Salamandra (mitologia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La Salamandra, Fisiologo di Berna (IX secolo)

Secondo un'antica leggenda le salamandre erano capaci di attraversare le fiamme rimanendo illese. Plinio nella sua Storia Naturale ne dava questa spiegazione: "È tanto fredda che al suo contatto il fuoco si estingue non diversamente dall'effetto prodotto dal ghiaccio." Questa credenza è totalmente falsa, poiché la pelle umida della salamandra la rende estremamente vulnerabile non solo a fonti di calore, ma anche al disseccamento lontano dall'acqua o da luoghi umidi. È parzialmente vera la credenza secondo la quale la salamandra sarebbe velenosa: le sue ghiandole cutanee possono infatti secernere una sostanza irritante per le mucose.

Plinio sostenne che se una qualunque parte del corpo umano fosse entrata in contatto con la bava della salamandra avrebbe cambiato colore ricoprendosi di macchie biancastre: probabilmente voleva dare una spiegazione alla vitiligine.

Dal Medioevo la salamandra fu caricata di significati simbolici, legati spesso allo stesso Cristo, per la capacità dell'anfibio di risorgere. Si trova molto frequentemente nei bestiari, anche se le sue caratteristiche sono spesso confuse tra quelle di vari rettili, dai serpenti alle lucertole.

Per questo motivo nella mitologia celtica danno nome a una categoria di fate del fuoco.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

mitologia Portale Mitologia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mitologia