Modena Football Club

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Modena Football Club 1912
Calcio Football pictogram.svg
Modenastemma.png
Canarini
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Giallo e Blu3.png giallo-blu
Dati societari
Città Modena
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie B
Fondazione 1912
Presidente Italia Angelo Forcina
Allenatore Italia Walter Novellino
Stadio Alberto Braglia
(21.507 posti)
Sito web www.modenafc.net
Palmarès
Titoli nazionali 1 campionato di Serie B
Trofei nazionali 1 Supercoppa di Lega Serie C1
Trofei internazionali 2 Tornei Anglo-Italiani
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Modena Football Club, meglio conosciuto come Modena, è una società calcistica italiana con sede nella città di Modena. Fondata nel 1912, milita in Serie B.

La società conta 27 partecipazioni alla massima serie italiana, dove ha conseguito come miglior piazzamento un terzo posto nell'annata 1946-1947. Oltre ai titoli conquistati nelle serie minori nazionali, in campo internazionale il club annovera due Coppe Anglo-Italiane, competizione in cui la squadra modenese vanta il primato di successi.

I suoi giocatori sono soprannominati Canarini per via dei colori sociali del club, una maglia gialla con calzoncini blu. Fin dalla sua nascita, gioca gl'incontri casalinghi allo stadio Alberto Braglia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Dopo alcune sporadiche esibizioni a livello scolastico nel primi anni del secolo XX, sotto la spinta degli studenti universitari (tra cui spicca l'impulso di Luigi Ventura) e di quelli dell'Istituto Tecnico, all'inizio del 1910 nacque a Modena l'Associazione Studentesca del Calcio Modena, che partecipò nelle stagioni 1911 e 1912 ai tornei regionali di III e II categoria, vincendoli. Tra la fine del 1911 e l'inizio del 1912 nacque il Football Club Audax Modena, in rappresentanza del Liceo San Carlo. Dopo un breve periodo di rivalità cittadina, le due società decisero di fondersi, non senza qualche mugugno, il 5 aprile 1912: la decisione venne pubblicata sugli organi di stampa cittadini. Il giornale "Il Panaro" pubblicò così la notizia della fusione societaria:

« Era affisso ieri un avviso sul quale si invitavano i nostri giocatori di football a partecipare a una riunione per deliberare circa la fusione delle due società, la Associazione Studentesca del Calcio e lo Audax Football Club L'idea di tale connubio non ci giunge nuova, l'abbiamo sentita circolare da oltre un anno nei capannelli calcistici, ma non abbiamo mai voluto entrare nel merito della questione per non rompere, come si dice, le uova nel paniere a coloro che tale idea propugnavano. Lo facciamo ora che la notizia ufficiale e la fusione fatta e che la nuova società ha già scelto il suo nome e i suoi colori. Si chiamerà Modena Football Club e la sua maglia porterà i colori giallo-blu »

La sua prima struttura societaria prevedeva Giuseppe Salotti, docente universitario, quale presidente, il tenente Claudio San Donnino, ricco possidente cittadino, quale presidente onorario, e una Commissione Tecnica composta da Silvio Secchi, in qualità di Direttore Tecnico, e da Luca Mariani e Francesco Vaccari.

Gli anni dieci[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver ottenuto dall'Amministrazione Comunale l'area dell'ex Velodromo per l'ubicazione dello Stadio cittadino (area nella quale la società ha poi giocato tutte le gare interne della propria storia) e l'ammissione al Campionato di Prima Categoria, espressione del massimo livello calcistico, il Modena partecipò alla sua prima stagione (1912-13) nel girone Veneto-Emiliano, dapprima con solo elementi locali (Secchi, Mariani, Zanasi, Minchio, Zanetti - il futuro dirigente federale degli anni Venti e Trenta), poi, dopo i primi rovesci, pescando alcuni giocatori oltre provincia quali Diaderico Raffaldini, Brassi e Soresina. Quel primo torneo terminò con una sola vittoria, nel derby interno contro il Bologna, e tutte sconfitte.

Approfittando (al pari di Juventus e Racing Libertas) del blocco delle retrocessioni nell'estate del 1913, il Modena ottenne di giocare sempre in Prima categoria anche nella successiva stagione, 1913-14, nella quale la società decise di ingaggiare il primo straniero della sua storia, l'inglese Roberts: grazie alle sue capacità tecniche e alla maturata esperienza dei ranghi della squadra, il Modena si classificò al 3º posto nel girone. Nella stagione 1914-15, il Modena, pur partendo con qualche ambizione, si vide inserito nel girone Lombardo, molto più qualificato tecnicamente. Nonostante l'ingaggio dei due nuovi calciatori Giuseppe Forlivesi e Bernardo Perin, al termine della stagione il Modena risultò ultimo, pagando duramente dazio nel girone, ottenendo un'unica vittoria contro il Como.

Nel novembre del 1914 arrivò a Modena la notizia "sensazionale" dell'ingaggio di Attilio Fresia di ritorno dal Reading, uno dei migliori esponenti del calcio dell'epoca, primo giocatore italiano ad essere tesserato per una squadra inglese. Pendendo sul suo capo una squalifica per professionismo, Fresia non poté partecipare alle gare di quel campionato, tuttavia gli vennero affidati incarichi di allenatore della squadra. I suoi metodi innovativi, la sua idea di calcio furono alla base, per molti anni, della scuola calcistica modenese.

Allo scoppio della Grande Guerra gli organi federali decisero di annullare il campionato di calcio, tuttavia la passione di calciatori e pubblico creò una pressione tale che fu ideato un torneo succedaneo, la Coppa Federale, al quale parteciparono le principali formazioni dell'epoca. Il Modena, dopo aver vinto il girone eliminatorio contro Bologna e Audax, contese fino all'ultima gara contro il Genoa (sconfitta per 2-3), la vittoria finale al Milan. In quel periodo la squadra poteva contare sulla presenza a Modena del XX Autoparco, Reggimento automobilistico di retroguardia, nel quale affluirono grandi campioni dell'epoca, quali Ara, Leone, Albertoni, Varese, Gay. Nella stagione 1916-17 il Modena partecipò alla Coppa Emiliana istituita dal Comitato Regionale, aggiudicandosi il trofeo nella finale giocata a Mantova il 25 marzo 1917, sconfiggendo per 5-1 il Bologna, che era terminato a pari punti.

