Loredana Bertè

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Loredana Bertè
Loredana Bertè nel 2015
Loredana Bertè nel 2015
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop rock[1]
Periodo di attività 1974 – in attività
Etichetta CGD, CBS, RCA Italiana, Sony Music, NAR International/Edel Music, GGD, Warner Music Italy
Album pubblicati 26
Studio 16
Live 4
Raccolte 4
Sito web

Loredana Bertè (Bagnara Calabra, 20 settembre 1950) è una cantante, occasionalmente cantautrice, italiana.

Sorella minore di Mia Martini, con la quale condivide giorno e mese di nascita, è una delle più famose e amate interpreti nostrane[2], riconosciuta anche dalla stampa come una delle icone più rappresentative del rock italiano[3][4][5][6].

Artista caratterizzata da una forte ed intensa personalità vocale ed interpretativa, assai discussa anche per le complesse vicissitudini personali, vanta una lunga carriera musicale durante la quale ha inciso oltre 200 brani, di cui 45 da lei stessa scritti[7], riuscendo a vendere circa 7 milioni di dischi con 15 singoli e 10 album piazzati nelle top 20 delle classifiche italiane[8].

La posizione più alta da lei raggiunta nella hit-parade dei singoli più venduti è la numero 2 con Non sono una signora nell'ottobre del 1982[9], mentre per quanto riguarda la classifica italiana degli album, la posizione più alta raggiunta è sempre la numero 2 con BabyBertè nel settembre del 2005[10]. Pertanto, nel 2015, il popolare settimanale TV Sorrisi e Canzoni l'ha inserita tra i primi dieci artisti giudicati «tra i numeri uno assoluti della musica italiana»[11] a non aver mai raggiunto il vertice della classifica degli album più venduti.

Gli album di maggior riscontro commerciale sono Traslocando (1982) e Jazz (1983), rispettivamente con oltre 200 000 e oltre 250 000 copie vendute. Nel 2012, il mensile musicale specializzato Rolling Stone ha giudicato Traslocando (prodotto da Ivano Fossati) il miglior lavoro discografico interpretato da una donna in Italia[12]. L'album, che le valse anche il suo primo disco di platino, uscì nell'autunno 1982, anno in cui secondo un sondaggio DOXA, la Bertè risultò la cantante italiana più popolare dopo Mina e Ornella Vanoni[9].

Dopo numerose esperienze cinematografiche, teatrali e televisive a cavallo fra gli anni sessanta e i primi anni settanta, che la vedono impegnata anche come attrice e ballerina, intraprende la carriera discografica grazie all'intuito di Alfredo Cerruti, che le procura un contratto con la CGD per lanciarla come cantante sexy, vista la sua indiscutibile avvenenza.

Nel 1975 arriva il suo primo grosso successo discografico con Sei bellissima, brano in cui rivela per la prima volta un'inaspettata capacità vocale, a supporto di un'interpretazione di indubbio impatto emotivo. Segue l'inizio di un lungo sodalizio artistico e sentimentale col musicista e produttore Mario Lavezzi, durante il quale la Berté diviene la prima interprete italiana dalla forte connotazione rock ad imporsi sul mercato nazionale, contribuendo a un certo rinnovamento del ruolo della cantante. Molti dei suoi testi, abbastanza inusuali per il panorama musicale italiano dell'epoca e per quello al femminile soprattutto, affrontano infatti tematiche quali il sesso, la droga, la depressione, l'emarginazione metropolitana, la guerra, il femminismo. Sulla sua grinta e la sua irriverenza vengono cucite addosso canzoni come Meglio libera (1976) e Fiabe (1977) che riscuotono una buona accoglienza.

La vera consacrazione artistica avviene alla fine degli anni settanta, quando la cantante appare decisa ad intraprendere un percorso artistico che la porterà verso la canzone d'autore iniziando a collaborare con Ivano Fossati di cui incide Dedicato (1978). Sempre di Fossati, che dal 1982 al 1984 è anche il suo produttore, è Non sono una signora, vero e proprio brano-manifesto della Berté con cui vince il Festivalbar. Il brano diventa il suo singolo più venduto in Italia con circa 500 000 copie. Il suo maggior successo commerciale in assoluto resta E la luna bussò (1979), brano con cui l'artista riesce a sdoganare definitivamente le sonorità reggae in Italia entrando in classifica anche in Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia, ed altri paesi del Sud America.

Dopo il reggae, con il sopraggiungere degli anni ottanta, la Berté si conferma la cantante più ricettiva nei confronti di nuove mode e di nuovi stili musicali, attraverso la sperimentazione di altri generi come il funky (1980) ed il rap (1981), pubblicando dunque numerosi lavori di respiro internazionale: infatti la cantante incide a Londra, New York, San Francisco, Rio de Janeiro, collaborando con musicisti del calibro di Corrado Rustici, Phil Palmer, ed il brasiliano Djavan, al quale dedica un intero LP nel 1985 (Carioca), che la vede per la prima volta anche in veste di produttrice.

La sua carriera subisce una forte battuta d'arresto coincisa con l'incontro col celebre tennista svedese Björn Borg, che l'artista sposa nel 1989: un matrimonio particolarmente discusso e assai burrascoso, che è lei stessa ad interrompere nel 1992, uscendone visibilmente segnata.

Il suo ritorno nelle vesti di cantautrice, suggellato da Ufficialmente dispersi uno dei suoi migliori lavori, la vede lanciare nuovi successi dal sapore fortemente autobiografico, fra cui si annoverano Mi manchi (1993) e Amici non ne ho (1994). La tragica morte della sorella Mia Martini nel 1995, evento per lei certamente traumatico e concausa di innegabile depressione, segna un nuovo spartiacque nel suo percorso umano e professionale, influenzando anche la sua attività musicale, sempre più difficile e tormentata.

Gli anni che seguono la vedono scrivere e produrre in prima persona alcuni lavori che riscuotono ottime critiche, seppur interrotti da lunghi periodi di silenzio artistico: nel 1997, in occasione della sua partecipazione al Festival di Sanremo con il brano Luna, uno fra i migliori della sua carriera, Fabrizio De André la elogia «per il coraggio e l'intelligenza che poche donne possiedono[13]» lodando anche le sue capacità di autrice: «è una delle poche che sanno davvero scrivere testi[13]», in riferimento all'album Un pettirosso da combattimento (titolo tratto da un verso dello stesso De André), che contiene anche la toccante Zona venerdì, primo brano da lei dedicato alla sorella scomparsa.

Il nuovo millennio la vede alternare non poche fasi di appannamento, caratterizzate da polemiche ed eccessi largamente connaturati all'eccentricità del suo temperamento che il pubblico non sempre comprende, ad altri momenti ben più fortunati. È la televisione a riaffermare l'impatto mediatico del suo personaggio, regalandole la linfa necessaria a riagganciare con successo il circuito discografico attraverso la partecipazione a popolari trasmissioni musicali quali Music Farm (2004) ed il talent-show Amici di Maria De Filippi (2015). In questo show viene scelta per ricoprire il ruolo di giudice, inaugurando un'ennesima rinascita, durante la quale la Berté si affida alla produzione artistica dell'amica e collega Fiorella Mannoia, festeggiando il quarantennale di carriera con un album celebrativo di duetti interamente al femminile, intitolato Amici non ne ho... Amiche sì!

Per lei hanno scritto alcuni dei più prestigiosi cantautori italiani, fra cui si annoverano Biagio Antonacci, Edoardo Bennato, Gianni Bella, Pino Daniele, Ivan Graziani, Bruno Lauzi, Luciano Ligabue, Mango, Mariella Nava, Ron, Enrico Ruggeri, Renato Zero, oltre ai già citati Lavezzi, Fossati e la sorella Mia Martini, che ha anche partecipato alla realizzazione di alcuni suoi lavori, cantando con lei nell'intensa Stiamo come stiamo (1993), presentata a Sanremo.

Ha partecipato complessivamente a dieci edizioni del Festival di Sanremo e nel 2008 le è stato assegnato il tradizionale Premio alla carriera, oltre al Premio della Sala Stampa Radio & TV per il controverso brano Musica e parole.

Lungo l'arco della sua carriera si annoverano anche numerose collaborazioni in ambito extra-musicale: di Aldo Busi[14][15] sono alcuni versi che lo scrittore lombardo ha composto appositamente per lei nel 1997, ispirato dalla sua esibizione sanremese, mentre qualche anno dopo è la stessa Berté a mettere in musica i versi del poeta Mario Luzi per il musical teatrale Gerusalemme, a cui ha partecipato in qualità di cantante-attrice. Nel campo della moda ha collaborato con Roberto Cavalli, Elio Fiorucci, del quale è stata a lungo testimonial a livello internazionale, Franco Moschino e Gianni Versace, mentre nel corso degli anni è stata diretta, tra gli altri, da Marco Ferreri e da Asia Argento, passando per la Factory di Andy Warhol, che realizzò a New York il videoclip del brano Movie durante la registrazione dell'album Made in Italy (1981).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Una giovanissima Loredana Bertè negli anni sessanta

Loredana Bertè nasce a Bagnara Calabra il 20 settembre 1950, tre anni dopo sua sorella Mia Martini (Domenica Bertè, detta Mimì). Il padre, Giuseppe Radames Bertè, e la madre Maria Salvina Dato (19252003) erano entrambi insegnanti. Il padre è stato professore di latino e greco e in seguito preside di liceo, mentre la madre era maestra elementare. La sua famiglia è costituita da quattro figlie: Leda (1945), Domenica (1947- 1995), Loredana (1950) e Olivia (1958).

Per moltissimi anni, la cantante non ha mai fatto pubblicamente alcun cenno alla propria infanzia. Un anno dopo la morte della sorella, la Bertè si sfoga in un lunghissimo memoriale sulle pagine del settimanale Oggi, dove per la prima volta ricorda così la difficilissima situazione familiare:

“Il padre e la madre, tutti e due calabresi, insegnavano: abitavamo a Porto Recanati allora, però ogni volta che doveva venire al mondo una di noi la madre prendeva il trenino e andava giù, a casa (perché allora si usava farci nascere con le levatrici); poi tornava su col fagottello. Io e Mimì, essendo le più vicine come età (Leda è molto più grande; Olivia ha otto anni meno di me) stavamo sempre insieme: era un continuo andare ai giardini, al mare (avevamo la casa proprio davanti). Mimì era ammiratissima da tutti i bambini del posto, che scrivevano il suo nome sopra le pietre e le buttavano dentro il nostro giardino, o gliele facevano trovare sul bagnasciuga, dove sapevano che lei passava. Oppure le incidevano grandi cuori sugli alberi. La serenità però finiva una volta chiusa la porta. In casa c'era una situazione intollerabile: il padre e la madre che litigavano a sangue, ogni volta era una tragedia. Perché? Noi eravamo troppo piccole per capirlo. Il padre se n'è andato quando io avevo 8 anni (nel frattempo ci eravamo trasferiti ad Ancona) e non l'abbiamo più rivisto: s'è fatto vivo per la prima volta dopo vent'anni per diffidare Mimì, che aveva inciso il disco Padre davvero.

(...)

In quegli anni, gli unici giorni in cui non c'erano botte era quando arrivava Pietro Nenni che, amico di mio padre (chissà come mai), stava tutti i fine settimana da noi. Mi ricordo i suoi occhi azzurri come laghi, la stanza da letto che preparava mia madre con la coperta rossa di ciniglia, e io che l'andavo sempre a svegliare e a portargli il caffè. In quelle occasioni i genitori facevano i santi. “Che fortuna, speriamo che questo venga un po' più spesso”, ci ripetevamo io e Mimì, che regolarmente doveva intonare Bandiera rossa tra i nostri applausi.

(...)

