Sh2-249

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Sh2-249
Regione H II
Sh2-249.jpg
Sh2-249
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneGemelli
Ascensione retta06h 22m 32s[1]
Declinazione+22° 58′ 30″[1]
Coordinate galattichel = 189,3; b = +04,3[1]
Distanza4100-5200[2] a.l.
(1250-1600[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)80' x 80'
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Classe3 2 2[3]
Altre designazioni
LBN 841[1]
Mappa di localizzazione
Sh2-249
Gemini IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 06h 22m 32s, +22° 58′ 30″

Sh2-249 è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione dei Gemelli.

Si trova nella parte occidentale della costellazione, in direzione della brillante stella μ Geminorum, la cui luce ne disturba l'osservazione; appare immersa in un ricco campo stellare. La sua declinazione non è particolarmente settentrionale e ciò fa sì che essa possa essere osservata agevolmente da entrambi gli emisferi celesti, sebbene gli osservatori dell'emisfero boreale siano leggermente più avvantaggiati; il periodo in cui la sua osservazione è ottimale nel cielo serale è compreso fra i mesi di novembre e marzo.

Sh2-249 è un'estesa regione H II a forma di fiamma posta in direzione della stella μ Geminorum, sebbene quest'ultima sia una stella molto in primo piano e appaia dinanzi alla nube solo per un effetto prospettico; la nube si troverebbe infatti sul Braccio di Perseo e potrebbe essere legata al complesso nebuloso molecolare di Gemini OB1, situato a una distanza di circa 1500-2000 parsec. La fonte di ionizzazione responsabile dell'illuminazione della nube proverrebbe dal vento stellare di tre stelle massicce di classe spettrale B, catalogate come HD 43753, HD 43818 e HD 255091,[4] a cui si aggiungerebbe secondo altri studi la stella blu di classe O HD 255055, un membro del vicino ammasso aperto Cr 89.[5] A seconda della determinazione delle stelle ionizzatrici, si ottengono diverse distanze: nello studio in cui è stata inclusa HD 255055 il valore di distanza diventa di soli 800 pc, mentre in quelli che hanno teso a escluderla questo valore si sposta a circa 1250 pc o 1600 pc;[4][6] in particolare questi ultimi collocano Sh2-249 nella regione di Gem OB1, in associazione alla regione H II catalogata come BFS51, ad alcune nebulose a riflessione, fra cui spicca vdB 75, e a delle nebulose oscure, catalogate come LDN 1564, LDN 1567 3 LDN 1568.[7] Altri ancora aggiungono a queste nebulose associate pure LBN 845 e IC 444.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 21 maggio 2011.
  2. ^ a b Heyer, Mark H.; Carpenter, John M.; Ladd, E. F., Giant Molecular Cloud Complexes with Optical H II Regions: 12CO and 13CO Observations and Global Cloud Properties, in Astrophysical Journal, vol. 463, giugno 1996, p. 630, DOI:10.1086/177277. URL consultato il 18 ottobre 2009.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 21 maggio 2011.
  4. ^ a b c Avedisova, V. S.; Kondratenko, G. I., Exciting stars and the distances of the diffuse nebulae, in Nauchnye Informatsii, vol. 56, 1984, p. 59. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  5. ^ Kharchenko, N. V.; Piskunov, A. E.; Röser, S.; Schilbach, E.; Scholz, R.-D., Astrophysical parameters of Galactic open clusters, in Astronomy and Astrophysics, vol. 438, nº 3, agosto 2005, pp. 1163-1173, DOI:10.1051/0004-6361:20042523. URL consultato il 19 ottobre 2009.
  6. ^ Humphreys, R. M., Studies of luminous stars in nearby galaxies. I. Supergiants and O stars in the Milky Way, in Astrophysical Journal Supplement Series, vol. 38, dicembre 1978, pp. 309-350, DOI:10.1086/190559. URL consultato il 18 ottobre 2009.
  7. ^ Kawamura, Akiko; Onishi, Toshikazu; Yonekura, Yoshinori; Dobashi, Kazuhito; Mizuno, Akira; Ogawa, Hideo; Fukui, Yasuo, A 13CO Survey of Molecular Clouds in Gemini and Auriga, in Astrophysical Journal Supplement, vol. 117, nº 387, luglio 1998, DOI:10.1086/313119. URL consultato il 19 ottobre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Brown, A. G. A.; Hartmann, D.; Burton, W. B., The Orion OB1 association. II. The Orion-Eridanus Bubble., in Astronomy and Astrophysics, vol. 300, agosto 1995, p. 903.
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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