Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Sh2-115

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Sh2-115
Regione H II
Sh2-115
Sh2-115
Dati osservativi
(epoca J2000)
Costellazione Cigno
Ascensione retta 20h 35m 02s[1]
Declinazione +47° 02′ 24″[1]
Coordinate galattiche l = 85,0; b = +03,9[1]
Distanza 7500[2] a.l.
(2300[2] pc)
Magnitudine apparente (V) -
Dimensione apparente (V) 50' x 50'
Caratteristiche fisiche
Tipo Regione H II
Classe 3 2 2[3]
Dimensioni 109 a.l.
(33,5 pc)
Caratteristiche rilevanti Connesso a W71?
Altre designazioni
LBN 357,[1] Avedisova 1110
Mappa di localizzazione
Sh2-115
Cygnus IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 20h 35m 02s, +47° 02′ 24″

Sh2-115 è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione del Cigno.

Si individua nella parte settentrionale della costellazione, circa 2,5° a nordovest della brillante stella Deneb; il periodo più indicato per la sua osservazione nel cielo serale ricade fra i mesi di luglio e dicembre ed è notevolmente facilitata per osservatori posti nelle regioni dell'emisfero boreale terrestre.

Si tratta di una regione H II di notevole estensione dalla forma ovaleggiante e attraversata in senso nordovest-sudest da una banda oscura che la divide apparentemente in due parti uguali: la parte orientale è dominata dalla presenza di un piccolo ammasso aperto, noto come Berkeley 90, con il quale risulta fisicamente associata, mentre la parte occidentale giace in direzione della stella variabile α2 CVn HD 196178 (V2015 Cyg), di magnitudine apparente media pari a 5,63;[4] tuttavia, la distanza di questa stella dal Sole è pari ad appena 148 parsec (481 anni luce), nettamente inferiore a quella stimata per la nebulosa, circa 2300 parsec (7500 anni luce).[2] Le stelle responsabili della ionizzazione dei gas sono LS III +46 12, di classe spettrale O6III, DM46 2972, di classe O9.5V, e DM46 2978, di classe B0III; la prima di queste domina l'ammasso Berkeley 90.[2] Nello stesso campo appare anche la stella BD+46 2972, la cui distanza è però maggiore della nebulosa, pertanto una sua relazione fisica con essa sarebbe da escludere.[5]

Sh2-115 corrisponde alla parte ionizzata di una grande nube molecolare la cui massa è stata stimata pari a circa 4400 M, estesa per oltre 30 parsec.[5] Secondo il catalogo Avedisova, la regione di formazione stellare alla quale appartiene questa nebulosa comprende anche diverse sorgenti di radiazione infrarossa osservabili nella sua direzione, come IRAS 20328+4639, IRAS 20334+4636, IRAS 20335+4637 e IRAS 20334+4654, individuate nel corso degli anni ottanta;[6] a queste si aggiunge la sorgente di onde radio W71.[7] La sua distanza di 2300 parsec corrisponde a una regione del Braccio di Orione situata poco al di là del grande sistema nebuloso di Cygnus X, dal quale disterebbe circa 500 parsec.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  2. ^ a b c d Felli, M.; Harten, R. H., A high-resolution search for small-scale structure in Sharpless H II regions at 4.995 GHz. II - General properties of the entire sample. III - Description of selected sources, in Astronomy and Astrophysics, vol. 100, nº 1, luglio 1981, pp. 28-58. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  4. ^ Simbad Query Result, simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  5. ^ a b Harten, R.; Felli, M., The evolved H II Region S 115, in Astronomy and Astrophysics, vol. 89, 1-2, settembre 1980, pp. 140-144. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  6. ^ Helou, George; Walker, D. W., Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases. Volume 7: The small scale structure catalog, in Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases, vol. 7, 1988, pp. 1-265. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  7. ^ Avedisova, V. S., A Catalog of Star-Forming Regions in the Galaxy, in Astronomy Reports, vol. 46, nº 3, marzo 2002, pp. 193-205, DOI:10.1134/1.1463097. URL consultato il 5 febbraio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Oggetti del profondo cielo Portale Oggetti del profondo cielo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di oggetti non stellari