Sh2-252

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Sh2-252
Regione H II
Sh-2 252.jpg
Sh2-252
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneOrione
Ascensione retta06h 09m 42s[1]
Declinazione+20° 30′ :[1]
Coordinate galattichel = 190,0; b = +00,5[1]
Distanza6500[2] a.l.
(2000[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)40' x 40'
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Classe3 2 3[3]
Caratteristiche rilevantiContiene NGC 2175
Altre designazioni
LBN 854; W13[1]
Mappa di localizzazione
Sh2-252
Orion IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 06h 09m 42s, +20° 30′ 00″

Sh2-252, nota talvolta anche col nome proprio Nebulosa Testa di Scimmia, è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione di Orione.

Si trova nella parte settentrionale della costellazione, al confine coi Gemelli. La sua declinazione non è particolarmente settentrionale e ciò fa sì che essa possa essere osservata agevolmente da entrambi gli emisferi celesti, sebbene gli osservatori dell'emisfero boreale siano leggermente più avvantaggiati; il periodo in cui raggiunge la più alta elevazione sull'orizzonte è compreso fra i mesi di novembre e marzo.

Sh2-252 è una grande regione H II estesa per circa 25' situata entro i confini della costellazione di Orione; talvolta viene anche identificata con la sigla NGC 2175, facendo riferimento ad un ammasso aperto che però potrebbe non esistere fisicamente, dato che le stelle visibili nella parte centro-meridionale della nebulosa apparterrebbero a dieci distinti agglomerati posti a distanze comprese fra 410 e 8100 parsec.[4] In questa direzione si trova una stella blu catalogata come HD 42088, di magnitudine 7,55, che sarebbe una delle principali responsabili della ionizzazione dei gas della nebulosa; la sua posizione fisica sarebbe in una regione di intersezione fra due o forse tre nubi di idrogeno neutro atomico (H2).[5] Oltre a questa stella ve ne sarebbero altre che concorrono alla ionizzazione, fra le quali spicca la nana bianco-azzurra LSV+20 16, di classe spettrale B1V, probabilmente una stella Be di Herbig.[6]

All'interno della nebulosa sono note un gran numero di stelle giovani; fra queste vi sono sorgenti IRAS, fra cui spicca IRAS 06055+2039, che contiene un ammasso di stelle dall'età di appena 2-3 milioni di anni, profondamente immerso in una nube molecolare molto densa, la cui massa si aggira fra 7000 e 9000 masse solari. Sono inoltre note 5 sorgenti di onde radio, catalogate con le lettere dalla A alla E, di cui 4 sono sorgenti compatte (Sh2-252A, Sh2-252B, Sh2-252C ed Sh2-252E) e una (Sh2-252F) più dispersa e ionizzata dalla stella HD 42088; a queste si aggiunge una sorgente catalogata come Sh2-252D, ma che potrebbe corrispondere a un oggetto posto all'esterno della Via Lattea.[7][8] Sh2-252E è associata a un ammasso contenente 21 stelle immerse nella regione più brillante della nebulosa Sh2-252, fra le quali spiccano due stelle di classe B e una di classe A.[9] In aggiunta a questi oggetti, sono stati scoperti anche dei maser ad acqua e a OH.[10]

Le misurazioni della distanza di questa nebulosa variano a seconda degli studi, e sono generalmente comprese fra i 2000 pc[2] e i 2200 parsec;[11] in entrambi i casi la regione viene a trovarsi all'interno del settore occupato dall'associazione Gemini OB1, un'estesa associazione OB situata a circa 1500-2000 parsec.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 17 maggio 2011.
  2. ^ a b c Carpenter, John M.; Snell, Ronald L.; Schloerb, F. Peter, Anatomy of the Gemini OB1 molecular cloud complex, in The Astrophysical Journal, Part 1, vol. 445, nº 1, maggio 1995, pp. 246-268, DOI:10.1086/175692. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 17 maggio 2011.
  4. ^ Khachikian, E. Ye.; Hovhanessian, R. Kh.; Epremian, R. A., Distribution of early type stars and dusty matter in the direction of the star cluster NGC 2175, in Astrophysics, vol. 48, nº 1, gennaio 2005, pp. 32-43, DOI:10.1007/s10511-005-0004-9. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  5. ^ Fountain, W. F.; Gary, G. A.; Odell, C. R., An H-alpha velocity study of S252, in Astrophysical Journal, Part 1, vol. 273, ottobre 1983, pp. 639-646, DOI:10.1086/161398. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  6. ^ Chavarria-K., C.; de Lara, E.; Hasse, Ilse, Eight-colour photometry of stars associated with selected Sharpless H II regions at L exp II of about 190 deg - S 252, S 254, S 255, S 257, and S 261, in Astronomy and Astrophysics, vol. 171, 1-2, gennaio 1987, pp. 216-224. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  7. ^ Felli, M.; Habing, H. J.; Israel, F. P., Aperture synthesis observations of galactic H II regions. V - The galactic nebula S 252 /NGC 2175/, in Astronomy and Astrophysics, vol. 59, nº 1, luglio 1977, pp. 43-52. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  8. ^ Tej, A.; Ojha, D. K.; Ghosh, S. K.; Kulkarni, V. K.; Verma, R. P.; Vig, S.; Prabhu, T. P., A multiwavelength study of the massive star-forming region IRAS 06055+2039 (RAFGL 5179), in Astronomy and Astrophysics, vol. 452, nº 1, giugno 2006, pp. 203-215, DOI:10.1051/0004-6361:20054687. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  9. ^ Chavarria-K., C.; Leitherer, C.; de Lara, E.; Sanchez, O.; Zickgraf, F.-J., Further observations of stars associated with the Sharpless H II region SH 2-252, and of the Herbig A0e star SH 2-252b, in Astronomy and Astrophysics, vol. 215, nº 1, maggio 1989, pp. 51-56. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  10. ^ Koempe, C.; Baudry, A.; Joncas, G.; Wouterloot, J. G. A., Multi-line observations and analysis of the Sharpless 247/252 gas complex, in Astronomy and Astrophysics, vol. 221, nº 2, settembre 1989, pp. 295-310. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  11. ^ Haikala, L. K., UBVRI photometry and polarimetry of the stars in S252 (NGC 2175). II. Interpretation, in Astronomy and Astrophysics, vol. 294, febbraio 1995, pp. 89-106. URL consultato il 19 ottobre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Brown, A. G. A.; Hartmann, D.; Burton, W. B., The Orion OB1 association. II. The Orion-Eridanus Bubble., in Astronomy and Astrophysics, vol. 300, agosto 1995, p. 903.
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Oggetti del profondo cielo Portale Oggetti del profondo cielo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di oggetti non stellari