RCW 14

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
RCW 14
Regione H II
RCW 14.jpg
RCW 14
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneCane Maggiore
Ascensione retta07h 19m 07s[1]
Declinazione-21° 56′ 17″[1]
Coordinate galattichel = 235,5; b = -04,1[1]
Distanza6520[2] a.l.
(2000[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)60' x 60'[3]
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Dimensioni24,8[2] a.l.
(7,0[2] pc)
Mappa di localizzazione
RCW 14
Canis Major IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 07h 19m 07s, -21° 56′ 17″

RCW 14 è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione del Cane Maggiore.

Si trova nella parte orientale della costellazione, circa 3,5° a ENE di ο2 Canis Majoris, una stella di magnitudine 3,02 ben individuabile anche ad occhio nudo; si presenta estesa e debole e può essere fotografata tramite telescopi di media potenza con appositi filtri. Il periodo più adatto per la sua osservazione nel cielo serale è compreso fra i mesi di dicembre e aprile; la sua declinazione meridionale fa sì che sia osservabile con più facilità dalle regioni australi.

Si tratta di una grande regione H II di forma rozzamente circolare associata ad una nube molecolare gigante nota come [JKK96] B; la regione ospita alcuni fenomeni di formazione stellare, come è testimoniato dalla presenza di quattro sorgenti di radiazione infrarossa, una delle quali, IRAS 07169-2154, pare essere associata ad un maser a CO,[4] mentre un'altra è una sorgente di onde radio.[5] La principale responsabile della ionizzazione dei gas della nube è una stella blu di classe spettrale O8V nota come HD 57236,[2] cui si aggiungono altre tre stelle di classe B e un ammasso aperto identificato come NGC 2367.[5] La distanza della nube è stata spesso oggetto di dibattito: le stime iniziali indicavano una distanza di circa 4000 parsec (circa 13000 anni luce), posizionandola nello stesso ambiente galattico della superbolla GS234-02;[6] stime più recenti tendono invece a ridurre la distanza a circa 2000 parsec (6520 anni luce).[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 26 dicembre 2009.
  2. ^ a b c d e f Yamaguchi, Reiko; Saito, Hiro; Mizuno, Norikazu; Mine, Yoshihiro; Mizuno, Akira; Ogawa, Hideo; Fukui, Yasuo, Molecular Clouds and Star Formation in the Southern H II Regions, in Publications of the Astronomical Society of Japan, vol. 51, dicembre 1999, pp. 791-818. URL consultato il 26 dicembre 2009.
  3. ^ Rodgers, A. W.; Campbell, C. T.; Whiteoak, J. B., A catalogue of Hα-emission regions in the southern Milky Way, in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 121, nº 1, 1960, pp. 103–110. URL consultato il 26 dicembre 2009.
  4. ^ Helou, George; Walker, D. W., Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases. Volume 7: The small scale structure catalog, in Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases, vol. 7, 1988, pp. 1-265. URL consultato il 26 dicembre 2009.
  5. ^ a b Avedisova, V. S., A Catalog of Star-Forming Regions in the Galaxy, in Astronomy Reports, vol. 46, nº 3, marzo 2002, pp. 193-205, DOI:10.1134/1.1463097. URL consultato il 26 dicembre 2009.
  6. ^ Jung, Jae Hoon; Koo, Bon-Chul; Kang, Yong-Hee, GS234-02: A Star Forming Supershell in the Outer Galaxy, in Astronomical Journal, vol. 112, ottobre 1996, p. 1625, DOI:10.1086/118128. URL consultato il 26 dicembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Oggetti del profondo cielo Portale Oggetti del profondo cielo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di oggetti non stellari