Sh2-71

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Sh2-71
Nebulosa planetaria
Sh2-71.jpg
Sh2-71
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneAquila
Ascensione retta19h 01m 59s[1]
Declinazione+02° 09′ 18″[1]
Coordinate galattichel = 36,05; b = -01,36[1]
Distanza<3260[2] a.l.
(<1000[2] pc)
Magnitudine apparente (V)13,8[1]
Dimensione apparente (V)3' x 3'
Caratteristiche fisiche
TipoNebulosa planetaria
Classe2 2 3[3]
Altre designazioni
LBN 103, IRAS 18594+0204, PK 036-01.1[1]
Mappa di localizzazione
Sh2-71
Aquila IAU.svg
Categoria di nebulose planetarie

Coordinate: Carta celeste 19h 01m 59s, +02° 09′ 18″

Sh2-71 è una nebulosa planetaria visibile nella costellazione dell'Aquila.

Si individua nella parte occidentale della costellazione, sul bordo di un campo fortemente oscurato dalle dense nubi che costituiscono la Fenditura dell'Aquila. Il periodo più indicato per la sua osservazione nel cielo serale ricade fra giugno e novembre; trovandosi a soli 2° dall'equatore celeste, può essere osservata indistintamente da tutte le regioni popolate della Terra.

Si tratta di una nebulosa dalla forma allungata in senso nord-sud, con una cavità centrale anch'essa di forma allungata e divisa apparentemente in due lobi; la sua distanza, ottenuta tramite la sua estinzione, è certamente inferiore ai 1000 parsec (meno di 3260 anni luce), ma resta incerta.[2] Si può assumere pertanto che la sua posizione ricada nei pressi del bordo esterno del Braccio di Orione. La nebulosa presenta un disco schiacciato in espansione che circonda la stella centrale, la quale fornisce la radiazione ionizzante alla nube stessa; un getto proveniente dalla regione centrale indica che vi è in atto una perdita di materia stimata attorno a 6x10−6 M all'anno. Questo fenomeno suggerisce che la stella centrale potrebbe essere la componente dominante di un sistema binario in cui una componente invisibile riempie il suo lobo di Roche perdendo materia attraverso il punto di Lagrange esterno al disco e internamente alla componente responsabile dell'eccitazione.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato l'11 settembre 2011.
  2. ^ a b c Giammanco, C.; Sale, S. E.; Corradi, R. L. M.; Barlow, M. J.; Viironen, K.; Sabin, L.; Santander-García, M.; Frew, D. J.; Greimel, R.; Miszalski, B.; Phillipps, S.; Zijlstra, A. A.; Mampaso, A.; Drew, J. E.; Parker, Q. A.; Napiwotzki, R., IPHAS extinction distances to planetary nebulae, in Astronomy and Astrophysics, vol. 525, gennaio 2011, pp. A58, DOI:10.1051/0004-6361/201014464. URL consultato l'11 settembre 2011.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato l'11 settembre 2011.
  4. ^ Cuesta, L.; Phillips, J. P., The kinematic structure of the unusual outflow source Sh2-71, in Astronomy and Astrophysics, vol. 270, 1-2, marzo 1993, pp. 379-392. URL consultato l'11 settembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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