Jacques Androuet du Cerceau

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Jacques Androuet du Cerceau pseudonimo di Androuet (Parigi, 1515Annecy, 1585) è stato un architetto e scrittore francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Jacques appartenne ad una prestigiosa famiglia di architetti parigini la cui influenza si sentì non solo nel XVI secolo ma anche in quello seguente. Il vero nome della famiglia era Adrouet ed il soprannome du Cerceau fu dovuto dalla attività e dal laboratorio del capostipite Jacques, caratterizzato dall'insegna portante il nome e la raffigurazione del cerchio.[1]

Fu padre di Baptiste Androuet du Cerceau e di Jacques II Androuet du Cerceau, e il nonno di Jean Androuet du Cerceau e di Salomon de Brosse.

Biographie[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Jacques Androuet du Cerceau sono incerte, anche se le località di Orléans e di Le Mans sembrerebbero essere i più probabili centri di partenze dei suoi progenitori partiti alla volta di Parigi.

Généalogie des Androuet du Cerceau

Jacques fu il più noto ed il più celebre della famiglia grazie alle raccolte di disegni e di stampe, ma soprattutto alla riproduzione di architetture francesi dell'epoca.

Nel 1533 effettuò una delle tante visite in Italia, dove rimase attratto e influenzato dal Manierismo sia nelle opere grafiche sia in quelle architettoniche.

Prolifica fu anche la sua attività di redattore di libri, ad iniziare dal 1549 con Arcs, per proseguire con i due Livres d'architecture e i Monuments antiques del 1560, con il Traité perspective del 1576, e con le sue pubblicazioni più importanti, ossia Les plus excellents bastiments de France ed il Volume des monuments de Paris.

Si sono conservate parecchie incisioni ispirate da opere di Perin del Vaga, del Rosso, di Raffaello e di Bramante e la sua collezione completa prevede circa 2000 fogli e 2800 incisioni.

Fra le opere architettoniche realizzate vi sono i due castelli di Charrleval e di Verneuil-sir-Oise, oltre a vari palazzi parigini, la Maison nel parco di Gaillon ed il coro della chiesa della Madaleine.

Dal 1549 venne nominato architetto del re.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le Muse, p. 275.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Adolphe Berty, Les architectes français de la Renaissance, Chez Auguste Aubry, Parigi, 1809.
  • (FR) Charles Bauchal, Nouveau dictionnaire des architectes français, André, Daly fils et cie, Parigi, 1887.
  • Le Muse, vol. 4, Novara, De Agostini, 1966.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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