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IC 1284

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IC 1284
Regione H II
IC 1284
IC 1284
Dati osservativi
(epoca J2000)
Costellazione Sagittario
Ascensione retta 18h 17m 42s[1]
Declinazione -19° 40′ 00″[1]
Coordinate galattiche l = 11,7; b = +01,7[1]
Distanza 5540[2] a.l.
(1700[2] pc)
Magnitudine apparente (V) -
Dimensione apparente (V) 20' x 20'
Caratteristiche fisiche
Tipo Regione H II
Classe 3 2 2[3]
Dimensioni 34,2 a.l.
(10,5 pc)
Altre designazioni
Sh2-37, RCW 153, Gum 78, Ced 157d,[1]
W34, Avedisova 167
Mappa di localizzazione
IC 1284
Sagittarius IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 18h 17m 42s, -19° 40′ 00″

IC 1284 (nota anche con le sigle Sh2-37 e RCW 153) è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione del Sagittario.

Si individua nella parte nordoccidentale della costellazione, lungo il piano della Via Lattea; si estende per circa 20 minuti d'arco in un'area di cielo fortemente oscurata da dense nubi di polveri. Il periodo più indicato per la sua osservazione nel cielo serale ricade fra giugno e novembre; trovandosi a declinazioni moderatamente australi, la sua osservazione è facilitata dall'emisfero australe.

Si tratta di una piccola ma brillante regione H II, la cui luce passa attraverso una fessura lasciata libera dagli estesi addensamenti nebulosi della nube LDN 291; si trova sul Braccio del Sagittario a una distanza di circa 1700 parsec (circa 5540 anni luce) ed è fisicamente legata all'associazione OB Sagittarius OB7[2] e in particolare alle giovani stelle HD 167722, HD 167815 e HD 313098, rispettivamente di classe spettrale B5, B2 e B5.[3] IC 1284 ospita intensi fenomeni di formazione stellare; al suo interno vi sono quattro sorgenti di radiazione infrarossa osservate dall'IRAS,[4] fra le quali spicca IRAS 18134-1942, associata a un maser con emissioni H2O.[5] Nella nube sono presenti anche alcune sorgenti di onde radio, fra le quali vi è W34, e un maser con emissioni OH.[6]

A breve distanza da IC 1284 vi sono due nebulose a riflessione, catalogate come vdB 118 e vdB 119; quest'ultima in particolare risulta associata a un piccolo ammasso aperto costituito da alcune stelle giovani con una classe spettrale media attorno a B3-B4 e un'età di circa 3,7±0,2 milioni di anni, tutte racchiuse entro un diametro di 2'. L'ammasso si trova sulla linea di vista di un gruppo di stelle rosse, appartenenti però al bulge galattico e quindi molto più lontane.[7] Benché l'ammasso venga considerato parte dell'associazione Sagittarius OB7,[8] uno studio del 2005 ha fornito per esso un valore di distanza di appena 600 parsec, collocandolo così in primo piano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 22 agosto 2011.
  2. ^ a b c Saito, Hiro; Tachihara, Kengo; Onishi, Toshikazu; Yamaguchi, Nobuyuki; Mizuno, Norikazu; Mizuno, Akira; Ogawa, Hideo; Fukui, Yasuo, A Study of the Molecular Cloud toward the H {II} Regions S35 and S37 with NANTEN, in Publications of the Astronomical Society of Japan, vol. 51, dicembre 1999, pp. 819-835. URL consultato il 22 agosto 2011.
  3. ^ a b Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 22 agosto 2011.
  4. ^ Helou, George; Walker, D. W., Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases. Volume 7: The small scale structure catalog, in Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases, vol. 7, 1988, pp. 1-265. URL consultato il 22 agosto 2011.
  5. ^ Codella, C.; Felli, M.; Natale, V., The occurrence of H2O masers in the early stages of star formation, in Astronomy and Astrophysics, vol. 311, luglio 1996, pp. 971-980. URL consultato il 22 agosto 2011.
  6. ^ Avedisova, V. S., A Catalog of Star-Forming Regions in the Galaxy, in Astronomy Reports, vol. 46, nº 3, marzo 2002, pp. 193-205, DOI:10.1134/1.1463097. URL consultato il 22 agosto 2011.
  7. ^ Soares, J. B.; Bica, E.; Ahumada, A. V.; Clariá, J. J., Photometric and spectroscopic study of low mass embedded star clusters in reflection nebulae, in Astronomy and Astrophysics, vol. 430, febbraio 2005, pp. 987-996, DOI:10.1051/0004-6361:20048242. URL consultato il 22 agosto 2011.
  8. ^ Reipurth, B.; Rodney, S. A.; Heathcote, S., Star Formation in Sagittarius: The Lynds 291 Cloud, in Handbook of Star Forming Regions, Volume I: The Northern Sky, vol. 4, dicembre 2008, p. 578. URL consultato il 22 agosto 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]



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