Sh2-122

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Sh2-122
Regione H II
Sh2-122
Sh2-122
Dati osservativi
(epoca J2000)
Costellazione Pegaso
Ascensione retta 23h 08m 48s[1]
Declinazione +14° 55′ 00″[1]
Coordinate galattiche l = 89,2; b = -41,1[1]
Distanza 570?[2] a.l.
(175?[2] pc)
Magnitudine apparente (V) -
Dimensione apparente (V) 40' x 40'
Caratteristiche fisiche
Tipo Regione H II
Classe 3 2 1[3]
Dimensioni 11,4 a.l.
(3,5 pc)
Caratteristiche rilevanti Associata a MBM 55?
Mappa di localizzazione
Sh2-122
Pegasus IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 23h 08m 48s, +14° 55′ 00″

Sh2-122 è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione di Pegaso.

Si individua a meno di un grado ad est della brillante stella Markab (α Pegasi), facile da individuare in quanto costituisce il vertice sudoccidentale del famoso asterismo del Quadrato di Pegaso; la nebulosa tuttavia non è osservabile direttamente tramite strumenti amatoriali, essendo particolarmente debole. Per poterla individuare occorre una lunga esposizione fotografica, in cui appare come una tenue nube di aspetto filamentoso e irregolare. Il periodo più indicato per la sua osservazione nel cielo serale è compreso fra i mesi di settembre e febbraio.

La natura di Sh2-122 è a tratti controversa: non è nota alcuna stella responsabile della sua illuminazione o ionizzazione, e la sua distanza è incerta; probabilmente questa nube si trova nei pressi di un esteso filamento oscuro noto come MBM 55. Questa nube è, assieme ad altri filamenti nebulosi visibili nei dintorni, come MBM 53 e MBM 54, una delle più vicine conosciute; stime sulla sua distanza la collocano fra 100 e 175 parsec (326-570 anni luce). La stella Markab, sebbene si osservi nelle immediate vicinanze, è in realtà una stella posta in primo piano, ad appena 43 parsec; lo spettro di Markab risulta infatti privo di qualsiasi assorbimento dovuto all'interferenza di masse gassose nelle vicinanze. Fra le stelle probabilmente associate fisicamente alla nube, o poste nelle sue immediate vicinanze, vi sono HD 218155,[2] una stella bianca di sequenza principale di sesta magnitudine visibile poco a sudest di Markab a 124 parsec di distanza,[4] e HD 218499,[2] un'altra stella bianca posta a 138 parsec, di settima grandezza.[4] Qualcuna di queste stelle associate potrebbe essere la responsabile dell'illuminazione di Sh2-122.[5]

Queste nubi filamentose e oscure sono state studiate nella banda del CO, rivelando che costituiscono un sistema fisicamente reale; queste nubi formano una sorta di involucro parzialmente aperto e in espansione, le cui origini non sono però conosciute. Le nubi MBM 54 e 55 giacciono ad una distanza media di circa 100 parsec, mentre MBM 53 si colloca ad una distanza leggermente maggiore.[2] Una decina di gradi più a nord, ad una latitudine galattica ugualmente elevata, si trova il complesso di Lacerta OB1, il quale però, essendo posto a 370 parsec, si presenta notevolmente più distante rispetto a queste nubi locali.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Simbad Query Result, simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 30 marzo 2010.
  2. ^ a b c d e Welty, D. E.; Hobbs, L. M.; Penprase, B. E.; Blitz, L., On the nearest molecular clouds. III - MBM 40, 53, 54, and 55, in Astrophysical Journal, Part 1, vol. 346, novembre 1989, pp. 232-242, DOI:10.1086/168004. URL consultato il 30 marzo 2010.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 30 marzo 2010.
  4. ^ a b Misure ricavate dalla parallasse delle due stelle in VizieR services - star catalogues, vizier.u-strasbg.fr. URL consultato il 30 marzo 2010.
  5. ^ Sky-Map.org - Sharpless Catalogue (from 121 to 130)
  6. ^ Chen, W. P.; Lee, H. T., The Lacerta OB1 Association, in Handbook of Star Forming Regions, Volume I: The Northern Sky, vol. 4, dicembre 2008, p. 124. URL consultato il 30 marzo 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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