Sh2-268

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Sh2-268
Regione H II
Sh2-268.jpg
Sh2-268
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneOrione
Ascensione retta06h 09m 39s[1]
Declinazione+12° 59′ :[1]
Coordinate galattichel = 196,6; b = -03,1[1]
Distanza4240[2] a.l.
(1300[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)60' x 60'
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Classe3 1 1[3]
Dimensioni74,0 a.l.
(22,7 pc)
Altre designazioni
LBN 873/874[1] Avedisova 1874
Mappa di localizzazione
Sh2-268
Orion IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 06h 09m 39s, +12° 59′ 00″

Sh2-268 è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione di Orione.

Si individua nella parte orientale della costellazione, a pochi gradi dal confine con l'Unicorno; è individuabile circa 1° a sud della stella ξ Orionis, che essendo di quarta magnitudine è ben visibile anche ad occhio nudo. La sua declinazione non è particolarmente settentrionale e ciò fa sì che sia osservabile agevolmente da entrambi gli emisferi celesti, sebbene gli osservatori dell'emisfero boreale siano leggermente più avvantaggiati; il periodo in cui raggiunge la più alta elevazione sull'orizzonte è compreso fra i mesi di novembre e marzo.

Si tratta di una regione H II piuttosto estesa, delle dimensioni apparenti di circa 1° e un diametro effettivo di oltre 70 anni luce; appare composta da due sottoregioni luminose, catalogate come LBN 874, costituente la parte centrale e più estesa, e LBN 873,[4] posta però esternamente alla precedente e con la quale potrebbe anche non avere un reale contatto fisico. La distanza della regione nebulosa principale è stimata sui 1300 parsec (circa 4200 anni luce),[2] il che la colloca alla stessa distanza della nebulosa Sh2-261 e di conseguenza nello stesso ambiente galattico, alla periferia esterna del Braccio di Orione. La nebulosa ospita alcune stelle di grande massa, fra le quali la più massiccia è HD 42352, una gigante blu di classe spettrale B1III, la quale è anche la principale responsabile della ionizzazione dei gas della nube; fra le altre stelle massicce ve ne sono tre di classe O9V, immerse in una nebulosità con emissioni nella banda dell'.[5]

Alla regione apparterrebbe anche l'ammasso aperto NGC 2169, visibile nella parte nordoccidentale della nebulosa a breve distanza dalla nebulosa a riflessione catalogata come vdB 71 e in associazione alla nube LDN 873; quest'ammasso, dell'età di circa 7,7 milioni di anni, contiene alcune stelle di classe B responsabili della ionizzazione dei gas circostanti e dista 1032 parsec,[6] una distanza simile a quella data secondo alcuni studi all'intera regione di Sh2-268, 1140 parsec circa.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 30 novembre 2009.
  2. ^ a b c Russeil, D., Star-forming complexes and the spiral structure of our Galaxy, in Astronomy and Astrophysics, vol. 397, gennaio 2003, pp. 133-146, DOI:10.1051/0004-6361:20021504. URL consultato il 30 novembre 2009.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 30 novembre 2009.
  4. ^ Lynds, Beverly T., Catalogue of Bright Nebulae, in Astrophysical Journal Supplement, vol. 12, agosto 1965, p. 163. URL consultato il 30 novembre 2009.
  5. ^ a b Avedisova, V. S.; Kondratenko, G. I., Exciting stars and the distances of the diffuse nebulae, in Nauchnye Informatsii, vol. 56, 1984, p. 59. URL consultato il 30 novembre 2009.
  6. ^ Kharchenko, N. V.; Piskunov, A. E.; Röser, S.; Schilbach, E.; Scholz, R.-D., Astrophysical parameters of Galactic open clusters, in Astronomy and Astrophysics, vol. 438, nº 3, agosto 2005, pp. 1163-1173, DOI:10.1051/0004-6361:20042523. URL consultato il 30 novembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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