Sh2-266

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Sh2-266
Nebulosa a emissione
Sh2-266.jpg
Sh2-266
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneOrione
Ascensione retta06h 18m 45s[1]
Declinazione+15° 16′ 52″[1]
Coordinate galattichel = 195,7; b = -00,1[1]
Distanza19600[2] a.l.
(6000[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)1' x 1'
Caratteristiche fisiche
TipoNebulosa a emissione
Classe2 2 3[3]
Dimensioni5,5 a.l.
(1,7 pc)
Altre designazioni
PK 195-0.1;[1] Avedisova 1874
Mappa di localizzazione
Sh2-266
Orion IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 06h 18m 45s, +15° 16′ 52″

Sh2-266 è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione di Orione.

Si trova nella parte nordorientale della costellazione, al confine coi Gemelli; è individuabile circa 2° a nordovest della stella ξ Orionis, che essendo di quarta magnitudine è ben visibile ad occhio nudo. La sua declinazione non è particolarmente settentrionale e ciò fa sì che essa possa essere osservata agevolmente da entrambi gli emisferi celesti, sebbene gli osservatori dell'emisfero boreale siano leggermente più avvantaggiati; il periodo in cui raggiunge la più alta elevazione sull'orizzonte è compreso fra i mesi di novembre e marzo.

Si tratta di una regione H II, sebbene in passato sia stata scambiata per una nebulosa planetaria, al punto che possiede anche la denominazione PK 195-0.1; la sua struttura ha la forma di un anello, da cui lo scambio, ed è ionizzata dalla supergigante blu V1308 Orionis, una stella di classe spettrale B0 indicata come una stella Ae/Be di Herbig, con una magnitudine apparente di 11,95. La nube si trova sul bordo esterno del Braccio di Perseo, a una distanza di circa 6000 parsec (circa 19600 anni luce); la sua non appartenenza alla classe delle nebulose planetarie è stata dimostrata tramite lo studio nel vicino infrarosso, in cui mostra un eccesso di radiazione che non può essere proprio delle planetarie.[2] Nella regione sono presenti pure dei limitati fenomeni di formazione stellare, come è testimoniato dalla presenza di due maser ad acqua; la nube ospita anche alcune sorgenti di radiazione infrarossa raggruppate in un ammasso catalogato come IRAS 06145+1455, per un totale di 20 oggetti noti.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 30 novembre 2009.
  2. ^ a b c Esteban, Cesar; Fernandez, Matilde, S266: a ring nebula around a Galactic B[e] supergiant?, in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 298, nº 1, luglio 1998, pp. 185-192, DOI:10.1046/j.1365-8711.1998.01610.x. URL consultato il 30 novembre 2009.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 30 novembre 2009.
  4. ^ Avedisova, V. S.; Kondratenko, G. I., Exciting stars and the distances of the diffuse nebulae, in Nauchnye Informatsii, vol. 56, 1984, p. 59. URL consultato il 30 novembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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