Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Sh2-56

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Sh2-56
Regione H II
Sh2-56
Sh2-56
Dati osservativi
(epoca J2000)
Costellazione Scudo
Ascensione retta 18h 31m :[1]
Declinazione -09° 43′ :[1]
Coordinate galattiche l = 22,0; b = +00,0[1]
Distanza 15650[2] a.l.
(4800[2] pc)
Magnitudine apparente (V) -
Dimensione apparente (V) 7' x 7'
Caratteristiche fisiche
Tipo Regione H II
Classe 1 2 1[3]
Dimensioni 31,9 a.l.
(9,8 pc)
Altre designazioni
RCW 169; LBN 77;[1] Avedisova 329
Mappa di localizzazione
Sh2-56
Scutum IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 18h 31m 00s, -09° 43′ 00″

Sh2-56 (nota anche come RCW 169) è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione dello Scudo.

Si individua nella parte occidentale della costellazione, circa 1,5° a SW della stella α Scuti; si estende per 7 minuti d'arco in direzione di una regione della Via Lattea fortemente oscurata da dense nubi di polveri, fra le quali spicca il complesso di Barnard 97. Il periodo più indicato per la sua osservazione nel cielo serale ricade fra giugno e novembre; trovandosi a soli 9° dall'equatore celeste, può essere osservata indistintamente da tutte le regioni popolate della Terra.

Si tratta di una remota regione H II situata sul Braccio Scudo-Croce alla distanza di circa 4800 parsec (circa 15650 anni luce), in una regione molto interna della Via Lattea; fa parte di una regione di formazione stellare dominata dalle forti emissioni alla lunghezza d'onda H2O provenienti dal maser GAL 021.88+00.02.[4] Oltre a quest'oggetto, vi è anche la sorgente di radiazione infrarossa IRAS 18282-0943,[5] coincidente con la giovane protostella 2MASS J18310242-0941134, che si presenta circondata da un involucro individuabile anche alla lunghezza d'onda OH.[6][7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 3 settembre 2011.
  2. ^ a b Russeil, D., Star-forming complexes and the spiral structure of our Galaxy, in Astronomy and Astrophysics, vol. 397, gennaio 2003, pp. 133-146, DOI:10.1051/0004-6361:20021504. URL consultato il 3 settembre 2011.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 3 settembre 2011.
  4. ^ Genzel, R.; Downes, D., H2O in the Galaxy. II - Duration of the maser phase and the galactic distribution of H2O sources, in Astronomy and Astrophysics, vol. 72, 1-2, febbraio 1979, pp. 234-240. URL consultato il 3 settembre 2011.
  5. ^ Helou, George; Walker, D. W., Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases. Volume 7: The small scale structure catalog, in Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases, vol. 7, 1988, pp. 1-265. URL consultato il 3 settembre 2011.
  6. ^ Simbad Query Result, simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 3 settembre 2011.
  7. ^ Avedisova, V. S., A Catalog of Star-Forming Regions in the Galaxy, in Astronomy Reports, vol. 46, nº 3, marzo 2002, pp. 193-205, DOI:10.1134/1.1463097. URL consultato il 3 settembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Oggetti del profondo cielo Portale Oggetti del profondo cielo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di oggetti non stellari