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J. Edgar

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J. Edgar
Leonardo DiCaprio in una scena del film
Titolo originaleJ. Edgar
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2011
Durata137 min
Rapporto2,40:1
Generebiografico, poliziesco, giallo, noir
RegiaClint Eastwood
SceneggiaturaDustin Lance Black
ProduttoreClint Eastwood, Robert Lorenz, Brian Grazer
Produttore esecutivoTim Moore, Erica Huggins
Casa di produzioneWarner Bros. Pictures, Imagine Entertainment, Malpaso Productions, Wintergreen Productions
Distribuzione in italianoWarner Bros.
FotografiaTom Stern
MontaggioJoel Cox, Gary D. Roach
Effetti specialiSteven Riley, Michael Owens
MusicheClint Eastwood
ScenografiaJames J. Murakami, Patrick M. Sullivan Jr., Gary Fettis
CostumiDeborah Hopper
TruccoTania McComas
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

J. Edgar è un film del 2011 diretto da Clint Eastwood, da una sceneggiatura di Dustin Lance Black.

Il film, interpretato da Leonardo DiCaprio, Armie Hammer, Naomi Watts, Ed Westwick, Jeffrey Donovan e Judi Dench, racconta la carriera del direttore dell'FBI J. Edgar Hoover a partire dagli attentati di matrice anarco-comunista nel 1919 fino al giorno della sua morte nel 1972, affronta anche la vita privata e la presunta omosessualità di Hoover.

J. Edgar Hoover, ormai vecchio, detta le sue memorie, raccontando la storia della sua ascesa da semplice impiegato a direttore dell'FBI.

Il giovane Hoover, nato nel 1895, è una persona i cui unici obiettivi sono la carriera e la difesa della patria, mettendo tutto il resto in secondo piano. Hoover sarà tutta la vita succube della madre, donna rigida e conservatrice, con cui convivrà fino alla morte di lei negli anni '30. Impara perciò presto a nascondere, superare e negare qualunque sua debolezza, compresa la sua marcata balbuzie e la sua omosessualità repressa.

Entrato a far parte del Dipartimento di giustizia come assistente particolare di Alexander Mitchell Palmer, vive in prima persona gli attentati di matrice anarco-comunista degli anni '10. Nel 1919 viene nominato capo della nuova Divisione di Intelligence Generale del Bureau of Investigation (BOI), per poi diventare Direttore dello stesso. Dal 1935, il BOI verrà rinominato Federal Bureau of Investigation (FBI).

Giorno dopo giorno, rinnova l'intero personale degli agenti speciali. È proprio nella selezione dei giovani agenti che conosce Clyde Tolson, collaboratore che lo accompagnerà come suo braccio destro per tutta la vita: il rapporto tra i due va oltre la semplice amicizia, ma non si spinge mai oltre un certo limite.

Spinto dalla madre, Hoover inizia a frequentare una donna.

Mentre Clyde rivela il suo amore per lui, Edgar confida la decisione di dover prendere moglie. Dopo un litigio burrascoso e un bacio, Edgar afferma di non voler più ripetere una situazione di quel genere, mentre Clyde minaccia di andarsene via nel momento in cui Hoover si sarebbe fidanzato: ma Edgar non si sposerà mai e continuerà a frequentare intimamente e lavorare con Clyde per il resto della sua vita.

Viene rapito il figlio del famoso aviatore Charles Lindbergh; Edgar, promotore di varie innovazioni investigative, sfrutta l'apprensione pubblica nata dal caso per convertire il reato di rapimento in crimine federale e trasformare la sede dell'FBI in un centro di ricerca all'avanguardia, le cui prove, avvalendosi di tecniche scientifiche e specialisti, diventano schiaccianti per la risoluzione dei casi. Le nuove tecniche di avanguardia portano gli agenti all'arresto di Bruno Hauptmann. Purtroppo il caso si risolve con il tragico ritrovamento del corpo del bambino, anche se era stato pagato il riscatto: il rapitore viene quindi condannato alla pena capitale.

La guerra tra bande di gangster in quel periodo colpisce la sicurezza interna dell'intero paese: chiedendo maggiori finanziamenti e l'autorizzazione di arrestare e dell'uso di armi, l'FBI estende la propria autorità sul tutto il territorio e si trasforma in un vero e proprio corpo di salvaguardia della nazione. Uno dopo l'altro i capi della criminalità organizzata vengono arrestati o uccisi, in particolare John Dillinger, ucciso dall'agente speciale Melvin Purvis. Iniziano a delinearsi le debolezze di Edgar, sordo a qualsiasi critica: dopo esser stato accusato di essere un agente incompleto in quanto incapace di dirigere sul campo un'azione d'arresto, comincia a partecipare ai compiti svolti dagli agenti fuori dagli uffici. Per capriccio personale e invidioso dei loro progressi, dà ordine di spostare brillanti agenti dal campo aperto alla scrivania. Il caso più eclatante è proprio quello dell'agente speciale Purvis, declassato dopo aver ricevuto onorificenze per le proprie azioni di grande coraggio sul campo.

