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Sh2-69

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Sh2-69
Regione H II
Sh2-69.jpg
Sh2-69
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneAquila
Ascensione retta18h 44m 14s[1]
Declinazione-00° 18′ 53″[1]
Coordinate galattichel = 31,8; b = +01,5[1]
Distanza12400[2] a.l.
(3800[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)20' x 20'
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Classe2 2 2[3]
Dimensioni72,0 a.l.
(22,1 pc)
Altre designazioni
RCW 177; LBN 99;[1] Avedisova 587
Mappa di localizzazione
Sh2-69
Aquila IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 18h 44m 14s, -00° 18′ 53″

Sh2-69 (nota anche come RCW 177) è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione dell'Aquila.

Si individua nella parte sudoccidentale della costellazione, a breve distanza dal confine con la Coda del Serpente; si estende per una ventina di minuti d'arco in direzione di una regione della Via Lattea fortemente oscurata dalle nubi di polveri costituenti la Fenditura dell'Aquila. Il periodo più indicato per la sua osservazione nel cielo serale ricade fra giugno e novembre; trovandosi a soli 18' dall'equatore celeste, può essere osservata indistintamente da tutte le regioni popolate della Terra.

Si tratta di una regione H II situata sul Braccio Scudo-Croce alla distanza di circa 3800 parsec (12400 anni luce) dal sistema solare; la principale responsabile della sua ionizzazione sarebbe una stella subgigante blu di classe spettrale B0.5IV, catalogata come S69 2.[4] La nebulosa è associata ad alcune sorgenti individuabili a diverse lunghezze d'onda, come l'infrarosso e le onde radio; fra le infrarosse spicca la sorgente IRAS 18418-0022,[5] mentre le sorgenti radio sono state individuate in particolare alla frequenza di 1400 GHz.[6] Il catalogo Avedisova riporta Sh2-69 come l'oggetto dominante della regione di formazione stellare numero 587.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato l'11 settembre 2011.
  2. ^ a b Russeil, D., Star-forming complexes and the spiral structure of our Galaxy, in Astronomy and Astrophysics, vol. 397, gennaio 2003, pp. 133-146, DOI:10.1051/0004-6361:20021504. URL consultato l'11 settembre 2011.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato l'11 settembre 2011.
  4. ^ Forbes, D., Photometry and spectroscopy of stars in northern H II regions, in Astronomy and Astrophysics Supplement Series, vol. 77, nº 3, marzo 1989, pp. 439-445. URL consultato l'11 settembre 2011.
  5. ^ Helou, George; Walker, D. W., Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases. Volume 7: The small scale structure catalog, in Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases, vol. 7, 1988, pp. 1-265. URL consultato l'11 settembre 2011.
  6. ^ Felli, M.; Churchwell, E., Radio emission at 1400 MHz from galactic H II regions, in Astronomy and Astrophysics Supplement, vol. 5, aprile 1972, p. 369. URL consultato l'11 settembre 2011.
  7. ^ Avedisova, V. S., A Catalog of Star-Forming Regions in the Galaxy, in Astronomy Reports, vol. 46, nº 3, marzo 2002, pp. 193-205, DOI:10.1134/1.1463097. URL consultato l'11 settembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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