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Sh2-62

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Sh2-62
Regione H II
Sh2-62
Sh2-62
Dati osservativi
(epoca J2000)
Costellazione Serpente
Ascensione retta 18h 27m :[1]
Declinazione -03° 50′ :[1]
Coordinate galattiche l = 26,8; b = +03,5[1]
Distanza 848[2] a.l.
(260[2] pc)
Magnitudine apparente (V) -
Dimensione apparente (V) 4' x 4'
Caratteristiche fisiche
Tipo Regione H II
Classe 3 1 1[3]
Altre designazioni
LBN 85; Be 9[1]
Mappa di localizzazione
Sh2-62
Serpens Cauda IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 18h 27m 00s, -03° 50′ 00″

Sh2-62 è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione della Coda del Serpente.

Si individua nella parte orientale della costellazione, circa 2° a sudest della stella η Serpentis sul confine con la costellazione dello Scudo; la sua luce filtra attraverso una fessura del grande complesso di nebulose scure che costituiscono la Fenditura dell'Aquila. Il periodo più indicato per la sua osservazione nel cielo serale ricade fra giugno e novembre; trovandosi a soli 4° dall'equatore celeste, può essere osservata indistintamente da tutte le regioni popolate della Terra.

La difficoltà maggiore che si incontra nello studio di questa regione H II è dovuta alla sua posizione, dato che appare oscurata da dense nubi di polveri non illuminate; la sua distanza è stata ricavata dallo studio della giovane protostella MWC297, associata a questa nebulosa, che ha fornito un valore di 260 parsec (848 anni luce).[2] Sh2-62 si trova pertanto all'interno del Braccio di Orione, sul bordo della Cintura di Gould. Il catalogo di nebulose compilato da Bernes nel 1977 indica quest'oggetto come una nebulosa a riflessione.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 4 settembre 2011.
  2. ^ a b c Bontemps, S.; André, Ph.; Könyves, V.; Men'shchikov, A.; Schneider, N.; Maury, A.; Peretto, N.; Arzoumanian, D.; Attard, M.; Motte, F.; Minier, V.; Didelon, P.; Saraceno, P.; Abergel, A.; Baluteau, J.-P.; Bernard, J.-Ph.; Cambrésy, L.; Cox, P.; di Francesco, J.; di Giorgo, A. M.; Griffin, M.; Hargrave, P.; Huang, M.; Kirk, J.; Li, J.; Martin, P.; Merín, B.; Molinari, S.; Olofsson, G.; Pezzuto, S.; Prusti, T.; Roussel, H.; Russeil, D.; Sauvage, M.; Sibthorpe, B.; Spinoglio, L.; Testi, L.; Vavrek, R.; Ward-Thompson, D.; White, G.; Wilson, C.; Woodcraft, A.; Zavagno, A., The Herschel first look at protostars in the Aquila rift, in Astronomy and Astrophysics, vol. 518, luglio 2010, pp. L85, DOI:10.1051/0004-6361/201014661. URL consultato il 4 settembre 2011.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 4 settembre 2011.
  4. ^ Bernes, C., A catalogue of bright nebulosities in opaque dust clouds, in Astronomy and Astrophysics Supplement Series, vol. 29, luglio 1977, pp. 65-70. URL consultato il 4 settembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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