Marzia Ubaldi

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Marzia Ubaldi
NazionalitàItalia Italia
GenerePop
EtichettaKarim

Marzia Ubaldi (Milano, 2 giugno 1938) è un'attrice, cantante e doppiatrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni cinquanta inizia la sua carriera come attrice teatrale al Piccolo Teatro di Milano nel ruolo della giovane protagonista de La congiura per la regia di Luigi Squarzina, iniziando da lì una brillante carriera di attrice teatrale, televisiva, cinematografica e di doppiatrice.

Negli anni sessanta ha avuto anche una breve carriera come cantante, incidendo tra l'altro per la Karim; la Ubaldi incise la prima versione di La ballata dell'amore cieco, scritta per lei da Fabrizio De André.

Numerosissime le sue interpretazioni teatrali, fra le quali vanno ricordate Il gabbiano, Le tre sorelle, La donna serpente.

Oltre ad aver dato voce come doppiatrice a molte famose attrici straniere, come Anne Bancroft, Judi Dench, Maggie Smith, Gena Rowlands, Jeanne Moreau, Vanessa Redgrave, ha anche interpretato diverse pellicole cinematografiche, come Il medico delle donne (1962), o Controsesso (1964), di Marco Ferreri.

Nel luglio 2012, ha vinto il premio "Leggio d'oro voce femminile dell'anno".[1]

In televisione ha partecipato a numerosi sceneggiati televisivi e fiction, da Giallo sera a Nero Wolfe e La coscienza di Zeno, da Incantesimo a Elisa di Rivombrosa, o le sitcom Professione fantasma e 7 vite.

Moglie dell'attore Gastone Moschin, ha fondato con lui l'accademia di recitazione teatrale, televisiva e cinematografica Mumos, con sede a Terni.

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Film cinema[modifica | modifica wikitesto]

Film d'animazione[modifica | modifica wikitesto]

Telenovelas[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Palmarès 2012, su www.leggiodoro.it. URL consultato il 15 aprile 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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