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IC 417

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IC 417
Regione H II
IC 417
IC 417
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneAuriga
Ascensione retta05h 28m 06s[1]
Declinazione+34° 25′ 00″[1]
Coordinate galattichel = 173,4; b = -00,2[1]
Distanza7500[2] a.l.
(2300[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)12' x 12'
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Classe3 2 3[3]
Dimensioni26 a.l.
(8 pc)
Caratteristiche rilevantiAvedisova 1753
Altre designazioni
Sh2-234; Ced 46; LBN 804[1]
Mappa di localizzazione
IC 417
Auriga IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 05h 28m 06s, +34° 25′ 00″

IC 417, nota talvolta come Nebulosa Ragno, è una grande nebulosa a emissione visibile nella costellazione dell'Auriga; ad essa è legata l'ammasso aperto Stock 8 ed è sede di importanti processi di formazione stellare.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Mappa della regione centromeridionale dell'Auriga.

IC 417 si individua nella parte centromeridionale della costellazione, in una regione molto ricca di campi stellari e nebulose a metà strada fra le stelle ι Aurigae e θ Aurigae; nelle sue immediate vicinanze si osserva la stella φ Aurigae, che con la sua magnitudine 5,08 rappresenta un valido riferimento. Attraverso uno strumento ottico è possibile distinguere l'ammasso aperto centrale, che è formato da alcune decine di stelle fino alla magnitudine 12 disposte in allineamenti e concatenazioni e dominate verso sud da due stelle di magnitudine 9. Il contorno nebuloso invece resta invisibile ai telescopi di diametro più diffuso e può essere rivelato dalle fotografie a lunga esposizione.

Il periodo più indicato per la sua osservazione nel cielo serale ricade fra i mesi di ottobre e marzo ed è notevolmente facilitata per osservatori posti nelle regioni dell'emisfero boreale terrestre; alle latitudini più settentrionali si presenta circumpolare, mentre da aree come l'estremità meridionale del Sudamerica non può essere praticamente mai osservata.[4]

Inquadramento generale[modifica | modifica wikitesto]

Nella costellazione dell'Auriga sono state tradizionalmente individuate due grandi associazioni OB, allineate una dietro l'altra. La prima è indicata con la sigla Auriga OB1; inizialmente sono state indicate dodici stelle delle classi spettrali O e B come membri effettivi dell'associazione, cui si aggiungono tre supergiganti rosse al termine del loro ciclo vitale. La distanza suggerita era di circa 1750 parsec e veniva quindi collocata sul Braccio di Perseo. La seconda associazione è indicata come Auriga OB2 e ad essa venivano associate otto stelle di classe O e B in massima parte sulla sequenza principale; la sua distanza era indicata ad almeno 6300 parsec, ossia in una zona remota del disco esterno della Via Lattea, sul Braccio del Cigno.[5]

Secondo gli studi più recenti, la situazione delle associazioni OB in direzione dell'Auriga sembrerebbe essere tuttavia più complessa di quanto creduto inizialmente: infatti le due principali associazioni individuate sarebbero entrambe formate dalla somma di due distinti gruppi stellari. Sotto la definizione di Auriga OB1 sono comprese due associazioni distinte situate rispettivamente a 1100 e a 2000 parsec;[6] Auriga OB2 comprende a sua volta due associazioni, la più vicina delle quali sarebbe situata a 3000 parsec, mentre l'associazione più remota si trova a circa 6000 parsec, in corrispondenza del Braccio del Cigno.[7]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'ammasso aperto Stock 8.

IC 417 si trova sul Braccio di Perseo in una regione molto ricca di nebulosità, situate però a varie distanze e visibili qui in successione una dietro l'altra; la sua distanza maggiormente accettata si aggira sui 2300 parsec (7500 anni luce)[2] o tutt'al più di poco inferiore, attorno ai 2050 parsec (6680 anni luce),[8] quindi a breve distanza dal secondo sottogruppo di Auriga OB1. A questo sistema nebuloso si associano diverse sorgenti di radiazione infrarossa, tre delle quali catalogate anche dall'IRAS.[9] Le componenti stellari dell'ammasso Stock 8 sono state studiate a diverse lunghezze d'onda allo scopo di determinare l'evoluzione della regione; in particolare è stato scoperto che le stelle dell'ammasso centrale mostrano età comprese fra 1 e 5 milioni di anni circa, indicando che la formazione stellare qui ha avuto luogo a più riprese. A est di Stock 8 si estende una corrente nebulosa ricca di oggetti stellari giovani, mentre a circa 13 parsec dall'ammasso è presente un secondo addensamento di protostelle profondamente immerso nei gas; la massa di queste stelle neoformate è compresa fra 0,1 e 3 M. Il fronte occidentale della corrente è invece dominato da stelle la cui età è significativamente più giovane di quella delle stelle di Stock 8.[8]

Le dinamiche osservate nel continuum radio rivelano che il fronte di ionizzazione proveniente dalle giovani stelle calde situate sul lato occidentale di Stock 8 non ha ancora raggiunto la corrente nebulosa; è possibile quindi che i processi generativi tuttora in atto in questa corrente siano indipendenti da quelli di Stock 8. Il processo che ha invece generato l'ammasso stesso è stato probabilmente innescato da una popolazione di stelle di classe O e B di una precedente generazione, osservabili adesso tutt'attorno alla nebulosa.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 27 aprile 2013.
  2. ^ a b c Blitz, L.; Fich, M.; Stark, A. A., Catalog of CO radial velocities toward galactic H II regions, in Astrophysical Journal Supplement Series, vol. 49, giugno 1982, pp. 183-206, DOI:10.1086/190795. URL consultato il 27 aprile 2013.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 27 aprile 2013.
  4. ^ Una declinazione di 34°N equivale ad una distanza angolare dal polo nord celeste di 56°; il che equivale a dire che a nord del 56°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud del 56°S l'oggetto non sorge mai.
  5. ^ Humphreys, R. M., Studies of luminous stars in nearby galaxies. I. Supergiants and O stars in the Milky Way, in Astrophysical Journal Supplement Series, vol. 38, dicembre 1978, pp. 309-350, DOI:10.1086/190559. URL consultato il 27 aprile 2013.
  6. ^ Tovmasyan, H. M.; Ovanesyan, R. Kh.; Epremyan, R. A.; Huguenin, D.; Tovmasyan, H. M., The distribution of OB stars in the directions of the stellar associations AUR OB 1 and 2, in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 266, gennaio 1994, p. 337. URL consultato il 27 aprile 2013.
  7. ^ Negueruela, I.; Marco, A., Stellar tracers of the Cygnus Arm. I. Spectroscopic study of bright photometric candidates, in Astronomy and Astrophysics, vol. 406, luglio 2003, pp. 119-130, DOI:10.1051/0004-6361:20030605. URL consultato il 27 aprile 2013.
  8. ^ a b c Jose, Jessy; Pandey, A. K.; Ojha, D. K.; Ogura, K.; Chen, W. P.; Bhatt, B. C.; Ghosh, S. K.; Mito, H.; Maheswar, G.; Sharma, Saurabh, Stellar contents and star formation in the young open cluster Stock 8, in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 384, nº 4, marzo 2008, pp. 1675-1700, DOI:10.1111/j.1365-2966.2007.12825.x. URL consultato il 27 aprile 2013.
  9. ^ Avedisova, V. S., A Catalog of Star-Forming Regions in the Galaxy, in Astronomy Reports, vol. 46, nº 3, marzo 2002, pp. 193-205, DOI:10.1134/1.1463097. URL consultato il 27 aprile 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]



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