Gli anni venti[modifica | modifica wikitesto]

Il Modena della stagione 1928-1929

Al termine della guerra la società fu ricostituita. Partiti i grandi campioni del periodo bellico, la squadra venne imperniata su Giuseppe Forlivesi, diventato uomo simbolo del Modena, da qualche giocatore del periodo precedente (Minchio, Vandelli, Barbieri) e pescando in profondità calciatori nelle squadre del movimento uliciano che, nel periodo bellico ed immediatamente successivo al termine del conflitto, erano proliferate in città, sia sotto la spinta dell'emulazione dell'attività del XX Autoparco, che grazie agli insegnamenti di Attilio Fresia. Nella stagione 1919-20 il Modena vinse il girone regionale ed arrivò al 3º posto nel Girone B delle Semifinali Nazionali, dietro a Juventus e US Milanese. Nella successiva stagione il Modena si impose di nuovo nel girone regionale e venne inserito nel Girone B delle Semifinali Nazionali, con Alessandria, Andrea Doria e US Milanese.

I canarini contesero il passaggio del turno ai grigi piemontesi, dai quali vennero sconfitti solo in un incontro di spareggio (0-4) giocatosi a Milano nel luglio del 1921. Nell'estate di quell'anno il Modena, come la maggior parte delle squadre più importanti dell'epoca, decise di fare fronte comune con le società scissioniste che andarono a formare il C.C.I. I canarini furono inseriti nel Girone B della Lega Nord, e riuscirono ad ottenere un quarto posto finale, sempre con ranghi formati quasi esclusivamente da elementi cittadini. Rientrata la scissione dell'anno precedente il Modena si classificò al 6° nel Girone B della Lega Nord di Prima Divisione nella stagione 1922-23, nella quale Fresia fece esordire a sorpresa due giovani speranze: Bruno Dugoni e Luciano Vezzani.

Un settimo posto nella stagione 1923-24, con la sempre maggiore maturazione dei calciatori locali, suggerirono alla dirigenza di essere più intraprendente nel compiere passi per la stagione 1924-25. La squadra, composta da elementi locali ormai conosciuti a livello nazionale (Brancolini, Boni, Benassati, Dugoni, Scaltriti, Vezzani, Breviglieri, Forlivesi) venne migliorata con l'acquisto dei due interni ungheresi Robert Winkler e Dezso Tischovski, a rinforzare la linea d'attacco dei gialli. In più, venne assunto il tecnico ungherese Gonda a cui vennero affidate interamente le decisioni tecniche, per la prima volta nella storia della società. Il Modena partì di slancio e per lunghi tratti comandò il Girone A di Lega Nord - Prima Divisione, con il Genoa quale principale antagonista. La morte di Tichovski (sostituito dall'esordio di un giovanissimo Alfredo Mazzoni), l'infortunio (frattura) di Winkler all'inizio del girone di ritorno ed alcune contestate decisioni di posticipare 3 gare del Genoa al termine del campionato non consentirono al Modena l'approdo alla finale della Lega Nord contro i cugini felsinei, proprio a vantaggio dei liguri.

Nonostante propositi ambiziosi della società, il Modena terminò al 3º posto nel Girone A di Lega Nord, stagione 1925-26, piuttosto distanziato dalla coppia Bologna-Torino; nella stagione 1926-27 i canarini ottenerono un 6º posto nel Girone A di Divisione Nazionale, alla quale fece seguito un 5º posto nel Girone B della Divisione Nazionale 1927-28, proprio a ridosso delle squadre promosso per il girone finale che avrebbe assegnato il Titolo Italiano. La Divisione Nazionale 1928-29, ancora divisa in due gironi, avrebbe consentito l'accesso alla nuova Serie A, campionato unico per la prima volta nella storia del calcio nazionale, alle prime otto squadre di ogni raggruppamento. Il Modena venne inserito nel Girone A nel quale ottenne un 6º posto finale, sotto la spinta di calciatori come Boni, Dugoni, Mazzoni (capocannoniere della squadra con 15 reti) e Piccaluga.

Gli anni trenta e quaranta[modifica | modifica wikitesto]

Il primo campionato di Serie A 1929-30 vide ai nastri di partenza un Modena che già negli anni precedenti aveva manifestato via via una incipiente crisi economica della società, con l'obbiettivo di salvarsi. Dopo una discreta partenza, il Modena ebbe una netta flessione nella parte centrale del campionato che la collocò in piena zona retrocessione per buona parte del girone discendente: solo 7 punti nelle ultime 4 gare consentirono ai canarini di evitare la retrocessione. Nella successiva stagione 1930-31, pur con i medesimi propositi di salvezza, il Modena si dimostrò per lunga parte del torneo come la migliore delle provinciali (venendo poi sopravvanzata dal Brescia), chiudendo con un onorevole 10º posto finale.

I sempre maggiori effetti della crisi societaria convinsero al dirigenza a cedere Alfredo Mazzoni, che era assieme a Bruno Dugoni uno dei due giocatori simbolo della squadra. La stagione 1931-32 vide il Modena retrocedere in Serie B dopo una stagione tribolata, nella quale i canarini non trovarono mai né gioco né risultati. Dopo tre stagioni nella Serie A, da poco istituita, nel 1932 arrivò la prima retrocessione in Serie B, cui il Modena non seppe reagire: due secondi posti consecutivi, poi il 3° nel 1935, sembrava una maledizione. Arrivò intanto l'inaugurazione del nuovo stadio, nel 1936, intitolato a Cesare Marzari (poi rinominato Alberto Braglia), giocatore gialloblu caduto nella Guerra civile spagnola. In quegli anni cambiò anche la denominazione di Modena F.C. in Modena Calcio, in ossequio alle direttive del regime volte all'eliminazione di ogni parola straniera nel lessico sportivo.

Maino Neri, un decennio in maglia gialloblù, nonché tra i protagonisti della storica squadra del 1946-1947, terza classificata in Serie A.

