Gum 10

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Gum 10
Regione H II
Gum 10.jpg
Gum 10
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazionePoppa
Ascensione retta08h 16m 17s[1]
Declinazione-35° 37′ 58″[1]
Coordinate galattichel = 253,7; b = -00,2[1]
Distanza10760[2] a.l.
(3300[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)48' x 40'[3]
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Dimensioni154,9 a.l.
(47,5 pc)
Altre designazioni
RCW 19, BRAN 127[1]
Mappa di localizzazione
Gum 10
Puppis IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 08h 16m 17s, -35° 37′ 58″

Gum 10, nota anche come RCW 19, è una grande nebulosa a emissione visibile nella costellazione della Poppa.

Si osserva nella parte sudorientale della costellazione, circa 6° a nordest della stella Naos (ζ Puppis); può essere ripresa con l'ausilio di filtri attraverso un telescopio di media potenza. La sua declinazione moderatamente australe comporta che dalle regioni boreali la sua osservazione sia in parte difficoltosa, specialmente oltre i 50°N. Dall'emisfero australe invece è osservabile per buona parte delle notti dell'anno. Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è compreso fra i mesi di dicembre e maggio.

Si tratta di una regione H II di grandi dimensioni posta alla distanza di circa 3300 parsec (circa 10760 anni luce), sul Braccio di Perseo; la massa di gas ionizzato possiede una forma allungata in senso WNW-ESE e fa parte di una grande nube molecolare con una massa di circa 200.000 masse solari.[2] La stella maggiormente responsabile della ionizzazione dei suoi gas è HD 69464, una stella di classe spettrale O7 con forti linee di emissione di magnitudine 8,88[4][5] e un'età non superiore ai 4 milioni di anni.[6] Questa stella farebbe parte, assieme ad altre di classe O e B, di un giovanissimo ammasso aperto ionizzante, noto come [KPR2005] 45.[7] Queste e altre stelle massicce delle prime classi spettrali costituiscono una grande associazione OB nota come Puppis OB3,[2] in cui è compresa anche la stella CD -35 4412, che concorre alla ionizzazione della nebulosa.[8] Nella regione sono attivi dei fenomeni di formazione stellare, come conferma la presenza di diverse sorgenti di radiazione infrarossa e diverse stelle T Tauri;[6] la regione di formazione stellare di cui fa parte è indicata col numero 2114 nel catalogo Avedisova del 2002.[9] Dello stesso complesso nebuloso fa parte anche Gum 11.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 18 gennaio 2010.
  2. ^ a b c d May, J.; Murphy, D. C.; Thaddeus, P., A wide latitude CO survey of the third galactic quadrant, in Astronomy and Astrophysics Supplement Series, vol. 73, nº 1, aprile 1988, pp. 51-83. URL consultato il 18 gennaio 2010.
  3. ^ Rodgers, A. W.; Campbell, C. T.; Whiteoak, J. B., A catalogue of Hα-emission regions in the southern Milky Way, in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 121, nº 1, 1960, pp. 103–110. URL consultato il 18 gennaio 2010.
  4. ^ Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 18 gennaio 2010.
  5. ^ Dubner, G.; Giacani, E.; Cappa de Nicolau, C.; Reynoso, E., A study of the neutral hydrogen in direction to the GUM nebula, in Astronomy and Astrophysics Supplement Series, vol. 96, nº 3, dicembre 1992, pp. 505-523. URL consultato il 18 gennaio 2010.
  6. ^ a b Pettersson, B., Dust and Young Stars in Puppis, in Messenger. European Southern Observatory, vol. 28, settembre 1982, p. 8. URL consultato il 18 gennaio 2010.
  7. ^ Kharchenko, N. V.; Piskunov, A. E.; Röser, S.; Schilbach, E.; Scholz, R.-D., Astrophysical parameters of Galactic open clusters, in Astronomy and Astrophysics, vol. 438, nº 3, agosto 2005, pp. 1163-1173, DOI:10.1051/0004-6361:20042523. URL consultato il 18 gennaio 2010.
  8. ^ Avedisova, V. S.; Kondratenko, G. I., Exciting stars and the distances of the diffuse nebula, in Nauchnye Informatsii, vol. 56, 1984, p. 59. URL consultato il 18 gennaio 2010.
  9. ^ Avedisova, V. S., A Catalog of Star-Forming Regions in the Galaxy, in Astronomy Reports, vol. 46, nº 3, marzo 2002, pp. 193-205, DOI:10.1134/1.1463097. URL consultato il 18 gennaio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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