Sh2-202

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Sh2-202
Nebulosa a emissione
Sh2-202.jpg
Sh2-202
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneGiraffa
Ascensione retta03h 17m :[1]
Declinazione+59° 18′ :[1]
Coordinate galattichel = 140,6; b = +01,5[2]
Distanza2600[3] a.l.
(800[3] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)170' x 170'[2]
Caratteristiche fisiche
TipoNebulosa a emissione
Classe3 2 1[2]
Dimensioni129,1[3] a.l.
(39,6[3] pc)
Altre designazioni
LBN 677
Mappa di localizzazione
Sh2-202
Camelopardalis IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 03h 17m 00s, +59° 18′ 00″

Sh2-202 è un'estesa nebulosa diffusa visibile al confine fra le costellazioni di Cassiopea e della Giraffa.

Si individua nella parte più orientale di Cassiopea, a est del Complesso delle nebulose Cuore e Anima, nel punto in cui la scia luminosa della Via Lattea sembra interrompersi bruscamente, a causa di grossi banchi di polveri oscure; si presenta di aspetto molto disperso ed estremamente debole, al punto che la sua osservazione diretta è praticamente impossibile e nelle foto a lunga posa appare solo come una tenue nube, incentrata sull'ammasso aperto Stock 23, che costituisce il miglior punto di riferimento per la sua individuazione. La sua osservazione è possibile solo dalle regioni dell'emisfero boreale e da quelle tropicali dell'emisfero australe; il periodo di miglior osservazione nel cielo serale va dal mese di ottobre a quello di marzo.[4]

Si tratta di una regione H II molto debole e diffusa, fisicamente in relazione con l'associazione Cam OB1, un'associazione OB posta alla sua stessa distanza; il complesso si trova a 800-1000 parsec di distanza dal sistema solare,[3] sul bordo più esterno del Braccio di Orione. L'oggetto più notevole situato al suo interno è la sorgente infrarossa IRAS 03134+5958, coincidente con la stella HBC 336, una stella T Tauri con forti emissioni posta in direzione dell'ammasso Stock 23, la cui reale esistenza come ammasso fisico è però messa in dubbio, in quanto si sospetta che le sue stelle appaiano vicine fra loro solo a causa di un effetto prospettico.[5] Cam OB1-A è la parte dell'associazione più vicina alla regione nebulosa; di essa fanno parte le due stelle HD 21291, una supergigante blu variabile α Cygni responsabile dell'illuminazione della nube vdB 14, e HD 21389, anch'essa supergigante variabile e responsabile dell'illuminazione di vdB 15. Le due stelle possiedono anche una catalogazione di stella variabile, rispettivamente CS Cam e CE Cam.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 10 novembre 2009.
  2. ^ a b c Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 15 ottobre 2009.
  3. ^ a b c d e Blitz, L.; Fich, M.; Stark, A. A., Catalog of CO radial velocities toward galactic H II regions, in Astrophysical Journal Supplement Series, vol. 49, giugno 1982, pp. 183-206, DOI:10.1086/190795. URL consultato il 15 ottobre 2009.
  4. ^ Una declinazione di 59°N equivale ad una distanza angolare dal polo nord celeste di 31°; il che equivale a dire che a nord del 31°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud del 31°S l'oggetto non sorge mai.
  5. ^ Campbell, B., Persson, S. E., & Matthews, K. 1989, Identification of new young stellar objects associated with IRAS point sources. III - The northern Galactic plane, in Astronomical Journal, vol. 98, agosto 1989, pp. 643-658, DOI:10.1086/115164. URL consultato il 10 novembre 2009.
  6. ^ Straižys, V.; Laugalys, V., Young Stars in the Camelopardalis Dust and Molecular Clouds. I. The Cam OB1 Association, in Baltic Astronomy, vol. 16, 2007, pp. 167-182. URL consultato il 9 novembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Oggetti del profondo cielo Portale Oggetti del profondo cielo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di oggetti non stellari