Nel campionato 1937-38 vi fu il ritorno in Serie A, mentre l'anno successivo il Modena si salvò per un solo punto. All'inizio della stagione 1939-40 comparvero anche i numeri sulle maglie dei giocatori. La squadra venne rinnovata ma gli acquisti si rivelarono al di sotto delle aspettative e così fu di nuovo serie cadetta. Nel periodo bellico, furono diversi i giocatori che il Modena riuscì a lanciare: Vittorio e Lucidio Sentimenti, Renato Braglia, Maino Neri, Ermando Malinverni e Otello Zironi. Tra gli stenti dovuti alla guerra, il Modena si barcamenò tra la A e la B, in attesa di tempi migliori.

Tempi migliori che coincisero con la fine della Seconda guerra mondiale: nella stagione 1946-47 il Modena infatti chiuse al terzo posto in Serie A, dietro al Grande Torino e alla Juventus, che lo sopravanzò di sole due lunghezze. Fu sorprendente che quel gruppo fosse riuscito ad arrivare così in alto pur avendo inserito, durante il mercato, ben undici nuovi giocatori. Fu quello il miglior campionato di A dei gialloblù, che in casa ottennero anche risultati clamorosi come il 6-1 inflitto al Napoli, le vittorie su Juve, Inter e Roma nonché le "doppiette" (successi in casa e trasferta) rifilate alla Lazio e alla Fiorentina.

L'anno successivo il Modena chiuse al 5º posto e, con diversi giocatori che ormai facevano parte della Nazionale italiana (come Enzo Menegotti, Francesco Pernigo, Maino Neri e Valerio Cassani, tutti presenti al torneo di calcio della Olimpiadi di Londra del 1948), sembrava destinato ad entrare tra le grandi del calcio italiano. Ma le vicissitudini societarie, culminate nelle dimissioni del presidente prima e dell'allenatore poi, portarono la squadra, nel campionato successivo, al penultimo posto e quindi alla retrocessione in Serie B.

Gli anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

Il Modena provò subito a ritornare nella massima serie, ma chiuse il campionato solamente al 5º posto. Ci riprovò l'anno dopo, nella stagione 1950-51, ma riuscì solo a sfiorare l'impresa, conquistando un 3º posto finale. Ed ebbe così inizio la grande fuga dei talenti modenesi nelle squadre più blasonate: fu il caso, tra i tanti di Maino Neri, di Sergio Brighenti e di Giorgio Ghezzi. I risultati cominciarono a risentirne: un 8° e due 10° posti consecutivi cominciarano a ridimensionare i progetti modenesi, che solo lievemente tornarono felici quando nella stagione 1954-55 giunse di nuovo 3°.

Renato Braglia, quasi cinquecento gettoni di presenza fra il 1939 e il 1957, che ne fanno il giocatore più presente di sempre con la maglia modenese.

Intanto, le finanze cominciavano a ristagnare. Il Modena sembrava sul punto di collassare, quando l'azienda Zenit si offrì di abbinare il proprio nome alla squadra (le canoniche sponsorizzazioni erano, infatti, ancora vietate nel calcio italiano).[1] Fu una manna dal cielo: 100 milioni di lire (una cifra colossale all'epoca) per un'ambiziosa campagna acquisti con cui tentare la scalata alla Serie A. Soldi spesi con oculatezza, che diedero risultati immediati nella prima parte della stagione; poi, un girone di ritorno disastroso costrinse lo Zenit Modena ad "accontentarsi" del 7º posto. L'anno dopo andò ancora peggio: 14º posto e retrocessione evitata per pochi punti. La Zenit a questo punto si ritirò, e al Modena (ritornato alla sua classica denominazione) non restò che vendere il vendibile e sperare in qualche giovane promessa: tuttavia, malgrado un'ottima prima metà di campionato, un disastroso girone di ritorno fu la causa della retrocessione per la prima volta nella storia della società in Serie C.

Gli anni sessanta e settanta[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il ritiro dei finanziamenti della Zenit e la retrocessione in C, il nuovo organico modenese compì un doppio salto: vincitore della Serie C 1960-61 e 2° nella Serie B 1962, appaiato al Napoli, appena vincitore della Coppa Italia di quell'anno. Nel primo anno in Serie A, che mancava dal 1949, la squadra si salvò grazie anche ai gol della ex mezzala della Nazionale brasiliana Cinesinho, ma nell'anno successivo le cose si complicarono: alla fine del campionato, il Modena era 15° ma a pari punti con la Sampdoria, contro la quale si giocò la permanenza in A. Lo spareggio si giocò il 7 giugno 1964 a Milano, campo neutro: Sampdoria-Modena 2-0 e ritorno in B.

Nei sette anni di B successivi il Modena raggiunse, come massimo traguardo, il 6º posto, lontanissimo dalla lotta per la promozione. In compenso, sfiorò la retrocessione nel campionato 1968-69, quando si salvò solo per miracolo e chiuse 17°. Era l'inizio degli anni più duri: la lunga parentesi della Serie B finì nel campionato 1971-72, quando il Modena chiuse all'ultimo posto e precipitò in Serie C. Inizialmente, si verificò comunque l'ottimismo della prima retrocessione in B, quando si pensava che per il Modena sarebbe stata una passeggiata o poco più. Invece gli ci vollero tre anni difficili per risalire, quando finalmente vinse il campionato 1974-75.

Due campionati "anonimi" del Modena (un 8° ed un 17º posto) sembravano il preludio di un lungo periodo di militanza in cadetteria. Invece, un'ennesima crisi finanziaria portò la squadra sull'orlo del fallimento, e di conseguenza la squadra fu smantellata. Imbottita di giovani di belle speranze ma di poco bagaglio tecnico, il Modena affondò prima in C1 (come si era chiamata in quegli anni la terza divisione) e l'anno successivo addirittura in C2 (prima ed unica volta della storia del club canarino).

