Sh2-208

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Sh2-208
Regione H II
Sh2-208.jpg
Sh2-208
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneGiraffa
Ascensione retta04h 19m 33s[1]
Declinazione+52° 58′ 42″[1]
Coordinate galattichel = 151,3; b = +02,0[1]
Distanza6850?[2] a.l.
(2100?[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)1' x 1'
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Classe1 2 3[3]
Caratteristiche rilevantiAvedisova 1651
Altre designazioni
IRAS 04156+5251[1]
Mappa di localizzazione
Sh2-208
Camelopardalis IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 04h 19m 33s, +52° 58′ 42″

Sh2-208 è una piccola nebulosa a emissione visibile nella costellazione della Giraffa.

Si individua nella parte meridionale della costellazione, in una zona priva di stelle appariscenti e fortemente oscurata, poco a sud della vicina e più brillante nebulosa Sh2-207; il periodo più indicato per la sua osservazione nel cielo serale ricade fra i mesi di settembre e febbraio ed è notevolmente facilitata per osservatori posti nelle regioni dell'emisfero boreale terrestre, dove si presenta circumpolare fino alle regioni temperate calde.

Si tratta di una regione H II la cui distanza pare essere incerta: alcuni studi indicano una distanza di 2100 parsec (6850 anni luce),[2] collocandola sul Braccio di Perseo, mentre altri basati sulle emissioni CO forniscono valori di ben 7600 parsec (quasi 27800 anni luce),[4] portandola fin sul Braccio del Cigno. Non mancano riferimenti che la associano al piccolo ammasso aperto Waterloo 1, formato da stelle di magnitudine 14 e visibile esattamente nella sua direzione, come nel caso del database SIMBAD, comportando quindi una distanza attorno ai 4400 parsec (circa 14350 anni luce).[5]

Al suo interno è stata individuata la sorgente di radiazione infrarossa IRAS 04156+5251, coincidente con un giovanissimo ammasso aperto in formazione, individuato nel 2003 e riportante la sigla [BDS2003] 64.[6] Da notare infine che il Catalogo Avedisova associa questa nebulosa a Sh2-207, apparentemente vicina ma per la quale esistono stime di distanza attorno ai 3400 parsec.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 21 aprile 2013.
  2. ^ a b c Russeil, D., Star-forming complexes and the spiral structure of our Galaxy, in Astronomy and Astrophysics, vol. 397, gennaio 2003, pp. 133-146, DOI:10.1051/0004-6361:20021504. URL consultato il 21 aprile 2013.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 21 aprile 2013.
  4. ^ Blitz, L.; Fich, M.; Stark, A. A., Catalog of CO radial velocities toward galactic H II regions, in Astrophysical Journal Supplement Series, vol. 49, giugno 1982, pp. 183-206, DOI:10.1086/190795. URL consultato il 21 aprile 2013.
  5. ^ WEBDA page for open cluster Waterloo 1, su univie.ac.at. URL consultato il 21 aprile 2013.
  6. ^ Bica, E.; Dutra, C. M.; Soares, J.; Barbuy, B., New infrared star clusters in the Northern and Equatorial Milky Way with 2MASS, in Astronomy and Astrophysics, vol. 404, giugno 2003, pp. 223-232, DOI:10.1051/0004-6361:20030486. URL consultato il 21 aprile 2013.
  7. ^ Avedisova, V. S., A Catalog of Star-Forming Regions in the Galaxy, in Astronomy Reports, vol. 46, nº 3, marzo 2002, pp. 193-205, DOI:10.1134/1.1463097. URL consultato il 21 aprile 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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