Sh2-301

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Sh2-301
Regione H II
Sh2-301.jpg
Sh2-301
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneCane Maggiore
Ascensione retta07h 09m 54s[1]
Declinazione-18° 30′ 21″[1]
Coordinate galattichel = 231,5; b = -04,4[1]
Distanza13040[2] a.l.
(4000[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)9' x 9'
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Classe2 2 3[3]
Dimensioni49,5 a.l.
(15,2 pc)
Altre designazioni
Gum 5; RCW 6[1]
Mappa di localizzazione
Sh2-301
Canis Major IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 07h 09m 54s, -18° 30′ 21″

Sh2-301 è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione del Cane Maggiore.

Si individua nella parte centro-settentrionale della costellazione, esattamente 8° a nord della stella Wezen, una delle più brillanti del Cane Maggiore, immersa in un campo stellare che si fa man mano più ricco in direzione est; può essere osservata e fotografata con strumenti amatoriali di potenza elevata, con l'aiuto di appositi filtri. Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale è compreso fra i mesi di dicembre e aprile; la sua declinazione meridionale fa sì che sia osservabile con più facilità dalle regioni australi.

Si tratta di una regione H II estesa per circa 9' e la sua distanza è stata oggetto di studio nel corso del tempo; secondo i primi studi in questo senso, risalenti agli anni ottanta, quest'oggetto sarebbe situato alla distanza di circa 5800 parsec (18900 anni luce), sulla parte più esterna del Braccio di Perseo.[4] Studi più recenti invece tendono a ridurre questa distanza fino a circa 4000 parsec (13040 anni luce), in una zona più interna del Braccio di Perseo, ad una distanza coincidente con il bordo più prossimo di una vasta superbolla nota come GS234-02, in cui hanno luogo alcuni episodi di formazione stellare; questa superbolla sarebbe stata originata dall'esplosione di numerose supernovae, generate da stelle formatesi nella regione in un primo ciclo di formazione stellare.[2] La massa della nube, incluso il gas delle regioni nebulose molecolari adiacenti è stimata in circa 8700 masse solari e appare in uno stato evolutivo piuttosto avanzato.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 24 dicembre 2009.
  2. ^ a b c Jung, Jae Hoon; Koo, Bon-Chul; Kang, Yong-Hee, GS234-02: A Star Forming Supershell in the Outer Galaxy, in Astronomical Journal, vol. 112, ottobre 1996, p. 1625, DOI:10.1086/118128. URL consultato il 24 dicembre 2009.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 24 dicembre 2009.
  4. ^ Blitz, L.; Fich, M.; Stark, A. A., Catalog of CO radial velocities toward galactic H II regions, in Astrophysical Journal Supplement Series, vol. 49, giugno 1982, pp. 183-206, DOI:10.1086/190795. URL consultato il 24 dicembre 2009.
  5. ^ Jung, Jae Hoon; Lee, Jung-Kyu; Yoon, Tae Seog; Kang, Yong-Hee, CO Study of the HII Region Sharpless 301, in Journal of the Korean Astronomical Society, vol. 34, nº 3, dicembre 2001, pp. 157-166, DOI:10.1086/190795. URL consultato il 24 dicembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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