Gli anni ottanta e novanta[modifica | modifica wikitesto]

La Serie C2 fu comunque un'esperienza passeggera: la crisi societaria fu risolta con l'ingresso dell'industriale Bergamini e anche grazie alla rivelazione di Stefano Cuoghi, al primo tentativo la vittoria del campionato della stagione 1979-80 fu assicurata, e la C1 riconquistata, dopo un duello con Trento e Padova. La tifoseria però è costretta a subire diverse delusioni: dopo il 12° nel nella stagione 1980-81, l'anno dopo il Modena chiude 3º per un solo punto (i play-off non esistono ancora). La società intanto aveva cambiato proprietà: era entrato Francesco Farina e rimarrà alla direzione per i successivi 15 anni.

Il Modena vincitore, nel 1981, del primo trofeo internazionale della sua storia, la Coppa Anglo-Italiana.

Arrivano i primi due trofei: il Modena si aggiudica il Trofeo Anglo-Italiano del 1981 e del 1982, battendo in finale, rispettivamente, gli inglesi del Poole Town e quelli del Sutton United. Ma le vittorie non seguono invece in campionato, dove il Modena giunge nelle deludenti 11ª, 10ª ed 8ª posizione nei tre anni a seguire. Nel campionato 1985-86, arriva la promozione in B, ottenuta all'ultima giornata nella partita vinta contro l'Ancona grazie alla rete di Damiano Longhi, davanti a 16.000 spettatori[senza fonte]. Dopo la salvezza nella stagione 1986-1987 (conclusasi con la vittoria nel derby contro il Bologna, successo che mancava da 40 anni esatti), nel campionato 1987-1988 arriva la nuova retrocessione in Serie C.

Gli anni Ottanta si chiudono con la vittoria del campionato di Serie C1 che vale il nuovo ritorno in Serie B, realizzando il record del minor numero di reti subite da una squadra in un campionato professionistico italiano (9)[senza fonte]. Dopo tre salvezze raggiunte faticosamente, nella stagione 1993-94, il Modena chiude al 18º posto e retrocede in C1. Nella stagione successiva 1994-95 la squadra retrocesse in C2, dopo aver perso i play-out con la Massese. I canarini rimasero per poche settimane in quarta serie grazie al Crevalcore che, salvatosi sul campo, rinunciò ad iscriversi alla C1 e fu radiato: il Modena (secondo nella graduatoria dei ripescaggi) venne ripescato. La proprietà della squadra passa al Conte Degli Albertini e la presidenza di Mauro Bassinghi.

Gli anni successivi furono caratterizzati da complesse vicende societarie e tecniche, sino all'acquisto della squadra da parte dell'imprenditore Gigi Montagnani nel 1997. Dopo un'annata interlocutoria, nella stagione 1998-99 arriva al 3º posto e poi viene sconfitto nella finale playoff dal Lumezzane, che aveva anch'esso chiuso al 3º posto (era in vantaggio negli scontri diretti). La stagione successiva arriva una salvezza ottenuta con l'arrivo a metà stagione del tecnico Gianni De Biasi.

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione sportiva 2000-01 mister Gianni De Biasi ottiene la conferma con al suo fianco due collaboratori quali Vinicio Bisioli (preparatore dei portieri) ed Paolo Artico (preparatore atletico). Il Direttore Generale è Doriano Tosi, entrato in società a metà della stagione precedente. Il ritiro pre-campionato cambia geograficamente: è Pieve di Cadore la località prescelta. È dello stesso periodo la morte improvvisa del presidente Montagnani, a cui è oggi intitolata la curva dei tifosi modenesi.

In Coppa Italia la squadra vince il proprio girone a punteggio pieno ed alla decima giornata di campionato si trova al primo posto solitario con 27 punti, frutto di 9 vittorie ed una sconfitta. Il 19 novembre è un'altra data infausta da ricordare: al termine della gara di Como (persa 0-1), mentre percorre il corridoio che porta al pullman, Francesco Bertolotti viene colpito da tergo con un pugno sferratogli dal comasco Massimiliano Ferrigno. Cadendo Bertolotti sbatte violentemente il capo sul pavimento: trasportato d'urgenza all'Ospedale di Lecco gli vengono diagnosticate lesioni cerebrali ed alle ore 23.00 è necessario un intervento chirurgico che gli salva la vita: dopo una settimana esce dal coma.

I canarini attraversano un periodo difficile durante il quale il Como li raggiunge a quota 42 punti, poi si riprendono e tutta la stagione sarà caratterizzata dalle varie fasi di questo testa a testa. Alla penultima giornata di campionato il Modena è di scena allo Stadio Morelli di Brescello, seguita da oltre 4500 tifosi[senza fonte] in una gara che viene vinta al 97' con una rete di Ciro Ginestra. È la vittoria che vale virtualmente la Serie B, ufficializzata all'ultima giornata con la vittoria al Braglia sul Lecco per 2-0. Il finale della stagione vede il Modena vincere anche la Supercoppa di Lega di serie C1 battendo il Palermo (2-1 in Sicilia e 3-0 al Braglia).

L'anno dopo, mantenendo sostanzialmente la stessa squadra della stagione precedente, i gialloblu centrano la seconda promozione consecutiva e rivedono la massima serie dopo 38 anni di assenza. Nel frattempo, a febbraio, con la squadra lanciata verso la serie A, la società era stata rilevata dall'imprenditore Romano Amadei. Da ricordare, in questa annata, le vittorie prestigiose sul Napoli 4-1, sul Cagliari 3-0, sulla Reggina 3-1 (con i tre gol messi a segno nei primi 10 minuti di gioco) e sulla Sampdoria 2-0.

Nella stagione 2002-03 la salvezza non è facile ed arriva solo all'ultima giornata a Brescia, quando il Modena giunge a quota 38 insieme ad Empoli, Reggina e Atalanta. Tuttavia, la classifica avulsa salva gli emiliani ed i toscani, lasciando bergamaschi e calabresi a giocarsi lo spareggio (furono poi quest'ultimi a salvarsi). La retrocessione è solo rinviata alla stagione 2003-2004, con il Modena che chiude terzultimo a quota 30 punti, avendo di fatto perso la massima serie negli scontri contro le dirette concorrenti alla salvezza. Subisce inoltre un punto di penalizzazione (da scontare l'anno dopo in B) per una combine avvenuta durante una partita dell'anno precedente: l'operazione giudiziaria, che coinvolge diverse squadre, sarà l'anticipo dell'operazione "Calciopoli"[senza fonte]. L'anno successivo è turbolento: il Modena chiude ad un punto dalla zona play-off.

