Sh2-128

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Sh2-128
Regione H II
Sh2-128.jpg
Sh2-128
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneCefeo
Ascensione retta21h 32m 10s[1]
Declinazione+55° 52′ 42″[1]
Coordinate galattichel = 97,5; b = +03,2[1]
Distanza30640[2] a.l.
(9400[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)2' x 2'
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Classe3 2 3[3]
Dimensioni8,8 a.l.
(2,7 pc)
Caratteristiche rilevantiAvedisova 1246
Altre designazioni
LBN 443; PK97+03.1; Abell 77[1]
Mappa di localizzazione
Sh2-128
Cepheus IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 21h 32m 10s, +55° 52′ 42″

Sh2-128 è una piccola nebulosa a emissione visibile nella costellazione di Cefeo.

Si individua sul bordo meridionale della costellazione, vicino al confine col Cigno, a sud del grande complesso nebuloso di IC 1396; il periodo più indicato per la sua osservazione nel cielo serale ricade fra i mesi di luglio e dicembre ed è notevolmente facilitata per osservatori posti nelle regioni dell'emisfero boreale terrestre.

Sh2-128 è una remota nebulosa situata alla distanza di circa 9400 parsec (oltre 30600 anni luce);[2] a causa della sua morfologia rotondeggiante, inizialmente venne scambiata per una nebulosa planetaria, al punto che riporta fra le sue identificazioni diverse sigle di cataloghi di nebulose planetarie. Studi spettroscopici hanno in seguito evidenziato che si tratta di una regione H II connessa a una nube molecolare.[4]

La stella responsabile della sua ionizzazione è stata studiata accuratamente attraverso misure fotometriche condotte nella banda della luce visibile e del vicino infrarosso: si tratta di una stella blu di sequenza principale con una classe spettrale O7V. Osservazioni condotte alle onde radio hanno permesso di rilevare che la massa del gas ionizzato della nube è pari a 25 M. Le medesime osservazioni hanno rivelato la presenza di un secondo addensamento di gas ionizzato molto compatto situato a nord della nube principale, che è stato indicato con la sigla Sh2-128N; la sua massa risulta pari a 0,5 M ed è ionizzato da una stella di classe O9.5 all'inizio della sua fase di sequenza principale.[5] Sul lato opposto sono stati scoperti due maser con emissioni H2O situati a 15 secondi d'arco l'uno dall'altro.[6] Il satellite IRAS ha inoltre individuato in questa regione quattro sorgenti infrarosse.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 20 marzo 2013.
  2. ^ a b c Bohigas, Joaquín; Tapia, Mauricio, Sh 2-128: An H II and Star-forming Region in the Galactic Outback, in The Astronomical Journal, vol. 126, nº 4, ottobre 2003, pp. 1861-1870, DOI:10.1086/378054. URL consultato il 20 marzo 2013.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 20 marzo 2013.
  4. ^ Sabbadin, F.; Bianchini, A.; Strafella, F., Internal motions in thirty-two genuine planetary nebulae and in a misclassified object, in Astronomy and Astrophysics Supplement Series, vol. 65, nº 2, agosto 1986, pp. 259-265. URL consultato il 20 marzo 2013.
  5. ^ Ho, P. T. P.; Haschick, A. D.; Israel, F. P., OB star formation in the S128 region, in Astrophysical Journal, Part 1, vol. 243, gennaio 1981, pp. 526-532, DOI:10.1086/158617. URL consultato il 20 marzo 2013.
  6. ^ Haschick, A. D.; Ho, P. T. P., Formation of OB clusters - CO, NH3, and H2O observations of the distant H II region complex in S128, in Astrophysical Journal, Part 1, vol. 292, maggio 1985, pp. 200-205, DOI:10.1086/163147. URL consultato il 20 marzo 2013.
  7. ^ Helou, George; Walker, D. W., Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases. Volume 7: The small scale structure catalog, in Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases, vol. 7, 1988, pp. 1-265. URL consultato il 20 marzo 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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