Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Sh2-41

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Sh2-41
Regione H II
Sh2-41
Sh2-41
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneSagittario
Ascensione retta18h 15m 00s[1]
Declinazione-18° 14′ 00″[1]
Coordinate galattichel = 12,7; b = -00,7[1]
Distanza7170[2] a.l.
(2200[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)90' x 90'
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Classe3 2 2[3]
Dimensioni187,7 a.l.
(57,6 pc)
Altre designazioni
LBN 51,[1] Avedisova 182
Mappa di localizzazione
Sh2-41
Sagittarius IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 18h 15m 00s, -18° 14′ 00″

Sh2-41 è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione del Sagittario.

Si individua nella parte nordoccidentale della costellazione, lungo il piano della Via Lattea; si estende per un grado e mezzo sovrapponendosi alla celebre Nube stellare del Sagittario (M24). Il periodo più indicato per la sua osservazione nel cielo serale ricade fra giugno e novembre; trovandosi a declinazioni moderatamente australi, la sua osservazione è facilitata dall'emisfero australe.

Si tratta di una regione H II situata sul Braccio del Sagittario, alla distanza di circa 2200 parsec (circa 7200 anni luce) dal sistema solare; si sovrappone ai ricchi campi stellari di M24, pur essendone probabilmente in primo piano, e alle nebulose oscure B 92 e B 93. In questa direzione si trova anche la potente sorgente di onde radio W33, la quale però si trova a una distanza di 4000 parsec; ciò indica che si tratta pertanto di due oggetti distinti visibili lungo la stessa linea di vista.[4] A Sh2-41 sarebbe associato il piccolo ammasso aperto Cr 469,[5] la cui età è stimata attorno ai 60 milioni di anni.[6]

Se la stima di 2200 parsec è corretta, Sh2-41 sarebbe fisicamente legata all'associazione OB Sagittarius OB4, assieme alle vicine nubi Sh2-38, Sh2-40 e Sh2-42.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 25 agosto 2011.
  2. ^ a b Blitz, L.; Fich, M.; Stark, A. A., Catalog of CO radial velocities toward galactic H II regions, in Astrophysical Journal Supplement Series, vol. 49, giugno 1982, pp. 183-206, DOI:10.1086/190795. URL consultato il 25 agosto 2011.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 25 agosto 2011.
  4. ^ Haschick, A. D.; Ho, P. T. P., Formation of OB clusters - W33 complex, in Astrophysical Journal, Part 1, vol. 267, aprile 1983, pp. 638-646, DOI:10.1086/160900. URL consultato il 25 agosto 2011.
  5. ^ Avedisova, V. S., A Catalog of Star-Forming Regions in the Galaxy, in Astronomy Reports, vol. 46, nº 3, marzo 2002, pp. 193-205, DOI:10.1134/1.1463097. URL consultato il 25 agosto 2011.
  6. ^ WEBDA page for open cluster Collinder 469, su univie.ac.at. URL consultato il 25 agosto 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Oggetti del profondo cielo Portale Oggetti del profondo cielo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di oggetti non stellari