
Stato attuale Francia Francia
Regione Centro Centro
Città Amboise
Informazioni generali
Tipo Castello
Stile Rinascimentale
Inizio costruzione XII secolo
Visitabile
Note In parte demolito nei secoli
Sito web http://www.chateau-amboise.com

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Il castello di Amboise, situato nell'omonima cittadina nel dipartimento dell'Indre e Loira, è situato in una posizione che domina la Loira. È incluso nella lista dei castelli della Loira.

Prima di essere inglobato nei beni della corona di Francia, nel 1434, il castello appartenne per più di quattro secoli alla potente famiglia degli Amboise. Durante il Rinascimento fu la residenza di numerosi re di Francia.

Il castello venne in gran parte distrutto dopo la Rivoluzione: oggi rimane solamente un quinto del castello di Carlo VIII.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Età antica e Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Il sito di Amboise, abitato fin dall'antichità, si trova in un punto strategico lungo la Loira. Dai Romani venne costruito un oppidum a Chantelliers, su un altopiano tra la Loira e l'Amasse. Nel 504 Clodoveo, re dei Franchi, e Alarico II, re dei Visigoti, si incontrarono sulla Île d'Or. Poco dopo, nel 507, Clodoveo sconfisse i Visigoti a Vouillé. Questi abbandonarono la Loira e si ritirarono a sud.

Quattrocento anni dopo, al tempo delle invasioni normanne, in accordo con i re di Francia Carlo il Calvo e Luigi II, Adalard, arcivescovo di Tours, la cui famiglia controllava Amboise, ottenne la custodia del luogo per due suoi parenti: Ingelger, marito di Adelais, che era una nipote dell'arcivescovo, e Sulpice I de Buzançais. Ingelger rilevò le fortificazioni della città. Intorno all'anno 1000, Amboise divenne la città più difesa di tutta la Francia occidentale. All'inizio del XII secolo i signori di Amboise assunsero il controllo completo della città e di tutte le sue fortezze.

Fortezza e residenza reale[modifica | modifica sorgente]

Luigi d'Amboise, un membro di quella nobile famiglia, nel 1431 prese parte ad un complotto contro Luigi de la Trémoille, favorito di Carlo VII. Smascherato, venne condannato a morte, ma poi fu graziato. Tuttavia il suo castello gli venne confiscato nel 1434. Di conseguenza Amboise entrò nel dominio reale e in breve tempo divenne residenza reale, dove Carlo VIII costruì un palazzo.

Il castello di Amboise è caratterizzato da un'ottima sicurezza.[1] Il 7 ottobre 1461 il re Luigi XI venne a salutare la regina Maria d'Angiò, sua madre, dopo la sua incoronazione a Reims. Egli rimase in Poitou, in modo che la regina Carlotta di Savoia e la loro figlia Anna di Francia ci si potessero stabilire.[2] Infatti, nel 1433, il Delfino Luigi, che si trovava al castello di Loches per la sua istruzione, avrebbe potuto aver trovato rifugio ad Amboise, minacciata dai Borgognoni.[3] Quindi il castello divenne la sua residenza e la scuola di principi e principesse, tra cui Carlo VIII, Luisa di Savoia e Francesco I di Francia a causa della sicurezza. Anche Margherita d'Austria, che divenne la più grande donna di politica del XVI secolo, visse qui. La pace di Cambrai è derivata dall'istruzione impartita ad Amboise. Inoltre questo castello aveva una biblioteca notevole[4] grazie non solo a un gran numero di libri privati di Carlotta di Savoia,[5] ma anche all'aiuto di Luigi XI, vero fondatore della Biblioteca Reale, oggi diventata Biblioteca nazionale, che ebbe il suo centro in Amboise.[6]

Il figlio di Carlo VII, Luigi XI, crebbe il proprio figlio (il futuro Carlo VIII) ad Amboise per motivi di sicurezza, grazie alle cure di un uomo della Turenna, Jean Bourré. Nato nel 1470 nel castello, il Delfino Carlo apprezzava Amboise e ne fece la sua dimora preferita.

Castello rinascimentale[modifica | modifica sorgente]

La tomba di Leonardo da Vinci

Carlo VIII si impegnò in grandi rinnovamenti degli edifici preesistenti dal 1492 alla sua morte, nel 1498. Fece costruire la cappella di Saint- Hubert; l'ala, detta di "Carlo VIII", in stile gotico fiammeggiante, in cui si trovano gli appartamenti del Re e della Regina; le due torri (Tour des Minimes e Tour Heurtault); un parco situato sulla terrazza, in cui, più tardi, venne installato un busto di Leonardo da Vinci e un monumento musulmano in ricordo di Abd el-Kader, morto ad Amboise durante la sua prigionia.