Nella stagione 2005-2006, il Modena, con un centravanti come Cristian Bucchi, che segna 30 gol (capocannoniere[senza fonte] e miglior realizzatore stagionale di sempre del Modena), giunge agli spareggi promozione. Nelle semifinali degli spareggi promozione è stato poi eliminato dal Mantova, dopo due pareggi (0 a 0 in casa e 1 a 1 in trasferta) che, a causa delle regole dei play-off di Serie B, hanno sorriso ai virgiliani, i quali, a loro volta, hanno perso la finale contro il Torino.

L'anno dopo, con un organico indebolito dalla cessione di Bucchi e dopo una partenza abbastanza positiva in Coppa Italia (eliminato al terzo turno dal Genoa), il Modena è passato dalla lotta per la A a quella per evitare la C. Tuttavia, l'obiettivo è stato conseguito, grazie anche al cambio di rotta avvenuto con l'arrivo di Bortolo Mutti come allenatore. Per il campionato 2007-08, il Modena, eliminato al primo turno di Coppa Italia dal Bologna, si presenta con un organico in grado di raggiungere la salvezza. Dopo una buona partenza, però, i canarini affondano in un lungo periodo nero di ben 15 partite senza vittorie, durante il girone di ritorno, culminato con l'esonero di Mutti ed il ritorno del discusso Daniele Zoratto. La nuova avventura di Zoratto si conclude con la salvezza giunta alla penultima giornata grazie alla vittoria contro l'Ascoli.

La stagione 2008-2009 verrà ricordata a lungo come una delle più difficoltose per il Modena. Un'annata cominciata sotto i cattivi auspici di un'estate dominata dall'incertezza dal punto di vista societario. Si susseguono, infatti, anche durante tutto l'anno, voci su possibili acquirenti della società di Romano Amadei, intenzionato a passare di mano il Modena. Il risultato è una squadra mal costruita che fatica molto nella prima parte di campionato. I soli 16 punti del girone di andata fanno da contraltare ai 35 del girone di ritorno, culminati con la vittoria a Trieste e al quattordicesimo posto finale. Una tale inversione di marcia è la summa di vari fattori tra cui il ritorno di Alex Pinardi da un lungo infortunio[senza fonte] e il cambio in panchina con Luigi Apolloni che subentra a Daniele Zoratto alla 23ª.

Nella stagione successiva i canarini restano a lungo in lotta per i play-off, ma un calo nel finale portò la squadra a giocarsi addirittura la salvezza all'ultima giornata, poi conquistata grazie a un 3-2 (all'inizio del secondo tempo i gialloblu erano sotto per 2 reti a 0) contro il Gallipoli.

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Nell'annata successiva viene chiamato in panchina Bergodi, che conduce i canarini al 10º posto finale. A livello societario dal 6 agosto 2009 Romano Amadei viene prima affiancato poi sostituito da Roberto Casari.

Il campionato del Centenario 2011-2012 non inizia nel migliore dei modi, ragion per cui, il 14 novembre 2011 viene nominato Agatino Cuttone allenatore-traghettatore della prima squadra in sostituzione di Cristiano Bergodi con la squadra al quart'ultimo posto in classifica. Il cammino di Cuttone, che ottiene risultati di rilievo contro Torino (2 a 1 casalingo con reti di Giuseppe Greco e Maurizio Ciaramitaro) e Bari (0 a 1 con la prima ed unica rete in maglia gialloblu di Ovidiu Petre), non durerà molto sulla panchina dei canarini; il suo esonero era ormai inevitabile dopo una rivolta da parte degli stessi giocatori[senza fonte]. Al suo posto il ritorno di Cristiano Bergodi. La squadra, grazie a una serie di 10 risultati utili consecutivi, si riprende e chiude la stagione al 12º posto.

La rivolta invernale dei giocatori porta il patron Casari ad accelerare la vendita della società che a luglio 2012 passa nelle mani di un imprenditore romano (Stefano Commini) che rileva il 64% delle quote, portando con sé Alessio Secco (direttore generale, ex Juventus), Giuseppe Cannella (direttore sportivo) ed il procuratore Antonio Caliendo (consulente) che l'anno dopo acquisisce la società[2].

L'allenatore è Dario Marcolin; la squadra resta spesso a ridosso della zona play-off, ma nel girone di ritorno accusa un brusco calo e Marcolin viene esonerato il 20 marzo, venendo sostituito da Walter Novellino. Il team chiude il campionato all'8º posto. Da segnalare il grande rendimento di Ardemagni, realizzatore di ben 23 gol, a un solo gol dal capocannoniere Cacia. Il 24 marzo 2013 il Modena Football Club perde Paolo Ponzo, centrocampista che ha militato nella squadra emiliana dal 2000 al 2005, con 134 presenze e un gol contro il Cittadella. Giocatore molto amato dalla tifoseria gialloblu, tanto che il 5 aprile 2013 in occasione del centenario, il Modena Football Club lo ha voluto ricordare con una targa posta nello Stadio Alberto Braglia.

La stagione successiva vede i canarini ottenere il quinto posto finale, qualificandosi per i play off in cui saranno eliminati in semifinale dal Cesena.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Modena Football Club
  • 5 aprile 1912: Fondazione del Modena Football Club.
  • 1912-13: 6° nel girone unico della Prima Categoria Veneto-Emiliana.
  • 1913-14: 3° nel girone unico della Prima Categoria Veneto-Emiliana.
  • 1914-15: 6° nel girone E della Prima Categoria Lombarda.
  • 1915-16: 1° nel girone E Emiliano della Coppa Federale.
  • 1916-17: Vince la Coppa Emilia.
  • 1917/19: Inattivo per motivi bellici.
  • 1919-20: 2° nel girone unico della Prima Categoria Emiliana, 3° nel girone B delle semifinali nazionali.