Hoover cerca continuamente l'attenzione mediatica e la celebrazione: molti successi dell'agenzia vengono narrati alla stampa come meriti personali di Hoover, e le sue imprese e quelle dei suoi agenti vengono trasposte in film e strisce a fumetti. Gli agenti stessi diventano gli sponsor e i protagonisti di campagne pubblicitarie. Gli uomini del Bureau diventano così personaggi iconici, fissati nell'immaginario collettivo e nel mondo dell'intrattenimento come i paladini della giustizia. Hoover costruisce intorno a sè l'immagine di eroe nazionale.

Hoover - introducendo l'uso delle microspie e altre tecniche di spionaggio - ottiene un potere non costituzionale che gli permette di tenere sotto controllo i suoi superiori, tra cui anche il presidente, per ottenere maggiori finanziamenti e migliorie per l'FBI. Ogni singolo segreto, ogni singola situazione non eticamente corretta vengono catalogati all'interno del proprio archivio personale, facendolo così diventare uno degli uomini più potenti degli Stati Uniti. Tra gli altri file, Hoover conserva una lettera d'amore scritta da Eleanor Roosevelt per la sua amante Lorena Hicock. Nonostante le prenda in giro di fronte a Clyde, Edgar conserva segretamente una copia della lettera nella sua camera da letto.

Nei suoi ultimi anni, Hoover partecipa alla caccia ai comunisti, combatte il Ku Klux Clan, ma cerca anche di infangare l'immagine di Marthin Luther King jr e boicottare il suo movimento perché considerato sovversivo e affiliato ai rossi. Assiste poi con turbamento alla morte di questi, all'omicidio del Presidente Kennedy, alle rivolte contro la Guerra in Vietnam e tutti gli altri eventi politici che sconvolgono gli Stati Uniti e il mondo tra gli anni sessanta e i primi anni settanta. Nel 1974 viene eletto Nixon, e Hoover intuisce subito che il nuovo presidente è ambizioso e molto pericoloso. Ordina perciò alla sua segretaria, Helen Gandy (con cui collabora sin dai primi anni) di distruggere tutti i fascicoli del suo archivio personale in caso gli accadesse qualcosa.

Nel frattempo, Clyde soffre un malore da cui non si riprende completamente, faticando da quel momento a muoversi e parlare. Preoccupato per l'uomo che, segretamente, ama da tutta la vita, Hoover lo va a trovare a casa sua per cena. Qui i due hanno una discussione sull'immensa eredità che quarantotto anni di duro lavoro hanno lasciato. Clyde accusa Hoover di aver spudoratamente mentito nelle sue memorie, ingigantendo gli eventi e esagerando il suo ruolo diretto in tutti i grandi arresti che hanno consacrato l'FBI come istituzione. I due però si salutano lo stesso riconfermando il profondo amore non detto, l'affetto e la fiducia reciproca di tutta una vita. Nonostante sia imprigionato in una narrativa di sua stessa creazione che lo vede come un eroe infallibile, J. Hedgar Hoover riconosce tornando a casa di aver sempre lavorato con il desiderio di garantire la sicurezza del suo paese, nella convinzione che la democrazia si fondi sul rispetto della vita e dell'altro, sulla felicità dell'individuo e, di conseguenza, sull'amore. Muore d'infarto la notte stessa. Nixon cerca invano di mettere le mani sull'archivio personale di Hoover, che è stato però già distrutto da Helen. Clyde eredita la casa di Hoover e, alla sua morte, viene sepolto vicino a lui.

Distribuzione

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Il trailer italiano del film è stato pubblicato il 24 ottobre 2011.[1] J. Edgar è stato il film d'apertura del AFI Fest 2011 il 3 novembre 2011, successivamente è stato distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi da Warner Bros. il 9 novembre, in edizione limitata, e l'11 novembre in larga distribuzione. In Italia il film è uscito il 4 gennaio 2012.

Le recensioni non sono state omogenee: molti critici apprezzano la prestazione di DiCaprio, ma nel complesso, affermano che il film manca di coerenza. Secondo i rapporti del Rotten Tomatoes, il 42% di 146 critici ha dato al film una recensione positiva, con un voto medio di 5,8 su 10. "L'interpretazione di Leonardo DiCaprio è buona, ma troppo androgino lui per entrare nei panni di un uomo come Hoover. Il personaggio di J. Edgar ha molti difetti: il trucco, scarsa illuminazione, narrazione confusa e monotona".[2] Da parte sua, Metacritic assegna un punteggio medio di 59 su 100 calcolato su 39 recensioni.[3]

Roger Ebert ha scritto che il film è "affascinante", "magistrale", e ha elogiato le prestazioni di DiCaprio come attore capace, dalle prestazioni sottili e suadenti, interpretando un Hoover mai rivelato, forse anche a se stesso, premiando il film con tre stelle e mezzo (su quattro).[4]

Riconoscimenti

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  1. Un intenso Leonardo DiCaprio nel trailer italiano di J. Edgar | Il blog di ScreenWeek.it, su blog.screenweek.it.
  2. J. Edgar (2011), in Rotten Tomatoes, Flixster. URL consultato il 10 novembre 2011.
  3. J. Edgar Reviews, in Metacritic, CBS Interactive. URL consultato il 10 novembre 2011.
  4. Ebert, Roger, J. Edgar, in Chicago Sun-Times, 8 novembre 2011. URL consultato il 9 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 5 aprile 2012).

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