Appassionato di cultura italiana, scoperta durante le campagne in Italia, Carlo VIII invitò ad Amboise molti artisti italiani nel 1495 (in particolare Domenico da Cortona e Fra' Giocondo), facendo sì che il castello venisse completamente trasformato secondo la moda rinascimentale. Il re chiese il progetto del giardino al giardiniere Pacello da Mercogliano. Anche gli artisti francesi aggiunsero alcune parti. La costruzione era supervisionata da Raymond Dezest, ufficiale giudiziario di Amboise, con l'aiuto di tre architetti: Colin Biart, Guillaume Senault e Louis Armangeart, assistiti dai maestri Jacques Sourdeau e Pierre Trinqueau. In questo sito lavorarono costantemente più di 250 uomini.

Carlo VIII morì ad Amboise per un'emorragia cerebrale nel 1498, all'età di 27 anni, dopo aver violentemente colpito la testa contro un architrave in pietra della galleria Hacquelebac, il 7 aprile, mentre stava effettuando attività sportiva.

Luigi XII, il suo successore, fece costruire una seconda ala perpendicolare a quella di Carlo VIII in stile rinascimentale. Vendette la proprietà a Luisa di Savoia, che vi crebbe i suoi due figli, Margherita d'Angoulême e Francesco, che venne delineato come successore di Luigi XII. Quando Luigi XII morì, nel 1515, e Francesco I ascese al trono, la corte a poco a poco si allontana dal castello di Amboise. Anche se ne proseguì la costruzione, con il completamento della torre Heurtault e la riqualificazione dell'ala Luigi XII, Francesco preferì altre residenze, come il castello di Chambord, di Blois e di Fontainebleau.

Tuttavia egli invitò Leonardo da Vinci a soggiornare nel castello di Clos-Lucé, vicino a quello di Amboise. Si dice che tra le due costruzioni ci fosse un passaggio sotterraneo, ma recenti scavi hanno dimostrato che questo non è mai esistito. L'artista italiano morì nel 1519 ad Amboise e fu sepolto nella chiesa di Saint-Florentin, secondo le sue ultime volontà; l'edificio venne però distrutto nel 1807 e le rovine vennero scavate nel 1863 da Arsène Houssaye. Le ossa attribuite a Leonardo furono rinvenute nel 1874 e collocate nella cappella di Saint-Hubert. Durante la seconda Guerra Mondiale le ossa furono rimosse dai nazisti, che le volevano donare a Benito Mussolini, ma furono nascoste da Enrico d'Orléans dopo il suo ritorno dall'esilio.[7]

Enrico II, il figlio di Francesco I, continuò l'espansione del palazzo ordinando la costruzione di nuovi edifici sul lato orientale. Nel 1560, sotto il breve regno di Francesco II, il castello fu teatro della congiura di Amboise, uno dei primi atti delle guerre di religione.

Declino e restauro[modifica | modifica sorgente]

Il cortile del castello.

A partire da Enrico III i soggiorni reali al castello diventarono sempre più rari. A poco a poco il castello diventò una prigione di lusso per grandi personaggi dello Stato. Nel 1626 César, duca di Vendôme, e suo fratello Alessandro, gran priore di Francia, furono incarcerati per aver cospirato contro Richelieu. Il castello passò poi nelle mani del fratello del re, Gastone d'Orléans, che ne demolì una parte nel 1660. Confiscato dal nuovo re, Amboise diventò una prigione. Luigi XIV vi rinchiuse Nicolas Fouquet e il duca di Lauzun.

Il castello, nel XVIII secolo, passò sotto la proprietà del duca di Choiseul, che lo abbandonò nel 1760 per trasferirsi a Chanteloup, pochi chilometri più a sud. Il castello passò poi nelle mani del conte di Penthièvre, prima di essere confiscato dallo Stato nel 1792, durante la Rivoluzione francese.

Gran parte del castello fu distrutto durante il Primo Impero, quando Napoleone cedette il castello, già in cattive condizioni, all'ex console Roger Ducos; questo, non avendo denaro per ristrutturarlo, preferì distruggerne i due terzi, in particolare Saint-Florentin e gli appartamenti della regina, tra il 1806 e il 1810.

Luigi Filippo I ereditò il castello attraverso sua madre. Ripristinò le antiche mura distruggendo le case adiacenti e ristrutturò l'ala Luigi XII. L'edificio venne tuttavia nuovamente confiscato durante la Rivoluzione del 1848.

Nel 1848, a seguito di un trattato di resa non rispettato dalle autorità francesi, l'emiro Abd El-Kader e un centinaio di compagni furono imprigionati qui prima di essere rilasciati da Napoleone III nel 1852.

