Sh2-187

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Sh2-187
Regione H II
Sh2-187.jpg
Sh2-187
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneCassiopea
Ascensione retta01h 23m 15s[1]
Declinazione+61° 48′ 47″[1]
Coordinate galattichel = 126,7; b = -00,8[2]
Distanza4700[3] a.l.
(1440[3] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)10' x 10'[2]
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Classe3 3 2[2]
Dimensioni9,5[3] a.l.
(2,9[3] pc)
Altre designazioni
LBN 630
Mappa di localizzazione
Sh2-187
Cassiopeia IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 01h 23m 15s, +61° 48′ 47″

Sh2-187 è una nebulosa diffusa visibile nella costellazione di Cassiopea.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Si individua circa 1,5° a nord della stella δ Cassiopeiae (Ruchbah), una delle stelle componenti l'asterismo a "W" caratteristico della costellazione; le sue dimensioni sono ridotte, dell'ordine di circa 10', e può essere osservata con un potente telescopio amatoriale. La regione in cui si trova appare oscurata da diversi filamenti di polveri non illuminate, e la stessa nebulosa si mostra divisa in due sezioni da una banda oscura trasversale. Il periodo più adatto per la sua osservazione nel cielo serale corrisponde ai mesi autunnali per l'emisfero boreale, da cui si presenta circumpolare fino alle latitudini subtropicali; dall'emisfero australe può essere osservata solo dalla fascia tropicale.[4]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una regione H II situata sul bordo più esterno del Braccio di Orione; visivamente sembra circondata dalla nebulosa oscura LDN 1317. La distanza è stata stimata tramite studi spettrofotometrici in circa 1440 parsec (4700 anni luce), tramite l'osservazione delle stelle eccitatrici dei gas di questa e di altre nubi circostanti;[5] la sua posizione coincide con quella della sorgente 2MASS J 01230704+6151527. La nube appartiene a un grande complesso molecolare[6][7] al cui centro si trova un getto molecolare ad alta velocità, originato da una sorgente di radiazione infrarossa catalogata come S 187 IRS, situata molto vicina ad un'altra forte sorgente, IRAS 01202+6133. La parte visibile della nube è circondata da un esteso involucro di idrogeno neutro, individuabile a lunghezze d'onda diverse da quella visibile, la cui massa totale può essere stimata in circa 7600 M.[8] La sua età può essere stimata invece attorno ai 100-200 000 anni.[7]

Le evidenze della presenza di fenomeni di formazione stellare possono essere individuate nelle numerosissime sorgenti infrarosse scoperte nella nebulosa, come quelle appena citate compreso il getto molecolare; in particolare, una delle sorgenti più potenti è IRAS 01202+6133,[9] inserita in profondità in un denso bozzolo luminoso ben individuabile agli infrarossi (S 187 IRS),[10] la cui controparte in luce visibile è nota come S187Hα: si tratterebbe di una stella Ae/Be di Herbig.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato l'11 novembre 2009.
  2. ^ a b c Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato l'11 novembre 2009.
  3. ^ a b c d Jiang, Zhibo; Yao, Yongqiang; Yang, Ji; Ishii, Miki; Nagata, Tetsuya; Nakaya, Hidehiko; Sato, Shuji, K'-Band Polarimetric Imaging of S187 IR and S233, in The Astronomical Journal, vol. 122, nº 1, luglio 2001, pp. 313-321, DOI:10.1086/321100. URL consultato l'11 novembre 2009.
  4. ^ Una declinazione di 62°N equivale ad una distanza angolare dal polo nord celeste di 28°; il che equivale a dire che a nord del 28°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud del 28°S l'oggetto non sorge mai.
  5. ^ Russeil, D.; Adami, C.; Georgelin, Y. M., Revised distances of Northern HII regions, in Astronomy and Astrophysics, vol. 470, luglio 2007, pp. 161-171, DOI:10.1051/0004-6361:20066051. URL consultato l'11 maggio 2009.
  6. ^ Casoli, F.; Combes, F.; Gerin, M., Observations of molecular clouds in the second galactic quadrant, in Astronomy and Astrophysics, vol. 133, nº 1, aprile 1984, pp. 99-109. URL consultato l'11 maggio 2009.
  7. ^ a b Joncas, G.; Durand, D.; Roger, R. S., The Sharpless 187 gas complex - A multifrequency study, in Astrophysical Journal, vol. 387, marzo 1992, pp. 591-611, DOI:10.1086/171109. URL consultato l'11 maggio 2009.
  8. ^ Yonekura, Yoshinori; Dobashi, Kazuhito; Mizuno, Akira; Ogawa, Hideo; Fukui, Yasuo, Molecular Clouds in Cepheus and Cassiopeia, in Astrophysical Journal Supplement, vol. 110, maggio 1997, p. 21, DOI:10.1086/312994. URL consultato il 10 marzo 2009.
  9. ^ Bally, J.; Lada, C. J., The high-velocity molecular flows near young stellar objects, in Astrophysical Journal,, vol. 265, febbraio 1983, pp. 824-847, DOI:10.1086/160729. URL consultato l'11 maggio 2009.
  10. ^ Hodapp, Klaus-Werner, A K' imaging survey of molecular outflow sources, in The Astrophysical Journal Supplement Series, vol. 94, nº 2, ottobre 1994, pp. 615-649, DOI:10.1086/192084. URL consultato l'11 maggio 2009.
  11. ^ Zavagno, A.; Deharveng, L.; Caplan, J., A new young stellar object in the S 187 complex: Photometry and spectroscopy, in Astronomy and Astrophysics, nº 2, gennaio 1994, pp. 491-504. URL consultato l'11 maggio 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mária Kun, Star Forming Regions in Cassiopeia (PDF), vol. 1, Handbook of Star Forming Regions, Volume I: The Northern Sky ASP Monograph Publications, Bo Reipurth, dicembre 2008, p. 24, ISBN 978-1-58381-670-7.
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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