RCW 117

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RCW 117
Regione H II
RCW 117.jpg
RCW 117
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneScorpione
Ascensione retta17h 09m 34s[1]
Declinazione-41° 36′ 12″[1]
Coordinate galattichel = 345,4; b = -00,9[1]
Distanza9130[2] a.l.
(2800[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)2' x 2'[3]
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Dimensioni5,2 a.l.
(1,6 pc)
Altre designazioni
ESO 332-23;[1] Avedisova 2901
Mappa di localizzazione
RCW 117
Scorpius IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 17h 09m 34s, -41° 36′ 12″

RCW 117 è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione australe dello Scorpione.

Si presenta come una piccola nube compatta visibile poco a nord della stella η Scorpii, immersa in un ricco campo stellare parzialmente oscurato da nubi di polveri; la sua posizione è molto vicina al piano galattico. Trovandosi a declinazioni notevolmente australi, la sua osservazione è possibile prevalentemente dalle regioni dell'emisfero australe terrestre, mentre dall'emisfero boreale può essere osservata senza difficoltà solo a partire dai 40-45°N.

RCW 117 è una regione H II molto compatta ed evoluta che presenta forti emissioni sia nelle onde radio che nell'infrarosso e nell'; secondo Avedisova, le principali fonti della ionizzazione dei suoi gas sarebbero due stelle di classe spettrale B: HD 155051, una supergigante blu di magnitudine apparente 7,92,[4] e HD 155134, una gigante brillante blu di magnitudine 8,83.[5][6] All'interno della nube, in prossimità del suo denso nucleo, sono note alcune sorgenti infrarosse, fra le quali spicca IRAS 17059-4132, identificata dal satellite IRAS,[7] e tre sorgenti indicate come IRS 1, IRS 2 e IRS 3; la presenza di queste sorgenti, unitamente alla scoperta di 5 maser di cui due OH, uno ad acqua e uno a metanolo,[8] indicano che in questa regione è attiva e intensa la formazione stellare.[9] RCW 117 contiene nelle regioni più interne un ammasso di sorgenti infrarosse catalogato come [DBS2003] 116, la cui distanza è stimata attorno ai 2800 parsec (9130 anni luce).[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  2. ^ a b c Dutra, C. M.; Bica, E.; Soares, J.; Barbuy, B., New infrared star clusters in the southern Milky Way with 2MASS, in Astronomy and Astrophysics, vol. 400, marzo 2003, pp. 533-539, DOI:10.1051/0004-6361:20030005. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  3. ^ Rodgers, A. W.; Campbell, C. T.; Whiteoak, J. B., A catalogue of Hα-emission regions in the southern Milky Way, in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 121, nº 1, 1960, pp. 103–110. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  4. ^ Simbad Query Result for HD 155051, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  5. ^ Simbad Query Result for HD 155134, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  6. ^ Avedisova, V. S.; Kondratenko, G. I., Exciting stars and the distances of the diffuse nebula, in Nauchnye Informatsii, vol. 56, 1984, p. 59. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  7. ^ Helou, George; Walker, D. W., Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases. Volume 7: The small scale structure catalog, in Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases, vol. 7, 1988, pp. 1-265. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  8. ^ Avedisova, V. S., A Catalog of Star-Forming Regions in the Galaxy, in Astronomy Reports, vol. 46, nº 3, marzo 2002, pp. 193-205, DOI:10.1134/1.1463097. URL consultato il 4 febbraio 2011.
  9. ^ Sollins, P. K.; Megeath, S. T., A Near-Infrared/Millimeter-Wave Study of Six Fourth-Quadrant High-Mass Star Formation Regions, in The Astronomical Journal, vol. 128, nº 5, novembre 2004, pp. 2374-2387, DOI:10.1086/425044. URL consultato il 4 febbraio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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