No, Mimì non era irrequieta da bambina: io sono sempre stata rissosa, impulsiva, provocatoria; lei sempre dolcissima, riflessiva. È scappata di casa una volta, quando faceva le medie, perché aveva preso 4 in inglese: l'ha ritrovata la polizia dopo due giorni, tutta graffiata. Aveva dormito tra i rovi, povera piccina. Tanto era il terrore di affrontare il padre con un brutto voto, visto che pochi giorni prima aveva gonfiato Leda per un 6 (dico: un 6), in latino, la materia che lui insegnava. Quando se n'è andato, per me è stato come se morisse.”[16]

In un'intervista concessa nel maggio 2009 a Maurizio Becker[17], la Bertè attribusce la morte di Mia Martini ai problemi psicologici derivati da tali difficoltà; la sorella Leda ha del resto confermato le accuse di Loredana[18].

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Si trasferisce a Roma nel 1965, alcuni anni dopo la separazione dei genitori, insieme alla madre e alle sorelle. “Il periodo di Roma è stato il più felice della mia vita”, dichiarerà moltissimi anni dopo[19]; qui inizia a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo come ballerina al "Piper Club" (dove conosce Renato Fiacchini, successivamente affermatosi con lo pseudonimo di Renato Zero).

Nel 1966 entra nel gruppo di ballo dei Collettoni e Collettini, che accompagnavano Rita Pavone nei suoi spettacoli, iniziando così a lavorare con il regista Gino Landi ed il coreografo Don Lurio in trasmissioni come Partitissima e Canzonissima. Iniziano anche le prime esibizioni dal vivo con Renato Zero, in cui uniscono il canto, la danza ed il mimo.

“Renato veniva spesso buttato fuori di casa e dormiva da noi, in stanza con me e Mimì. Quando c'era un'audizione, magari a Milano, partivamo tutti e tre con l'autostop: se l'organizzazione ci passava solo una camera, io e Mimì eravamo capaci di tirar giù il lenzuolo e far dormire Renato con noi, e poi lo buttavamo fuori dalla finestra prima di uscire. A volte ci calavamo tutti e tre per non pagare il conto: l'abbiamo fatto spesso, molto spesso. In tre ci presentavamo anche alle case discografiche e puntualmente ci cacciavano dicendo che non avremmo potuto mai cantare, che non avremmo mai venduto un 45 giri.

Io e Renato facevamo anche serate insieme, lui con la chitarra e io al microfono: folk, pezzi romani, quello che capitava. Eravamo anche nel balletto di Rita Pavone: ci ha dato da mangiare per una vita, Rita, e grazie a lei io sono andata in Messico con Franco Estil: dovevo stare un mese, sono rimasta un anno. Era il '70: bellissimo. Sono dovuta tornare col foglio di via perché mia madre, improvvisamente, si era ricordata che una figlia stava chi sa dove e si era rivolta all'ambasciata.”[16]

Di ritorno da una tournée messicana con il gruppo di ballo che accompagna Rita Pavone, a New York assiste ad una rappresentazione del celebre musical Hair: entusiasta, decide di presentarsi ai provini per la messa in scena del relativo allestimento italiano, a cui infine prende parte ottenendo il ruolo di Jeanie (che in una scena appare completamente nuda); la Bertè partecipa anche alla realizzazione del disco, come corista e come voce solista in un brano.

“Io non ci pensavo, a cantare. Me l'ha messo in testa Bill Conti, con cui abbiamo fatto due anni di prove, al Sistina, per Hair. Fu lui a convincermi che dovevo farlo.”[20]

Nel 1970 debutta in sala di registrazione, come corista assieme alla sorella per l'album di Chico Buarque Per un pugno di Samba, arrangiato da Ennio Morricone e prodotto da Sergio Bardotti; nello stesso anno partecipa anche nei cori del 45 giri Gingi, pubblicato da Pippo Baudo. Nel 1971 partecipa ai cori del primo album della sorella Mia Martini, Oltre la collina. Nel 1972 è di nuovo in teatro con la commedia musicale Ciao Rudy, di Garinei e Giovannini, ispirata alla figura artistica di Rodolfo Valentino, dove ha l'occasione di recitare con Marcello Mastroianni, Alberto Lionello, Mita Medici e Paola Borboni. Nell'album che racchiude le canzoni della commedia e che viene pubblicato l'anno successivo, canta il brano Piaceva alle donne.

Nello stesso anno è, insieme a Penny Brown, una delle narratrici della prima opera-rock italiana Orfeo 9, per la regia di Tito Schipa Jr., pellicola trasmessa da Rai 2 e tratta dall'omonimo spettacolo teatrale andato in scena nei due anni precedenti. Nel 1973 è tra le possibili soubrette di Canzonissima, condotta da Pippo Baudo, ma viene bocciata dalla dirigenza della Rai a causa della sua prorompenza fisica, giudicata inadatta al pubblico della domenica pomeriggio (sarà Mita Medici la prescelta, che della Bertè è anche amica in quel periodo). Appare sui rotocalchi durante una storia d'amore con il tennista Adriano Panatta. A questo proposito è interessante citare qualche estratto di un'intervista pubblicata da Nicoletta Costantino sul settimanale Gioia nel novembre '73:

Loredana Bertè in Ciao Rudy (1971)
« ...il nome di Loredana Bertè serpeggia da parecchio nei corridoi delle persone-che-contano dell'ambiente dello spettacolo. La ragazza ha fatto colpo non solo per il suo fisico, ma per la sua reale bravura: canta come la sorella Mia, con un tono di voce forse meno impegnato, ma forse più squillante e aggressivo... »
« ...Canta le canzoni della sorella Mia, per esercitarsi, dice. Invece no: a Loredana piace cantare, ne ha un bisogno fisico, lo fa a squarciagola... »
« ...ha per la sorella una sorta di venerazione non solo dettata dall'affetto, ma dal rispetto professionale. Dice: "Mia sorella? Per me è la più grossa cantante che ci sia in giro attualmente. La più moderna, la più immediata. Spero di riuscire ad esprimere anch'io quello che sento mentre canto, come fa lei." »
« "...Mia sorella mi ha sempre aiutato, mi dice tutto quello che devo fare, mi dà dei consigli preziosi, si farebbe a pezzi per me. È stata proprio lei a portarmi alla casa discografica per la quale sto incidendo un disco. Io e Mia siamo sempre andate d'accordo. Lo sai che fino a poco tempo fa le disegnavo io i vestiti? Anche quando non era famosa, quando andava in giro con quelle cose lunghe che non andavano ancora di moda, gliele disegnavo io, e tutti dicevano quando passava: "Arriva la matta". Adesso tutti la copiano, ma io non ho più il tempo per seguirla e lei ha soldi per comprarsi le cose più strane. Ma l'idea della Mia Martini eccentrica, l'idea della "matta" era mia. Non per niente ho fatto il liceo artistico. Ora sfogo la mia fantasia artistica su me stessa: tutto ciò che ho addosso me lo sono disegnato da sola". Ha una penna con poco inchiostro, penso io guardandole i famigerati shorts. »

Nel 1974 appare nella versione televisiva dell'operetta No no Nanette, per la regia di Vito Molinari. Nello stesso anno recita nella commedia musicale Forse sarà la musica del mare insieme a Minnie Minoprio e Lando Buzzanca, in cui canta la canzone L'onnipotente uomo con Renato Cortesi, contenuta nell'LP della colonna sonora. Inoltre, posa nuda in un servizio fotografico pubblicato sulla nota rivista Playboy.

Verso la popolarità[modifica | modifica wikitesto]

Streaking e la censura (1974)[modifica | modifica wikitesto]

Loredana Bertè e Renato Zero nei primi anni settanta

Dopo diversi provini, alcuni dei quali successivamente incisi dalla sorella (Bolero, canzone che nel 1973 Mia Martini incise nel suo album Il giorno dopo, era in realtà destinata proprio a Loredana), viene notata dal discografico Alfredo Cerruti che la vuole lanciare come cantante sexy procurandole un contratto con la CGD, che nel 1974 pubblica il suo primo LP dal titolo Streaking (in inglese: irrompere nudi tra la folla), prodotto da Enrico Riccardi. L'album, uno sperimentale concept interamente incentrato sulla tematica sessuale, mostra subito l'innata attitudine provocatoria e trasgressiva della Bertè (il brano Il tuo palcoscenico si conclude con l'urlo della parola "cazzo" ed una suggestiva coda di chitarra elettrica), scatenando la contrarietà dell'attivissima censura radiotelevisiva dell'epoca, che riesce a farlo ritirare dal mercato, principalmente a causa delle foto interne in cui la giovane cantante appare completamente nuda, immortalata dallo stesso fotografo del servizio per la rivista Playboy, Mauro Balletti, futuro collaboratore di alcune delle maggiori interpreti italiane. Streaking - che è oggi uno dei pezzi in assoluto più quotati sul mercato del collezionismo - verrà pertanto ristampato con una differente immagine di copertina.

“In Italia sono stata la prima a parlare di certe cose. Prendi quando canto “la tua bocca è un palcoscenico”. Sai come finisce quella canzone? Finisce con “Cazzo”, con me che urlo come una pazza. Quel cazzo ce l'ho aggiunto io, perché ci voleva. Altro che la censura di Sei bellissima, quel pezzo lì era molto più avanti. Lo si può considerare un disco femminista ante litteram… Non solo, anche punk. Altro che Patti Smith. Io sono stata Patti Smith prima di Patti Smith.[17]

Da Sei bellissima a Dedicato (1975-1978)[modifica | modifica wikitesto]

Il successo discografico arriva nel 1975 con Sei bellissima, canzone che esalta al massimo le sue capacità vocali ed espressive, divenuta nel tempo un vero e proprio classico della musica italiana. Scritta da Claudio Daiano per il testo e da Gian Pietro Felisatti (ex componente del gruppo musicale beat dei Funamboli) per la musica, Sei bellissima viene arrangiata da Vince Tempera, ispiratosi a Bella senz'anima di Riccardo Cocciante.

La Bertè partecipa dunque al Disco per l'estate, ma viene tuttavia eliminata, sfavorita nuovamente dalla censura che stavolta si accanisce sui versi “a letto mi diceva sempre / non vali che un po' più di niente”. Nel complesso la RAI giudica il testo "troppo forte", pertanto Sei bellissima esce in due versioni: una con i versi incriminati ed un'altra con i versi incriminati sostituiti da un innocuo “e poi mi diceva sempre / non vali che un po' più di niente” (la copertina di quest'ultima versione è riconoscibile per la scritta "Questo disco per l'estate è stato scelto da Supersonic", la celebre trasmissione radiofonica); il 45 giri è il primo disco della Bertè ad entrare in classifica, dove rimane per quattordici settimane[21], raggiungendo l'8º posto (fonte RaroPiù, numero di settembre 2014) della hit-parade[22].

Nel frattempo, tra il 1975 e il 1976, la Bertè appare in tre film: Il padrone e l'operaio di Steno, Movie rush - La febbre del cinema di Ottavio Fabbri e Attenti al buffone di Alberto Bevilacqua. In particolar modo, nei due ultimi film citati la cantante fa sfoggio della sua avvenenza recitando completamente nuda.

Dopo la rottura del fidanzamento con Adriano Panatta (contrario alle sue ambizioni artistiche), e dopo un breve flirt con lo storico bassista dei Pooh Red Canzian[23], la Bertè intraprende una lunga relazione sentimentale con Mario Lavezzi: ma è anche l'inizio di un fortunato sodalizio artistico. Normale o super (1976), LP a partire dal quale inizia il suo vero discorso musicale, è il primo dei cinque lavori in cui proprio Lavezzi figura non soltanto come autore, ma anche come produttore. L'album contiene, fra gli altri, anche Per effetto del tempo (primo brano scritto per lei da Ivano Fossati, insieme ad Oscar Prudente), Indocina (in cui parla del lungo e sanguinoso conflitto in Vietnam) ed il singolo Meglio libera, che rimane in classifica per ben diciannove settimane[21] e che continua, per quel che riguarda il testo, il filone femminista, confermato l'anno dopo anche con il successivo 45 giri Fiabe (anche questo un discreto successo di classifica, molto trasmesso dalle emittenti libere).