  • 1920-21: 1° nel girone A della Prima Categoria Emiliana, perde le finali per il titolo emiliano 1920-21 battuto dal Bologna (1-10, 1-0 e 0-1 alla bella). 1° a pari merito nel girone B delle semifinali nazionali.
  • 1921-22: 4° nel girone B della Prima Divisione C.C.I..
  • 1922-23: 6° nel girone B della Prima Divisione.
  • 1923-24: 7° nel girone A della Prima Divisione.
  • 1924-25: 2° nel girone A della Prima Divisione.
  • 1925-26: 3° nel girone A della Prima Divisione.
  • 1926-27: 6° nel girone A della Divisione Nazionale.
  • 1927-28: 5° nel girone B della Divisione Nazionale.
  • 1928-29: 6° nel girone A della Divisione Nazionale.
  • 1929-30: 12° in Serie A.

  • 1930-31: 10° in Serie A.
  • 1931-32: 18° in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
  • 1932-33: 3° in Serie B.
  • 1933-34: 2° nel girone B, 3° nelle finali di Serie B.
  • 1934-35: 2° nel girone B di Serie B.
  • 1935-36: 11° in Serie B.
  • 1936-37: 3° in Serie B.
  • 1937-38: 1° in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
  • 1938-39: 13° in Serie A.
  • 1939-40: 16° in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.

  • 1940-41: 2° in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
  • 1941-42: 16° in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
  • 1942-43: 1° in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
  • 1944: Cambia denominazione in G.S. Modena.
  • 1943-44: 1° nel girone C del Campionato Misto A-B Emiliano, 4º e ultimo alla semifinale B Emiliana.
  • 1944-45: Attività sospesa per cause belliche. Dopo la liberazione ritorna alla vecchia denominazione Modena F.C..
  • 1945-46: 6° nel Campionato Misto Alta Italia.
  • 1946-47: 3° in Serie A.
  • 1947-48: 5° in Serie A.
  • 1948-49: 19° in Serie A. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
  • 1949-50: 5° in Serie B.

  • 1950-51: 3° in Serie B.
  • 1951-52: 8° in Serie B.
  • 1952-53: 10° in Serie B.
  • 1953-54: 10° in Serie B.
  • 1954-55: 3° in Serie B.
  • 1955-56: 8° in Serie B.
  • 1956-57: 12° in Serie B. Assume la denominazione Zenit Modena F.C..
  • 1957-58: 7° in Serie B.
  • 1958-59: 14° in Serie B. Torna ad assumere la denominazione Modena F.C..
  • 1959-60: 19° in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C.

  • 1960-61: 1° nel girone A di Serie C. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
  • 1961-62: 3° in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
  • 1962-63: 11° in Serie A.
  • 1963-64: 16° in Serie A dopo aver perso lo spareggio con la Sampdoria. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
Quarti di finale della Coppa Piano Karl Rappan.

  • 1970-71: 8° in Serie B.
  • 1971-72: 20° in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C.
  • 1972-73: 7° nel girone B di Serie C.
  • 1973-74: 7° nel girone B di Serie C.
  • 1974-75: 1° nel girone B di Serie C. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
  • 1975-76: 8° in Serie B.
  • 1976-77: 12° in Serie B.
  • 1977-78: 20° in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C1.
  • 1978-79: 18° nel girone A di Serie C1. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C2.
  • 1979-80: 1° nel girone B di Serie C2. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C1.


  • 1990-91: 13° in Serie B.
  • 1991-92: 11° in Serie B.
  • 1992-93: 13° in Serie B.
  • 1993-94: 18° in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C1.
  • 1994-95: 15° nel girone A di Serie C1. Sconfitto nei playout dalla Massese. Ripescato.
  • 1995-96: 11° nel girone A di Serie C1.
  • 1996-97: 13° nel girone A di Serie C1.
  • 1997-98: 5° nel girone A di Serie C1.
  • 1998-99: 4° nel girone A di Serie C1. Sconfitto nelle semifinali playoff dal Lumezzane.
  • 1999-00: 12° nel girone A di Serie C1.

  • 2000-2001: 1° nel girone A in Serie C1. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
Vince la Supercoppa di Lega di Serie C (1º titolo).

Secondo turno di Coppa Italia.
Partecipa alla Coppa Italia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Inno[modifica | modifica wikitesto]

  • Canarino va (1964 - Equipe 84, scritta da Francesco Guccini).
  • Avanti Canarini (1975 - I Fedelissimi).
  • Grande Modena (1989 - Andrea Brambilla, Carlo Pistarino, Massimo Buscemi, Athina Cenci, Dominique Chalbot).
  • Magico Modena (2003 - Luca Frigeri).
  • Modena!! Modena!! (SentiMoqua...) (2012 - composta da Giorgio Marchini cantante degli Stone Lizards, per il centenario della società)
  • Per un pir, un pomm, ed un persegh (inno tifosi del Modena)

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Alberto Braglia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Modenastemma.png
Staff dell'area amministrativa
  • Italia Angelo Forcina - Presidente
Consiglio di Amministrazione
  • Italia Marja Caliendo - Amministratore delegato, consigliere di amministrazione
  • Italia Luca Costa - Consigliere di amministrazione
Società
  • Italia Sergio Brighenti - Presidente onorario
  • Italia Antonio Caliendo - General manager
  • Italia Massimo Taibi - Direttore sportivo
  • Italia Francesco Iacopino - Segretario generale, responsabile della comunicazione
  • Italia Andrea Russo - Segretario sportivo
  • Italia Stefano Casolari - Segreteria sportiva
  • Italia Andrea Russo - Team manager
  • Italia Antonio Vistocco - Addetto stampa
  • Italia Annamaria Manicardi - Responsabile amministrativa
  • Modena Academy:
    • Italia Stefano Fabris
    • Italia Luca Liverani - Sviluppo commerciale e marketing
  • Italia Stefano Zoboli - Responsabile sicurezza dello stadio
  • Italia Francesca Fogliani - Front desk e reception
  • Italia Massimo Taibi - Responsabile settore giovanile

