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Sh2-40

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Sh2-40
Regione H II
Sh2-40
Sh2-40
Dati osservativi
(epoca J2000)
Costellazione Sagittario
Ascensione retta 18h 12m 11s[1]
Declinazione -17° 42′ 48″[1]
Coordinate galattiche l = 12,8; b = +00,3[1]
Distanza 7820[2] a.l.
(2400[2] pc)
Magnitudine apparente (V) -
Dimensione apparente (V) 15' x 15'
Caratteristiche fisiche
Tipo Regione H II
Classe 3 2 2[3]
Dimensioni 34,2 a.l.
(10,5 pc)
Altre designazioni
RCW 155, LBN 49,[1] Avedisova 181
Mappa di localizzazione
Sh2-40
Sagittarius IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 18h 12m 11s, -17° 42′ 48″

Sh2-40 (nota anche come RCW 155) è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione del Sagittario.

Si individua nella parte nordoccidentale della costellazione, lungo il piano della Via Lattea sul bordo della celebre Nube stellare del Sagittario (M24); si estende per circa 15 minuti d'arco in direzione di un ricco campo stellare parzialmente oscurato da dense nubi di polveri. Il periodo più indicato per la sua osservazione nel cielo serale ricade fra giugno e novembre; trovandosi a declinazioni moderatamente australi, la sua osservazione è facilitata dall'emisfero australe.

Si tratta di una regione H II situata sul Braccio del Sagittario, alla distanza di circa 2400 parsec (circa 7800 anni luce) dal sistema solare; secondo il catalogo Avedisova, la responsabile della sua ionizzazione sarebbe LSS 4756, una stella di classe spettrale B la cui maggiore distanza implicherebbe però che la nube stessa si trovi a non meno di 3200±740 parsec dal Sole.[4] In direzione di questa nebulosa si trova la potente sorgente di onde radio W33, la quale però si trova a una distanza di 4000 parsec; ciò indica che si tratta di due oggetti distinti visibili lungo la stessa linea di vista.[5]

Sh2-40 ospita fenomeni di formazione stellare attivi, come è testimoniato dalla presenza di alcune sorgenti di radiazione infrarossa osservate dall'IRAS, fra le quali spicca IRAS 18079-1756, coincidente con un oggetto stellare giovane;[6] altre sorgenti, come IRS1 e IRS2, coincidono con delle nubi molto compatte.[7] La nube ospita anche due maser con emissioni H2O e uno con emissioni OH.[8] La sorgente IRAS 18089-1732, coincidente con una massiccia protostella, non farebbe invece fisicamente parte della nebulosa, sebbene sia osservabile nella sua stessa direzione; questa sorgente si trova infatti alla distanza di circa 3600 parsec.[9]

Se la stima di 2400 parsec è corretta, Sh2-40 sarebbe fisicamente legata all'associazione OB Sagittarius OB4, assieme alle vicine nubi Sh2-38, Sh2-41 e Sh2-42.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 25 agosto 2011.
  2. ^ a b Russeil, D., Star-forming complexes and the spiral structure of our Galaxy, in Astronomy and Astrophysics, vol. 397, gennaio 2003, pp. 133-146, DOI:10.1051/0004-6361:20021504. URL consultato il 25 agosto 2011.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 25 agosto 2011.
  4. ^ Avedisova, V. S.; Kondratenko, G. I., Exciting stars and the distances of the diffuse nebula, in Nauchnye Informatsii, vol. 56, 1984, p. 59. URL consultato il 25 agosto 2011.
  5. ^ Haschick, A. D.; Ho, P. T. P., Formation of OB clusters - W33 complex, in Astrophysical Journal, Part 1, vol. 267, aprile 1983, pp. 638-646, DOI:10.1086/160900. URL consultato il 25 agosto 2011.
  6. ^ Helou, George; Walker, D. W., Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases. Volume 7: The small scale structure catalog, in Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases, vol. 7, 1988, pp. 1-265. URL consultato il 25 agosto 2011.
  7. ^ Wright, E. L.; Decampli, W.; Fazio, G. G.; Lada, C. J.; Low, F. J.; Kleinmann, D. E., Discovery of a compact far-infrared source, IR 12.4+0.5, in Astrophysical Journal, Part 1, vol. 228, marzo 1979, pp. 439-444, DOI:10.1086/156864. URL consultato il 25 agosto 2011.
  8. ^ Avedisova, V. S., A Catalog of Star-Forming Regions in the Galaxy, in Astronomy Reports, vol. 46, nº 3, marzo 2002, pp. 193-205, DOI:10.1134/1.1463097. URL consultato il 25 agosto 2011.
  9. ^ Beuther, H.; Hunter, T. R.; Zhang, Q.; Sridharan, T. K.; Zhao, J.-H.; Sollins, P.; Ho, P. T. P.; Ohashi, N.; Su, Y. N.; Lim, J.; Liu, S.-Y., Submillimeter Array Outflow/Disk Studies in the Massive Star-forming Region IRAS 18089-1732, in The Astrophysical Journal, vol. 616, nº 1, novembre 2004, pp. L23-L26, DOI:10.1086/383570. URL consultato il 25 agosto 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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