Nel 1977, interpreta la soubrettina Dori in Bambole, non c'è una lira, storico varietà televisivo a puntate sul tema dell'avanspettacolo scritto da Maurizio Costanzo e Dino Verde, per la regia di Antonello Falqui: è anche l'ultimo programma Rai girato in bianco e nero. Successivamente, viene pubblicato il suo terzo LP, TIR: in copertina una sexy Loredana Bertè ritratta dalla vita in giù, con i classici hot pants. All'album, promosso anche attraverso lo special in onda sulla Rai intitolato Un viaggio in TIR, partecipano anche Fausto Leali, con cui rilegge insieme a Lavezzi la battistiana Le tre verità, e Mia Martini ai cori.

Nello stesso anno viene eletta miglior interprete femminile nell'ambito del popolare concorso Vota la voce, indetto dal settimanale TV Sorrisi e Canzoni, rinnovando successivamente le vittorie anche nel 1979, nel 1982, nel 1985 e nel 1986, con relativo record al femminile[24].

La Bertè, al centro, tra Vince Tempera e Mario Lavezzi nel 1978

Nel 1978 collabora nuovamente con Ivano Fossati, che dopo aver scritto proprio per Loredana il testo di Pensiero stupendo[25] (da lei rifiutato e successivamente interpretato dall'amica Patty Pravo) le offre la possibilità di interpretare un brano a scelta fra La mia banda suona il rock e Dedicato[20], canzone quest'ultima che la Bertè incide, consacrandosi come «interprete seria, toccante, per la quale si schiude un successo a 360 gradi[26]». Dedicato le apre definitivamente le porte dei circuiti televisivi, malgrado la censura del verso “ai politici da fiera”, in favore di un inoffensivo “alla faccia che ho stasera”[27]; la Bertè, comunque, dal vivo canterà sempre la canzone con il verso originale. Questo singolo, che raddoppiò le vendite di Sei Bellissima, superando la soglia delle 200 000 copie, l'anno successivo venne tradotto in francese e ripreso da Dalida con il titolo di Dédié à toi; il brano dette il titolo all'omonimo album del 1979.

Dal reggae al funky (1979-1981)[modifica | modifica wikitesto]

“È tutto merito della curiosità: se non c'è, è inutile che tu salga su un palco. E la luna bussò nacque dopo un viaggio in Giamaica. Come uscii dall'aeroporto, vidi un fiume di persone con i dreadlocks; le seguii finendo in uno stadio: su un palco c'era Bob Marley. Ancora in Italia non lo conosceva nessuno, ma io mi comprai tutti i dischi per studiarli a fondo”[28].

Nel 1979 è di nuovo in classifica con E la luna bussò, hit scritta da Daniele Pace, Oscar Avogadro e dal produttore Mario Lavezzi, con cui viene definitivamente sdoganato il reggae in Italia[29]. Accolto positivamente anche in vari paesi europei e sudamericani, il singolo giunge sino al 6º posto della hit-parade italiana, rimanendo in classifica per ventidue settimane consecutive e trainando l'intero album Bandaberté (il primo dei suoi lavori a raggiungere un importante riscontro commerciale). Il disco contiene anche Colombo (composta da Ivan Graziani), e due sue personali versioni delle battistiane Prendi fra le mani la testa e Macchina del tempo: «la Bertè è ora una delle migliori interpreti italiane, con toni arrochiti e sofferti che non le impediscono di arrampicarsi su registri impervi[26]».

Nel 1980 pubblica un nuovo 33 giri intitolato LoredanaBertE', in cui sfrutta le sonorità funky (all'epoca particolarmente all'avanguardia nel panorama musicale italiano), lanciando un'altra delle sue più grandi hit: In alto mare, scritta ancora una volta da Daniele Pace, Oscar Avogadro e Mario Lavezzi. L'album contiene anche Bongo Bongo e Prima o poi, composte da Alberto Radius, mentre Un po' di tutto e Buongiorno anche a te sono firmate da Pino Daniele.

L'anno successivo trascorre alcuni mesi negli Stati Uniti d'America per incidere con i Platinum Hook (band che la seguirà anche nei live) l'album Made in Italy, che contiene la hit Ninna nanna. A New York entra in contatto con Andy Warhol e la sua Factory, dove viene realizzato il videoclip del brano Movie. Nel frattempo i suoi dischi circolano già da qualche anno in paesi come Spagna, Francia, Germania, Paesi Bassi, mentre i suoi spettacoli raggiungono prestigiose location come il Madison Square Garden ed il Ritz a New York.[30]

L'esperienza nella Factory
Il videoclip di Movie

Nel 1981 la Bertè incide a New York l'album Made in Italy, con cui lancia anche la "moda pirata". La copertina dell'album è un intenso primo piano della cantante scattato da Christopher Makos, della Factory di Andy Warhol. In quel periodo infatti la Bertè, madrina di Elio Fiorucci, frequenta assiduamente lo storico studio di Andy Warhol, e sarà proprio il maestro della Pop art a realizzare in prima persona il video del brano Movie, premiato molti anni dopo (nel 2004) al M.E.I. (Meeting delle etichette indipendenti).

L'apice[modifica | modifica wikitesto]

Prodotta da Ivano Fossati (1982-1984)[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1982 e il 1984 vende complessivamente oltre un milione di dischi con tre importanti produzioni interamente curate da Fossati: «un trittico di insuperato valore per la ragazza ribelle[26]», in cui emergono infatti alcune delle sue interpretazioni più raffinate e al tempo stesso incisive. Nel 1982 ottiene consensi clamorosi al Festivalbar con Non sono una signora, suo vero manifesto musicale scritto da Ivano Fossati e incluso nel long playing Traslocando, prodotto sempre da Fossati e ancora una volta registrato negli USA (con la partecipazione ai cori di Mia Martini).

L'album contiene Per i tuoi occhi (secondo singolo estratto) e Stella di carta di Maurizio Piccoli; Stare fuori, Traslocando e J'adore Venice sono firmate da Ivano Fossati, e poi una Notte che verrà di Mia Martini e Guido Guglielminetti. Con Traslocando la Bertè ottiene il suo primo disco di platino per le oltre 200 000 copie vendute[31].Trent'anni dopo, l'album viene successivamente inserito nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia, alla posizione numero 24[12], la più alta raggiunta da un'interprete femminile.

Un sondaggio Doxa effettuato nel mese di giugno vede Loredana Bertè al 9º posto fra i cantanti italiani più popolari, terza fra le donne, dopo Mina e Ornella Vanoni.[9]

Nel 1983 incide Il mare d'inverno di Enrico Ruggeri, una delle prove più importanti della sua carriera d'interprete, racchiusa nell'album Jazz, che segna il passaggio alla multinazionale CBS, bissando il successo del precedente Traslocando e spingendosi sino al 4º posto della top-ten degli LP più venduti[11], dove riesce a stazionare per due mesi consecutivi totalizzando una permanenza complessiva di ventidue settimane nella top 50 degli album più venduti: è il lavoro di maggior successo commerciale della Bertè.

Prodotto da Ivano Fossati, il disco viene registrato tra Londra e New York con l'apporto di alcuni tra i più importanti musicisti americani del momento[32] (Yogi Horton, Tinker Barfield, Harry Withaker, Doc Powell); la title-track Jazz (Sina in originale, successivamente incisa in inglese anche dai Manhattan Transfer con il titolo Soul food to go, giunta al 25º posto nella Billboard's Top Adult Contemporary chart) segna anche l'incontro tra la Bertè e il musicista brasiliano più in voga del momento, e cioè Djavan.

Nello stesso anno, la CGD pubblica Lorinedita, una raccolta non autorizzata dall'artista, contenente nove brani inediti appartenenti alle sessioni dei precedenti lavori discografici, tra cui spiccano Al mercato dell'usato (scritta da Renato Zero) e Professore, brano che la Bertè ricorderà con particolare entusiasmo anche a distanza di molti anni da quella che resta comunque una pubblicazione non ufficiale. Inoltre, appare brevemente nel ruolo di sé stessa nel film Storia di Piera, cantando Sei bellissima: «Solo in lei c'è qualcosa di speciale. La vedo apparire sullo schermo e immagino l'effetto del pubblico: all'improvviso un profondo silenzio e le poltrone che scricchiolano», dichiara il regista Marco Ferreri.

In questo periodo appare sul libro fotografico Rock Shots - 100 Ritratti in Musica, pubblicato in occasione della Mostra sul fotografo Guido Harari (tenutasi a Torino, Milano e Barcellona nello stesso anno).

Il 30 dicembre 1983 sposa a St. Thomas, nelle isole Vergini, Roberto Berger, figlio di Tommaso Berger, il miliardario fondatore dell'industria del caffè Hag e proprietario delle acque Sangemini. Lui ha dieci anni meno di lei, non vivranno mai stabilmente insieme, ed il matrimonio termina dopo quattro anni, a seguito della denuncia fatta dalla cantante del marito per inadempienza degli obblighi coniugali[33].

Nel 1984 registra in Russia uno special televisivo interamente incentrato su di lei[34], in cui vengono riproposti alcuni dei suoi brani più rappresentativi in forma di video-clip; il programma viene trasmesso anche dalla Rai. A Londra registra Savoir faire: uscito in piena estate, è il terzo LP consecutivo prodotto da Ivano Fossati (che nei crediti appare come Il Volatore, segno di un'ultima e sofferta collaborazione tra i due[32]) a cui partecipa anche Phil Palmer. Ad aprire l'album è una riuscita rilettura in chiave moderna di Ragazzo mio (omaggio a Luigi Tenco), ma spiccano anche Una sera che piove (scritta per lei da Bernardo Lanzetti), la sua interpretazione di Non finirà (uno dei migliori brani di Enrico Ruggeri), nonché Petala, secondo omaggio a Djavan con testo italiano firmato dallo stesso Fossati.

Malgrado non riesca a raggiungere i primissimi posti in classifica come i due lavori precedenti, Savoir faire riesce comunque a stazionare per venti settimane nella top 50 dei 33 giri più venduti.

Carioca (1985)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1985 vola in Brasile, dove realizza Carioca, album in cui appare per la prima volta anche in veste di produttrice:

“Sì, ho rinunciato alla figura del produttore, Carioca è prodotto da me, anche per questo è l'album più importante della mia carriera. Qui le responsabilità sono tutte mie, nel bene e nel male. Poi credo che per me fosse giunta l'ora di lavorare da sola”.[35]

Il disco è interamente dedicato al repertorio di Djavan, cantautore da lei molto amato, che mescola le tradizionali atmosfere brasiliane al rock e al jazz.

“Il mio ultimo album si intitola Carioca perché sprizza Brasile dappertutto. Un Brasile che lascia da parte il samba e il Carnevale di Rio, Falcao e le immagine edulcorate della spiaggia di Ipanema, per vestirsi di un abito musicale ricco di ritmo e di ampie melodie”.[35]

Carioca viene inizialmente concepito in lingua portoghese, ma su imposizione della casa discografica viene inciso in italiano[36] con gli adattamenti di Bruno Lauzi ed Enrico Ruggeri. Dall'album, che giunge sino al 6º posto della classifica degli album più venduti[11] con una permanenza complessiva di venti settimane, viene estratto il singolo Acqua, «un pezzo corale di spirito pacifista[37]» il cui videoclip (girato proprio in Brasile) viene scelto anche come sigla d'apertura del Festivalbar, nella cui finale all'Arena di Verona si esibisce con la sua band in uno speciale mini-concerto interamente dal vivo.