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Modenastemma.png
Cronologia degli sponsor tecnici
Modenastemma.png
Cronologia degli sponsor ufficiali
  •  ?-oggi Coopgas-CPL Concordia


Il Modena nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Un riferimento alla squadra di calcio del Modena è contenuto nel celeberrimo film Ladri di biciclette di Vittorio De Sica. I due protagonisti (padre e figlio), alla ricerca in una domenica romana della bicicletta rubata, vengono superati da un camioncino pieno di tifosi dei canarini, che si recano allo stadio Nazionale per assistere alla partita Roma-Modena. Il papà chiede al figlio, per rallegrarlo, «è una buona squadra il Modena?», senza avere risposta. Al termine della pellicola si vedono i due protagonisti nei pressi dello stadio, dove si conclude la partita. È là che il papà si impossessa di una bicicletta isolata e viene per questo inseguito proprio da un gruppo di tifosi in uscita dallo stadio.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori del Modena F.C..
Modenastemma.png
Allenatori
Modenastemma.png
Presidenti
  • 1912 Italia Giuseppe Salotti
  • 1912 Italia Lorenzo Luigi Tardini
  • 1912-1913 Italia Ermenegildo Reggiani
  • 1913-1919 Italia Claudio San Donnino
  • 1919-1920 Italia Guido Sanguinetti
  • 1920-1922 Italia Claudio San Donnino
  • 1922-1927 Italia Enrico Donati
  • 1927-1929 Italia Giovanni Corni
  • 1929-1930 Italia Carlo Vandelli
  • 1929-1932 Italia Vittorio Arangio Ruiz
  • 1932-1935 Italia Antonio Cavazzoni Pederzini
  • 1935-1936 Italia Carlo Alberto Perroux
  • 1936-1939 Italia Beppe Nino Banzi
  • 1939 Italia Guido Gaudenzi (Commissario straordinario)
  • 1939-1940 Italia Antonio Cavazzoni Pederzini (Commissario straordinario)
  • 1940-1943 Italia Beppe Nino Banzi
  • 1944 Italia Odoardo Ferrari
  • 1945 Italia Luigi Pignatti Morano (Commissario)
  • 1945-1948 Italia Aldolfo Orsi
  • 1948 Italia Renzo Campani (Commissario straordinario)
  • 1948 Italia Gaetano Barbieri (Commissario straordinario)
  • 1948 Italia Adolfo Orsi
  • 1948-1949 Italia Antonio Pignedoli
  • 1949-1952 Italia Franco Spinelli
  • 1952 Italia Reggenza Giordano Blondi – Italia Franco Spinelli
  • 1952 Italia Reggenza Giordano Blondi - Italia Alessandro Bonaccini
  • 1952-1959 Italia Alessandro Bonaccini
  • 1959-1960 Italia Giorgio Ghittoni (Commissario straordinario)
  • 1960 Italia Ferdinando Corradini (Presidente del Comitato Provvisorio)
  • 1960-1962 Italia Renzo Garuti
  • 1962-1967 Italia Sergio Marassi
  • 1967-1976 Italia Ferdinando Corradini
  • 1976-1979 Italia Cesare Anceschi
  • 1979-1980 Italia Pier Luigi Bergamini (Amministratore unico)
  • 1980-1984 Italia Gian Carlo Messori Roncaglia
  • 1984-1994 Italia Francesco Farina
  • 1994-1995 Italia Renato Cipollini (Amministratore unico)
  • 1995-1996 Italia Mauro Bassinghi
  • 1996-1997 Italia Giuseppe Degli Albertini (Amministratore unico)
  • 1997-1998 Italia Luigi Montagnani (Amministratore unico)
  • 1998-2000 Italia Luigi Montagnani
  • 2000-2001 Italia Gian Paolo Manfredi
  • 2001-2002 Italia Massimo Montagnani
  • 2002-2006 Italia Romano Amadei
  • 2006-2007 Italia Luca Baraldi
  • 2007-2009 Italia Alfredo Amadei
  • 2009 Italia Alfredo Amadei (Amministratore unico)
  • 2009-2011 Italia Ninetto Sgarbi
  • 2011-2012 Italia Maurizio Rinaldi
  • 2012-oggi Italia Pierluigi Grana


Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Modena F.C..

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Modena, 20 maggio 1981: Modena 4-1 Poole Town (8'pt Vernacchia, 13'pt Corallo, 34'pt Mazzeni (aut.), 15'st Poli, 38'st Corallo)
Modena, 10 aprile 1982: Modena 1-0 Sutton United (5'pt Scarabelli)
Palermo, 20 maggio 2001: Palermo 0-2 Modena[3]
Modena, 24 maggio 2001: Modena 3-0 Palermo (5' Fabbrini, 53' Zironelli, 88' Ginestra)

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria 5 1912-1913 1920-1921 27
Prima Divisione 5 1921-1922 1925-1926
Divisione Nazionale 4 1926-1927 1945-1946
Serie A 13 1929-1930 2003-2004
Serie B 49 1932-1933 2014-2015 49
Serie C 4 1960-1961 1974-1975 20
Serie C1 16 1978-1979 2000-2001
Serie C2 1 1979-1980 1

Il Modena è uno dei pochi club italiani a non aver mai abbandonato il settore professionistico della FIGC, definito dalle NOIF come l'insieme dei tornei di A, B e C/C1/C2.

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Il Modena, nel corso della sua storia, ha ottenuto cinque promozioni dalla Serie B alla Serie A, nelle stagioni 1937-1938, 1940-1941, 1942-1943, 1961-1962 e 2001-2002. Cinque sono anche le promozioni dalla terza serie nazionale al campionato cadetto; in particolare sono due quelle dalla Serie C alla Serie B, stagioni 1960-1961 e 1974-1975, e tre quelle dalla Serie C1 alla Serie B, nelle stagioni 1985-1986, 1989-1990 e 2000-2001. Un solo salto di categoria invece, dalla Serie C2 alla Serie C1, avvenuto nel campionato 1979-1980.

