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Sh2-124

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Sh2-124
Regione H II
Sh2-124
Sh2-124
Dati osservativi
(epoca J2000)
Costellazione Cigno
Ascensione retta 21h 38m 17s[1]
Declinazione +50° 19′ 48″[1]
Coordinate galattiche l = 94,5; b = -01,5[1]
Distanza 8480[2] a.l.
(2600[2] pc)
Magnitudine apparente (V) -
Dimensione apparente (V) 70' x 70'
Caratteristiche fisiche
Tipo Regione H II
Classe 1 2 2[3]
Dimensioni 173 a.l.
(53 pc)
Caratteristiche rilevanti Avedisova 1220
Altre designazioni
LBN 426;[1] RAFGL 2789
Mappa di localizzazione
Sh2-124
Cygnus IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 21h 38m 17s, +50° 19′ 48″

Sh2-124 è una grande nebulosa a emissione visibile nella costellazione del Cigno.

Si individua sul bordo nordoccidentale della costellazione, lungo la Via Lattea, a est della coppia di stelle ρ1 Cygni e ρ2 Cygni; il periodo più indicato per la sua osservazione nel cielo serale ricade fra i mesi di luglio e dicembre ed è notevolmente facilitata per osservatori posti nelle regioni dell'emisfero boreale terrestre.

Sh2-124 è un esteso ed enigmatico sistema nebuloso, legato alla sorgente infrarossa RAFGL 2789, la quale è identificata con la controparte stellare nota come V645 Cygni, probabilmente una stella di classe O o una stella Ae/Be di Herbig. Il complesso è situato probabilmente all'interno del Braccio di Orione alla distanza di circa 2600 parsec (circa 8480 anni luce);[2] benché questa sia la stima di distanza maggiormente accettata, sono state proposte distanze fino a 4500 parsec.[4] Se la stima di 2600 parsec è corretta, questa nebulosa potrebbe trovarsi in una regione inter-braccio o a ridosso del bordo interno del Braccio di Perseo, in primo piano rispetto all'associazione Cepheus OB1.

Le stelle principali responsabili della ionizzazione dei gas della nebulosa sarebbero una stella blu di classe spettrale O7V e una stella azzurra di classe B2V,[5] cui se ne aggiungerebbero forse delle altre. La nebulosa ospita processi di formazione stellare ed è infatti inserita nel Catalogo Avedisova come oggetto numero 1220;[6] al suo interno sono state individuate alcune sorgenti infrarosse, cinque delle quali identificate dal satellite IRAS.[7] Sono stati inoltre rilevati due maser, uno con emissioni H2O centrato sulla componente V645 Cygni[8] e uno con emissioni CH3OH.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 19 marzo 2013.
  2. ^ a b c Blitz, L.; Fich, M.; Stark, A. A., Catalog of CO radial velocities toward galactic H II regions, in Astrophysical Journal Supplement Series, vol. 49, giugno 1982, pp. 183-206, DOI:10.1086/190795. URL consultato il 19 marzo 2013.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 19 marzo 2013.
  4. ^ Felli, M.; Harten, R. H., A high-resolution search for small-scale structure in Sharpless H II regions at 4.995 GHz. II - General properties of the entire sample. III - Description of selected sources, in Astronomy and Astrophysics, vol. 100, nº 1, luglio 1981, pp. 28-58. URL consultato il 19 marzo 2013.
  5. ^ Chini, R.; Wink, J. E., The galactic rotation outside the solar circle, in Astronomy and Astrophysics, vol. 139, nº 1, ottobre 1984, pp. L5-L8. URL consultato il 19 marzo 2013.
  6. ^ Avedisova, V. S., A Catalog of Star-Forming Regions in the Galaxy, in Astronomy Reports, vol. 46, nº 3, marzo 2002, pp. 193-205, DOI:10.1134/1.1463097. URL consultato il 19 marzo 2013.
  7. ^ Helou, George; Walker, D. W., Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases. Volume 7: The small scale structure catalog, in Infrared astronomical satellite (IRAS) catalogs and atlases, vol. 7, 1988, pp. 1-265. URL consultato il 19 marzo 2013.
  8. ^ Kwok, S., On the radio properties of V645 Cygni, in Astronomical Society of the Pacific, Publications, vol. 93, giugno 1981, pp. 361-363, DOI:10.1086/130838. URL consultato il 19 marzo 2013.
  9. ^ Menten, Karl M., The discovery of a new, very strong, and widespread interstellar methanol maser line, in Astrophysical Journal, Part 2 - Letters, vol. 380, ottobre 1991, pp. L75-L78, DOI:10.1086/186177. URL consultato il 19 marzo 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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