«Il suo segreto rimane sostanzialmente lo stesso. Grazie ad una mentalità internazionale che la cantante ha acquisito in anni di esperienza all'estero, viene posta la massima attenzione alle regole dello spettacolo. Come raramente fanno le sue colleghe, i gruppi che la accompagnano sono sempre di notevole livello, così come la pulizia e la modernità degli arrangiamenti. Per questo, il concerto di Bertè è non solo un esempio di alta professionalità, ma anche uno dei più godibili che si possano trovare in giro per l'Italia.[38]»

Nello stesso anno prende parte al progetto discografico di beneficenza in favore dell'Africa, cantando Nel blu dipinto di blu, insieme a numerosi altri artisti italiani; inoltre il 18 settembre si esibisce al concerto Italy for Italy (realizzato per raccogliere fondi per il disastro di Stava e della Val di Fiemme[39]), cantando Non farti cadere le braccia accompagnata alla chitarra dal suo autore, Edoardo Bennato.

Scandalo a Sanremo (1986)[modifica | modifica wikitesto]

All'apice del successo[40], nel 1986 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo col brano Re (scritto da Mango e arrangiato da Beppe Cantarelli), portando in scena una coreografia pensata per lei da Franco Miseria, in cui simula una finta gravidanza che suscita enormi polemiche, puntualmente riprese da tutta la stampa[41].

“Era un'ammissione di verità e personalità della donna nella sua dimensione più vera. Forse la gente crede che la donna incinta debba per forza soffrire in un letto e aspettare il lieto evento con un medico e una levatrice a fianco, invece che ballare, cantare, ed essere se stessa soprattutto in quei momenti così importanti per lei.”[42]

“La performance di Sanremo era stata preparata con molta cura e professionalità, in tre mesi di studio, di lavoro e di prove. L'idea della coreografo Franco Miseria era stata analizzata attentamente. Non era il pancione che doveva stupire, era il fatto che io cantavo ballando, cosa che non è certo facile e che pochissimi sono in grado di fare.”[43]

Venticinque anni dopo, saranno in molti a notare che il tema della sua performance verrà ripreso addirittura da Lady Gaga[44], la quale - il 15 maggio 2011, in occasione dell'evento live Radio 1's Big Weekend di Carlisle (UK) - non soltanto si è esibita con un finto pancione fasciato da un mini-abito in pelle nera, ma ha poi riproposto anche il medesimo cambio d'abito con lunga mise di colore nero, simile al vestito appositamente confezionato per la Bertè dall'amico Gianni Versace, indossato dalla cantante durante la serata finale di Sanremo '86: «non contenta dell'effetto, replica l'esibizione la sera dopo dissacrando, dopo le mamme, le spose d'Italia. L'abito è splendido, pizzi e veli come tradizione vuole, ma la sposa di Loredana è nera come il suo umore...[40]», scriverà Mario Luzzatto Fegiz sulle pagine del Corriere.

“È nato un putiferio! Per fortuna che c'era anche Sting, che mi ha consolata: “Wow, unbelievable, beautiful...[45]

Esce la raccolta Fotografando... i miei successi, e la stessa Fotografando (lato B di Re, e anch'essa scritta da Mango) viene presentata in molte trasmissioni televisive, riscuotendo un buon successo nelle radio e al Festivalbar: «Ci sono molte belle canzoni del repertorio della Bertè ed è la conferma che Loredana è una delle poche, pochissime interpreti di grande talento che abbiamo in Italia.[43]»

Ma i dissensi generati dalla sua esibizione sanremese spingono la CBS alla rottura del contratto discografico; sfuma così il progetto di un album in collaborazione con Mango, artista col quale la Bertè avrà comunque modo di duettare nella trasmissione tv Italia Sera, cantando la hit Oro. Molti anni dopo sarà lo stesso Mango a definirla, insieme a Patty Pravo, interprete «insuperabile» delle sue canzoni.

L'album IO e l'incontro con Borg (1988-1989)[modifica | modifica wikitesto]

Due anni dopo si ripresenta al Festival di Sanremo 1988 con il brano Io, scelta non troppo azzeccatamente come singolo apripista dell'omonimo album inciso per la RCA e realizzato a San Francisco con la produzione di Corrado Rustici: è il primo lavoro in cui compare un numero significativo di brani firmati dalla stessa Bertè: Proiezioni, Senza di te... pazza di te, Qui in città e Rai & T.V. (sigla degli Europei 1988, scritta con Mario Lavezzi).

L'uscita del disco, caratterizzato da atmosfere a prevalenza pop (a differenza dei precedenti LP), sembra però registrare un certo calo di consensi, che ne limita anche gli esiti commerciali; malgrado ciò, pur non riuscendo a raggiungere le posizioni più alte, il disco riesce comunque a stazionare per diciotto settimane nella classifica degli album più venduti, supportato dai brani La corda giusta e Angelo amerikano, presentati al Festivalbar da una Bertè sempre più eccentrica.

Nell'estate del 1988, dopo la fine del matrimonio con Roberto Berger, durante un incontro in occasione di una tappa del Festivalbar registrata ad Ibiza, intraprende una grande e burrascosa love story con il campione di tennis Björn Borg, presentatole la prima volta dall'altro suo ex, Adriano Panatta, al Roland Garros del 1973.

“Quando ci siamo rivisti in Spagna lui era solo e in crisi: si sfogava con me perché si era appena lasciato con una ragazza di 18 anni, che lo aveva fregato rimanendo incinta dopo solo tre mesi e pretendendo di sposarlo. Insomma, io vedo quest'uomo distrutto, affranto, giù: i suoi genitori per vent'anni l'avevano tenuto attaccato a un muro a tirare palline, col paraocchi, senza fargli conoscere niente. Quando la vita l'ha travolto non è stato in grado di affrontarla. Mi ha fatto tenerezza: ha messo in moto dentro di me mille sentimenti, la voglia di una famiglia. Tanto più che anche io ero reduce da un periodo insoddisfacente, in cui il mio lavoro non era stato compreso.”[46]

Al fidanzamento segue un lungo periodo di allontanamento della Bertè dall'Italia e dal mondo della musica. Borg si dimostra infatti, sin da subito, del tutto insofferente ai suoi impegni musicali, discografici e promozionali: la Bertè annulla anche un'importante tournée organizzata da David Zard, uno tra i manager più importanti a livello internazionale.

“Non mi lasciava un secondo. A ogni piazza, gli davano le chiavi ufficiali della città: “Abbiamo l'onore di avere con noi Björn Borg”. A un certo punto lo affrontai: “Ma è il tour mio o il tuo?”. Lui la mise giù dura: “Torniamo a Stoccolma” e mi fece stracciare un contratto milionario. I manager erano imbufaliti: “Sei pazza” e minacciavano querele. Ancora me lo ricordo Bjorn che si affaccia dalla scaletta dell'aereo e urla: “Fatemi causa”. Poi la fecero a me. Il circo suonò la grancassa della mia inaffidabilità, mi sporcarono la reputazione, mi massacrarono.[19]

Il 7 febbraio 1989 Borg tenta il suicidio ed è proprio la Bertè a salvarlo[47]:

“Dopo una litigata per colpa dei suoi, io sono salita in camera e lui è rimasto sul divano: era molto depresso in quel periodo, perché l'ex compagna gli impediva di vedere il figlio. Svegliatami di soprassalto in mezzo alla notte, non lo sentivo respirare: ho visto una scatola di tranquillanti. Vuota. Una bottiglia di whisky. Vuota. Lui era quasi in coma: ho chiamato la Croce Rossa, l'ho praticamente ripreso per i capelli. Ho salvato Bjorn e non sono stata capace di salvare Mimì: questa è una cosa che non mi perdonerò mai.”[46]

Il matrimonio con Björn Borg (1989-1992)[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 e il 5 settembre 1989, prima con rito civile e poi con rito religioso, viene celebrato il matrimonio col celebre tennista, e all'epoca anche ambasciatore della monarchia svedese.

Durante questo periodo, sono frequenti gli attacchi della stampa scandalistica italiana e soprattutto quella svedese, che l'aggrediscono sul piano personale con una pressante attenzione su tutto ciò che riguarda la coppia. Al fianco del marito, la Bertè è spesso ospite delle sedi rappresentative di alcune delle più importanti nazioni al mondo, prima fra tutte la Casa Bianca a Washington, dove in seguito racconterà di aver incontrato per due volte proprio Osama bin Laden, insieme ai fratelli ospite dei Bush.[48]

In seguito, la Bertè dichiarerà di non essere mai riuscita ad amalgamarsi con la famiglia del marito e con il loro contesto culturale, anche a causa delle sue difficoltà con la lingua. Il suo temperamento e il suo personaggio, trasgressivo e dalle complesse vicende biografiche e familiari, vengono spesso fraintesi dagli svedesi, che la vedono esibirsi anche in un gala in onore del monarca Carlo XVI Gustavo di Svezia.

Nel 1990 Loredana è tra i numerosi artisti inclusi nel volume a cura di Gino Castaldo, edito da Armando Curcio, Il dizionario della canzone italiana. La sezione dedicata a Loredana (pp. 158–159)è curata da Felice Liperi.

Nel 1991 ritorna alla canzone d'autore con una fugace apparizione al Festival di Sanremo, dove interpreta In questa città, «ballata urbana che mette in risalto la splendida vocalità della Bertè[49]», scritta per lei da Pino Daniele ed inserita nella raccolta Best. Nonostante le due buone performance della cantante sul palco dell'Ariston (al netto di un problema con l'orchestra insorto durante la prima serata nel passaggio finale del refrain), il brano non riscuote la meritata accoglienza, probabilmente anche a causa di un testo «che non concede nulla alla facilità[49]».

Due mesi dopo, la mattina del 24 aprile la cantante viene ricoverata all'ospedale Fatebenefratelli a Milano in seguito ad un tentato suicidio, a due anni di distanza da quello del marito:

« "Il giornale del pomeriggio non ha dubbi: la Bertè ha ingoiato il Roipnol sconvolta dalla paura di essere abbandonata. Da Montecarlo rimbalzano voci di infedeltà del consorte, che avrebbe fatto coppia fissa con una seducente giornalista inglese. Sarebbero dunque lontani i tempi radiosi dell' amore, benedetto il 4 settembre di due anni fa a Palazzo Marino dallo stesso sindaco Pillitteri per il tripudio delle cronache rosa. Qualche bene informato dà la colpa a Lennart Bergelin, una specie di tutore e di guru per Borg, che non avrebbe mai approvato il secondo matrimonio del pupillo. Troppe delusioni, ha detto Loredana." »
(Enrico Bonerandi, la Repubblica del 25 aprile 1991)

Sarà la stessa Bertè qualche anno dopo, a spiegare così l'accaduto:

“Il rapporto tra me e Björn era ormai entrato in una spirale stranissima, fatta di giochi audaci. (...) Finché quella notte, per dimostrargli il mio amore, ho ingoiato un tubetto degli stessi tranquillanti che aveva preso lui. Poi, quando mi sono accorta che mi stavo addormentando, ho chiamato un amico suo: “Dì a Bjorn che gli voglio bene”. Lui ha capito, ha chiamato la polizia che ha sfondato la finestra e mi ha salvato.”[46]

Pochi mesi dopo, la cantante viene nuovamente ricoverata per un collasso da stress ed è in quest'occasione, che la sorella Mia Martini riesce a riallacciare il loro rapporto dopo anni di rottura.

