Sh2-7

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Sh2-7
Regione H II
Sh2-7.jpg
Sh2-7
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneScorpione
Ascensione retta16h 00m 24s[1]
Declinazione-22° 59′ 00″[1]
Coordinate galattichel = 349,9; b = +22,3[1]
Distanza652[2] a.l.
(200[2] pc)
Magnitudine apparente (V)-
Dimensione apparente (V)240' x 240'
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Classe3 2 1[3]
Dimensioni45,6 a.l.
(14,0 pc)
Altre designazioni
LBN 1099[1]
Mappa di localizzazione
Sh2-7
Scorpius IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 16h 00m 24s, -22° 59′ 00″

Sh2-7 è una nebulosa a emissione visibile nella costellazione dello Scorpione.

Si trova nel settore nordoccidentale della costellazione, associato al gruppo di stelle luminose che costituiscono la "testa" dello Scorpione; la sua osservazione è resa difficoltosa sia dalla scarsa luminosità della nube, sia, al contrario, dalla grande luminosità della sua stella eccitatrice, δ Scorpii. Nonostante si trovi nell'emisfero celeste australe, la sua declinazione non è fortemente meridionale, tanto che può essere osservata senza difficoltà anche da tutte le regioni boreali poste nella fascia temperata; il periodo più indicato per la sua osservazione nel cielo della sera ricade fra maggio e settembre.

La nube si presenta di aspetto disomogeneo e incornicia δ Scorpii, la cui radiazione è la principale sorgente della sua ionizzazione; questa e le stelle circostanti fanno parte dell'Associazione di Antares, nota anche come Sco OB2, una brillante associazione OB facente parte a sua volta della grande Associazione Scorpius-Centaurus. Sh2-7 e le nubi circostanti costituiscono i residui della nube molecolare gigante che ha originato le stelle del gruppo circa 5 milioni di anni fa. L'esplosione di una supernova, avvenuta circa 1,5 milioni di anni fa, ha contribuito alla dispersione della nube originaria, che si è disgregata lasciando i residui osservabili attorno a queste stelle.[4] La distanza di Sh2-7, coerentemente con quella media dell'associazione Sco OB2, è stimata attorno ai 200 parsec (circa 652 anni luce).[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 17 marzo 2010.
  2. ^ a b c Russeil, D., Star-forming complexes and the spiral structure of our Galaxy, in Astronomy and Astrophysics, vol. 397, gennaio 2003, pp. 133-146, DOI:10.1051/0004-6361:20021504. URL consultato il 17 marzo 2010.
  3. ^ Sharpless, Stewart, A Catalogue of H II Regions., in Astrophysical Journal Supplement, vol. 4, dicembre 1959, p. 257, DOI:10.1086/190049. URL consultato il 17 marzo 2010.
  4. ^ Motte, F.; Andre, P.; Neri, R., The initial conditions of star formation in the rho Ophiuchi main cloud: wide-field millimeter continuum mapping, in Astronomy and Astrophysics, vol. 336, agosto 1998, pp. 150-172. URL consultato il 17 marzo 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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