In totale sono 27 i campionati di massima serie alla quale i canarini hanno preso parte. Essi si dividono in cinque campionati di Prima Categoria e Prima Divisione, quattro campionati di Divisione Nazionale e tredici della moderna Serie A. Il miglior piazzamento in massima serie dei canarini, è il terzo posto ottenuto nel campionato di Serie A 1946-1947.

Tuttavia, il campionato nella quale i modenesi contano più partecipazioni, è quelle di Serie B. Sono infatti ben 49, a partire dalla stagione 1932-1933.

Venti invece le partecipazioni ad un campionato di terza serie, esattamente quattro al campionato di Serie C e sedici al campionato di Serie C1. A questi si aggiunge l'unico campionato di quarta serie disputato dal Modena durante la sua storia, quello di Serie C2 1979-1980.

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Il miglior marcatore di sempre nella storia del Modena è il modenese purosangue Renato Brighenti. Collezionò 180 presenze in tre periodi diversi: tre fra il 1940 e il 1943, 56 fra il 1945 e il 1947 e 121 fra il 1949 e il 1954. In totale sono 82 le reti in maglia gialloblu.

Il miglior cannoniere stagionale in Serie B è il toscano Remo Galli, nativo di Montecatini Terme. Nella stagione 1933-1934 infatti, mise a segno ben 26 reti che gli garantirono il titolo di capocannoniere di Serie B.

Il primatista di presenze in maglia gialloblu è Renato Braglia. Nativo della Provincia di Modena, durante la sua carriera indossò solo la maglia del Modena. Collezionò 496 presenze a cavallo fra il 1939 e il 1957. Siglò l'unica rete in una partita del campionato di Serie A 1948-1949.

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Modena Football Club 2014-2015.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 28 agosto 2014.[4]

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Nicolò Manfredini
2 Italia D Luca Calapai
4 Italia C Riccardo Nardini
5 Nigeria C Wilfred Osuji
6 Italia D Lino Marzorati
7 Ghana C Boadu Maxwell Acosty
8 Italia C Luca Nizzetto
9 Italia A Nicola Ferrari
10 Italia C Davide Luppi
11 Italia A Alessandro Gatto
12 Italia P Carlo Pinsoglio
13 Italia D Simone Gozzi
N. Ruolo Giocatore
15 Polonia D Thiago Cionek
19 Italia A Stefano Beltrame
20 Ghana C Amidu Salifu
23 Italia C Andrea Schiavone
25 Svizzera C Alessandro Martinelli
26 Italia C Francesco Signori
27 Italia D Gianni Manfrin
28 Italia D Davide Zoboli
32 Uruguay A Pablo Granoche
33 Italia D Matteo Rubin
35 Italia A Davide Marsura
36 Lituania C Vykintas Slivka

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Modenastemma.png
Staff dell'area tecnica
  • Italia Walter Alfredo Novellino - Allenatore
  • Italia Giuseppe De Gradi - Allenatore in seconda
  • Italia Andrea Russo - Team manager
  • Italia Ruben Scotti - Preparatore atletico
  • Italia Alberto Berselli - Preparatore atletico
  • Italia Marco Bizzarri - Preparatore dei portieri
  • Italia Andrea Carra - Magazziniere
  • Italia Claudio Pifferi - Magazzinier

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Tifosi del Modena in trasferta allo Stadio Franco Ossola di Varese.

Il primo gruppo organizzato fu quello dei "Fedelissimi" nei primi anni settanta, che dal settore gradinata dello stadio Alberto Braglia si spostarono in curva spogliatoio (l'attuale curva Sud). Nel dicembre 1975 nacquero le "Brigate gialloblu", vero fulcro della vita ultras a Modena, da un gruppo di amici che si ritrovava sotto lo striscione di "Brigate gialloblu sezione San Biagio", quartiere del centro di Modena. Dallo stesso gruppo, verso la fine del decennio nacquero gli "Sconvolts", che ebbero vita breve, così come il gruppo "C.u.C.s." nei successivi anni ottanta.

Nel gennaio del 1988, Pippo Baudo annunciò a Domenica In l'interruzione del programma per una edizione speciale del telegiornale: essa riguardava i supporter canarini coinvolti in alcuni scontri per una trasferta nel capoluogo ligure contro il Genoa: ne seguì un processo, che finì a Un giorno in pretura. Successivamente, a cavallo fra gli anni ottanta e novanta, sempre dalle costole delle "Brigate gialloblu" sorsero altri gruppi che volevano avere una loro identità ben precisa, e non si trovavano più in sintonia con le nuove direttive del gruppo d'origine. In quel periodo ci fu il trasferimento di tutta la tifoseria dalla curva Sud alla Nord del Braglia, per motivi di maggiore capienza del settore.

Nacquero così gli "Ultras", le "Vecchie brigate" ed il gruppo "Sezione" (primo in Italia ad usare quel nome), seguaci di quell'estradizione casual appena nata nel mondo anglosassone. Negli anni duemila, con la completa ristrutturazione dello stadio Braglia, la tifoseria gialloblu fece ritorno in curva Sud (appena intitolata allo scomparso presidente del Modena, Gigi Montagnani). Durante la militanza in Serie A, dopo una breve apparizione del gruppo "I fedelissimi" (primo tentativo fallito di riunificazione dei vari gruppi presenti), si decise di adottare un unico stendardo, ovvero "Curva Sud 1912", eliminando qualsiasi simbolo di appartenenza politica (motivo in passato di lotte intestine), mantenendo solo i simboli cittadini; in risposta a ciò, i reduci delle "Brigate gialloblu" decisero lo spostamento in gradinata laterale, in contrasto con l'unificazione di tutti i gruppi ultras della curva Sud sotto un unico striscione.

La tifoseria modenese è gemellata principalmente con gli ultras del Messina e del Sevilla.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cesare Righi, Il Nome sulla Maglia in mediastareditore.com.
  2. ^ Il Modena sempre più nelle mani di Antonio Caliendo. Alessandra Canale nuovo presidente? || Modena Noi
  3. ^ La partita viene sospesa all'88' sul punteggio di 1-2 per invasione di campo e la vittoria viene assegnata al Modena per 0-2 su delibera del Giudice Sportivo.
  4. ^ Prima squadra, modenafc.net.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]