“Nell'84, quando voci maligne hanno ventilato che ci fosse qualcosa tra me e Ivano Fossati (mentre non c'era proprio nulla, tranne sincera amicizia e collaborazione artistica), Mimì ha smesso di rivolgermi la parola. Dopo qualche (vano) tentativo di chiarimento, mi sono rassegnata a mettermi da parte. Questa storia infame, però, mi ha tolto dieci anni di vita con mia sorella: non posso assolutamente dimenticarlo, né tanto meno perdonarlo. Ci ha costrette a “tenerci d'occhio” da lontano, a seguire il destino dell'altra magari attraverso la tv o le pagine di un giornale.”

(...)

“Quell'anno Mimì ha partecipato al Festival Europeo in Svezia. A casa di Bjorn non avevo mai parlato della mia famiglia: non sapevano che esistesse una sorella più famosa di me, più brava di me, che cantava pure meglio di me. Mi chiama inferocita la madre di mio marito dicendo: ”Chi è questa che tutti i giornali svedesi definiscono la cognata di Borg?”. È sua cognata appunto, mia sorella. Anche Mimì telefona dalla Svezia: ”A Loredà, qua me trattano come se fossi Madonna: tutti i fotografi intorno ce l'ho io, tutta la stampa, tutte le televisioni”. Dovete sapere che gli svedesi mi hanno sempre odiato, non hanno mai tollerato che il loro idolo nazionale sposasse una rockettara italiana: non è parso loro vero che spuntasse fuori una sorella raffinata ed elegante, tutta vestita Armani...”[45]

Negli anni successivi, la Bertè addebiterà infatti la fine dell'unione con Borg non soltanto al carattere estremamente possessivo del tennista ed al suo stile di vita basato, all'epoca, sul consumo abituale di sostanze illecite, ma anche e soprattutto alla non accettazione del matrimonio stesso da parte della famiglia di lui, al punto da opporsi al concepimento di un figlio, dalla cantante assai desiderato. Nel 1992, contrariamente a quanto riportato in alcuni articoli, è la cantante a lasciare finalmente Björn Borg e la città di Stoccolma, preparandosi ad un ritorno alla musica con la firma di un nuovo contratto discografico con la Sony e l'inizio della stesura di nuovi testi, inevitabilmente influenzati dal tormentato periodo appena trascorso.

“Ho capito che la mia unica rivale era la coca e che non potevo vincere, perché lui l'amava più che me. E allora ho buttato fuori tutti e due, lui e la coca. Via, aria: il 5 marzo '92 l'ho cacciato di casa e gli ho tirato dietro le valigie. Ma avrei ancora sentito parlare di lui. Perché abbiamo avuto un lungo contenzioso per il divorzio: non volevo gli alimenti ma un “rimborso danni” visto che non mi aveva fatta lavorare per sei anni. E perché lui girava con le mie carte di credito: ho dovuto mantenerlo, praticamente. Per due anni o tre sono continuati ad arrivarmi conti di tutti gli alberghi del mondo.”

Nel novembre 1992 le vicissitudini del matrimonio tra le due star verranno raccontate nel libro in lingua svedese di Wahlstrom & Widstrand Björn till hundra procent (Björn al cento per cento) pubblicato l'anno successivo anche in Germania.

Nel 2002, il tennista svedese si sposerà per la terza volta con Patricia Östfeldt, con la quale vive tuttora. In seguito a questo terzo matrimonio, Borg viene denunciato dalla Bertè per bigamia: infatti, per l'anagrafe, i due risultano ancora sposati. La Bertè chiederà, inoltre, cinque milioni di euro di danni per il mantenimento mai versato, risarcimento mai corrisposto.

Il ritorno da cantautrice[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 Loredana Bertè duetta con Mia Martini al Festival di Sanremo in Stiamo come stiamo, «canzone assolutamente splendida sul disagio dei nostri tempi»[50], che introduce un nuovo corso musicale intrapreso a partire dall'album Ufficialmente dispersi, uno dei suoi lavori più convincenti[26], in cui la cantante è anche autrice di quasi tutti i testi: «un disco di rabbia e disagio che coniuga musica moderna a pulsioni antiche, viscerali e al recente impegno politico e civile della Bertè[50]».

In estate partecipa al Festivalbar con il successo Mi manchi, uno dei diversi pezzi dell'album dedicati all'ex-marito Björn Borg[51], che le restituisce una grossa quantità di passaggi in radio[32].

Nel 1994 partecipa nuovamente al Festival di Sanremo con Amici non ne ho, un pezzo particolarmente autobiografico, che rivela «una Bertè più dura che mai, ripercorrendo nel testo la sua vicenda personale, anche negli aspetti più dolorosi (come il tentato suicidio di alcuni anni prima), ma soprattutto la propria immagine scomoda, che non scende a compromessi...»[51]. Il brano ottiene un buon riscontro di pubblico e critica: due mesi dopo, la Bertè risulta al 5º posto nella classifica degli artisti più venduti fra i Campioni in gara quell'anno. Amici non ne ho viene inserito nel suo primo live, intitolato Bertex - Ingresso libero, che viene pubblicato da Fonopoli, storica etichetta discografica appartenente a Renato Zero, e dove duetta ancora una volta con Mia Martini.

Nel dicembre 1994 Tv Sorrisi & Canzoni pubblica, per la Silvio Berlusconi Editore, Teleromanza - Quarant'anni di italiani cresciuti con la TV, dove vengono incluse diverse foto e citazioni su Loredana.

Nel 1995 propone, sempre al Festival di Sanremo, la canzone ANGELI & angeli, che però non riesce a bissare il successo di Amici non ne ho. La raccolta uscita a ridosso del Festival, Ufficialmente ritrovati, rimanda all'album di due anni prima, sia nel titolo che nella selezione dei brani. Nel mese di maggio dello stesso anno, avviene la tragica morte della sorella Mia Martini, evento che segnerà la vita della Bertè e che sarà il motivo ricorrente di ispirazione per le opere future.

Nel 1996, l'artista avrebbe dovuto pubblicare il nuovo album con la produzione di Renato Zero, ma durante la lavorazione del disco i due entrano in disaccordo e alla Bertè non resta che divincolarsi. Zero chiede però all'amica la somma di cento milioni di lire per il rientro in possesso di nove brani da lei scritti e registrati presso lo studio Fonopoli (di proprietà del cantautore), fatto per cui viene immediatamente denunciato dalla stessa per appropriazione indebita e tentata estorsione[52]. In seguito, la Bertè deciderà di firmare lei stessa la produzione del suo album registrandolo ex-novo con gli arrangiamenti di Mauro Paoluzzi e l'aggiunta di altre due tracce, pubblicandolo l'anno successivo su etichetta Sony Music.

Partecipa al Festival di Sanremo 1997 con Luna, un «rock blues struggente[40]» contrassegnato da immagini evocative assai ispirate: il brano non viene premiato dalle giurie, ma in compenso, due mesi dopo il disco della Bertè risulta essere comunque fra i più venduti di quell'edizione: l'album è Un pettirosso da combattimento (titolo tratto da un verso di Fabrizio De André, che le dà la benedizione[51]), lavoro dalla sonorità marcatamente rock in cui l'amarezza del periodo si fonde con la sua tipica forza interpretativa.

Fra i brani che compongono il disco, spiccano «per la straordinaria intensità che possiedono[53]», Treno speciale e Zona venerdì, con riferimento al giorno di morte della sorella, alla quale è dedicato: molti anni dopo il brano verrà chiaramente menzionato all'interno della sceneggiatura originale del film Premio Oscar La grande bellezza[54] di Paolo Sorrentino (suo estimatore[55], che l'ha spesso citata in vari libri ed interviste), anche se la scena in questione verrà poi tagliata.

Nell'album viene incisa anche una poesia dell'artista dal titolo Buon compleanno papà, che allude in maniera criptica al tema dell'eutanasia: il disco viene presentato a Domenica In, dove Mara Venier la invita come ospite fissa, e contemporaneamente ritorna ad esibirsi dal vivo.

Lo scrittore Aldo Busi, colpito dall'intensità della performance sanremese della Bertè, le dedica a sorpresa un componimento intitolato semplicemente L'amore, pubblicato sulle pagine del quotidiano La Stampa il 22 febbraio del '97:

A volte penso / Di essere un sogno / Che qualcuno / Si è dimenticato di fare. / Il sogno nel cassetto / Aperto nel momento sbagliato, / Il dormiveglia di una dalia d'inverno / Che lascia i suoi petali / Alla brina che l'uccide / Grata di conservare intatto / Il suo cuore, il cuore del cuore / Per la primavera alle porte: / Aprile tu, o tu, aprimi tu, o tu / O tu, o tu, o tu... tu? / Che come me pensi a volte / Di essere un sogno / Che qualcuno / Si è dimenticato di fare, / Un'altalena occupata / Che qualcuno / Si è dimenticato di spingere, / Una foto con l'autoscatto / Venuta fuori trasparente / Che non si vede bene, che si vede niente, / Un nastro dimenticato annodato sul letto / Che da solo non sa / Sciogliere questo nodo / Né ricorda più / Come fu / Che tu, o tu, possiedi le dita delle mie mani / Le labbra della mia bocca, / Il cuore che usa me / Per battere in sé, per battere in te, / O tu, o tu, o tu... tu? / A volte penso / Di essere un sogno / Che qualcuno si è dimenticato di fare, / O tu, o tu, o tu... tu? / Ma poi non penso più[56].

Nel 1998 raccoglie i suoi più grandi successi nel cd Decisamente Loredana, interamente registrato con l'Orchestra Aurora (60 elementi) e diretta dal maestro Mario Natale, che ha accompagnato la cantante nel concerto tenuto al Testaccio Village di Roma il 3 agosto dello stesso anno. Sulla copertina, la Bertè indossa una parrucca blu elettrico per celebrare gli Azzurri al Campionato mondiale di calcio 1998. Dell'album fanno anche parte gli inediti Solitudini e Portami con te, brano quest'ultimo che riscuote un discreto successo radiofonico, partecipando anche a Un disco per l'estate, dove riceve il premio della critica.

Nel 1999 registra Non ho che te, un intenso duetto con Giovanni Danieli, prodotto da Red Canzian dei Pooh.

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 è rimarchevole[26] la sua performance al teatro Carlo Felice di Genova, dove insieme a numerosi artisti di livello, partecipa su invito dell'amica Dori Ghezzi al tributo Faber amico fragile, un anno dopo la scomparsa di Fabrizio De André: Loredana offre una toccante interpretazione di Una storia sbagliata, brano dedicato alla scomparsa di Pier Paolo Pasolini. Nello stesso anno conosce Asia Argento durante la realizzazione di una puntata del programma Rai Milano-Roma, e dall'incontro con l'attrice nasce il progetto Loredasia, che comprende tre video di altrettanti tre pezzi registrati dalla Bertè in quello stesso periodo: Notti senza luna, Io ballo sola e l'omaggio a Janis Joplin Mercedes Benz.

Nel 2001 si inizia a parlare di un suo ritorno discografico: nella stagione estiva la Bertè, evidentemente appesantitasi nel decennio precedente, appare in ottima forma fisica nel revival televisivo La notte vola, dedicato ai successi musicali degli anni ottanta. Alla fine dell'anno si apprende dalla stampa che il suo management è ora affidato a Beghet Pacolli e Gianni Belleno, i due ex-mariti di Anna Oxa che nel frattempo hanno fondato l'etichetta discografica B&G, con cui la Bertè firma un nuovo contratto discografico.

Nel 2002 si presenta al Festival di Sanremo col brano Dimmi che mi ami, ma le sue esibizioni destano perplessità sul suo stato personale, tanto che poche settimane prima della kermesse viene ipotizzata una sostituzione in extremis con Ivana Spagna (anche lei appartenente alla nuova scuderia B&G). A ridosso del Festival esce un mini-album, Dimmi che mi ami, contenente - oltre la canzone sanremese - anche i tre brani già utilizzati per il progetto Loredasia: il disco ottiene un discreto successo di vendite, ma la Bertè continua ad apparire in evidenti difficoltà e la collaborazione con la B&G si interrompe bruscamente.