Nel 1873 il castello tornò alla famiglia Orléans, che lo trasformò in una casa per anziani. All'inizio del XX secolo venne effettuato il restauro del palazzo da Victor Ruprich Robert e da suo figlio. Nel 1970 Enrico d'Orléans lo donò alla Fondazione St. Louis, da lui creata, che ne è l'attuale proprietaria.

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Esterno[modifica | modifica sorgente]

Palazzo reale

Il palazzo si affaccia sulla Loira, trovandosi in cima alla collina. Primo esempio di ispirazione italiana sulle rive della Loira, riflette la graduale transizione tra il gotico e lo stile rinascimentale.

Cappella di Saint-Hubert
Vista della cappella di Saint-Hubert.

La cappella di Saint-Hubert è stata costruita e decorata con sculture tra il 1491 e il 1496 da artisti fiamminghi, che operarono in un puro stile gotico fiammeggiante usando pietra e gesso della Turenna. Lavorarono su commissione di Carlo VIII, prima che questo scoprisse l'architettura italiana. La cappella venne poi utilizzata come oratorio da Anna di Bretagna, prima di diventare, presumibilmente, il luogo di sepoltura di Leonardo da Vinci.

L'architrave della porta rappresenta la caccia di Saint-Hubert. Le vetrate, piuttosto recenti, raccontano episodi della vita di San Luigi e il timpano del XIX secolo rappresenta Carlo VIII e Anna di Bretagna.

Torre di Minimes e torre Heurtault

Le due torri, entrambe molto massicce, permettevano alle carrozze ed ai carri di salire sul terrazzo, raggiungendolo per comode rampe anziché per le scale. Si trovano rispettivamente sul lato nord e ovest del castello e sono in stile rinascimentale.

Interno[modifica | modifica sorgente]

Palazzo gotico[modifica | modifica sorgente]

Sala delle Guardie

Questa sala, con archi e costoni intrecciati, controllava l'accesso allo spazio riservato al re. La stanza è arredata con cassepanche e credenze in quercia del XV e XVI secolo.

Passeggiate delle Guardie

Questa galleria aperta consentiva di controllare la Loira e i dintorni di Amboise. Vi sono esposte riproduzioni di disegni di Jacques Androuet du Cerceau che illustrano l'importanza del castello nel XVI secolo.

Sala delle Guardie nobili

La guardia del corpo del sovrano era composta principalmente da nobili. Questa stanza controllava le scale che portano al piano superiore. L'ambiente si articola intorno ad un pilastro centrale che sostiene tutta la volta. Ci sono delle copie ottocentesche di armature del XVI secolo, tra cui una armatura da combattimento detta à côté ed una da parata, più leggera. C'è anche una cassa della marina del XVII secolo.

Sala dei Tamburini

Il suo nome si riferisce alle numerose feste e balli che venivano organizzati al castello durante il regno dei Valois. Il pavimento è composto da piastrelle in cotto che rappresentano gigli, di ispirazione cinquecentesca. L'arredamento è costituito da una tavola rinascimentale, una sedia (più precisamente una cathedra gotica ornata dagli stemmi del cardinale Georges d'Amboise), e da una cassa del regno di Carlo VIII. Sulle pareti si notano un arazzo delle Fiandre del XVI secolo raffigurante l'Omaggio della famiglia di Dario ad Alessandro Magno.

Sala del Consiglio
Vista della sala del Consiglio.

È in questa grande stanza (la più grande del castello), che il re si riuniva con il suo consiglio, il vero centro del potere reale. L'ambiente ha due camini: uno, con una cappa trapezoidale, è ancora caratterizzato dallo stile gotico, mentre il secondo, all'altra estremità della stanza, ha già influssi rinascimentali. Il blasone di Anna di Bretagna, dei gigli ed un ermellino, decora molti elementi della stanza: la prima cappa del camino, i pilastri centrali, le vetrate sulla Loira. Anche l'emblema di Carlo VIII adorna la cappa del primo camino. Sul soffitto ci sono dei monogrammi di Carlo VIII e Anna di Bretagna, composti dall'intreccio delle lettere C e A.

Ai lati, addossati contro le pareti, ci sono i grandi scranni decorati con teli piegati, di stile gotico. Sulle pareti sono esposti i ritratti dei sovrani appartenenti alla famiglia dei Borboni: Enrico IV (dopo Franz Pourbus) e Luigi XIII (dopo Philippe de Champaigne).

Appartamenti rinascimentali[modifica | modifica sorgente]

Sala del coppiere

Questo ambiente mostra evidenti cambiamenti dallo stile gotico a quello rinascimentale, in particolare in ciò che concerne la tavola. La camera è arredata secondo il gusto gotico per la presenza di un cassettone (chiamato anche credenza o buffet), una cassapanca, due sedie; gli elementi rinascimentali sono invece una sedia, un tavolo "all'italiana" allungabile, una grande cassa di noce intagliata e dorata. Le pareti sono decorate con arazzi di Aubusson del XVII secolo eseguiti su cartoni di Le Brun.

