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Sh2-65

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Sh2-65
Regione H II
Sh2-65
Sh2-65
Dati osservativi
(epoca J2000)
Costellazione Aquila
Ascensione retta 18h 46m 48s[1]
Declinazione -03° 45′ 00″[1]
Coordinate galattiche l = 29,1; b = -00,8[1]
Distanza 10630[2] a.l.
(3260[2] pc)
Magnitudine apparente (V) -
Dimensione apparente (V) 7' x 7'
Caratteristiche fisiche
Tipo Regione H II
Classe 3 2 2[3]
Dimensioni 13,7 a.l.
(4,2 pc)
Altre designazioni
RCW 175; LBN 91;[1] Avedisova 504
Mappa di localizzazione
Sh2-65
Aquila IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 18h 46m 48s, -03° 45′ 00″

Sh2-65 (nota anche come RCW 175) è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione dell'Aquila.

Si individua nella parte nordorientale della costellazione, circa 1° a nord della stella α Scuti; possiede una forma allungata estesa per circa 7 minuti d'arco, in direzione di una regione della Via Lattea in cui ricchi campi stellari risultano parzialmente oscurati da dense nubi di polveri. Il periodo più indicato per la sua osservazione nel cielo serale ricade fra giugno e novembre; trovandosi a soli 4° dall'equatore celeste, può essere osservata indistintamente da tutte le regioni popolate della Terra.

Si tratta di una regione H II di piccole dimensioni situata probabilmente sul Braccio Scudo-Croce, alla distanza di quasi 3300 parsec (10700 anni luce); la responsabile della sua ionizzazione sarebbe una gigante brillante blu di classe spettrale B1II, catalogata come S65-4.[4] Curiosamente, il Catalogo Sharpless riporta che questa nebulosa contiene l'ammasso aperto NGC 6823;[3] si tratta evidentemente di un errore, in quanto quest'oggetto fa parte della Regione di Vulpecula OB1 ed è situato nei pressi di NGC 6820. Sul catalogo Avedisova questa nebulosa viene invece collocata all'interno di una regione di formazione stellare assieme alla sorgente di radiazione infrarossa IRAS 18445-0339[5] e ad alcune sorgenti di onde radio; nei suoi pressi si troverebbe anche la nube molecolare SYCSW 679, individuabile tramite le sue emissioni nella banda del CO.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, simbad.u-strasbg.fr. URL consultato l'11 dicembre 2016.
  2. ^ a b Paladini, R.; Burigana, C.; Davies, R. D.; Maino, D.; Bersanelli, M.; Cappellini, B.; Platania, P.; Smoot, G., A radio catalog of Galactic HII regions for applications from decimeter to millimeter wavelengths, in Astronomy and Astrophysics, vol. 397, gennaio 2003, pp. 213-226, DOI:10.1051/0004-6361:20021466. URL consultato l'11 settembre 2011.
  3. ^ a b Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato l'11 settembre 2011.
  4. ^ Forbes, D., Photometry and spectroscopy of stars in northern H II regions, in Astronomy and Astrophysics Supplement Series, vol. 77, nº 3, marzo 1989, pp. 439-445. URL consultato l'11 settembre 2011.
  5. ^ Helou, George; Walker, D. W., Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases. Volume 7: The small scale structure catalog, in Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases, vol. 7, 1988, pp. 1-265. URL consultato l'11 settembre 2011.
  6. ^ Avedisova, V. S., A Catalog of Star-Forming Regions in the Galaxy, in Astronomy Reports, vol. 46, nº 3, marzo 2002, pp. 193-205, DOI:10.1134/1.1463097. URL consultato l'11 settembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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