Sh2-265

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Sh2-265
Regione H II
Sh2-265
Sh2-265
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneOrione
Ascensione retta05h 18m 36s[1]
Declinazione+07° 26′ :[1]
Coordinate galattichel = 195,1; b = -16,8[1]
Distanza1300[2] a.l.
(400[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)100' x 100'
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Classe1 2 3
Dimensioni26,4[2] a.l.
(8,1[2] pc)
Altre designazioni
LBN 869[1]
Mappa di localizzazione
Sh2-265
Orion IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 05h 18m 36s, +07° 26′ 00″

Sh2-265 è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione di Orione.

Si individua nella parte settentrionale della costellazione, circa 2° a nordovest della brillante Bellatrix (γ Orionis); essendo debolmente luminosa, può essere individuata più grazie al campo buio causato all'oscuramento delle stelle retrostanti, piuttosto che per la sua luminosità. La sua declinazione non è particolarmente settentrionale e ciò fa sì che essa possa essere osservata agevolmente da entrambi gli emisferi celesti, sebbene gli osservatori dell'emisfero boreale siano più avvantaggiati; il periodo in cui raggiunge la più alta elevazione sull'orizzonte è compreso fra i mesi di ottobre e febbraio.

Si tratta di un complesso nebuloso solo parzialmente ionizzato; gran parte della nube infatti non è luminosa e possiede il numero di catalogo B223 (LDN 1589). La nube fa parte del grande anello di regioni H II che circonda la Regione di Lambda Orionis, un vasto complesso nebuloso in cui ha avuto luogo la formazione stellare di stelle di grande e media massa;[2] la stella λ Orionis tuttavia non è la responsabile della ionizzazione dei gas della nube, che pare anzi ricevere la radiazione delle stelle dell'Associazione Orion OB1. Orion OB1 è una grande associazione OB formatasi dai gas del Complesso nebuloso molecolare di Orione e comprende un gran numero di stelle blu di sequenza principale; la parte più prossima a Sh2-265 è il sottogruppo noto come Orion OB1a.[3]

Nella nube è presente il maggiore oggetto HH della regione di Lambda Orionis; si tratta di un getto bipolare dell'estensione di circa 2,6 parsec (8,5 anni luce), corrispondente a circa 20 primi d'arco, ben visibile nelle immagini riprese nella banda dell'. L'oggetto è catalogato come HH 114/115, una catalogazione doppia poiché i due getti hanno un numero di catalogo indipendente; entrambi sono generati dalla sorgente IRAS 05155+0707, che corrisponde a una protostella di Classe I posta fra i due getti. A questa struttura è legato un oggetto, denominato HH 114 MMS, individuato tramite osservazioni a 1300 μm e connesso con HH 114.[4] Evidenze di un secondo getto bipolare di grandi dimensioni possono essere individuate nei due oggetti HH 328 e HH 329, allineati quasi perfettamente con HH 114 MMS. A questi due grandi getti bipolari sono connessi altrettanti getti CO; in particolare, il getto legato a HH 114 MMS non appare allineato con HH 328/329, a differenza della controparte ottica HH 114, suggerendo che la sorgente di HH 114 sia in realtà una proto-stella binaria.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 24 novembre 2009.
  2. ^ a b c d e Lang, W. J.; Masheder, M. R. W.; Dame, T. M.; Thaddeus, P., The lambda -Orionis Ring in CO, in Astronomy and Astrophysics, vol. 357, maggio 2000, pp. 1001-1012. URL consultato il 24 novembre 2009.
  3. ^ Brown, A. G. A.; de Geus, E. J.; de Zeeuw, P. T., The Orion OB1 association. 1: Stellar content, in Astronomy and Astrophysics, vol. 289, nº 1, settembre 1994, pp. 101-120. URL consultato il 24 novembre 2009.
  4. ^ Reipurth, Bo; Bally, John; Devine, David, Giant Herbig-Haro Flows, in Astronomical Journal, vol. 114, dicembre 1997, p. 2708, DOI:10.1086/118681. URL consultato il 26 novembre 2009.
  5. ^ Lee, Chin-Fei; Mundy, Lee G.; Stone, James M.; Ostriker, Eve C., CO Outflows from Young Stellar Objects, in The Astronomical Journal, vol. 576, nº 2, settembre 2002, pp. 294-312, DOI:10.1086/341540. URL consultato il 26 novembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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