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Sh2-90

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Sh2-90
Regione H II
Sh2-90
Sh2-90
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneVolpetta
Ascensione retta19h 49m 18s[1]
Declinazione+26° 53′ 12″[1]
Coordinate galattichel = 63,2; b = +00,5[1]
Distanza7820[2][3] a.l.
(2400[2][3] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)6' x 6'
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Classe3 2 2[4]
Dimensioni6,8 a.l.
(2,1 pc)
Caratteristiche rilevantilegata a LDN 798
Altre designazioni
LBN 144;[1] Avedisova 904
Mappa di localizzazione
Sh2-90
Vulpecula IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 19h 49m 18s, +26° 53′ 12″

Sh2-90 è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione della Volpetta.

Si individua nella parte settentrionale della costellazione, a nord della famosa Nebulosa Manubrio (M27) e a ESE della stella doppia Albireo (β Cygni); appare come una nube di piccole dimensioni, individuabile e fotografabile con l'ausilio di filtri e riprese a lunga esposizione. Trovandosi nell'emisfero celeste boreale, la sua osservazione è facilitata nelle regioni dell'emisfero boreale; il periodo adatto alla sua osservazione nel cielo serale è compreso fra giugno e novembre.

Sh2-90 è una piccola regione H II situata nello stesso ambiente galattico dell'associazione OB Vulpecula OB1, a breve distanza dalla nube Sh2-89, con cui condivide anche le ridotte dimensioni; possiede una struttura cava, con la parte più densa che costituisce la parete esterna della nube stessa; la sua stella eccitatrice si trova sul bordo esterno di questa struttura ad involucro.[3] La nube giace sul bordo di una grande superbolla denominata GS061+00+51, originatasi probabilmente o dalla fusione di più bolle formate dal vento stellare delle stelle più massicce dell'associazione Vulpecula OB1, oppure dall'esplosione di più supernovae; la sua espansione è stata disturbata dalla presenza di una vicina nube molecolare, che ha determinato la forma irregolare della superbolla stessa.[2] La nube molecolare associata a Sh2-89 e Sh2-90 è nota con la sigla LDN 798 e possiede una massa pari a 60.000 M.[3]

Nella nube sono state individuate alcune sorgenti di radiazione infrarossa, fra le quali spicca IRAS 19474+2637,[5] legata ad un oggetto stellare giovane da cui si origina un maser ad acqua.[6] La presenza di altre due sorgenti IRAS[5] e di tre sorgenti di onde radio è indice della presenza di fenomeni di formazione stellare ancora in atto nella nube.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 25 giugno 2010.
  2. ^ a b c Billot, N.; Noriega-Crespo, A.; Carey, S.; Guieu, S.; Shenoy, S.; Paladini, R.; Latter, W., Young Stellar Objects and Triggered Star Formation in the Vulpecula OB Association, in The Astrophysical Journal, vol. 712, nº 2, aprile 2010, pp. 797-812, DOI:10.1088/0004-637X/712/2/797. URL consultato il 25 giugno 2010.
  3. ^ a b c d Lafon, G.; Baudry, A.; de La Noe, J.; Deharveng, L., The molecular cloud-H II region complexes associated with SH 90 and SH 235, in Astronomy and Astrophysics, vol. 124, nº 1, luglio 1983, pp. 1-10, DOI:10.1051/0004-6361:20010737. URL consultato il 25 giugno 2010.
  4. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 25 giugno 2010.
  5. ^ a b Helou, George; Walker, D. W., Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases. Volume 7: The small scale structure catalog, in Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases, vol. 7, 1988, pp. 1-265. URL consultato il 25 giugno 2010.
  6. ^ Brand, J.; Cesaroni, R.; Caselli, P.; Catarzi, M.; Codella, C.; Comoretto, G.; Curioni, G. P.; Curioni, P.; di Franco, S.; Felli, M.; Giovanardi, C.; Olmi, L.; Palagi, F.; Palla, F.; Panella, D.; Pareschi, G.; Rossi, E.; Speroni, N.; Tofani, G., The Arcetri catalogue of H_2_O maser sources update, in Astrophysical Journal Supplement, vol. 103, marzo 1994, pp. 541-572. URL consultato il 25 giugno 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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