Sh2-242

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Sh2-242
Regione H II
Sh2-242.jpg
Sh2-242
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneToro
Ascensione retta05h 51m 54s[1]
Declinazione+27° 01′ 54″[1]
Coordinate galattichel = 182,3; b = +00,2[1]
Distanza7170[2] a.l.
(2200[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)5,5' x 5,5'
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Dimensioni14,1[3] a.l.
(4,3[3] pc)
Altre designazioni
LBN 826[1]
Mappa di localizzazione
Sh2-242
Taurus IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 05h 51m 54s, +27° 01′ 54″

Sh2-242 è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione del Toro.

Si individua nella parte orientale della costellazione, al confine coi Gemelli e con l'Auriga; la sua individuazione è facilitata dalla presenza delle stelle Elnath (β Tauri) e 1 Geminorum, essendo situata circa a metà strada fra queste. La sua declinazione è moderatamente settentrionale e ciò fa sì che essa possa essere osservata agevolmente da entrambi gli emisferi celesti, sebbene gli osservatori dell'emisfero boreale siano più avvantaggiati; il periodo in cui raggiunge la più alta elevazione sull'orizzonte è compreso fra i mesi di ottobre e febbraio.

Si tratta di una piccola regione H II le cui dimensioni reali sarebbero di appena 14 anni luce; la sua caratteristica più appariscente è una banda di polveri non illuminate che la attraversa in senso nord-sud, dividendola in due parti fortemente asimmetriche, con la sezione occidentale notevolmente più estesa. A causare la ionizzazione dei gas della nube sarebbero due stelle non visibili direttamente, una stella bianco-azzurra di sequenza principale di classe spettrale B0V e una subgigante azzurra di classe B0IV-V, e appare associata a un ammasso aperto catalogato come [DB2001] Cl 25, composto da sorgenti di radiazione infrarossa, la cui massa è pari a 81 masse solari.[4] La distanza di Sh2-242 è di 2200 parsec, pari a circa 7170 anni luce; ciò la colloca all'interno del Braccio di Perseo, uno dei bracci di spirale maggiori della Via Lattea.[2] Alla nube è associata una nube molecolare gigante non illuminata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 18 novembre 2009.
  2. ^ a b c Avedisova, V. S.; Kondratenko, G. I., Exciting stars and the distances of the diffuse nebulae, in Nauchnye Informatsii, vol. 56, 1984, p. 59. URL consultato il 18 novembre 2009.
  3. ^ a b Blitz, L.; Fich, M.; Stark, A. A., Catalog of CO radial velocities toward galactic H II regions, in Astrophysical Journal Supplement Series, vol. 49, giugno 1982, pp. 183-206, DOI:10.1086/190795. URL consultato il 18 novembre 2009.
  4. ^ Lada, Charles J.; Lada, Elizabeth A., Embedded Clusters in Molecular Clouds, in Annual Review of Astronomy &Astrophysics, vol. 41, 2003, pp. 57-115, DOI:10.1146/annurev.astro.41.011802.094844. URL consultato il 18 ottobre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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