Sh2-72

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Sh2-72
Regione H II
Sh2-72.jpg
Sh2-72
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneAquila
Ascensione retta19h 03m :[1]
Declinazione+02° 18′ :[1]
Coordinate galattichel = 36,4; b = -01,7[1]
Distanza5870[2] a.l.
(1800[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)25' x 25'
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Classe3 2 2[3]
Dimensioni42,7 a.l.
(13,1 pc)
Altre designazioni
RCW 179; Avedisova 655
Mappa di localizzazione
Sh2-72
Aquila IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 19h 03m 00s, +02° 18′ 00″

Sh2-72 (nota anche come RCW 179) è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione dell'Aquila.

Si individua nella parte occidentale della costellazione, non lontano dal confine con la Coda del Serpente e a breve distanza angolare dall'ammasso globulare NGC 6749; si estende per circa 25 minuti d'arco sul bordo di una regione della Via Lattea fortemente oscurata dalle nubi di polveri costituenti la Fenditura dell'Aquila. Il periodo più indicato per la sua osservazione nel cielo serale ricade fra giugno e novembre; trovandosi a soli 18' dall'equatore celeste, può essere osservata indistintamente da tutte le regioni popolate della Terra.

Si tratta di una regione H II relativamente estesa situata sul Braccio del Sagittario alla distanza di circa 1800 parsec (circa 5870 anni luce) dal sistema solare. Si ritiene che la principale responsabile della sua ionizzazione sia una stella subgigante blu di classe spettrale B0.5IV, catalogata come BD+2 3762, sebbene lo studio che indica questa stella fornisce un valore di distanza pari a 4400 parsec;[4] se così fosse, questa nube verrebbe a trovarsi sul Braccio Scudo-Croce. Indizi che fanno ritenere che la formazione stellare sia attiva sono dati dalla presenza di alcune sorgenti di radiazione infrarossa, di cui tre riportate anche dall'IRAS: si tratta di IRAS 19009+0204, IRAS 19013+0207 e IRAS 19021+0209.[5] Una radiosorgente riportata in diverse pubblicazioni è anche quella situata alle coordinate galattiche 36.44 -01.61.[6][7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato l'11 settembre 2011.
  2. ^ a b Russeil, D., Star-forming complexes and the spiral structure of our Galaxy, in Astronomy and Astrophysics, vol. 397, gennaio 2003, pp. 133-146, DOI:10.1051/0004-6361:20021504. URL consultato l'11 settembre 2011.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato l'11 settembre 2011.
  4. ^ Forbes, D., Photometry and spectroscopy of stars in northern H II regions, in Astronomy and Astrophysics Supplement Series, vol. 77, nº 3, marzo 1989, pp. 439-445. URL consultato l'11 settembre 2011.
  5. ^ Helou, George; Walker, D. W., Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases. Volume 7: The small scale structure catalog, in Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases, vol. 7, 1988, pp. 1-265. URL consultato l'11 settembre 2011.
  6. ^ Felli, M.; Churchwell, E., Radio emission at 1400 MHz from galactic H II regions, in Astronomy and Astrophysics Supplement, vol. 5, aprile 1972, p. 369. URL consultato l'11 settembre 2011.
  7. ^ Avedisova, V. S., A Catalog of Star-Forming Regions in the Galaxy, in Astronomy Reports, vol. 46, nº 3, marzo 2002, pp. 193-205, DOI:10.1134/1.1463097. URL consultato l'11 settembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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