Bambole, non c'è una lira

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Bambole, non c'è una lira
PaeseItalia
Anno1977
Generevarietà
Lingua originaleitaliano
Crediti
IdeatoreDino Verde Maurizio Costanzo Marcello Marchesi Gino Landi
RegiaAntonello Falqui
MusicheGianni Ferrio
Rete televisivaRete 1

Bambole, non c'è una lira[1] è stato un programma televisivo italiano di genere varietà, trasmesso sulla Rete 1 in 6 puntate, dal 16 aprile al 21 maggio 1977[2][3] per la regia di Antonello Falqui e la direzione musicale di Gianni Ferrio. Autori del programma furono, oltre allo stesso Falqui, Maurizio Costanzo, Gino Landi, Marcello Marchesi e Dino Verde.

Riproponeva il mondo dell'avanspettacolo per la platea televisiva

«attraverso le vicende di un'immaginaria compagnia squattrinata e sempre alla ricerca di finanziamenti (...) si scoprono le caratteristiche del teatro leggero con i suoi componenti fissi: la soubrette capricciosa ma essenziale per lo spettacolo, il giovane brillante, la "soubrettina" in grado di cantare, ballare e recitare anche senza vero talento ma bella di presenza, il comico che viene dalla gavetta e che riempie i "vuoti" tra un cambio di scena e l'altro, il cantante-ballerino-porteur e infine la coppia di produttori»

(Aldo Grasso da Storia della televisione italiana, Garzanti, 2000)

Lo stesso titolo era ispirato all'infausta frase che l'impresario (nello spettacolo interpretato da Tino Scotti) doveva dire alle ballerine quando gli incassi della serata erano stati insufficienti e dunque non potevano essere retribuite. Costituiva la battuta finale di tutte le puntate, le quali ripercorrevano cronologicamente i primi decenni del secolo, quando l'avanspettacolo era una forma diffusa di arte spettacolare. Non a caso nella puntata ambientata nel 1943, durante i giorni successivi allo sbarco delle truppe americane in Italia, la frase finale viene modificata in "Bambole, non c'è un'amlira".

Pippo Franco interpretava il ruolo del comico, Christian De Sica era il giovane brillante, Isabella Biagini era la soubrette, Loredana Bertè era Dori, la soubrettina, Leopoldo Mastelloni il cantante-ballerino-porteur.

Oltre a loro figuravano nel cast il già nominato Tino Scotti, Gianrico Tedeschi e Gianni Agus, e nel corpo di ballo, un giovane Sergio Japino.

Battute[modifica | modifica wikitesto]

  • "S'ode a destra uno squillo di tromba[4] a sinist... dest-sinist-dest-sinist-dest-sinist, alt! Dietro front! Risponde uno, due, tre, quattro squillii! Pepè, pepè, pepèpepèpepè! L'alza-bandiera dopo la battaglia di Maclodio!"[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il titolo esatto secondo www.rai.it
  2. ^ Fonte: www.rai.it[collegamento interrotto]
  3. ^ Fonte: Repubblica
  4. ^ La battaglia di Maclodio, su www.marcopolovr.gov.it. URL consultato il 6 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2018).
  5. ^ Filmato audio Bambole, non c'è una lira - Puntata del 07/05/1977 - RaiPlay, su Rai, a 0:10:20. URL consultato il 7 agosto 2018.
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