Alla fine del 2003 partecipa allo show del sabato sera di Rai 1 Torno sabato... e tre di Giorgio Panariello, dove presenta per la prima volta l'emozionante inedito Mufida (in arabo "sorella"), dedicato ancora a Mia Martini e inizialmente destinato al Festival di Sanremo dello stesso anno. Nel 2004 partecipa alla prima edizione del reality show Music Farm, esperienza che le restituisce una maggiore visibilità e grazie ai cui introiti riesce a terminare l'auto-produzione di un nuovo album inciso in analogico, decidendo anche di comprare alcune azioni del giornale Il manifesto, aggiungendo una donazione di ventimila euro. Nello stesso anno i 2Black ripropongono il ritornello di In alto mare utilizzandolo per la loro hit Waves of Luv, rinnovandone così la popolarità.

Il successo di Babybertè[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 settembre 2005 esce Babybertè, «album fortemente voluto e che la vede in ottima forma[26]», caratterizzato ancora una volta «dal sapore aspro e deciso[57]» che aveva contraddistinto gli inizi della sua attività autrice. «Un disco emotivamente faticoso, sostanziale, di grande impatto, esistenzialmente doloroso[58]», in cui la Bertè è per la prima volta autrice e produttrice insieme, oltre che cantante.

Accolto da ottime critiche[59], l'album debutta direttamente al 2º posto in classifica[10], segno di una lunga attesa da parte dei fans, diventando in pochi mesi disco d'oro per le oltre 50 000 copie vendute. Il singolo Non mi pento riscuote un discreto successo radiofonico, mentre allo show televisivo di Adriano Celentano Rockpolitik presenta la sua versione de I ragazzi italiani (di Francesco De Gregori e Ron).

Nel febbraio del 2006 esce il secondo singolo Strade di fuoco, accompagnato da un videoclip realizzato dal collettivo artistico ConiglioViola (che l'aveva già omaggiata anni prima sul web). Il 26 maggio dello stesso anno esce la special edition di Babybertè, che ripropone integralmente la personalizzazione della grafica e del packaging originariamente concepito dall'artista, comprensivo di un DVD contenente i tre videoclip realizzati in precedenza con la regia di Asia Argento. Il 2 marzo 2007, esce il doppio cd Babyberté Live 2007, un live autentico e senza ritocchi, con alcune interpretazioni suggestive intercalate da bizzarri monologhi, peculiarità della nuova Bertè. L'album contiene anche un inedito, registrato in studio, dal titolo L'araba fenice, canzone scartata dalla commissione ascolti per Sanremo 2007.

Gossip, musica e parole[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 ottobre 2007, gli organi di stampa diffondono la falsa notizia di un tentativo di suicidio che avrebbe visto la Bertè barricarsi in una stanza al primo piano dell'Hotel Aldrovandi a Roma. La cantante ha invece più volte affermato di aver soltanto voluto prolungare il proprio riposo isolandosi acusticamente con degli in-ear monitors alle orecchie, dopo aver preso parte la sera prima allo show di Rai 1 ''Il treno dei desideri'', ignara che il suo management avesse nel frattempo disdetto la stanza già dalla mattina del giorno successivo. A seguito dei vari rifiuti della cantante ad aprire la porta della stanza, dando prevedibilmente in escandescenza dopo essere stata svegliata dal personale dell'hotel, la direzione decide di sfondare la porta chiamando il soccorso dei vigili del fuoco: nella confusione generale, accorrono allarmati sia la sorella maggiore Leda, che l'amico Renato Zero, seguito da un folto numero di telecamere e giornalisti, creando dunque il clamoroso equivoco, ripreso poi da varie testate e tg, e smentito subito dopo dalla stessa Bertè in varie interviste televisive[60].

In questo periodo esce il libro Piper generation di Corrado Rizza (editore Lampi di stampa), dove vengono raccontati i tempi dello storico locale romano, comprese le apparizioni di Loredana.

Nel 2008 partecipa al Festival di Sanremo con Musica e parole, un testo di Loredana Bertè su musica di Alberto Radius (nei crediti del brano appare anche Oscar Avogadro). Nella giornata successiva alla prima esibizione della cantante, si scopre che la musica di Radius non è inedita, bensì risulta già incisa nel 1988 dalla cantante Ornella Ventura con un altro testo (L'ultimo segreto). I compositori accreditati e la Bertè si sono giustificati parlando i primi di mera dimenticanza sulla versione già edita del brano, e la seconda di essere completamente all'oscuro di tutta la faccenda, versione poi confermata anche da Ivana Spagna, con la quale ha duettato[60].

Il brano viene escluso dalla gara, ma per volere della direzione artistica, la cantante si esibisce sia nella serata dei duetti che nella serata finale, sempre accompagnata da Spagna. Alla Bertè viene anche consegnato uno speciale premio alla carriera istituito dalla città di Sanremo, oltre al Premio Sala Stampa Radio Tv per la sezione Campioni.

Musica e parole è stato inserito nel cofanetto Bertilation, contenente le esibizioni live registrate alla RTSI del 1980 e del 1984 (sia in cd che in DVD), unitamente a una selezione di brani da Babyberté Live 2007. Nel booklet sono presenti scatti inediti tratte da un precedente servizio fotografico per Vanity fair (2006). Il 13 giugno 2008 Musica e parole esce su cd singolo in duetto con Spagna più due versioni del brano da solista. Il 21 luglio 2008, partecipa al Venice Music Awards, aggiudicandosi il riconoscimento quale miglior interprete femminile dell'anno[61].

Agli inizi del 2009, in collaborazione con Ivana Spagna, pubblica l'album Lola & Angiolina Project: Lola era il nomignolo con cui Loredana era chiamata da sua sorella Mimì, mentre Angiolina è il secondo nome di Ivana Spagna. Il mini-album, distribuito da Edel Music, contiene sei tracce, di cui tre cantate dalla Bertè e tre da Spagna. Nel brano Comunque vada, originariamente registrato dalla Bertè, che solo successivamente lo ha invece affidato a Spagna, partecipano ai cori Aida Cooper e la stessa Loredana. Il disco vale alle due artiste il Premio Lunezia nella categoria "Poesia Rock".[62]

Sempre nel 2009, partecipa insieme a numerosi altri artisti italiani all'album Q.P.G.A. di Claudio Baglioni, cantando nel brano Tortadinonna o gonnacorta.

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 aprile 2010 una caduta accidentale le causa la rottura del femore destro, motivo per cui nei giorni successivi viene operata al Galeazzi di Milano. Ritorna in televisione in autunno, nel programma Ti lascio una canzone, e partecipa all'album Donne, dei Neri per Caso, con i quali la Bertè duetta in E la luna bussò.[63]

Il 13 febbraio 2011, Domenica in le dedica uno speciale in cui la Bertè, riapparsa in ottima forma, ripropone dal vivo diversi brani fra cui Musica e parole, Luna e Stiamo come stiamo (in duetto virtuale con Mia Martini).

Nello stesso anno registra con successo[64] un duetto in coppia con l'emergente Loredana Errore, nel brano scritto da Biagio Antonacci intitolato Cattiva ed è per la prima volta ospite del serale di Amici, dove duetta con la giovane Francesca Nicolì in Non sono una signora. Partecipa, poi, alla 9ª edizione di O' Scià, tenutasi sempre a Lampedusa e nuovamente a Ti lascio una canzone, dove omaggia anche Ivano Fossati con un'interpretazione de La mia banda suona il rock.

Nel 2012 partecipa al Festival di Sanremo in coppia con Gigi D'Alessio nel brano Respirare, piazzatosi al 4º posto nella classifica finale, ricevendo anche il 60º Premio AFI, istituito dall'Associazione fonografici italiani, per la grinta e la passione che contraddistingue le Sue interpretazioni[65]; inoltre, durante lo stesso festival, si esibisce con Macy Gray e lo stesso D'Alessio cantando Almeno tu nell'universo.

Il 3 marzo è ospite, sempre con D'Alessio nel tv-show Ballando con le stelle, come "ballerini per una notte". Il 1º giugno ritorna con un nuovo singolo, Ma quale musica leggera, scritto da Edoardo Bennato e realizzato con la produzione di Mario Lavezzi. La sera del 22 dicembre 2012 va in onda su Rai 1 lo speciale Per sempre Mia (dedicato alla sorella Mia Martini), al quale partecipano come ospiti musicali la stessa Bertè insieme ad Aida Cooper, Enzo Gragnaniello, Marco Masini, Mietta, oltre a D'Alessio con Anna Tatangelo. Nel 2013, affidatasi un nuovo management, torna dopo sei anni ad esibirsi dal vivo insieme ad una nuova band e all'amica vocalist Aida Cooper. Dal 13 al 15 giugno ritorna in Russia partecipando come giurata ed ospite d'onore al tv-show White Nights Festival, tenutosi a San Pietroburgo e trasmesso sul primo canale nazionale: la terza serata si esibisce live cantando E la luna bussò e Sei bellissima.

Il quarantennale di carriera (2014 - 2015)[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 gennaio 2014 l'artista torna ad esibirsi dal vivo con il Bandabertè 1974-2014 tour, una lunga serie di concerti in tutta Italia per festeggiare i suoi quarant'anni di carriera, partita dal Teatro Verdi di Montecatini Terme. Il 16 e il 23 aprile 2014 è special coach nel programma The Voice of Italy per il team di Piero Pelù, mentre il 4 maggio è ospite insieme ad Ornella Vanoni della sesta puntata di Amici, dove duetta con la squadra blu capitanata da Miguel Bosè.

L'8 marzo 2015 si esibisce presso il Teatro Dal Verme di Milano in occasione del concerto-omaggio a Gianni Bella ideato dalla sorella Marcella: la Bertè, legata ai Bella da una lunga amicizia, partecipa come ospite d'eccezione offrendo l'inedita e toccante interpretazione del brano L'arcobaleno (composta da proprio da Gianni Bella con testo di Mogol dedicato a Lucio Battisti), oltre a duettare con la stessa Marcella in tre grandi successi quali Non si può morire dentro, Nessuno mai e Dopo la tempesta. La serata, trasmessa successivamente da Rete 4 il 9 giugno, è record di ascolti.[66]

Dal 18 aprile 2015, insieme a Sabrina Ferilli e Francesco Renga, è giurata fissa nella quattordicesima edizione di Amici di Maria De Filippi: un impegno con cui riguadagna una grossa visibilità, conquistando il favore della critica[67][68][69], che la definisce "il vero pilastro di questa quattordicesima edizione"[70]. Al termine delle registrazioni, la De Filippi dichiarerà:

“Loredana Bertè è stata una conferma per me. Per anni non le veniva riconosciuto quanto meritava. Come giurata è stata puntuale, precisa, a volte brusca, a volte dolce. È stata l'unica giurata che in segno di rispetto si è alzata quando entrava un suo collega. Questa generosità parte da chi ha un animo puro. Fare il giudice a The Voice o X Factor è molto più facile, come a Tu sì que vales o Italia's got talent. Ad Amici è più difficile”.[71]

I nuovi progetti discografici[modifica | modifica wikitesto]

Contemporaneamente, l'artista annuncia di essere a lavoro per la pubblicazione di ben due album, uno di inediti ed uno celebrativo, composto da duetti al femminile, con la produzione di Fiorella Mannoia, che definisce la Bertè "un'amica speciale e una grandissima artista"[72].

