Sh2-60

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Sh2-60
Regione H II
Sh2-60.jpg
Sh2-60
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneScudo
Ascensione retta18h 36m 42s[1]
Declinazione-06° 37′ 28″[1]
Coordinate galattichel = 25,4; b = +00,2[1]
Distanza7170[2] a.l.
(2200[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)20' x 20'
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Classe3 2 2[3]
Dimensioni58,7 a.l.
(18,0 pc)
Caratteristiche rilevantiprobabilmente legata a W42
Altre designazioni
RCW 173; LBN 82;[1] GAL 025.38-00.18; Avedisova 414
Mappa di localizzazione
Sh2-60
Scutum IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 18h 36m 42s, -06° 37′ 28″

Sh2-60 (nota anche come RCW 173) è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione dello Scudo.

Si individua nella parte centrosettentrionale della costellazione, circa 1,5° a NNE della stella α Scuti; si estende per una ventina di minuti d'arco in direzione di una regione della Via Lattea fortemente oscurata da alcuni banchi di polveri oscure, fra le quali spicca B 103. Il periodo più indicato per la sua osservazione nel cielo serale ricade fra giugno e novembre; trovandosi a soli 6° dall'equatore celeste, può essere osservata indistintamente da tutte le regioni popolate della Terra.

Si tratta di una grande regione H II situata sul Braccio del Sagittario alla distanza di circa 2200 parsec (7170 anni luce) dal sistema solare; le responsabili della ionizzazione dei suoi gas sarebbero due stelle di cui non sono date né le sigle di catalogo né le coordinate, rispettivamente di magnitudine apparente 11,49 e 12,45.[4] Nella sua direzione si estende la brillante sorgente di onde radio W42, sulla cui distanza vi è un certo disaccordo: alcune stime propongono 2200 parsec,[5] indicando quindi una chiara associazione con Sh2-60, mentre altre stime indicano una distanza molto più grande, fino a 13400 parsec, collocando così questa sorgente nei pressi del centro galattico; se la distanza di 2200 parsec è corretta, W42 è molto probabilmente parte di Sh2-60. W42 consiste di una nube molto densa che riceve l'intensa radiazione di un giovane, denso e massiccio ammasso aperto di stelle di classe spettrale O e B profondamente immerso in una densa nube di polveri; quest'ammasso sembra emergere attraverso delle aree diradate della nebulosa che hanno subito un processo di fotoevaporazione ad opera della radiazione delle sue stesse stelle, secondo un processo analogo a quanto si osserva nella Nebulosa Aquila o nell'ammasso australe NGC 3603.[5] Alla nube Sh2-60 sarebbero inoltre associate due forti sorgenti di radiazione infrarossa, RAFGL 5263 e IRAS 18335-0646,[6] e la nube molecolare SYCSW 513, individuata tramite le sue emissioni alla lunghezza d'onda CO.[7][8]

La regione nebulosa visibile in direzione di Sh2-60 appare per altro distinta in due componenti principali; la componente situata a sudest, ossia quella posta in direzione di W42, è indicata come G25.4SE e, secondo la stima indicata nello studio in cui si analizzano le due componenti, disterebbe 4600 parsec, mentre la componente di nordovest è indicata come G25.4NW e, secondo lo stesso studio, disterebbe circa 12000 parsec. Se queste stime sono corrette, nessuna componente della nebulosa sarebbe legata a W42.[9] Sempre in direzione di Sh2-60 si osserva la radiosorgente GAL 025.52+00.22, coincidente probabilmente con una variabile S Doradus simile alla ben nota η Carinae;[10] la sua distanza sarebbe tuttavia di 14500 parsec e si trova pertanto in una regione molto più remota della Via Lattea.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 4 settembre 2011.
  2. ^ a b Russeil, D., Star-forming complexes and the spiral structure of our Galaxy, in Astronomy and Astrophysics, vol. 397, gennaio 2003, pp. 133-146, DOI:10.1051/0004-6361:20021504. URL consultato il 4 settembre 2011.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 4 settembre 2011.
  4. ^ Avedisova, V. S.; Kondratenko, G. I., Exciting stars and the distances of the diffuse nebula, in Nauchnye Informatsii, vol. 56, 1984, p. 59. URL consultato il 4 settembre 2011.
  5. ^ a b Blum, R. D.; Conti, P. S.; Damineli, A., The Stellar Content of Obscured Galactic Giant H II Regions. II. W42, in The Astronomical Journal, vol. 119, nº 4, aprile 2000, pp. 1860-1871, DOI:10.1086/301317. URL consultato il 4 settembre 2011.
  6. ^ Helou, George; Walker, D. W., Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases. Volume 7: The small scale structure catalog, in Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases, vol. 7, 1988, pp. 1-265. URL consultato il 4 settembre 2011.
  7. ^ Scoville, N. Z.; Yun, Min Su; Sanders, D. B.; Clemens, D. P.; Waller, W. H., Molecular clouds and cloud cores in the inner Galaxy, in Astrophysical Journal Supplement Series, vol. 63, aprile 1987, pp. 821-915, DOI:10.1086/191185. URL consultato il 4 settembre 2011.
  8. ^ Avedisova, V. S., A Catalog of Star-Forming Regions in the Galaxy, in Astronomy Reports, vol. 46, nº 3, marzo 2002, pp. 193-205, DOI:10.1134/1.1463097. URL consultato il 4 settembre 2011.
  9. ^ Lester, D. F.; Dinerstein, H. L.; Werner, M. W.; Harvey, P. M.; Evans, N. J., II; Brown, R. L., Star formation in the inner Galaxy - A far-infrared and radio study of two H II regions, in Astrophysical Journal, Part 1, vol. 296, settembre 1985, pp. 565-575, DOI:10.1086/163475. URL consultato il 4 settembre 2011.
  10. ^ Clark, J. S.; Larionov, V. M.; Arkharov, A., On the population of galactic Luminous Blue Variables, in Astronomy and Astrophysics, vol. 435, nº 1, maggio 2005, pp. 239-246, DOI:10.1051/0004-6361:20042563. URL consultato il 4 settembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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