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Sh2-46

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Sh2-46
Regione H II
Sh2-46.jpg
Sh2-46
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneSerpente
Ascensione retta18h 06m 00s[1]
Declinazione-14° 09′ 00″[1]
Coordinate galattichel = 15,2; b = +03,3[1]
Distanza2000[2] a.l.
(6520[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)25' x 25'
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Classe2 2 2[3]
Dimensioni47,3 a.l.
(14,5 pc)
Altre designazioni
RCW 158, Gum 80, LBN 58,[1] Avedisova 236
Mappa di localizzazione
Sh2-46
Serpens Cauda IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 18h 06m 00s, -14° 09′ 00″

Sh2-46 (nota anche come RCW 158) è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione del Serpente.

Si individua nella parte sudorientale della costellazione, a circa 1,5° in direzione ovest della celebre Nebulosa Aquila (M16); si estende per circa 25 minuti d'arco in direzione di una regione della Via Lattea fortemente oscurata da dense nubi di polveri. Il periodo più indicato per la sua osservazione nel cielo serale ricade fra giugno e novembre; trovandosi a declinazioni moderatamente australi, la sua osservazione è facilitata dall'emisfero australe.

Si tratta di una regione H II situata sul Braccio del Sagittario alla distanza di circa 2000 parsec (circa 6500 anni luce) dal sistema solare, a breve distanza dalle grandi associazioni OB Sagittarius OB6 e Serpens OB2; la stella responsabile della sua ionizzazione sarebbe HD 165319, una supergigante blu di classe spettrale O9.5Iab.[4] La nube ospita alcuni fenomeni di formazione stellare, comprovabili dalla presenza della sorgente di radiazione infrarossa IRAS 18033-1412[5] e dalla sorgente di onde radio alle coordinate galattiche 15.11 +03.32.[6] Studi effettuati alla lunghezza d'onda infrarossa hanno permesso di scoprire all'interno della nebulosa delle emissioni di idrocarburi policiclici aromatici (IPA).[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 26 agosto 2011.
  2. ^ a b Blitz, L.; Fich, M.; Stark, A. A., Catalog of CO radial velocities toward galactic H II regions, in Astrophysical Journal Supplement Series, vol. 49, giugno 1982, pp. 183-206, DOI:10.1086/190795. URL consultato il 26 agosto 2011.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 26 agosto 2011.
  4. ^ Avedisova, V. S.; Kondratenko, G. I., Exciting stars and the distances of the diffuse nebula, in Nauchnye Informatsii, vol. 56, 1984, p. 59. URL consultato il 26 agosto 2011.
  5. ^ Helou, George; Walker, D. W., Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases. Volume 7: The small scale structure catalog, in Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases, vol. 7, 1988, pp. 1-265. URL consultato il 26 agosto 2011.
  6. ^ Avedisova, V. S., A Catalog of Star-Forming Regions in the Galaxy, in Astronomy Reports, vol. 46, nº 3, marzo 2002, pp. 193-205, DOI:10.1134/1.1463097. URL consultato il 26 agosto 2011.
  7. ^ Giard, M.; Serra, G.; Caux, E.; Pajot, F.; Lamarre, J. M., The Galactic emission in the 3.3-micron aromatic feature. I - Observations, in Astronomy and Astrophysics, vol. 215, nº 1, maggio 1989, pp. 92-100. URL consultato il 26 agosto 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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