“Loredana è straordinaria, ha una capacità vocale che poche altre hanno e un repertorio incredibile sul quale si stanno confrontando molte delle nostre colleghe che duetteranno con lei nell'album. Sono così felice e onorata che mi abbia dato questo incarico, che mi abbia dato fiducia, questa responsabilità la sento forte, stiamo parlando della più grande artista pop rock italiana, tutte noi le dobbiamo qualcosa. Sarà il suo ritorno e devo lavorare al massimo perché lei sia contenta e abbia l'occasione di riprendersi quello che è suo”.[73]

Il 26 giugno si esibisce, per la prima volta dopo trent'anni, al fianco proprio di Fiorella Mannoia, duettando con lei in una nuova versione della storica hit In alto mare al Coca-Cola Summer Festival. Contestualmente, viene annunciata l'imminente uscita di un nuovo singolo scritto da Luciano Ligabue.

In estate prosegue in giro per l'Italia il tour celebrativo dei suoi quarant'anni di carriera, mentre continuano anche le registrazioni della nuova antologia in studio con Fiorella Mannoia e il suo team di musicisti. A distanza di trent'anni dall'ultima performance dal vivo e a ventisette anni esatti dall'ultima partecipazione televisiva, che aveva visto la Bertè apparire per l'ultima volta nella prestigiosa cornice dell'Arena di Verona in occasione della finale del Festivalbar 1988, il 7 settembre torna ad esibirsi in Arena ancora una volta al fianco di Fiorella Mannoia nella tappa conclusiva del tour celebrativo intrapreso in occasione dei sessant'anni dell'artista romana. Le due amiche ripropongono insieme In alto mare, mentre insieme ad Emma la Bertè canta per la prima volta una nuova versione di Non sono una signora, proposta come anteprima del suo nuovo progetto discografico.

Il 18 settembre, direttamente dallo studio in cui viene registrato l'album, viene resa nota anche la partecipazione di Paola Turci, che al cospetto della stessa Bertè regala un'inaspettata reinterpretazione di Amici non ne ho, ripresa e diffusa da Fiorella Mannoia tramite i suoi canali social ufficiali. Contemporaneamente, sempre tramite i social, anche Bianca Atzei e Nina Zilli lasciano trapelare con entusiasmo la loro collaborazione all'album. Il 27 settembre, la Mannoia torna a condividere sui social un paio di brevi filmati che riprendono anche Irene Grandi e Noemi al lavoro in studio durante la realizzazione della nuova versione corale dell'autobiografica Amici non ne ho, mentre il giorno dopo è la volta di Nina Zilli.

L'8 ottobre, è l'emergente Antonella Lo Coco ad essere ripresa in studio insieme alla Mannoia durante la lavorazione dell'album. Il 27 dello stesso mese Fiorella rende nota, oltre che la propria partecipazione vocale al progetto, anche quella di Aida Cooper, vocalist dei concerti di Mia Martini nella seconda metà degli anni settanta, e successivamente al fianco della stessa Bertè in molte tournée dal vivo, legata ad entrambe le sorelle da una storica amicizia. Il 31 viene diffuso un video che riprende Alessandra Amoroso al lavoro in studio, sempre alle prese con Amici non ne ho: la partecipazione al progetto da parte della cantante salentina sancisce anche il suo ritorno ufficiale in sala d'incisione dopo alcuni mesi di silenzio dovuto ad un delicato intervento alle corde vocali.

Il 3 novembre è invece il management di Patty Pravo a diffondere, tramite il profilo Instagram ufficiale dell'artista, una foto che la ritrae insieme alla Bertè proprio durante un incontro legato alla già annunciata partecipazione della cantante veneziana al nuovo album della collega, particolarmente attesa dato anche l'elevato numero di estimatori che le due artiste storicamente condividono, nonché la reciproca stima più volte dichiarata da entrambe anche in varie interviste. Durante tutto il corso della sua carriera, la Bertè in particolare non ha mai smesso di citare Patty Pravo come un assoluto punto di riferimento sul piano artistico, lodando sia il carisma che l'importanza storica del suo personaggio: è sua, infatti, una famosa dichiarazione secondo cui la Pravo avrebbe dato le chiavi di casa ad un'intera generazione di giovani.

Il brano prescelto per il duetto tra le due artiste è Mi manchi. Un duetto, questo, per altro fortemente voluto dalla stessa Pravo, che - come già annunciato in un articolo di Marinella Venegoni su La Stampa[4] - si è subito candidata a prendere parte al progetto, pur essendo notoriamente restìa alle collaborazioni discografiche di tal genere (suo il clamoroso rifiuto negli anni novanta di incidere insieme a Mina, e successivamente di partecipare anche al disco celebrativo per i cinquant'anni di carriera di Ornella Vanoni), e ciò a dimostrazione dell'amicizia che la lega alla Bertè da diversi anni.

Una prima collaborazione risale infatti al 1997, quando entrambe si ritrovano a condividere il medesimo produttore (Mauro Paoluzzi), il medesimo manager (Nando Sepe) e la medesima etichetta discografica: quell'anno Loredana firma insieme a Roberto Vecchioni, su musica dello stesso Paoluzzi, il testo di Treno di panna, uno dei brani più suggestivi dell'album Notti, guai e libertà, tra i lavori più riusciti e di maggior successo della Pravo.

Al termine delle registrazioni, risulta invece essere assente Marcella Bella, precedentemente annunciata dalla stessa Loredana tra le primissime cantanti-amiche partecipanti al progetto ed in seguito esclusa per motivi discografici: la Warner, etichetta con cui l'album viene pubblicato, decide infatti di realizzare il disco concentrandovi nomi per lo più appartenenti alle successive generazioni di artiste, ad eccezione di Fiorella Mannoia e Patty Pravo, uniche coetanee della Bertè. Tuttavia, Marcella e la Bertè registrano insieme ben quattro brani, destinati al nuovo lavoro discografico della cantante siciliana.

Traslocando: l'autobiografia ufficiale[modifica | modifica wikitesto]

“Ho sentito che dovevo raccontare le cose io, adesso che sono ancora viva. Non volevo che qualcuno pensasse di poter parlare della mia vita con me morta, e quindi per forza zitta. Era da tanto che ci pensavo a questo libro, lo immaginavo così, con dentro tutto: dalla mia infanzia alla tragedia di Mimì. E poi la commedia di quello che è stato, perché bisogna dire che mi sono successe anche cose buffe e strane. Insomma ho raccontato ogni cosa: forse sono stata un po' cruda, sboccata, ma è la mia voce quella, non mi piacciono le infiocchettature”.[74]

Per il 20 novembre 2015 viene infatti annunciata la pubblicazione della sua prima autobiografia ufficiale per Rizzoli Editore. Il libro, dal titolo Traslocando, come lo storico album del 1982, è un duro racconto nel quale la cantante ribadisce anche le pesanti accuse nei confronti del padre, denunciandone non solo il comportamento violento, ma anche gli abusi già menzionati nell'intervista apparsa sul mensile Musica Leggera nel 2009[17]: “veniva in camera di noi bambine a masturbarsi guardando Mimì. Lei lo sentiva arrivare e mi diceva: chiudi gli occhi, fai finta di dormire. Io guardavo attraverso le ciglia e vedevo una cosa che non capivo: cosa facesse quest'uomo fermo ai piedi del mio letto, girato verso mia sorella”.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Loredana Bertè.

Album[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni discografiche e duetti[modifica | modifica wikitesto]

Brani scritti come autrice[modifica | modifica wikitesto]

  • 1981: Lontano da dove (Lavezzi-Avogadro-Bertè)
  • 1981: Canterò (Bertè-Avogadro)
  • 1981: Number one (S.Daniels-R.Corley-G.Wright-Bertè-Avogadro)
  • 1988: Fuori di me...fuori dal mondo (C. Rustici- Berglund- L. Bertè)
  • 1988: Proiezioni (M.Piccoli - L.Bertè)
  • 1988: Qui in città (C.Rustici- Berglund - L.Bertè)
  • 1988: Rai e tv (M.Lavezzi - L. Bertè)
  • 1993: Kabul (P.Leon-L.Bertè)
  • 1993: Ufficialmente dispersi (M.Piccoli-L.Bertè)
  • 1993: Da queste parti stanotte (M.Piccoli-L.Bertè)
  • 1993: Mi manchi (M.Paoluzzi-L.Bertè)
  • 1993: Il comandante Che (Let's face it) (Piccoli-Bertè-Buchanam)
  • 1993: Dormitorio pubblico (Piccoli-Bertè)
  • 1993: Viva la Svezia (Bertè-Paoluzzi)
  • 1993: Stiamo come stiamo (Piccoli-Bertè)
  • 1994: Amici non ne ho (P.Leon-Bertè)
  • 1995: ANGELI & angeli (P.Leon-Bertè
  • 1997: La pelle dell'orso (M.Paoluzzi-L.Bertè)
  • 1997: Condominio n.10 (P.Leon-L.Bertè)
  • 1997: Luna (M.Piccoli-L.Bertè-M.Piccoli)
  • 1997: Treno Speciale (G.Deodato-.L.Bertè)
  • 1997: Rap di fine secolo (Rustici-Costa-Bertè)
  • 1997: Padre padrone (L.Rustici-L.Bertè)
  • 1997: Zona Venerdì (P.Leon-L.Bertè)
  • 1997: Cuore in stallo (Barletta-Leon-Bertè)
  • 1997: Buon compleanno papà (L.Bertè)
  • 1998: Portami con te (L.Bertè-Leon)
  • 1998: Solitudini (L.Bertè-Leon)
  • 2002: Notti senza luna (L.Bertè-Leon)
  • 2002: Io ballo sola (Cavallo-L.Bertè)
  • 2002: Mercedes Benz (L.Bertè-Leon)
  • 2003: Mufida (L.Bertè-Leon)
  • 2005: Sola come un cane (L.Bertè-Leon)
  • 2005: Joe (L.Bertè-Leon)
  • 2005: Non mi pento (L.Bertè-Leon)
  • 2005: Strade di fuoco (L.Bertè–G.Fasolino-G.Cinelli)
  • 2005: Al lupo (L.Bertè-Piccoli)
  • 2005: Sto male (L.Bertè-Leon)
  • 2007: L'Araba Fenice (L.Bertè)
  • 2008: Musica e parole (Radius-Avogadro-Bertè)
  • 2009: Comunque vada (L.Bertè)
  • 2009: Enrico 40 (L.Bertè-E.Quaranta-L.Bertè)
  • 2009: I love you (L.Bertè)
  • 2009: Belladonna (L.Bertè-C.Tortora-L.Bertè)

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • 1970: Hair (Musical)
  • 1972: Ciao Rudy (Musical)
  • 1973: Orfeo 9 (Musical)
  • 1974: Forse sarà la musica del mare (Opera teatrale)
  • 2001: Gerusalemme (Musical)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri autorizzati dall'artista[modifica | modifica wikitesto]

Altri libri[modifica | modifica wikitesto]

  • 2000 Non sappiamo le strade (ma sentiamo le cose) (Paolo Marsich, Bastogi Editrice Italiana, ISBN 978-8881852628)
  • 2005 Amici non ne ho (Alfredo Del Curatolo, Bevivino Editore, ASIN: B006TZ5D20)
  • 2010 Dedicato a... Loredana Bertè (Emanuele Scaggiante, Kimerik Editore, EAN: 9788860965967)

