Sh2-140

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Sh2-140
Nebulosa a emissione
Natal Microcosm.jpg
Sh2-140
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneCefeo
Ascensione retta22h 19m 18s[1]
Declinazione+63° 18′ 49″[1]
Coordinate galattichel = 106,8; b = +05,3[1]
Distanza2900 a.l.
(900 pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)24' x 24'
Caratteristiche fisiche
TipoNebulosa a emissione
Dimensioni25,7 a.l.
(7,9 pc)
Altre designazioni
LBN 1204[1]
Mappa di localizzazione
Sh2-140
Cepheus IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 22h 19m 18s, +63° 18′ 49″

Sh2-140 è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione di Cefeo; fa parte della grande regione di formazione stellare del Complesso nebuloso molecolare di Cefeo.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

La nebulosa si trova nella parte centro-meridionale della costellazione, circa 5° a nord della stella ζ Cephei; si trova sul bordo di un vasto complesso oscuro e può essere ripresa nelle fotografie a lunga posa su grandi telescopi amatoriali. Al suo interno si trova un gruppo di stelle giovani di nona e decima magnitudine, dominate da HD 211880, una stella bianco-azzurra di sequenza principale di classe spettrale B0.5V con una magnitudine 7,74. La regione centrale è completamente invisibile nelle immagini ottiche, mentre dalle immagini al vicino infrarosso e nelle onde radio si evince la presenza di un ammasso di stelle molto concentrato.

La nebulosa si trova a una declinazione fortemente settentrionale, pertanto è ben visibile solo dalle regioni poste a nord dell'equatore; dall'emisfero sud la sua visibilità è limitata alle regioni tropicali. Il periodo in cui raggiunge l'altezza massima sull'orizzonte è compreso fra i mesi di settembre e dicembre.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Sh2-140 è una regione H II situata sul bordo sudoccidentale della nebulosa oscura LDN 1204, nella Bolla di Cefeo, a una distanza di circa 900 parsec (2900 anni luce) dal Sole.[2] La stella responsabile della ionizzazione dei gas della nebulosa è HD 211880, una stella azzurra sulla sequenza principale; la temperatura delle polveri sarebbe di appena 35 K, mentre la sua massa sarebbe pari a 600 M.[3]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Su questa nebulosa sono state condotte diverse osservazioni a più lunghezze d'onda, centrate soprattutto nella regione brillante sul bordo di LDN 1204 e sulle sorgenti infrarosse situate posteriormente ad essa.[4] Le osservazioni su tutta la banda dell'infrarosso sono state condotte principalmente allo scopo di individuare eventuali giovani stelle presenti nella regione; a seguito di questi studi fu redatto un primo catalogo comprensivo di tutti gli oggetti stellari giovani di Sh2-140, consistente in tre sorgenti infrarosse, IRS 1, IRS 2 e IRS 3,[5] a cui vennero aggiunte altre due sorgenti scoperte in seguito.[6] Dagli indici spettrali delle prime tre sorgenti venne dedotto che esse si originano da una debole regione H II ionizzata dai fotoni provenienti da una singola stella di sequenza principale di classe B.[6]

Dall'osservazione delle protostelle è stato invece sviluppato un modello semplificato della regione che è stato utilizzato per ottenere le condizioni fisiche delle polveri e dei gas qui presenti; la sorgente IRS 1 appare circondata da un denso disco di polveri, illuminato in parte dai fotoni che emergono dalle sue regioni polari assieme al bordo interno di un involucro di gas molecolare. Il modello sviluppato a partire da queste osservazioni è in grado di spiegare la distribuzione diffusa dell'intensità di luce; il colore blu delle regioni circostanti implica poi l'esistenza di un campo di radiazione con temperature relativamente basse, di 800-900 K.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 15 ottobre 2009.
  2. ^ Crampton, D.; Fisher, W. A., Spectroscopic observations of stars in H II regions, in Publ. Dom. Astrophys. Obs., vol. 14, nº 12, 1974, pp. 283-304. URL consultato l'11 marzo 2009.
  3. ^ Blair, G. N.; Evans, N. J., II; Vanden Bout, P. A.; Peters, W. L., III, The energetics of molecular clouds. II - The S140 molecular cloud, in Astrophysical Journal, vol. 219, febbraio 1978, pp. 896, 897, 899-913, DOI:10.1086/155853. URL consultato l'11 marzo 2009.
  4. ^ Hayashi et al. 1985; Keene et al. 1985; Lester et al. 1986; Schwartz et al. 1989; Hasegawa et al. 1991; Golynkin & Konovalenko 1991; Smirnov et al. 1992; Plume et al. 1994; Wilner & Welch 1994; Zhou et al. 1994; Schneider et al. 1995; Minchin et al. 1995a,c; Stoerzer et al. 1995; Park & Minh 1995; Preibisch & Smith 2002; Bally et al. 2002; Poelman & Spaans 2006, 2005
  5. ^ Beichman, C. A.; Becklin, E. E.; Wynn-Williams, C. G., New multiple systems in molecular clouds, in Astrophysical Journal, vol. 232, agosto 1979, pp. L47-L51, DOI:10.1086/183034. URL consultato l'11 marzo 2009.
  6. ^ a b Evans, Neal J., II; Mundy, Lee G.; Kutner, Marc L.; Depoy, D. L., The nature of the radio and infrared sources in S140, in Astrophysical Journal, vol. 346, novembre 1989, pp. 212-219, DOI:10.1086/168002. URL consultato l'11 marzo 2009.
  7. ^ Harker, D.; Bregman, J.; Tielens, A. G. G. M.; Temi, P.; Rank, D., The infrared reflection nebula around the embedded sources in S 140, in Astronomy and Astrophysics, vol. 234, agosto 1997, pp. 629-640. URL consultato l'11 marzo 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

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