La camera di Enrico II.

Le aperture delle finestre, decorate con bastoni da pellegrino, di borse piene di monete e di bisacce ricordano che Amboise era un luogo di sosta per i pellegrini in viaggio verso San Martino di Tours, dove arrivavano prima di continuare la loro strada per Santiago di Compostela.

Camera di Enrico II

La camera di Enrico II dispone di un letto in stile Enrico II di grandi dimensioni (2,18 m x 1,82 m). Ci sono anche una cassa con un doppio fondo, porte e arazzi di Bruxelles e Tournai risalenti alla fine del XVI secolo e al XVII secolo.

Anticamera della Cordelliera
Il camino dell'anticamera della Cordelliera.

Questa era l'antica anticamera degli appartamenti rinascimentali; ora l'ingresso a quelli è scomparso. La cappa del camino è decorata con corde attorcigliate, simbolo dell'ordine francescano, e con il collare dell'ordine di San Michele, il tutto disposto intorno allo stemma di Anna di Bretagna. Il pannello di legno sopra il camino è decorato con la salamandra, emblema di Francesco I.

Appartamenti di Luigi Filippo[modifica | modifica sorgente]

Gabinetto di Luigi Filippo

In questa stanza è ricostruito un tipico gabinetto durante l'età di Luigi Filippo. È possibile ammirare un ritratto della duchessa di Orleans, la madre di Luigi Filippo, e, su una credenza, un modello della nave "Belle Poule", comandata dal principe di Joinville, figlio di Luigi Filippo, durante il ritorno in Francia delle ceneri di Napoleone.

Il gabinetto di Luigi Filippo.
Camera di Luigi Filippo

Questa camera è arredata secondo lo stile "Primo Impero": ci sono un letto a barca, una scrivania, un tavolo con quattro colonne alla base, una cassa di legno di mogano. Sono presenti anche alcuni mobili in stile Luigi Filippo.

Sulle pareti c'è un ritratto di Madame Adelaide, dipinta da Court, e un ritratto del duca e della duchessa di Orleans, di Franz-Xaver Winterhalter.

Sala della musica

I mobili di questa vasta sala sono composti principalmente da un pianoforte Érard di palissandro impiallacciato di Rio del XIX secolo, una scrivania e una credenza in stile "Restaurazione" ed una sedia in mogano. Sulle pareti sono esposti un ritratto di Luigi Filippo, rappresentato con le insegne della monarchia e la Carta Costituzionale del 1830, un ritratto della regina Marie-Amélie, con due suoi figli, il duca di Aumale e il duca di Montpensier, e un ritratto di Louis-Philippe-Joseph, detto "Philippe Egalité". Su un cavalletto si trova anche un ritratto di Abd El-Kader.

Nella cultura popolare[modifica | modifica sorgente]

L'hotel Château Marmont, a Los Angeles, è ispirato al castello di Amboise.[8]

Il 17 giugno 1963 la posta francese ha emesso un francobollo del valore 0.30 F che rappresentava il castello.[9]

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Babelon, Amboise, op. cit., p. 45.
  2. ^ Babelon, Amboise, op. cit., p. 37.
  3. ^ Heers, op. cit., p. 24.
  4. ^ Favier, op. cit., p. 238.
  5. ^ Inventaire des biens de Charlotte de Savoie, 1865.
  6. ^ www.ambafrance-nl.org.
  7. ^ Delorme, Billaut, op. cit.
  8. ^ www.chateaumarmont.com.
  9. ^ Phil-ouest.com.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) Jean-Pierre Babelon, Le Château d'Amboise, Arles, Actes Sud, 2004.
  • (FR) Jean-Pierre Babelon, Châteaux de France au siècle de la Renaissance, Parigi, Flammarion-Picard éditeur, 1989, ISBN 2-08-012062-X.
  • (FR) Gérard Denizeau, Larousse des châteaux, Parigi, Larousse, 2005, ISBN 2-03-505483-4.
  • (FR) Gérard Denizeau, Histoire visuelle des Monuments de France, Parigi, Larousse, 2003, ISBN 2-03-505201-7.
  • (FR) Philippe Delorme, François Billaut, Secrets historiques et grandes énigmes, L'Express, 2010, ISBN 2-84343-727-X.
  • (FR) Jean Favier, Louis XI, Parigi, Fayard, 2001.
  • (FR) Jacques Heers, Louis XI, Parigi, Perrin, 2003, ISBN 978-2-262-02084-2.
  • (FR) Jean-Marie Pérouse de Montclos, Centre - Val de Loire, le guide du patrimoine, Parigi, Hachette, 1992, ISBN 2-01-018538-2.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]