Partecipazioni a Festival musicali[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni al Festival della Canzone Italiana di Sanremo[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni al Festivalbar[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni ad Azzurro[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni a Vota la voce[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 1977: "Miglior cantante femminile dell'anno" al premio Vota la voce
  • 1979: "Miglior cantante femminile dell'anno" al premio Vota la voce
  • 1980: Speciale disco verde per il brano In alto mare
  • 1982: Primo posto al Festivalbar con Non sono una signora
  • 1982: "Miglior cantante femminile dell'anno" al premio Vota la voce
  • 1985: "Miglior cantante femminile dell'anno" al premio Vota la voce
  • 1986: "Miglior cantante femminile dell'anno" al premio Vota la voce
  • 1993: "Premio della critica come miglior album" per l'album Ufficialmente dispersi
  • 1998: "Premio della critica" ad Un disco per l'estate
  • 2004: "Premio Videoclip Italiano" con "Premio Speciale Storico" per "Movie", realizzato dalla Factory di Andy Warhol
  • 2005: Premio per la copertina dell'album Babyberté versione box
  • 2008: "Premio Speciale alla Carriera" dalla città di Sanremo
  • 2008: "Premio Sala Stampa Radio TV" per la sezione Big di Sanremo
  • 2008: "Venice Music Awards" Miglior interprete femminile dell'anno
  • 2009: "Premio Lunezia Poesia del Rock 2009" a Loredana ed Ivana Spagna per l'album Lola & Angiolina Project
  • 2012: "Premio speciale 10 anni di Radionorba Battiti Live"
  • 2012: Premio AFI (Associazione Fonografici Italiani) alla carriera Sanremo 2012
  • 2013: "Premio speciale Wind Music Awards 2013" come Targa del pubblico
  • 2014: "Premio Riccio d'Argento" ai Migliori Live d'Autore di Fatti di Musica 2014

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Loredana Bertè | Music Biography, Credits and Discography | AllMusic
  2. ^ Dario Salvatori, Il grande dizionario della canzone italiana, Rizzoli, 2006, ISBN 881701284X.
  3. ^ L'icona rock Bertè tra inediti e successi, roma.repubblica.it. URL consultato il 21 agosto 2015.
  4. ^ a b Bertè: “La nuova Loredana non urla è rock, ma ha la frangetta bon ton”, su LaStampa.it. URL consultato il 21 agosto 2015.
  5. ^ Adnkronos, su www1.adnkronos.com. URL consultato il 21 agosto 2015.
  6. ^ Loredana Bertè * Discografia 1974 - 1983, raropiu.com. URL consultato il 21 agosto 2015.
  7. ^ Archivio Opere Musicali
  8. ^ Hit Parade Italia - Classifiche dischi, charts, canzoni, testi, musica leggera, box office italia, classifica film, discografie, festival sanremo, su www.hitparadeitalia.it. URL consultato il 19 agosto 2015.
  9. ^ a b c Hit Parade Italia - Classifica Commentata del 15 Ottobre 1982, su www.hitparadeitalia.it. URL consultato il 19 agosto 2015.
  10. ^ a b FIMI - Classifiche - FIMI, su FIMI.it. URL consultato il 19 agosto 2015.
  11. ^ a b c Classifiche musicali: i Numeri Uno che non sono mai stati al numero uno, sorrisi.com. URL consultato il 21 agosto 2015.
  12. ^ a b Rolling Stone: vince Vasco Rossi - MAG - Sky.it, mag.sky.it. URL consultato il 09 giugno 2015.
  13. ^ a b La pagella di De Andre' : " E' Syria la mia regina ", su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 25 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il ).
  14. ^ http://archiviostorico.corriere.it/1997/febbraio/23/Busi_una_canzone_per_Loredana_co_0_97022311487.shtml
  15. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/10/21/busi-io-scrittore-rock.html
  16. ^ a b http://stelleitaliane.altervista.org/interviste/memoriale01.htm, su stelleitaliane.altervista.org. URL consultato il 04 maggio 2015.
  17. ^ a b c Pubblicata sul numero 4 della rivista Musica Leggera
  18. ^ Leda Bertè: Loredana dice il vero nostro padre è stato un violento - la Repubblica.it
  19. ^ a b Loredana Bertè, dalla fame al successo: "Sono una signora. E sono tornata", su Il Fatto Quotidiano. URL consultato il 26 agosto 2015.
  20. ^ a b Maurizio Becker, La guerra non è mai finita. Intervista a Loredana Bertè, in Musica Leggera, maggio 2009.
  21. ^ a b Questo e gli altri dati sulle posizioni in classifica di Loredana Bertè sono ricavati dal volume di Dario Salvatori, Storia dell'hit parade, edizioni Gremese, 1989, pag. 86, e dalle classifiche pubblicate nel corso degli anni dai settimanali Ciao 2001 e TV Sorrisi e Canzoni
  22. ^ Hit Parade Italia - Top Settimanali Single, su www.hitparadeitalia.it. URL consultato il 24 agosto 2015.
  23. ^ "Subito dopo ho avuto una storia con Loredana Bertè. Loredana era ingestibile, un cavallo pazzo, ma io le volevo molto bene", Pooh (a cura di Franco Dassisti), Quello che non sai, Mondadori, 1997; pag. 254
  24. ^ Massimo Emanuelli, 50 anni di storia della televisione attraverso la stampa radiotelevisiva, Milano, Greco & Greco, 2004.
  25. ^ Pensiero Stupendo, su Rai. URL consultato il 24 agosto 2015.
  26. ^ a b c d e f Enrico Deregibus, Dizionario completo della Canzone Italiana, Giunti, 2006, p. 61, ISBN 9788809046023.
  27. ^ Si manterrà la sostituzione del verso anche nella versione incisa dall'autore l'anno dopo nell'album La mia banda suona il rock
  28. ^ Il ritorno di Loredana Bertè "40 anni di rabbia e musica", firenze.repubblica.it. URL consultato il 25 agosto 2015.
  29. ^ Elogio di Loredana Bertè Belli quegli anni rock con Fossati e Ruggeri, ilgiorno.it. URL consultato il 27 agosto 2015.
  30. ^ Hit Parade Italia - Classifica Commentata del 15 Ottobre 1982, su www.hitparadeitalia.it. URL consultato il 23 agosto 2015.
  31. ^ Ivano Fossati; Pietro Cheli, Carte da decifrare, Einaudi, 2001.
  32. ^ a b c Paolo Marsich, Loredana Bertè: non sappiamo le strade (ma sentiamo le cose), Bastogi, 2000, ISBN 8881852624.
  33. ^ Loredana Berte' Si Separa E Denuncia Il Marito - La Repubblica.It
  34. ^ Filmato audio Loredana Bertè, su YouTube. URL consultato il 21 agosto 2015.
  35. ^ a b Fabio Santini, Giochi nell'acqua, in Tutto Musica, 1985.
  36. ^ neverending loredana – dopo alcuni anni bui, il ritorno in tour della bertè, dagospia.com. URL consultato il 21 agosto 2015.
  37. ^ SEXY LOREDANA E LE SUE CANZONI SULLA SPIAGGIA CALDA DI RIO - la Repubblica.it, ricerca.repubblica.it. URL consultato il 23 agosto 2015.
  38. ^ SEXY, SOLARE LOREDANA - la Repubblica.it, ricerca.repubblica.it. URL consultato il 23 agosto 2015.
  39. ^ ITALY FOR ITALY - la Repubblica.it
  40. ^ a b c Luzzatto Fegiz Mario, Sanremo censura la Berte' : parolacce alla luna, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 21 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il ).
  41. ^ Una resurrezione in pieno spirito rock, su archivio.lastampa.it. URL consultato il 21 agosto 2015.
  42. ^ "Al Festival non mi hanno capita", in Tv Sorrisi e Canzoni, aprile 1986.
  43. ^ a b Musica e dischi, maggio 1986.
  44. ^ Lady Gaga col finto pancione come la Bertè - Spettacolo, DOI:10.1009610/lady-gaga-col-finto-pancione-come-la-berte.shtml. URL consultato il 21 agosto 2015.
  45. ^ a b http://stelleitaliane.altervista.org/interviste/memoriale03.htm, su stelleitaliane.altervista.org. URL consultato il 04 maggio 2015.
  46. ^ a b c http://stelleitaliane.altervista.org/interviste/memoriale02.htm, su stelleitaliane.altervista.org. URL consultato il 04 maggio 2015.
  47. ^ Bertè censurata in Svezia, Corriere della Sera.
  48. ^ LOREDANA BERTE': ho visto Bin Laden alla Casa Bianca « Rassegna Stampa di Dario Denni
  49. ^ a b Musica e dischi, marzo 1991.
  50. ^ a b Luzzatto Fegiz Mario, la rabbia della compagna Loredana Berte', su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 24 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il ).
  51. ^ a b c Dario Salvatori, Il grande dizionario della canzone italiana, Rizzoli, 2006, p. 482, ISBN 881701284X.
  52. ^ Pozzi Gloria, La Berte' denuncia Zero: " M' ha rovinata ", su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 21 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il ).
  53. ^ Paolo Bernardin, La Repubblica, marzo 1997.
  54. ^ Paolo Sorrentino e Umberto Contarello, La Grande Bellezza, Skira Editore, ISBN 8857220478. URL consultato il 24 agosto 2015.
  55. ^ La grande bellezza agli Oscar, Jep Gambardella intervista Sorrentino - VanityFair.it, vanityfair.it. URL consultato il 24 agosto 2015.
  56. ^ Busi: una canzone per Loredana Berte', su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 17 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il ).
  57. ^ MUSICA: TORNA SUL PALCO LOREDANA BERTE', su www1.adnkronos.com. URL consultato il 31 maggio 2015.
  58. ^ Dario Salvatori, Bertè: «Il disco me lo sono fatta da sola», in Il Tempo, settembre 2005.
  59. ^ BABYBERTE' (2005) - Loredana Berte, loredanaberte.it. URL consultato il 24 agosto 2015.
  60. ^ a b Adam, Loredana Bertè-Quello che le donne non dicono 2008 part 4, su Dailymotion. URL consultato il 24 agosto 2015.
  61. ^ Arcuri con Amadeus al Venice Music Awards - il mattino di Padova, ricerca.gelocal.it. URL consultato il 21 agosto 2015.
  62. ^ L'Albo d'Oro | Premio Lunezia, su www.lunezia.it. URL consultato il 21 agosto 2015.
  63. ^ Le Donne dei Neri Per Caso, musicalnews.com.
  64. ^ La Sicilia redazione@lasicilia.it, Loredana Errore, la rinascita della ragazza dagli occhi di cielo, lasicilia.it. URL consultato il 21 agosto 2015.
  65. ^ Sanremo 2012, 60º Premio AFI [SIAENews], su www.siae.it. URL consultato il 23 giugno 2015.
  66. ^ QUIMediaset, Ascolti record per "Una serata Bella... per te, Gianni!", mediaset.it. URL consultato l'11 giugno 2015.
  67. ^ Bertè: “La nuova Loredana non urla è rock, ma ha la frangetta bon ton”, su LaStampa.it. URL consultato il 09 giugno 2015.
  68. ^ Loredana Bertè, ad Amici la rivelazione è lei - Persone - People - Lifestyle, ansa.it. URL consultato il 09 giugno 2015.
  69. ^ Stash & The Kolors trionfano ad Amici 14. Pagellone a firma di Luca Dondoni, su LaStampa.it. URL consultato il 09 giugno 2015.
  70. ^ Amici 2015 - Stash e The Kolors, i talent(i) di cartone di Maria De Filippi, su Il Fatto Quotidiano. URL consultato l'11 giugno 2015.
  71. ^ Amici 14, la finale | Conferenza stampa, De Filippi: "Renzi forse ci sarà. Saviano torna", su TVBlog.it. URL consultato il 03 giugno 2015.
  72. ^ FIORELLA MANNOIA@ARENA DI VERONA, 7 settembre 2015: ospite LOREDANA BERTE' - Loredana Berte, loredanaberte.it. URL consultato il 1° giugno 2015.
  73. ^ Fiorella Mannoia: "Il mio pubblico mi somiglia, insieme andiamo oltre la musica", repubblica.it. URL consultato il 07 settembre 2015.
  74. ^ Loredana Bertè: «Adesso che sono ancora viva» - VanityFair.it, su vanityfair.it, https://plus.google.com/112487313749623456660. URL consultato il 25 novembre 2015.
  75. ^ Orfeo 9 (TV 1973), imdb.com.

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